Make up artist e truccatore freelance: quali sono le differenze?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La differenza è operativa: truccatore freelance opera su set ed eventi come libero professionista; make-up artist con studio opera come impresa artigiana (ditta individuale) con SCIA e iscrizione in Camera di Commercio.

  • Codici ATECO: 90.39.09 per attività su eventi/spettacoli; 96.99.91 per studio/istituto di bellezza.
  • Previdenza: Gestione Separata INPS per il freelance; Gestione Artigiani INPS e INAIL per ditta individuale.
  • Adempimenti: AA9/12 per il freelance; ComUnica + SCIA SUAP, PEC e firma digitale per la ditta.

Chi è “truccatore freelance” e chi è “make-up artist con studio”

Nel linguaggio comune i termini si sovrappongono. Nel fisco contano dove e come lavori.

Se lavori su set, produzioni, sfilate, eventi e matrimoni, senza uno studio aperto al pubblico, sei un libero professionista. Operi “a progetto” e ti inquadri come lavoratore autonomo.

Se hai uno studio, una cabina o una poltrona in un centro estetico, offri servizi al pubblico in sede fissa. In questo caso operi come impresa artigiana e apri una ditta individuale.

Codici ATECO corretti e cosa implicano

Il codice ATECO identifica l’attività economica. Per il trucco su set, eventi e spettacolo si usa 90.39.09 “Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche”. Per uno studio o postazione in centro estetico si usa 96.99.91 “Servizi degli istituti di bellezza”.

Il primo codice orienta verso il lavoro autonomo puro: niente Camera di Commercio, niente INAIL, niente SCIA. Il secondo ti colloca tra le imprese artigiane: iscrizione al Registro Imprese/REA, INAIL e SCIA obbligatorie.

In attività miste (set + studio), prevale il canale “impresa”: apri ditta individuale, indichi ATECO principale e secondario, e rispetti gli obblighi dell’impresa.

Regimi fiscali applicabili nel 2026

Puoi scegliere il regime forfettario se rispetti i requisiti. Il forfettario è un regime agevolato. Paghi un’imposta sostitutiva sul reddito calcolato con un coefficiente legato al tuo ATECO. Non applichi IVA, non subisci ritenute d’acconto, tieni una contabilità semplificata.

La soglia di accesso resta 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Se superi in corso d’anno 100.000 euro, esci immediatamente dal regime e applichi IVA da quel momento. La base normativa è nella Legge 190/2014, commi 54-89, come modificata dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022).

In alternativa c’è il regime ordinario IVA. Qui addebiti IVA in fattura, detrai l’IVA sugli acquisti, calcoli IRPEF progressiva e addizionali sul reddito effettivo. Serve contabilità più strutturata.

Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La previsione deriva dal D.L. 36/2022, come convertito, e dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi previdenziali e assicurazione INAIL

Il truccatore freelance, in assenza di cassa professionale dedicata, versa alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS. Negli ultimi anni si è attestata intorno al 26-27%. Con il principio di cassa paghi sui compensi incassati.

La ditta individuale con ATECO 96.99.91 rientra nella Gestione Artigiani INPS. Paghi contributi fissi trimestrali sul minimale di reddito, più un’aliquota percentuale sulla parte eccedente. Le soglie e le aliquote cambiano ogni anno con circolare INPS.

L’impresa artigiana deve anche attivare posizioni INAIL perché svolge un’attività con rischio infortunistico. I premi INAIL dipendono dal tasso del tuo inquadramento. La normativa generale è nel D.P.R. 1124/1965 e nel Testo Unico sicurezza (D.Lgs. 81/2008) se assumi personale.

Adempimenti per l’avvio: AA9/12 vs ComUnica + SCIA

Il libero professionista apre la Partita IVA con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Può inviarlo online, per raccomandata o a mano. La disciplina IVA è nel D.P.R. 633/1972. L’apertura può essere gratuita se gestisci in autonomia.

