Aprire un’attività e diploma: serve con la Partita IVA?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi aprire la Partita IVA se hai i requisiti anagrafici e legali; il percorso cambia per professioni intellettuali, artigiani e commercianti. Servono iscrizioni previdenziali, eventuali abilitazioni e, spesso, SCIA al SUAP.

  • La dichiarazione di inizio attività IVA si fa con il modello AA9/12 (art. 35, DPR 633/1972) o con la ComUnica per le ditte individuali (DPCM 6 maggio 2009).
  • Per attività regolamentate servono abilitazioni o iscrizioni ad albi/ordini: senza questi titoli non si può esercitare.
  • La previdenza varia per categoria: casse professionali, Gestione separata INPS o Gestione Artigiani/Commercianti, oltre all’INAIL per gli artigiani.

Requisiti generali per aprire la Partita IVA

Per iniziare un’attività devi rispettare tre condizioni base. Maggiore età, cioè almeno 18 anni. Capacità di agire, cioè saper intendere e volere. Residenza o domicilio fiscale in Italia, o una stabile organizzazione in Italia.

La legge sull’IVA richiede la dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni dall’avvio effettivo. La norma di riferimento è l’articolo 35 del DPR 633/1972. La dichiarazione attribuisce il numero di Partita IVA.

Se sei cittadino extra UE, serve un permesso per lavoro autonomo. La base è l’articolo 26 del Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. 286/1998) e le disposizioni del Ministero dell’Interno. Valuta tempistiche e quote, se previste.

Professioni regolamentate e non regolamentate: cosa cambia

Professioni ordinistiche: esame di Stato, Albo e cassa

Se sei ingegnere, architetto, avvocato, commercialista, psicologo e simili, la legge ti chiede abilitazione e iscrizione all’Ordine. La cornice è il DPR 328/2001 e le leggi istitutive dei singoli ordini professionali.

Dopo l’iscrizione all’Albo, ti iscrivi alla cassa previdenziale della categoria. Esempi: Inarcassa per ingegneri e architetti, Cassa Forense per avvocati. Le casse privatizzate operano secondo il D.Lgs. 509/1994 e il D.Lgs. 103/1996.

Solo con abilitazione e iscrizione puoi esercitare e fatturare. Senza, l’attività è abusiva e sanzionabile. Le regole deontologiche degli Ordini si sommano agli adempimenti fiscali generali.

Professioni non regolamentate: libertà di esercizio, ma regole fiscali e previdenziali

Se fai un’attività intellettuale non ordinistica, come copywriter o consulente marketing, puoi aprire come libero professionista senza Albo. La Legge 4/2013 inquadra queste professioni non organizzate in ordini o collegi.

Per la previdenza, ti iscrivi alla Gestione separata INPS. La base è la Legge 335/1995, articolo 2, comma 26. L’aliquota si aggiorna ogni anno con circolare INPS (ad esempio, 26,07% nel 2024). Verifica sempre il valore vigente.

Attività artigiane e commerciali: qualifiche, SCIA, Registro Imprese

Per idraulici, elettricisti e impiantisti si applica il DPR 37/2008. Per estetiste la Legge 1/1990. Per acconciatori la Legge 174/2005. Queste norme chiedono qualifiche o esperienza documentata prima di iniziare.

Apri una ditta individuale con la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Il DPCM 6 maggio 2009 ha istituito la ComUnica. In un invio crei Partita IVA, iscrizione camerale, INPS e, se artigiano, anche INAIL.

Per avviare una sede fisica o un e-commerce al dettaglio, invii la SCIA al SUAP comunale. La cornice è il DPR 160/2010 e il D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2). Con la SCIA puoi partire subito, salvo controlli successivi.

La procedura operativa: professionista vs ditta individuale

Libero professionista: modello AA9/12

Compili il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Indichi dati anagrafici, domicilio fiscale, codici ATECO e regime fiscale. Lo invii online con SPID/CIE/CNS, o tramite intermediario abilitato, o allo sportello.

Il numero di Partita IVA arriva subito. La dichiarazione di inizio attività è disciplinata dall’articolo 35 del DPR 633/1972. Dal giorno di apertura scattano gli obblighi di fatturazione e conservazione delle fatture elettroniche.

