Costi per una ditta individuale: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Aprire una ditta individuale costa in media 200-550 euro; gestione annua: diritto camerale 53 euro, INPS circa 4.500 euro, commercialista 700-1.500 euro, più imposte e contributi variabili.

  • Apertura: Partita IVA gratuita; pratiche Registro Imprese/SUAP 150-250 euro; PEC e firma digitale circa 50-90 euro.
  • Gestione: diritto camerale 53 euro; contributi INPS fissi circa 4.400-4.900 euro; consulenza 700-1.500 euro.
  • Imposte: forfettario 5%-15% (con coefficienti); ordinario IRPEF 23%-33%-43% 2026; contributi variabili INPS 24% (artigiani) e 24,48% (commercianti) sull’eccedenza.

Che cos’è la ditta individuale e quali passaggi servono per aprirla

La ditta individuale è un’impresa con un solo titolare. Tu rispondi con tutto il tuo patrimonio. Non c’è distinzione tra beni personali e aziendali.

L’apertura prevede quattro step principali. 1) Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12). È gratuita. 2) Iscrizione al Registro delle Imprese con Comunicazione Unica. 3) Iscrizione INPS gestione artigiani o commercianti. 4) Eventuale SCIA al SUAP del Comune per attività che la richiedono.

Base normativa: impresa individuale nel Codice Civile; SUAP disciplinato dal DPR 160/2010; IVA dal DPR 633/1972; imposta di bollo dal DPR 642/1972. Verifiche e testi su Normattiva. Modulistica e codici attività su Agenzia delle Entrate e Registro Imprese (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

Quanto costa aprire una ditta individuale nel 2026

Voci di spesa una tantum

Partita IVA: zero euro. Presenti il modello all’Agenzia delle Entrate, anche tramite ComUnica. L’attribuzione è immediata.

Registro Imprese/Albo Artigiani: tra 150 e 250 euro tra diritti e bolli. L’importo varia per Camera di Commercio e per tipologia (artigiana/commerciale). Molte Camere applicano maggiorazioni deliberate. Informati prima di inviare la pratica.

SCIA SUAP: diritti variabili del Comune. In molti casi 0-60 euro. Per attività regolamentate (es. somministrazione alimenti) servono requisiti professionali e ulteriori allegati.

PEC e firma digitale: circa 50-90 euro complessivi l’anno. La PEC è il domicilio digitale obbligatorio per imprese individuali. La firma digitale serve per firmare le pratiche ComUnica.

Professionalità esterna: se deleghi l’apertura, considera 200-350 euro per il servizio del consulente, oltre alle spese vive di cui sopra.

Tempistiche

Partita IVA: in giornata. Registro Imprese/Albo: 1-3 giorni lavorativi dalla protocollazione. SCIA: effetto immediato con silenzio-assenso salvo controlli (DPR 160/2010). INPS: contestuale con ComUnica.

I costi fissi di gestione nel 2026

Diritto camerale

Imprese individuali iscritte al Registro Imprese versano il diritto camerale annuale. Importo base 53 euro. Alcune Camere applicano una maggiorazione. Si paga entro il termine del saldo imposte (normalmente giugno/luglio).

Contributi INPS fissi

Gli artigiani e i commercianti versano contributi minimi fissi IVS. L’importo dipende dal minimale di reddito definito da INPS ogni anno. Nel 2026 l’ordine di grandezza è circa 4.400-4.900 euro totali annui.

Si pagano in quattro rate con F24: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. Base normativa e valori nelle circolari INPS Gestione Artigiani e Commercianti pubblicate annualmente.

Compenso del commercialista

Il costo medio annuo è 700-1.000 euro se scegli il regime forfettario. Sale a 1.200-1.500 euro in regime ordinario, specie con IVA, registri e adempimenti più numerosi.

Altri fissi

Premio INAIL se la tua attività comporta rischio infortunistico. È obbligatorio per molte attività artigiane e commerciali. L’importo dipende da tariffa e basi di calcolo. Fonti: INAIL e Ministero del Lavoro.

