Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per diventare avvocato: laurea in giurisprudenza, 18 mesi di pratica, esame di Stato, iscrizione all’Albo; poi apri la Partita IVA, scegli il regime fiscale e versi i contributi alla Cassa Forense.
- Percorso: laurea magistrale a ciclo unico, tirocinio di 18 mesi, esame di abilitazione, iscrizione all’Albo forense.
- Partita IVA: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate; scelta tra regime forfettario o ordinario (IRPEF 2026: 23%–33%–43%).
- Cassa Forense: contributo soggettivo (16% con minimo 2.750€, -50% under 35 per 6 anni), integrativo 4% in fattura, maternità annuale.
Diventare avvocato: percorso, titoli e abilitazione
La professione forense è regolata dalla Legge 31 dicembre 2012, n. 247. È la norma base dell’ordinamento forense. La puoi consultare su Normattiva.
Il percorso standard prevede quattro tappe. Laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza. Tirocinio forense di 18 mesi presso uno studio. Esame di Stato di abilitazione. Iscrizione all’Albo tenuto dal Consiglio dell’Ordine.
Il tirocinio è disciplinato dall’art. 41 della Legge 247/2012 e dal D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137. Puoi svolgerne una parte in università o in Scuole di specializzazione per le professioni legali, se accreditate.
L’esame di Stato segue il regolamento vigente del Ministero della Giustizia. Verifica sempre il bando annuale del Ministero della Giustizia per prove, sedi e calendario. Le regole possono cambiare anno per anno.
Dopo l’abilitazione, chiedi l’iscrizione all’Albo. L’Albo è gestito dall’Ordine circondariale. La domanda richiede i requisiti di onorabilità, la polizza RC professionale e il pagamento dei diritti dovuti.
Partita IVA e avvio attività: cosa fare e quando
Modello AA9/12: apertura entro 30 giorni
Per aprire la Partita IVA usi il modello AA9/12. È il modulo per le persone fisiche. Lo invii all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività.
Puoi inviare il modello online con i servizi telematici dell’Agenzia, a mezzo raccomandata o consegnarlo allo sportello. Se incarichi un intermediario abilitato, firma la delega e conserva la ricevuta di invio.
Nel modello indichi dati anagrafici, domicilio fiscale, sede dello studio, codice ATECO, regime IVA prescelto e data di inizio attività. Per l’avvocato il codice ATECO tipico è 69.10.10 (attività degli studi legali).
Adempimenti iniziali: PEC, fattura elettronica e registri
Attiva o aggiorna la PEC. È il tuo domicilio digitale obbligatorio (fonte: D.L. 185/2008 convertito in L. 2/2009). Comunicala all’Ordine per l’iscrizione all’Albo e all’INI-PEC.
La fattura elettronica è obbligatoria anche in regime forfettario (fonte: D.Lgs. 127/2015 e successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate). Scegli un software di fatturazione e attiva il canale con il Sistema di Interscambio.
Iscriviti al ReGIndE presso il Ministero della Giustizia per le comunicazioni telematiche. È utile per i depositi e le notifiche PEC nel processo civile e penale telematico.
Iscrizione alla Cassa Forense e polizze obbligatorie
L’iscrizione alla Cassa Forense è obbligatoria per chi è iscritto all’Albo e esercita la professione (fonte: art. 21, L. 247/2012 e Statuto Cassa Forense). Il praticante abilitato può iscriversi secondo le regole della Cassa.
La polizza RC professionale è obbligatoria (fonte: art. 5, D.P.R. 137/2012). Copre i danni ai clienti per colpa professionale. Se hai collaboratori, valuta anche la polizza infortuni.
Ricorda gli obblighi antiriciclaggio quando svolgi attività rientranti nel D.Lgs. 231/2007 (adeguata verifica, registrazione, segnalazione). Rispetta anche la privacy secondo il Regolamento UE 2016/679 e il D.Lgs. 196/2003.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario: imposta sostitutiva e costi forfettari
Il regime forfettario è un regime semplificato. Paga un’unica imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. Non applichi l’IVA in fattura.
