Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Sì: puoi aprire la Partita IVA e tenere la NASpI, ma devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. La NASpI si riduce in base al reddito previsto (soglia 4.800 euro). In alternativa puoi chiedere l’anticipo in unica soluzione.
- Base normativa: D.lgs. 22/2015 (NASpI), D.lgs. 150/2015 (stato di disoccupazione), Legge 234/2021; prassi INPS (circolare n. 94/2015, n. 174/2017).
- Compatibilità: ammessa con Partita IVA se comunichi all’INPS il reddito presunto entro 30 giorni; riduzione dell’assegno in proporzione (soglia 4.800 euro per l’autonomo).
- Alternativa: NASpI anticipata in unica soluzione per avviare l’attività; domanda nei termini e vincoli di restituzione se trovi lavoro dipendente entro il periodo coperto.
Cos’è la NASpI e chi ne ha diritto oggi
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi perde il lavoro in modo involontario. “Involontario” significa licenziamento, scadenza contratto, dimissioni per giusta causa o per cambio sede oltre i limiti di legge.
I requisiti attuali derivano dal D.lgs. 22/2015 e dai successivi aggiornamenti. Devi:
- essere in stato di disoccupazione (DID e patto di servizio presso il Centro per l’Impiego, D.lgs. 150/2015);
- avere almeno 13 settimane di contributi da lavoro dipendente nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione;
- aver perso il lavoro non per tua scelta.
Dal 2022 non serve più il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi (Legge 234/2021). Questo ha semplificato l’accesso.
Durata, importo e decalage
La durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, al netto di quelle già usate per altre NASpI. In pratica, con 24 mesi di lavoro maturi circa 12 mesi di NASpI.
L’importo si calcola sulla retribuzione media imponibile. L’INPS usa i contributi degli ultimi 4 anni. Applica una percentuale base e poi un tetto massimo annuale. C’è il decalage: riduzione del 3% al mese dal 6° mese; dal 8° mese per chi ha almeno 55 anni (Legge 234/2021).
L’INPS fa il calcolo in automatico. Puoi stimarlo dal tuo estratto conto contributivo e dalla retribuzione imponibile, ma per l’importo ufficiale fa fede il provvedimento INPS.
Partita IVA e NASpI: quando sono compatibili
Aprire la Partita IVA non ti fa perdere la NASpI in automatico. La compatibilità è ammessa dalla legge (D.lgs. 22/2015) con riduzione dell’assegno in base al reddito da lavoro autonomo.
La soglia chiave: 4.800 euro
Per il lavoro autonomo la soglia è 4.800 euro annui. È il limite storico dei “redditi esclusi da imposizione” per l’autonomo. Sotto questa soglia, la NASpI resta, ma si riduce. Sopra la soglia, di regola, la NASpI è incompatibile per i periodi sovrapposti.
Come funziona la riduzione: la NASpI si riduce di un importo pari all’80% del reddito annuo presunto da Partita IVA, riparametrato su base mensile per i mesi di sovrapposizione. In pratica, l’INPS divide l’80% del reddito presunto per 12 e toglie quel valore a ogni rata in cui l’attività è attiva.
Esempio semplice: reddito presunto 3.000 euro. L’80% è 2.400. Riduzione mensile indicativa: 2.400 / 12 = 200 euro per ogni mese in cui NASpI e Partita IVA si sovrappongono.
Obbligo di comunicazione entro 30 giorni
Devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA o dall’avvio effettivo dell’attività. Usa la funzionalità telematica dedicata (modello di comunicazione NASpI, come previsto dalle circolari INPS n. 94/2015 e n. 174/2017).
Se non comunichi, l’INPS può sospendere, revocare e chiedere la restituzione delle somme. Devi anche aggiornare il Centro per l’Impiego per mantenere lo stato di disoccupazione se rientri sotto soglia (D.lgs. 150/2015).
Se superi i 4.800 euro
Se il tuo reddito da autonomo supera i 4.800 euro e si sovrappone alla NASpI, l’indennità diventa incompatibile per il periodo coincidente. L’INPS procede a revoca e recupero degli importi non dovuti, a partire dall’avvio dell’attività o dal superamento accertato.
Per evitare problemi, aggiorna il reddito presunto se cambia in corso d’anno. L’INPS può ricalcolare la riduzione conguagliando a fine anno sui redditi dichiarati.
NASpI anticipata in unica soluzione
In alternativa alla NASpI mensile, puoi chiedere tutta la NASpI residua in un’unica soluzione. È la NASpI anticipata, prevista dall’articolo 8 del D.lgs. 22/2015.
Quando puoi chiederla
- per avviare un’attività di lavoro autonomo o impresa individuale;
- per aprire la Partita IVA e iniziare una professione;
- per entrare come socio lavoratore in una cooperativa.
La domanda va presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività o dall’apertura della Partita IVA. Se non hai ancora iniziato, puoi presentarla prima e poi avviare l’attività nei tempi comunicati.