La ditta individuale usa la pratica ComUnica. Con un invio unico fai: Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, posizione INPS Artigiani e posizione INAIL. ComUnica è disciplinata dal D.L. 7/2007 e dal D.P.C.M. 6 maggio 2009.

Per l’attività in studio serve la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è regolata dalla L. 241/1990 e dal D.Lgs. 222/2016. Devi rispettare i requisiti igienico-sanitari dei locali indicati dai regolamenti comunali e dalle ASL.

Se offri trattamenti tipici degli istituti di bellezza, si applica la Legge 4 gennaio 1990 n. 1 sull’estetista e il relativo regolamento attuativo. Sono richiesti titoli professionali specifici. Il trucco artistico su set non ricade di norma in questa disciplina; il trucco estetico in studio sì.

Fatture, ritenute e marca da bollo

In forfettario indichi che il compenso è in franchigia IVA ex Legge 190/2014. Non applichi ritenuta d’acconto e lo scrivi in fattura. Se l’importo supera 77,47 euro applichi marca da bollo da 2 euro. Con e-fattura, il bollo è virtuale e si paga periodicamente.

Nel regime ordinario addebiti IVA secondo l’aliquota applicabile (in genere 22%). Se sei freelance puoi concordare una rivalsa INPS del 4% a titolo contrattuale; non è obbligatoria per legge. In impresa artigiana non si usa la rivalsa; i contributi si pagano con F24 a parte.

Costi di apertura e gestione nel 2026

Libero professionista: apertura Partita IVA con AA9/12 a costo zero se operi da solo. Se incarichi un intermediario paghi il compenso professionale.

Ditta individuale: costi amministrativi variabili per diritti e bolli camerali, imposta di bollo, PEC e firma digitale. In molti casi si spendono tra 100 e 300 euro per pratiche e diritti, più la SCIA (da zero a qualche centinaio a seconda del Comune) e il compenso dell’intermediario se lo usi. Gli importi esatti variano ogni anno e per territorio.

Regola decisionale rapida

Se lavori solo su set, eventi, sfilate e matrimoni, senza studio aperto al pubblico, scegli il profilo da libero professionista. Apri Partita IVA con AA9/12 e usa ATECO 90.39.09.

Se ricevi clienti in uno studio, noleggi una cabina o una poltrona in un centro estetico, ti serve la ditta individuale artigiana. Usa ATECO 96.99.91, fai ComUnica, SCIA al SUAP, INPS Artigiani e INAIL.

Se fai entrambe le cose e hai uno studio, apri ditta individuale. Indica ATECO principale e secondario. Applica le regole dell’impresa per tutta l’attività.

Se non hai uno studio e svolgi solo trucco artistico a domicilio o su set, resta libero professionista. Verifica sempre i contratti con location e produzioni e la copertura assicurativa.

Esempi pratici

Elena, trucco matrimonio e sfilate

Elena lavora a domicilio e in location per matrimoni e sfilate. Non ha studio. Apre Partita IVA come libera professionista con AA9/12, ATECO 90.39.09. Valuta il regime forfettario se prevede compensi sotto 85.000 euro.

Luca, poltrona in affitto in un centro estetico

Luca affitta una postazione in un salone. Opera con il proprio marchio e clienti. È ditta individuale artigiana con ATECO 96.99.91. Fa ComUnica, SCIA, INPS Artigiani e INAIL. L’accordo di “affitto poltrona” regola spazi e responsabilità.

Sara, studio privato e set fotografici

Sara apre uno studio e, a volte, trucca su set. Apre ditta individuale. Indica 96.99.91 come ATECO principale e 90.39.09 come secondario. Rispetta gli obblighi di impresa per tutta l’attività.

Errori da evitare

Usare il codice ATECO sbagliato

Sbagliare codice può portare a contributi e adempimenti errati. Verifica la prevalenza dell’attività e l’ambiente di lavoro.

Aprire come freelance ma lavorare in studio

Se ricevi clienti in studio, non basta il profilo da professionista. Servono SCIA, Camera di Commercio, INAIL e requisiti igienico-sanitari.