Aliquote: 15% standard. 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up (assenza di attività recente, assenza di prosecuzione, altri vincoli dell’Agenzia delle Entrate). Il tetto di ricavi annui è 85.000 euro. Oltre soglie di salvaguardia si esce dal regime.
Coefficiente di redditività per i professionisti: 78%. Significa che il reddito imponibile si calcola sugli incassi moltiplicati per 78%. Non deduci i costi effettivi, salvo i contributi previdenziali pagati.
Emetti fatture senza IVA e senza ritenuta d’acconto. Apponi la marca da bollo da 2 euro se la fattura supera 77,47 euro. Il contributo integrativo del 4% della Cassa si applica anche nel forfettario.
Fonti utili: Agenzia delle Entrate per i requisiti del regime; Normattiva per i riferimenti normativi di base; Cassa Forense per il contributo integrativo.
Regime ordinario: IRPEF a scaglioni, IVA e deduzioni
Nel regime ordinario applichi l’IVA ai compensi. Versi l’IRPEF con scaglioni progressivi. Deduci i costi reali e ammortizzi beni strumentali.
Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. A queste si sommano le addizionali regionali e comunali. La base imponibile è il reddito netto per cassa.
In fattura indichi: compenso, contributo integrativo 4%, imponibile IVA, IVA 22%, ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta. La ritenuta si calcola su compenso più 4%.
Liquidazioni IVA, comunicazioni periodiche e dichiarazione annuale rispettano le regole dell’Agenzia delle Entrate. Puoi scegliere liquidazioni trimestrali se rientri nei limiti di legge.
Esempio rapido di confronto numerico
Incassi annui: 40.000 euro.
Forfettario: reddito imponibile 40.000 x 78% = 31.200. Contributi deducibili a parte. Imposta 15% su 31.200, oppure 5% se start-up.
Ordinario: ipotizza costi deducibili reali 10.000. Reddito imponibile 30.000 al netto dei contributi. IRPEF con scaglioni 2026. IVA incassata e versata con detrazione dell’IVA sugli acquisti.
Cassa Forense 2026: contributi e scadenze
Contributo soggettivo
È la quota legata al reddito professionale netto. Aliquota 16% come indicato dalla prassi 2026. Esiste un minimo obbligatorio di 2.750 euro.
Se ti iscrivi prima dei 35 anni, puoi pagare il 50% del minimo per i primi 6 anni. Quindi 1.375 euro l’anno come minimo ridotto. La misura concreta dipende dalle delibere annuali della Cassa.
Il contributo è deducibile dal reddito. Riduce l’imponibile IRPEF o l’imposta sostitutiva nel forfettario.
Contributo integrativo
È il 4% dei compensi. Lo addebiti al cliente in fattura come “CPA 4%”. Nel regime ordinario entra nella base IVA. Nel forfettario non c’è IVA, ma il 4% resta dovuto.
È previsto un minimo annuale. La Cassa aggiorna importi e modalità ogni anno. Consulta le istruzioni Cassa Forense per l’anno in corso.
Contributo di maternità
È un contributo annuo fisso a carico di tutti gli iscritti. Finanzia le prestazioni di maternità e paternità. L’importo è deliberato e pubblicato ogni anno dalla Cassa Forense.
Verifica l’importo vigente nelle circolari della Cassa. Mettilo a budget perché è dovuto a prescindere dal reddito.
Scadenze, acconti e saldi
I contributi si versano con acconti e saldo, secondo il calendario Cassa. I pagamenti avvengono con F24 o piattaforme indicate dalla Cassa.
Presenti la dichiarazione reddituale e contributiva ogni anno. I dati incrociano reddito fiscale e contributi dovuti. Conserva le ricevute per eventuali controlli incrociati.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il regime fiscale in modo pratico
Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, costi bassi e pochi investimenti, il forfettario di solito conviene. L’aliquota 15% (o 5% start-up) è semplice e stabile.
Se i costi reali sono alti e l’IVA sugli acquisti è rilevante, valuta l’ordinario. In ordinario deduci costi e recuperi l’IVA a credito.
Se i tuoi clienti sono aziende con IVA, l’ordinario può essere neutro in fattura. Se sono privati, il forfettario evita l’IVA in fattura e semplifica.