Attiva un domicilio digitale. Per imprese e professionisti è obbligatorio indicare la PEC come domicilio digitale, in base al Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e agli interventi recenti sul domicilio digitale.

Ditta individuale artigiana o commerciale: ComUnica e SUAP

Prepara la ComUnica con il software della Camera di Commercio o con un intermediario. La pratica apre la Partita IVA, iscrive al Registro Imprese, attiva INPS e INAIL se artigiano.

Per attività soggette a controllo comunale, invia la SCIA al SUAP. Le tabelle del D.Lgs. 222/2016 indicano quando serve SCIA, autorizzazione o semplice comunicazione. Allegati tipici: planimetrie, requisiti professionali, sicurezza.

Per e-commerce al dettaglio serve SCIA al SUAP del Comune della sede. Si comunica il dominio e le informazioni obbligatorie al consumatore, richiamando il Codice del Consumo e il D.Lgs. 114/1998 sul commercio.

Strumenti digitali indispensabili

SPID, CIE o CNS servono per accedere ai portali pubblici. La firma digitale è necessaria per ComUnica e per alcune SCIA. La PEC è il tuo domicilio digitale per notifiche e comunicazioni d’ufficio.

Per la fatturazione elettronica usa un canale accreditato verso il Sistema di Interscambio. L’obbligo deriva dal D.Lgs. 127/2015, dalla Legge 205/2017 e dal DL 36/2022, che ha esteso l’e-fattura anche ai forfettari.

Il regime fiscale dopo l’apertura

Regime forfettario: soglie, imposta sostitutiva e cause di esclusione

Il regime forfettario è un regime agevolato con imposta fissa e semplificazioni. La base normativa è l’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, come modificata da leggi successive, tra cui la Legge 197/2022.

La soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi o compensi annui. L’imposta sostitutiva è 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni “start-up” previste dalla Legge 190/2014.

Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal forfettario con passaggio all’IVA ordinaria. La Legge 197/2022 ha introdotto questa soglia di uscita immediata per garantire equità e gettito.

Nel forfettario applichi il principio di cassa, cioè tassazione degli incassi effettivi. Non detrai l’IVA e non deduci i costi analitici. Applichi un coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO.

La ritenuta d’acconto non si applica se inserisci la dicitura prevista in fattura (comma 67, Legge 190/2014). I contributi previdenziali restano deducibili dal reddito forfettario.

Regime semplificato e ordinario: contabilità e IVA

Se non rientri nel forfettario, puoi scegliere tra semplificato e ordinario. Il semplificato si applica entro i limiti previsti dall’articolo 18 del DPR 600/1973. Ha meno registri rispetto all’ordinario.

Nel semplificato applichi il principio di cassa ai fini reddituali (articolo 66 TUIR). Nell’ordinario applichi il principio di competenza economica (articolo 109 TUIR). L’IVA segue sempre le regole del DPR 633/1972.

In entrambi i regimi gestisci registri IVA, liquidazioni periodiche e dichiarazioni annuali. Le scadenze sono fissate dal DPR 322/1998 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate pubblicati su Normattiva e sul sito istituzionale.

Previdenza e assicurazioni obbligatorie

Gestione separata INPS: chi vi rientra e come si paga

Se sei professionista senza Albo o se il tuo Albo non ha una cassa, ti iscrivi alla Gestione separata (Legge 335/1995). L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con apposita circolare.

I contributi si calcolano a percentuale sul reddito imponibile. Paghi con modello F24 in due acconti e un saldo, insieme alle imposte. Hai coperture per maternità, assegni familiari e malattia secondo le regole INPS.

Artigiani e commercianti: contributi fissi e variabili

Le imprese artigiane e commerciali versano contributi fissi minimi ogni anno, più una quota percentuale oltre il minimale. Le basi sono la Legge 613/1966, la Legge 662/1996 e le circolari INPS annuali.

Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi. La misura discende dalla Legge 190/2014 e dai provvedimenti attuativi INPS. La domanda va presentata telematicamente.