PEC rinnovo e conservazione fatture elettroniche: 30-100 euro annui a seconda del provider e dello spazio di archiviazione.

I costi variabili: contributi e imposte

Contributi INPS variabili

Oltre al fisso, versi contributi a percentuale sul reddito che supera il minimale. Aliquote 2026 in linea con gli anni precedenti: 24% artigiani e 24,48% commercianti, come da circolari INPS.

Il minimale e il massimale di reddito sono aggiornati ogni anno da INPS. Sull’eccedenza sopra il minimale applichi l’aliquota della tua gestione. Alcune annualità prevedono una piccola addizionale su fasce alte: verifica sempre l’ultima circolare INPS.

Agevolazioni: se aderisci al regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (sia fissi sia variabili). Si richiede a INPS, non è automatica. Non esiste uno sconto generalizzato del 50% per i primi tre anni per tutti i nuovi iscritti.

Imposte in regime forfettario

Il regime forfettario è un regime agevolato per chi ha ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro. Se superi 100.000, la fuoriuscita è immediata nell’anno. Fonte normativa: Legge 190/2014 e successive modifiche (Leggi di Bilancio recenti; testi su Normattiva e guide Agenzia delle Entrate).

Paghi un’imposta sostitutiva, che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Aliquote: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up; poi 15%. Applichi l’aliquota non all’incasso totale ma al reddito calcolato con il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO.

Esempio semplice: incassi 30.000 euro con coefficiente 67%. Reddito = 20.100 euro. Imposta al 5% = 1.005 euro (oltre ai contributi INPS). Il regime segue il principio di cassa, cioè contano gli incassi effettivi.

IVA: non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai. Fattura elettronica obbligatoria per tutti dal 2024 in poi. Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Imposte in regime ordinario (contabilità semplificata o ordinaria)

Paghi l’IRPEF per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Aliquote definite dalla Legge di Bilancio 2026. Si applicano anche le addizionali regionali e comunali.

Base imponibile: incassi meno costi deducibili e ammortamenti. Puoi detrarre l’IVA sugli acquisti se l’attività è imponibile. In semplificata si usa il principio di cassa; in ordinaria il principio di competenza. Scegli in base a ricavi e struttura dei costi.

IRAP: per le persone fisiche esercenti attività d’impresa senza autonoma organizzazione, l’IRAP è stata esclusa a partire dal 2022. Verifica sempre i requisiti concreti. Fonte: Leggi di Bilancio recenti, consultabili su Normattiva.

Fatturazione elettronica e altri adempimenti con impatto economico

Fatture, bollo e scadenze

Emetti fatture elettroniche tramite SDI. Se una fattura senza IVA supera 77,47 euro, si applica il bollo da 2 euro. L’Agenzia delle Entrate rende disponibile il conteggio e le scadenze del bollo trimestrale.

Acconti e saldi imposte: saldo e primo acconto a giugno/luglio; secondo acconto a novembre. Contributi INPS a percentuale si versano con le stesse scadenze di saldo e acconti imposte, via F24.

Registri contabili

In forfettario sei esonerato dai registri IVA ma devi conservare le fatture. In ordinario/semplificato tieni i registri IVA, il libro beni ammortizzabili e le scritture richieste. La gestione contabile incide sul costo del consulente.

Regola decisionale rapida

Se decidi il regime fiscale in base a pochi dati oggettivi, riduci il rischio di errori. Usa questa traccia:

  • Se i ricavi previsti sono fino a 85.000 euro e hai pochi costi deducibili, allora valuta il regime forfettario per semplicità e imposta sostitutiva 5%-15%.
  • Se hai investimenti importanti, IVA a credito e molti costi deducibili, allora considera il regime ordinario per recuperare l’IVA e abbattere il reddito.
  • Se lavori come artigiano o commerciante e i margini sono stabili, allora pianifica i contributi fissi INPS (4.4-4.9 mila euro) e verifica l’agevolazione -35% se sei forfettario.
  • Se hai bisogno di iniziare subito l’attività, allora presenta la SCIA al SUAP e inizia a operare con effetto immediato (salvo controlli) come da DPR 160/2010.
  • Se prevedi di superare 100.000 euro, allora evita il forfettario perché la decadenza è immediata nell’anno del superamento.