Effetti, vincoli e restituzioni
Con l’anticipo, la NASpI mensile si estingue e ricevi in una volta l’importo residuo. Se durante il periodo che sarebbe stato coperto dalla NASpI trovi un lavoro dipendente, in linea generale devi restituire la quota relativa ai mesi successivi all’assunzione (salve specifiche eccezioni previste dalla prassi INPS).
Se l’attività non va bene e chiudi, la NASpI anticipata non si riattiva. È un finanziamento all’avvio, non una rendita mensile riattivabile.
Documenti tipici
- domanda NASpI anticipata e dichiarazione sull’attività da avviare;
- dati della Partita IVA o atto costitutivo/cooperativa, se già disponibili;
- eventuale business plan o descrizione sintetica attività (spesso richiesto in prassi).
Per i dettagli operativi fa testo la prassi INPS aggiornata e le istruzioni del Ministero del Lavoro. Le basi normative sono consultabili su Normattiva.
Altri casi particolari: prestazioni occasionali, co.co.co., part-time
Prestazione occasionale. Se resti dentro i limiti di legge e la prestazione è davvero episodica, vale la soglia di compatibilità. Devi comunque comunicare il reddito presunto a INPS. Non confondere con “PrestO”, che ha regole dedicate.
Co.co.co. Qui la soglia di riferimento è diversa (in genere 8.000 euro annui per assimilati al lavoro dipendente). Anche in questo caso la NASpI si riduce in base all’80% del reddito presunto e alla sovrapposizione. Serve comunicazione.
Lavoro dipendente part-time durante NASpI. Se il reddito annuo presunto è entro 8.000 euro, puoi cumulare con riduzione. Se superi, la NASpI diventa incompatibile per il periodo. Obbligo sempre di comunicazione entro 30 giorni.
Regola decisionale rapida
Se vuoi Partita IVA e NASpI mensile
- Stimi reddito netto annuo da attività: se ≤ 4.800 euro, procedi.
- Apri la Partita IVA e, entro 30 giorni, invii a INPS il reddito presunto.
- Accetti la riduzione mensile: 80% del reddito presunto/12 per i mesi di sovrapposizione.
- Se il reddito cambia, aggiorni subito la comunicazione.
Se prevedi redditi oltre 4.800 euro
- Valuta la NASpI anticipata in unica soluzione, se vuoi capitalizzare l’indennità.
- In alternativa, rinuncia alla NASpI per i periodi sovrapposti (con rischi di recupero se non comunichi correttamente).
Se non sei certo del reddito
- Parti conservativo: indica un reddito prudenziale e aggiorna a metà anno.
- Ricorda: conguaglio su reddito effettivo. Meglio comunicare una variazione in più che una in meno.
Adempimenti operativi: cosa fare passo-passo
1) Prima di aprire la Partita IVA
- Verifica requisiti NASpI e durata residua dal provvedimento INPS.
- Decidi tra NASpI mensile e NASpI anticipata (art. 8 D.lgs. 22/2015).
- Se NASpI mensile: stima il reddito presunto della nuova attività.
2) Apertura e comunicazioni
- Apri la Partita IVA con il codice ATECO corretto.
- Entro 30 giorni: invia a INPS la comunicazione del reddito presunto (canale telematico dedicato a NASpI).
- Aggiorna il Centro per l’Impiego per mantenere lo stato di disoccupazione, se rientri sotto soglia (D.lgs. 150/2015).
3) Durante l’anno
- Monitora ricavi, costi e contributi. Il reddito “autonomo” è al netto dei costi e dei contributi previdenziali.
- Se la previsione cambia, invia subito una nuova comunicazione a INPS.
- Conserva documenti e ricevute. Servono per eventuali controlli o conguagli.
4) Fine anno e conguaglio
- L’INPS verifica i redditi dichiarati al fisco.
- Se hai preso troppo, INPS chiede la differenza. Se hai preso troppo poco, può rettificare.
Fonti e riferimenti normativi
Le regole qui descritte derivano dal D.lgs. 22/2015 (istituzione NASpI, anticipo in unica soluzione), dal D.lgs. 150/2015 (stato di disoccupazione e condizionalità), e dagli aggiornamenti della Legge 234/2021. Le istruzioni applicative si trovano nelle circolari INPS n. 94/2015 e n. 174/2017 e in successivi messaggi. I testi ufficiali sono consultabili su Normattiva e sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mentre la prassi è pubblicata sul sito INPS.