Se superi 100.000 euro in corso d’anno, preparati all’uscita dal forfettario. In quel caso l’ordinario diventa obbligatorio dal periodo previsto dalle norme fiscali.
Se parti a metà anno e fai poche fatture, il forfettario riduce la burocrazia. Se investi in studio, software e personale, l’ordinario ti fa dedurre i costi.
Fatturazione: struttura corretta e accorgimenti
Fattura in regime ordinario
Componenti tipici: compenso professionale; contributo integrativo 4%; imponibile IVA; IVA 22%; ritenuta d’acconto 20% per clienti sostituti d’imposta; spese anticipate in nome e per conto escluse IVA.
La ritenuta si calcola su compenso più 4%, al netto delle spese escluse. La versi il cliente. Tu ricevi la certificazione unica a fine anno.
Fattura in regime forfettario
Componenti tipici: compenso; contributo integrativo 4%; marca da bollo da 2 euro se dovuta; nessuna IVA; nessuna ritenuta d’acconto.
Inserisci l’annotazione di legge che attesti il regime e l’assenza di ritenuta e IVA. Conserva le ricevute del bollo virtuale se lo assolvi in modo cumulativo.
Fonti e riferimenti istituzionali da consultare
Per le regole professionali: Legge 31 dicembre 2012, n. 247 e D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, consultabili su Normattiva. Per l’esame e l’Albo: Ministero della Giustizia e Consigli dell’Ordine.
Per apertura Partita IVA, regimi, IVA e adempimenti: Agenzia delle Entrate. Per previdenza e contributi: Cassa Forense. Per obblighi del lavoro e sicurezza: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
| Scenario | Requisiti/limiti principali | Adempimenti fiscali e previdenziali | Tempistiche chiave |
|---|---|---|---|
| Neoabilitato under 35 in forfettario | Ricavi previsti ≤ 85.000; requisiti start-up per 5% se presenti; coefficiente 78% | AA9/12; fattura elettronica senza IVA e senza ritenuta; CPA 4%; Cassa: minimo soggettivo -50% (1.375€), integrativo e maternità | Apertura P.IVA entro 30 giorni; iscrizione Cassa dopo Albo; acconti/saldi imposte e contributi secondo scadenze annuali |
| Avvocato in ordinario con studio strutturato | Costi rilevanti; investimenti; clientela business | IVA 22% con detrazione; ritenute 20% dai clienti sostituti; IRPEF 23–33–43; deduzioni e ammortamenti; Cassa 16% su reddito con minimo | Liquidazioni IVA periodiche; LIPE; dichiarazioni annuali; autoliquidazione Cassa |
| Praticante abilitato con P.IVA | Abilitazione alle udienze minori; limiti di attività | Scelta regime forfettario o ordinario; CPA 4% in fattura; iscrizione Cassa secondo regolamento praticanti | AA9/12 entro 30 giorni; adempimenti periodici fiscali; verifica requisiti Cassa |
| Forfettario che supera 100.000 in corso d’anno | Superamento soglia di permanenza | Decadenza dal regime secondo le regole fiscali; gestione IVA e IRPEF da periodo previsto; ricalcolo acconti | Monitoraggio mensile ricavi; variazione regime e comunicazioni entro termini |
| Avvio attività da metà anno | Ricavi parziali; costi iniziali | Valuta forfettario per semplicità; in ordinario deduci costi e recuperi IVA su beni e servizi | P.IVA entro 30 giorni; stima acconti ridotta; pianificazione cassa contributi |
FAQ
Come si articola l’esame di Stato per avvocato nel 2026 e quali sono le fonti ufficiali?
L’esame di abilitazione è disciplinato dall’ordinamento forense (Legge 247/2012) e dal regolamento ministeriale vigente. Le modalità possono includere prove scritte su atti e pareri e un colloquio orale sugli ambiti principali del diritto e sull’ordinamento forense. Ogni anno il Ministero della Giustizia pubblica il bando con date, sedi, programmi e criteri di valutazione. Consulta sempre il bando ufficiale e le circolari integrative del Ministero della Giustizia. Le leggi e i regolamenti sono reperibili su Normattiva. Questo ti assicura di studiare sul perimetro aggiornato e di rispettare i requisiti formali per l’ammissione (ad esempio durata e modalità del tirocinio).