Fonti normative di riferimento

Consulta i testi su Normattiva per: DPR 633/1972 (IVA), DPR 642/1972 (imposta di bollo), DPR 160/2010 (SUAP), Legge 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario), Leggi di Bilancio fino al 2026 (IRPEF e agevolazioni).

Per contributi previdenziali: circolari annuali INPS Gestione Artigiani e Commercianti. Per adempimenti d’impresa: portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Registro Imprese, ComUnica). Per lavoro e sicurezza: Ministero del Lavoro e INAIL.

Esempi numerici

Esempio A: professionista in forfettario

Incassi 35.000 euro. Coefficiente 78%. Reddito forfettario: 27.300. Imposta sostitutiva 5%: 1.365 euro. Contributi fissi INPS non si applicano ai professionisti privi di cassa? Attenzione: questo esempio riguarda un impresa individuale con gestione artigiani/commercianti, quindi supponiamo commerciante.

Ricalcolo come commerciante: incassi 35.000, coefficiente 40%. Reddito: 14.000. Contributi fissi circa 4.600; riduzione -35% se richiesta: circa 2.990. Contributi variabili: sull’eccedenza oltre il minimale (se presente). Imposta 5% su 14.000 = 700 euro. Totale previdenza+imposta intorno a 3.700-4.200 euro più diritto camerale e consulenza.

Esempio B: artigiano in ordinario

Ricavi 80.000. Costi deducibili 35.000 (materie, affitti, ammortamenti). Reddito: 45.000. IRPEF 2026: 23% su 28.000 = 6.440; 33% su 17.000 = 5.610; totale IRPEF lorda 12.050 (al netto di detrazioni). Addizionali regionali e comunali si sommano.

INPS: fissi circa 4.600. Variabili 24% sull’eccedenza oltre il minimale. Se l’eccedenza è 26.000, contributi a percentuale circa 6.240. Totale contributi 10.800 circa. Verifica sempre i valori INPS aggiornati.

Tabella di sintesi scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Requisiti principali Costi iniziali stimati Costi fissi annui Tempistiche e adempimenti chiave
Forfettario sotto 85.000 (commerciante) Ricavi previsti ≤ 85.000; nessun regime speciale IVA; requisiti start-up per 5% se presenti 200-350 euro (CCIAA/SUAP) + 50-90 euro (PEC/firma) Diritto camerale 53; INPS fissi ~4.4-4.9k (riducibili -35%); consulenza 700-1.000 IVA non dovuta; e-fattura obbligatoria; SCIA immediata; ComUnica 1-3 giorni
Forfettario artigiano in start-up Iscrizione Albo Artigiani; laboratorio/attrezzature; rispetto requisiti forfettario 220-400 euro (CCIAA/Albo) + 50-90 euro (PEC/firma) INPS fissi ~4.4-4.9k (-35% su domanda); diritto camerale 53; consulenza 700-1.000 SCIA con silenzio-assenso; INAIL se previsto; e-fattura; bolli su fatture esenti IVA
Ordinario semplificato (ricavi 50-400k) Molti costi deducibili; IVA con detrazione; registri contabili 200-350 euro (apertura) + 50-90 (PEC/firma) Diritto camerale 53; INPS fissi + variabili; consulenza 1.200-1.500; conservazione documenti Liquidazioni IVA; registri; acconti/saldi IRPEF; scadenze periodiche
Commerciante al dettaglio con locali SCIA e requisiti locali; eventuali autorizzazioni sanitarie/merceologiche 250-500 euro (CCIAA/SUAP/diritti sanitari) + 50-90 (PEC/firma) Diritto camerale 53; INPS fissi; canoni/utenze; INAIL; consulenza 1.000-1.500 Tempi SUAP variabili; controlli ASL; messa a norma sicurezza e cartellonistica

FAQ

Quali sono esattamente le imposte che pago in forfettario e come si calcolano?

In forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up, poi 15%. Si applica sul reddito determinato con il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Esempio: incassi 50.000 euro e coefficiente 40%. Reddito = 20.000 euro. Imposta 5% = 1.000 euro. L’imposta sostitutiva rimpiazza IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Non sostituisce i contributi INPS. L’IVA non si applica alle vendite e non si detrae sugli acquisti. Servono comunque fatturazione elettronica e imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Fonti: Legge 190/2014 e prassi dell’Agenzia delle Entrate; testi su Normattiva.

Quanti contributi INPS pago come artigiano o commerciante e quando li verso?

Paghi contributi fissi, definiti ogni anno da INPS in base al minimale di reddito, per un importo complessivo attorno a 4.400-4.900 euro annui nel 2026. Si versano in quattro rate con F24: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. Se il tuo reddito supera il minimale, paghi anche i contributi a percentuale sull’eccedenza: 24% per artigiani e 24,48% per commercianti. Aliquote, minimale e massimale sono aggiornati da INPS con circolari annuali. Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Non esiste un taglio fisso del 50% per i primi tre anni per tutti i nuovi titolari. Fonti: circolari INPS Gestione Artigiani e Commercianti.

Come scelgo tra regime forfettario e regime ordinario senza sbagliare?

Stima ricavi e costi. Se i ricavi previsti sono entro 85.000 euro e hai costi bassi, il forfettario è spesso conveniente. Hai meno burocrazia e imposta sostitutiva bassa. Se invece prevedi investimenti importanti, macchinari costosi, affitti elevati, e molta IVA a credito, il regime ordinario può farti recuperare l’IVA e ridurre il reddito imponibile grazie alle deduzioni. Considera anche che in ordinario paghi IRPEF a scaglioni 2026 (23%-33%-43%) più addizionali. Fai simulazioni con tre numeri: ricavi, costi con IVA e ammortamenti. Confronta l’imposta totale e i contributi nei due regimi. Fonti: Agenzia delle Entrate per regimi fiscali; Normattiva per Leggi di Bilancio.

Quali permessi servono per iniziare a operare e quanto tempo ci vuole?

Per attività non regolamentate bastano Partita IVA, ComUnica al Registro Imprese e iscrizione INPS. Per molte attività artigiane e commerciali serve anche la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA ha effetto immediato con il regime di silenzio-assenso previsto dal DPR 160/2010, salvo controlli. Alcune attività richiedono requisiti professionali (es. alimentaristi), eventuale notifica sanitaria all’ASL e conformità dei locali. Le tempistiche tipiche: Partita IVA in giornata, ComUnica 1-3 giorni, SCIA immediata; eventuali pareri o verifiche possono allungare i tempi. Fonti: Ministero delle Imprese e del Made in Italy per Registro Imprese; Ministero del Lavoro e SUAP comunali per procedimenti.

Esistono altri costi nascosti da mettere a budget il primo anno?

Sì. Oltre a CCIAA, SUAP, PEC e firma digitale, considera: eventuale premio INAIL se rientri nelle lavorazioni assicurabili; eventuali costi per sicurezza sul lavoro (formazione, DVR, visite mediche) se hai dipendenti o rischio specifico; canoni software per fatturazione elettronica e conservazione; bolli sulle fatture forfettarie; tassa rifiuti e imposte locali per i locali; eventuali abilitazioni o corsi obbligatori (es. HACCP). Metti a budget un fondo cassa del 10%-15% per imprevisti. Verifica sempre normative e guide su Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e SUAP locale per evitare sanzioni.

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