INAIL per gli artigiani

Gli artigiani si iscrivono all’INAIL per la tutela infortuni. Il Testo Unico è il DPR 1124/1965. Il premio si calcola per tariffa, in base al rischio e al volume di retribuzioni convenzionali.

Adempimenti ricorrenti dopo l’apertura

Fatturazione elettronica e conservazione

Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti, anche per i forfettari. La base è il D.Lgs. 127/2015, la Legge 205/2017 e il DL 36/2022. Trasmetti le fatture al Sistema di Interscambio e conservi a norma.

Per acquisti o vendite con soggetti esteri, usi i documenti elettronici dedicati (TD17, TD18, TD19) entro i termini previsti. Questi flussi hanno sostituito la vecchia comunicazione delle operazioni transfrontaliere.

Corrispettivi telematici e registratori

Se vendi al dettaglio o fai somministrazione, memorizzi e trasmetti i corrispettivi giornalieri con un registratore telematico. Le regole sono in provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e nel D.Lgs. 127/2015.

Dichiarazioni e versamenti

Presenti dichiarazione dei redditi e IVA secondo i termini del DPR 322/1998 e dei calendari annuali. Versi imposte con F24, tra giugno e novembre per saldo e acconti. Possono esserci proroghe con appositi DPCM.

Regola decisionale rapida

Se l’attività è intellettuale senza Albo, apri come libero professionista con AA9/12. Iscriviti alla Gestione separata INPS. Valuta il forfettario se stai sotto 85.000 euro di compensi.

Se la professione è ordinistica, prima ottieni abilitazione ed esame di Stato. Poi iscrizione all’Albo e alla cassa del tuo Ordine. Infine modello AA9/12 e scelta del regime fiscale.

Se l’attività è artigiana o commerciale, prepara ComUnica per ditta individuale. Iscriviti a Registro Imprese, INPS Artigiani/Commercianti e, se artigiano, INAIL. Invia la SCIA al SUAP se prevista dalle tabelle del D.Lgs. 222/2016.

Se vendi online al dettaglio, oltre a ComUnica invia SCIA per commercio elettronico al SUAP. Predisponi PEC, privacy e informative al consumatore. Organizza il registratore telematico se fai vendite ibride.

In tutti i casi, scegli il regime fiscale partendo dai numeri. Prevedi ricavi, costi e contributi. Se resti sotto 85.000 euro e hai pochi costi, il forfettario semplifica molto.

Fonti normative da consultare

Normattiva per testi aggiornati di DPR 633/1972 (IVA), DPR 322/1998 (dichiarazioni), DPR 160/2010 (SUAP), D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2), DPCM 6 maggio 2009 (ComUnica). Ministero del Lavoro e INPS per previdenza. Ministero delle Imprese e delle Imprese e del Made in Italy per Registro Imprese e SUAP. Agenzia delle Entrate per provvedimenti su e-fattura e corrispettivi.

Scenario Atti/Moduli da presentare Iscrizioni obbligatorie Tempistiche e note normative
Professionista ordinistico (es. ingegnere) AA9/12 all’Agenzia delle Entrate Albo professionale; cassa di categoria (es. Inarcassa) Prima l’esame di Stato e l’Albo (DPR 328/2001), poi AA9/12 (art. 35, DPR 633/1972)
Professionista senza Albo (es. copywriter) AA9/12 all’Agenzia delle Entrate Gestione separata INPS Iscrizione INPS ex Legge 335/1995; e-fattura obbligatoria (D.Lgs. 127/2015, DL 36/2022)
Artigiano (es. idraulico) ComUnica; SCIA impiantistica se dovuta Registro Imprese; INPS Artigiani; INAIL DPR 37/2008 per requisiti; DPCM 6/5/2009 per ComUnica; DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 per SUAP/SCIA
Commerciante (negozio fisico) ComUnica; SCIA commerciale Registro Imprese; INPS Commercianti SCIA al SUAP con avvio immediato (DPR 160/2010); corrispettivi telematici (D.Lgs. 127/2015)
E-commerce al dettaglio ComUnica; SCIA per commercio elettronico Registro Imprese; INPS Commercianti D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 59/2010; informative consumatore; e-fattura SDI
Estetista/Acconciatore ComUnica; SCIA; attestazione qualifica Registro Imprese; INPS; INAIL (se laboratorio) Legge 1/1990 (estetiste), Legge 174/2005 (acconciatori); controlli SUAP post-SCIA

FAQ

Serve sempre un titolo di studio per aprire Partita IVA?

