Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare il travel designer come libero professionista basta la Partita IVA: scegli codice ATECO corretto, inquadra l’attività (consulenza vs intermediazione), seleziona il regime fiscale, e rispetta IVA, INPS e adempimenti.
- Per la sola consulenza di viaggio usa un ATECO da consulente non ordinistico (es. 74.90.99). L’ATECO 74.13.00 non è pertinente.
- Se vendi o intermedii pacchetti/servizi turistici scatta il Codice del Turismo: serve agenzia di viaggi, SCIA e regime IVA speciale articolo 74-ter DPR 633/1972.
- Nel regime forfettario 2026 si applica imposta sostitutiva 15% (5% start-up) con limite ricavi 85.000 euro e coefficiente tipico 78% per i codici consulenza.
Chi è il travel designer e quali confini legali ha
Il travel designer progetta viaggi su misura. Ascolta il cliente, costruisce itinerari, seleziona servizi, ottimizza budget e tempi. Può vendere solo consulenza o anche pacchetti.
Consulenza pura vs intermediazione/vendita: perché conta
Se fai solo consulenza, emetti fattura per il servizio intellettuale. Il cliente paga voli, hotel e attività direttamente ai fornitori. Tu non rivendi e non trattieni margini su quei servizi.
Se rivendi o intermedii servizi turistici, rientri nell’ambito del Codice del Turismo (Decreto Legislativo 79/2011, come modificato dal Decreto Legislativo 62/2018). Servono requisiti da agenzia di viaggio/tour operator: SCIA in Regione tramite SUAP, direzione tecnica dove previsto, polizza RC e adesione a fondo di garanzia.
La distinzione impatta IVA, adempimenti e rischi sanzionatori. È il primo bivio da chiarire.
Codice ATECO corretto per travel designer
ATECO consigliati e perché 74.13.00 non va bene
La classificazione ATECO (ISTAT ATECO 2007) inquadra l’attività economica. 74.13.00 riguarda design di moda e industriale. Non descrive la consulenza di viaggi. Evitalo.
Se fai consulenza pura al viaggiatore, senza intermediazione, usa un codice da consulente non ordinistico. Opzioni frequenti:
- 74.90.99 – Altre attività professionali nca. Ampio e adatto alla consulenza al consumatore.
- 70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale nca. Più adatto se lavori B2B con aziende su travel policy e trasferte.
Se intermedii o vendi servizi turistici valuta codici della Sezione N 79 (servizi delle agenzie di viaggio e tour operator), come 79.11 o 79.12, con i relativi obblighi autorizzativi regionali.
La scelta ATECO guida il coefficiente di redditività nel regime forfettario. I codici di consulenza ricadono di norma nel 78%. Verifica sempre la scheda ufficiale ATECO e le tabelle dell’Agenzia delle Entrate.
Aprire la Partita IVA: passaggi e modulistica
Procedura pratica con AA9/12 e iscrizioni collegate
Per l’apertura come persona fisica usa il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Puoi inviarlo online tramite intermediario abilitato, PEC con firma o consegnarlo allo sportello.
Scelte iniziali: codice ATECO, regime fiscale (forfettario o ordinario), periodicità IVA (se ordinario), domicilio fiscale e dati di contatto. Aprire la Partita IVA non ha costi vivi se fai da te.
Iscrizione INPS: se sei un professionista senza albo, entri nella Gestione Separata (legge 335/1995, articolo 2, comma 26). L’iscrizione avviene online sul portale INPS dopo l’apertura IVA.
Se diventi agenzia di viaggi serve anche SCIA al SUAP del Comune/Regione, iscrizione al Registro Imprese, polizze e fondo di garanzia, secondo la normativa turistica regionale.
Fattura elettronica, PEC e ulteriori adempimenti
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, tramite Sistema di Interscambio. Riferimenti sul portale dell’Agenzia delle Entrate e in Normattiva.
Attiva una PEC per comunicazioni ufficiali. Valuta la firma digitale. Se fatturi servizi a soggetti UE, chiedi l’iscrizione al VIES. Per operazioni extra UE, osserva le regole di territorialità IVA.
Regimi fiscali 2026: come scegliere
Regime forfettario: requisiti, limiti e calcolo
Il regime forfettario (legge 190/2014 e successive modifiche, tra cui legge 197/2022) è riservato a chi non supera 85.000 euro di ricavi. L’uscita immediata scatta oltre 100.000 euro nell’anno.
Imposta sostitutiva: 15%. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se è nuova attività e rispetti le condizioni: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo altrui, e niente fatture prevalenti verso ex datore recente.