Meglio regime forfettario o ordinario per un avvocato con 60.000 euro di incassi e 15.000 di costi?
Dipende da tre leve: peso dei costi, struttura della clientela, investimenti. Con 60.000 di incassi e 15.000 di costi, il reddito lordo in ordinario sarebbe 45.000 prima dei contributi. In forfettario, la base imponibile è 60.000 x 78% = 46.800 prima dei contributi. Se hai molta IVA a credito (computer, arredi, software, canoni), l’ordinario ti fa recuperare l’IVA e dedurre tutti i 15.000. Se i costi sono poco “IVA-densi” e la clientela è privata (niente ritenuta, niente IVA), il forfettario resta competitivo e più semplice. Considera anche la tua aliquota media IRPEF in ordinario: con gli scaglioni 2026 (23–33–43) potresti pagare più del 15% forfettario, ma deduci oneri e contributi. Fai sempre un confronto numerico includendo Cassa Forense, addizionali e eventuali detrazioni personali.
Come si compila correttamente una fattura di un avvocato in ordinario e in forfettario?
In ordinario: indica il compenso, aggiungi il contributo integrativo 4% (CPA), calcola l’IVA 22% sull’imponibile comprensivo del 4%, applica la ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta, evidenzia eventuali spese anticipate in nome e per conto (escluse IVA). Esempio: compenso 1.000; CPA 4% = 40; imponibile IVA 1.040; IVA 22% = 228,80; totale 1.268,80; ritenuta 20% su 1.040 = 208; netto a pagare 1.060,80. In forfettario: compenso, CPA 4%, nessuna IVA, nessuna ritenuta. Se l’importo supera 77,47 euro, assolve la marca da bollo da 2 euro. Inserisci in fattura le annotazioni di legge sul regime forfettario e sull’esclusione da IVA e ritenuta.
Quando e come ci si iscrive alla Cassa Forense? Quali minimi e agevolazioni valgono nel 2026?
L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per gli iscritti all’Albo che esercitano. La domanda si presenta dopo l’iscrizione all’Albo, seguendo le istruzioni della Cassa Forense. I contributi 2026 prevedono: contributo soggettivo al 16% del reddito con un minimo di 2.750 euro; riduzione del 50% del minimo per i primi 6 anni se l’iscrizione avviene prima dei 35 anni (1.375 euro); contributo integrativo 4% in fattura con minimo annuale; contributo di maternità fisso deliberato ogni anno. La Cassa pubblica scadenze e modulistica. I contributi sono deducibili fiscalmente. Se sei praticante abilitato, verifica le condizioni specifiche di iscrizione e gli eventuali contributi ridotti previsti dal regolamento.
Quali errori evitare quando apri la Partita IVA da avvocato e avvii lo studio?
Primo: scegliere il codice ATECO sbagliato. Usa 69.10.10 per gli studi legali, salvo attività miste. Secondo: dimenticare la PEC o non aggiornarla all’Ordine. È obbligatoria. Terzo: emettere fatture senza CPA 4% o con ritenuta errata. In ordinario la ritenuta si calcola su compenso più CPA. Quarto: sottovalutare l’IVA e le scadenze periodiche. Prepara un calendario con liquidazioni, LIPE e dichiarazioni. Quinto: non stipulare la polizza RC professionale. È obbligatoria e ti tutela. Sesto: trascurare gli obblighi antiriciclaggio quando assisti in operazioni rilevanti. Prepara procedure semplici di adeguata verifica e conservazione. Settimo: non pianificare i contributi Cassa e gli acconti fiscali. Rischi tensioni di cassa a giugno e novembre. Ottavo: ignorare la marca da bollo nelle fatture senza IVA. Il bollo si paga anche nel forfettario. Nono: non usare la fattura elettronica correttamente. Verifica sempre esito SDI e conserva le ricevute. Decimo: rimandare la scelta del regime. Decidi all’apertura con una stima realistica di ricavi e costi, per evitare cambi non pianificati.