No. Dipende dal tipo di attività. Per le professioni ordinistiche, come ingegnere o avvocato, devi superare l’esame di Stato e iscriverti all’Albo (DPR 328/2001). Per attività artigiane e commerciali possono servire qualifiche professionali o esperienza documentata: ad esempio estetista (Legge 1/1990), acconciatore (Legge 174/2005) e impiantista (DPR 37/2008). Per le attività intellettuali non regolamentate, come copywriter o consulente web, non serve un titolo abilitante. In ogni caso, restano obbligatori gli adempimenti fiscali e previdenziali: dichiarazione di inizio attività (art. 35, DPR 633/1972), eventuale ComUnica (DPCM 6/5/2009), iscrizione INPS o cassa, e rispetto dei requisiti comunali con SCIA se dovuta (DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016).

Qual è la differenza pratica tra AA9/12 e ComUnica?

AA9/12 è la dichiarazione per aprire la Partita IVA come persona fisica che esercita arti o professioni. È prevista dall’articolo 35 del DPR 633/1972 e si presenta all’Agenzia delle Entrate. ComUnica è un invio unico che vale per le ditte individuali artigiane o commerciali. Con un solo file apri Partita IVA, iscrivi l’impresa al Registro Imprese, attivi INPS e, se artigiano, anche INAIL. ComUnica nasce con il DPCM 6 maggio 2009 e semplifica gli adempimenti camerali. Se fai il professionista senza impresa, usi AA9/12. Se apri una ditta individuale, usi ComUnica e, spesso, devi anche presentare la SCIA al SUAP del Comune.

Come scelgo tra regime forfettario e regime ordinario/semplificato?

Parti dai numeri e dalla struttura dei costi. Il regime forfettario conviene se prevedi compensi o ricavi entro 85.000 euro, pochi costi deducibili e vuoi semplificazioni. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni “start-up” (Legge 190/2014). Non detrai l’IVA e applichi il coefficiente di redditività. Se hai costi elevati, investimenti importanti o devi detrarre molta IVA, considera il regime semplificato o ordinario. Nel semplificato il reddito segue il principio di cassa (art. 66 TUIR). Nell’ordinario vige la competenza economica (art. 109 TUIR). Valuta anche gli effetti sui contributi: nel forfettario restano deducibili dal reddito, ma in ordinario puoi dedurre molti costi analitici.

Che differenza c’è tra Gestione separata INPS, Gestione Artigiani/Commercianti e casse professionali?

La Gestione separata INPS copre i professionisti senza Albo o senza cassa: contributi percentuali sul reddito con aliquota definita ogni anno (Legge 335/1995). La Gestione Artigiani e Commercianti prevede contributi fissi minimi più una quota variabile oltre il minimale, con regole INPS e base normativa storica (Legge 613/1966, Legge 662/1996). Le casse professionali sono enti autonomi per gli iscritti agli Ordini (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Ognuna ha aliquote, scadenze e prestazioni diverse. Per gli artigiani è spesso obbligatoria anche l’assicurazione INAIL (DPR 1124/1965). La scelta non è libera: dipende dall’attività e dall’eventuale Albo.

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari? Cosa comporta operativamente?

Sì. L’obbligo è generalizzato e comprende i contribuenti in regime forfettario. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nella Legge 205/2017, con estensione ai forfettari prevista dal DL 36/2022. Operativamente devi emettere le fatture in formato XML, inviarle al Sistema di Interscambio e conservarle digitalmente a norma. Se operi con soggetti esteri, usi i documenti integrativi TD17, TD18 e TD19 entro i termini di legge. Serve un gestionale o un servizio che generi, invii e conservi i file. Ricorda le scadenze di liquidazione e dichiarazione IVA se non sei in forfettario, mentre in forfettario non versi l’IVA ma conservi lo stesso i documenti emessi e ricevuti.

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