| Scenario | Cosa succede alla NASpI | Adempimenti e tempistiche | Rischi se sbagli |
|---|---|---|---|
| Apri Partita IVA con reddito presunto ≤ 4.800 euro | NASpI cumulabile con riduzione mensile pari a 80% del reddito presunto/12 per i mesi di sovrapposizione | Comunicazione a INPS entro 30 giorni dall’avvio; aggiornamento CPI per stato di disoccupazione | Sospensione/revoca e recupero somme se non comunichi; conguaglio a fine anno |
| Apri Partita IVA con reddito presunto > 4.800 euro | NASpI incompatibile nei periodi sovrapposti; possibile revoca e recupero | Valuta NASpI anticipata; in ogni caso comunica a INPS entro 30 giorni | Recupero integrale delle rate percepite nel periodo di attività, sanzioni e interessi |
| Richiedi NASpI anticipata in unica soluzione | Percepisci il residuo in una volta; le rate mensili cessano | Domanda entro 30 giorni dall’avvio attività; allega dati P.IVA/attività | Se assunzione dipendente entro il periodo coperto: restituzione quota residua |
| Prestazioni occasionali con compensi modesti | NASpI cumulabile con riduzione secondo regole di compatibilità | Comunica il reddito presunto a INPS entro 30 giorni | Recupero somme e possibile revoca se non dichiari |
| Nuovo lavoro dipendente part-time con reddito ≤ 8.000 euro | NASpI cumulabile con riduzione calcolata dall’INPS | Comunicazione reddito presunto entro 30 giorni | Recupero somme se superi la soglia o non comunichi |
| Chiudi la Partita IVA durante la NASpI | La NASpI continua senza la riduzione dal mese successivo | Comunica la cessazione a INPS e aggiorna il CPI | Conguaglio se reddito effettivo diverso da quello presunto |
FAQ
Posso aprire la Partita IVA dopo il licenziamento e presentare la domanda di NASpI senza perdere nulla?
Sì. Puoi presentare la NASpI dopo il licenziamento e poi aprire la Partita IVA. La NASpI decorre dalla data prevista nel provvedimento. Quando apri la Partita IVA, devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni. Da quel momento la NASpI non si azzera, ma si riduce in base alla formula dell’80% del reddito presunto ripartito sui mesi di sovrapposizione. Se dimentichi di comunicare, l’INPS può revocare l’indennità per il periodo di attività e chiedere indietro tutte le rate, con interessi. Ricorda anche di aggiornare il Centro per l’Impiego per mantenere lo stato di disoccupazione se il reddito atteso resta sotto soglia. Le regole si basano sul D.lgs. 22/2015 e sulla prassi INPS (circolare n. 94/2015).
Come si calcola la riduzione della NASpI con Partita IVA? Mi fate un esempio pratico?
L’INPS riduce la NASpI di un importo pari all’80% del reddito annuo presunto da lavoro autonomo, diviso 12, per ogni mese in cui NASpI e attività convivono. Esempio: prevedi un reddito annuo di 6.000 euro, ma dichiari 4.800 perché vuoi stare sotto soglia. L’80% di 4.800 è 3.840. La riduzione mensile indicativa è 320 euro (3.840/12) per i mesi di sovrapposizione. Se nel corso dell’anno guadagni di più e superi i 4.800 euro, l’INPS ricalcola e può revocare la NASpI per i periodi incompatibili, chiedendo il recupero. Se guadagni meno, puoi inviare una nuova comunicazione e ridurre l’impatto sulla tua indennità. A fine anno l’INPS fa i conguagli sui redditi fiscali effettivi.
Cosa succede se supero i 4.800 euro durante l’anno? Posso rimediare?
Se il reddito da Partita IVA supera i 4.800 euro nei mesi in cui percepisci la NASpI, l’indennità diventa incompatibile per quei mesi. L’INPS recupera quanto erogato in sovrapposizione, dalla data di avvio o dalla data di superamento, secondo istruzioni di prassi. Puoi mitigare il rischio aggiornando tempestivamente il reddito presunto, in modo da adeguare le riduzioni mensili. Se prevedi stabilmente di superare la soglia, valuta la NASpI anticipata in unica soluzione. Ricorda: se non informi l’INPS entro 30 giorni, oltre al recupero potresti subire sanzioni amministrative e interessi. Le basi sono nel D.lgs. 22/2015 e nelle circolari INPS applicative.
Se prendo la NASpI anticipata e dopo tre mesi trovo un lavoro dipendente, devo restituire tutto?
In generale devi restituire la quota di NASpI anticipata corrispondente ai mesi residui non “consumati” alla data di assunzione. Non restituisci la parte riferita ai mesi già trascorsi. La regola discende dall’art. 8 del D.lgs. 22/2015 e dalla prassi INPS. Fanno eccezione alcuni casi particolari indicati dall’INPS (per esempio, rapporti in cooperativa o specifiche fattispecie previste); verifica sempre le istruzioni aggiornate. Se l’attività autonoma non decolla e chiudi, non puoi riattivare la NASpI mensile: l’anticipo è definitivo. Meglio valutare bene prima di scegliere l’anticipo.
Regime forfettario e NASpI: come si determina il “reddito presunto” da comunicare? La NASpI conta per la soglia dei 85.000 euro?
Nel regime forfettario il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi e sottraendo i contributi previdenziali. Esempio: ricavi 20.000 euro, coefficiente 78%: reddito lordo 15.600; se paghi 3.000 di contributi, reddito netto 12.600. Questo è il valore da usare come reddito presunto nella comunicazione a INPS. La NASpI non è un ricavo della tua attività e non entra nel tetto dei 85.000 euro per restare in forfettario. Attenzione però: ai fini della compatibilità NASpI vale la soglia 4.800 sul reddito da lavoro autonomo, non sui ricavi. Fai quindi una stima prudente e aggiorna l’INPS se cambiano i numeri. Per i dettagli consulta le istruzioni INPS e la normativa fiscale su Normattiva e Ministero del Lavoro.