Dimenticare la fatturazione elettronica

Dal 2024 è obbligatoria per tutti. Prepara un canale SDI e gestisci il bollo virtuale.

Ignorare i titoli professionali per l’estetica

Il trucco estetico in studio può richiedere i requisiti previsti dalla Legge 1/1990. Informati presso SUAP e ASL del Comune.

Fonti normative e dove verificarle

Le basi di legge si consultano sul portale Normattiva. Per IVA e fatturazione, vedi D.P.R. 633/1972 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per il regime forfettario, Legge 190/2014 e successive modifiche. Per ComUnica, D.L. 7/2007 e D.P.C.M. 6 maggio 2009. Per la SCIA, L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016. Per estetista, Legge 4 gennaio 1990 n. 1 e regolamenti attuativi. Per contributi e premi, circolari INPS e tabelle INAIL. Per requisiti locali e igiene, consulta SUAP e ASL del tuo Comune e il Ministero del Lavoro per gli indirizzi tecnici.

Scenario Inquadramento fiscale/previdenziale Adempimenti iniziali Tempistiche e costi indicativi
Truccatore freelance su set/eventi Libero professionista; Gestione Separata INPS; niente INAIL; forfettario o ordinario IVA AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta regime fiscale; attivazione e-fattura; eventuale polizza RC 1-3 giorni lavorativi; costi apertura 0€ se fai da solo; software e-fattura da poche decine di euro/anno
Make-up artist con studio proprio Ditta individuale artigiana; INPS Artigiani; INAIL; forfettario o ordinario IVA ComUnica (IVA, Registro Imprese/REA, INPS, INAIL); SCIA SUAP; PEC e firma digitale; requisiti locali 5-15 giorni lavorativi; diritti e bolli 100-300€; SCIA 0-200€ variabile; PEC+firma da 35€; più eventuale consulente
Affitto poltrona in centro estetico Ditta individuale artigiana; INPS Artigiani; INAIL; contratto di poltrona ComUnica; SCIA del salone aggiornata o SCIA propria secondo Comune; accordo scritto con il titolare 5-15 giorni; stessi costi dell’impresa; eventuale canone di poltrona a parte
Attività mista (studio + set) Ditta individuale con ATECO principale 96.99.91 e secondario 90.39.09; INPS Artigiani; INAIL ComUnica con più ATECO; SCIA; procedure di sicurezza; organizzazione contabile unica 7-20 giorni; costi come impresa; oneri ricorrenti INPS fissi + percentuali

FAQ

1) Posso fare trucco sposa a domicilio senza aprire uno studio? Qual è il codice ATECO giusto e quali obblighi ho?

Sì. Se lavori a domicilio o in location per matrimoni ed eventi, senza una sede aperta al pubblico, rientri nel profilo del libero professionista. Il codice ATECO più usato è 90.39.09 “Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche”, perché la prestazione ha natura artistica e di immagine legata all’evento. Apri la Partita IVA con il modello AA9/12. Scegli il regime fiscale (molti iniziano con il forfettario se prevedono compensi entro 85.000 euro). Attiva la fatturazione elettronica. Valuta una polizza di responsabilità civile professionale. Non ti iscrivi alla Camera di Commercio, non fai SCIA e non apri INAIL, perché non gestisci un laboratorio o un punto vendita; versi però i contributi alla Gestione Separata INPS sui compensi incassati. Se in futuro aprirai uno studio o una postazione fissa al pubblico, dovrai passare al profilo di impresa artigiana con gli adempimenti aggiuntivi.

2) Se affitto una poltrona in un centro estetico sono freelance o impresa? Serve la SCIA?

L’affitto di poltrona in un salone ti rende, di fatto, un’impresa autonoma che opera in una sede aperta al pubblico. Devi aprire una ditta individuale artigiana con ATECO 96.99.91, iscriverti al Registro Imprese e alla Gestione Artigiani INPS, e attivare l’INAIL. Serve la SCIA al SUAP. In molti Comuni la SCIA del salone può essere integrata con i tuoi dati; in altri è richiesta una tua SCIA. Verifica presso il SUAP locale. Stipula sempre un contratto scritto con il titolare del salone: regola canoni, turni, uso attrezzature, responsabilità su sicurezza, gestione rifiuti e privacy. Ricorda che, se offri trattamenti ricompresi nella Legge 1/1990 sull’estetista, servono i titoli professionali previsti. Dal lato fiscale puoi restare nel forfettario se rispetti i requisiti. In caso contrario, adotti l’ordinario IVA con detrazione dell’IVA su acquisti e investimenti.

3) Regime forfettario per truccatori e make-up artist: come funziona il calcolo del reddito e quale coefficiente si applica?

Nel forfettario il reddito non è la differenza tra ricavi e costi. Si calcola applicando al totale dei compensi/ricavi un coefficiente di redditività previsto dall’Allegato 4 della Legge 190/2014 per il tuo codice ATECO. Quindi si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. Sull’imponibile così ottenuto si paga un’imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni in presenza dei requisiti di start-up; 15% altrimenti). Il coefficiente varia per settore e viene individuato dal tuo ATECO: per i codici riferiti ai servizi alla persona e alle attività artistiche, i coefficienti sono fissati dall’Allegato 4. Verifica sempre la voce corretta nell’ultima versione normativa o nelle guide dell’Agenzia delle Entrate, perché il coefficiente incide in modo rilevante sull’imposta. Nel forfettario non addebiti IVA, non subisci ritenute d’acconto, tieni registri minimi e usi la fatturazione elettronica. Se superi 85.000 euro perdi il regime dall’anno successivo; se superi 100.000 euro lo perdi subito da quel momento dell’anno. Le basi sono nella Legge 190/2014 e nella Legge 197/2022.

4) Ho una ditta individuale con studio: posso comunque lavorare su set e produzioni? Come fatturo e quali effetti previdenziali ho?

Sì. La ditta individuale può indicare ATECO principale 96.99.91 e secondario 90.39.09. Fatturi tutte le prestazioni con la stessa Partita IVA. Se sei in forfettario emetti fatture senza IVA, con marca da bollo quando dovuta. Se sei in ordinario applichi l’IVA secondo le regole generali. Dal lato previdenziale, l’inquadramento resta quello della Gestione Artigiani per l’intera ditta: versi i contributi fissi sul minimale e quelli percentuali sull’eccedenza, calcolati sul reddito d’impresa complessivo (che include anche i compensi per i set). L’INAIL resta attivo perché gestisci uno studio. Cura i profili di sicurezza, privacy e gestione rifiuti. Se collabori in set che ti richiedono particolari coperture assicurative o certificazioni, verifica i capitolati dei committenti.

5) Come passo da truccatore freelance a make-up artist con studio senza interrompere i lavori in corso?

Pianifica in tre mosse. Primo, apri la ditta individuale con ComUnica, attiva PEC e firma digitale, e presenta la SCIA al SUAP con tutti gli allegati tecnici richiesti (planimetrie, requisiti igienico-sanitari, eventuali titoli professionali). Secondo, comunica la variazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate (la ComUnica aggiorna anche la tua posizione IVA), inserisci l’ATECO 96.99.91 come principale e, se opportuno, aggiungi 90.39.09 come secondario. Terzo, aggiorna i dati di fatturazione con i clienti e i sistemi di e-fattura. I lavori in corso si fatturano con la nuova intestazione dal momento dell’attivazione della ditta. Dal lato previdenziale verrai iscritto alla Gestione Artigiani; chiudi o trasformi l’obbligo in Gestione Separata secondo le istruzioni INPS, tenendo conto dei periodi sovrapposti. Prepara un prospetto di chiusura del periodo “professionista” e di apertura come “impresa” per gestire correttamente imposte e contributi. La cornice normativa di riferimento include D.L. 7/2007 e D.P.C.M. 6 maggio 2009 per ComUnica, L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016 per SCIA, Legge 190/2014 per i regimi fiscali, e le circolari INPS per i contributi. Verifica i dettagli su portale Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e presso il SUAP del tuo Comune.

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