Base imponibile: incassi x coefficiente di redditività (tipicamente 78% per i codici consulenza) meno contributi previdenziali pagati. Il risultato sconta l’imposta sostitutiva. In forfettario non applichi IVA in fattura né ritenute d’acconto. Applichi il bollo da 2 euro per fatture esenti IVA oltre 77,47 euro.
Regime ordinario: IVA, costi e IRPEF a scaglioni
Nel regime ordinario applichi IVA alle prestazioni, detrai l’IVA sugli acquisti e deduci i costi reali. La tassazione segue l’IRPEF a scaglioni, oltre addizionali.
Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000; 43% oltre 50.000. La base è il reddito netto dopo costi e contributi (TUIR, DPR 917/1986). Verifica sempre gli scaglioni vigenti in sede dichiarativa.
Territorialità IVA per servizi: regola generale art. 7-ter DPR 633/1972. B2B UE: inversione contabile del committente; B2C UE: IVA italiana salvo eccezioni; extra UE: verifica art. 7-septies e seguenti. Le regole cambiano se rientri nel regime speciale agenzie.
Regime speciale agenzie di viaggio (articolo 74-ter)
Se organizzi o vendi pacchetti turistici come agenzia/tour operator applichi il regime IVA a margine (articolo 74-ter DPR 633/1972). L’IVA si calcola sul margine tra prezzo al cliente e costi dei servizi acquistati da terzi.
Servono abilitazioni e coperture obbligatorie previste dal Codice del Turismo e dalle leggi regionali. È un regime diverso dalla consulenza pura.
Contributi e tutele
INPS Gestione Separata: aliquote e scadenze
I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata. L’aliquota 2026 per professionisti non assicurati altrove è pari al valore fissato annualmente da INPS con circolari. Nel 2026 è confermato l’ordine di grandezza del 26% circa comprensivo di addizionali.
Si calcola sul reddito previdenziale: in ordinario è il reddito netto; in forfettario è l’imponibile forfettario. Versamenti con F24: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre, in linea con il calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate.
Polizze e responsabilità
Per la consulenza è consigliata una RC professionale. Copre errori di progettazione dell’itinerario e danni patrimoniali del cliente.
Per l’agenzia di viaggi la polizza RC è obbligatoria, così come l’adesione a un fondo di garanzia per insolvenza o fallimento, come da Codice del Turismo e normative regionali.
Fatturazione e adempimenti ricorrenti
Cosa inserire in fattura
In forfettario indica la dicitura di non applicazione IVA ai sensi della legge 190/2014. Apponi il bollo se dovuto. Niente ritenuta d’acconto.
In ordinario indichi l’IVA corretta o la non imponibilità se la prestazione è fuori campo per territorialità. Per B2B UE integri con inversione contabile del committente. Richiedi il VIES prima di operare intracomunitariamente.
Comunicazioni e dichiarazioni
Forfettario: dichiarazione dei redditi e contributi, niente IVA periodica. Ordinario: liquidazioni IVA, LIPE, dichiarazione IVA, dichiarazione redditi e ISA se applicabili. Le operazioni con estero transitano via e-fattura/esterometro secondo le regole vigenti nel 2026.
Regola decisionale rapida
Scelte in 5 passi con nessi logici
1) Ti pagano solo per progettare il viaggio e il cliente paga i fornitori direttamente? Allora sei consulenza pura. Prosegui con ATECO di consulenza e valuti il forfettario.
2) Incassi tu per voli, hotel o pacchetti e li rivendi al cliente? Allora fai intermediazione/vendita. Devi diventare agenzia di viaggi: SCIA, RC, fondo garanzia e regime IVA 74-ter.
3) Prevedi ricavi entro 85.000 euro e hai pochi costi? Allora il forfettario con coefficiente 78% è spesso conveniente. Se nuova attività e rispetti i requisiti, valuta il 5% per i primi 5 anni.
4) Hai costi elevati (software, marketing, viaggi, collaboratori) e clienti esteri B2B? Allora l’ordinario può convenire per dedurre costi e gestire IVA estera.
5) Lavori con aziende su trasferte e policy? Allora scegli un ATECO consulenza B2B (70.22.09). Lavori con privati? Scegli 74.90.99.
Errori comuni da evitare
ATECO sbagliato e confusione normativa
Usare 74.13.00 per moda/industriale è un errore. Scegli un ATECO coerente con consulenza viaggi. Evita di vendere servizi turistici senza requisiti da agenzia.
IVA e territorialità ignorate
Fatturare con IVA italiana servizi B2B a società UE è sbagliato: di norma si applica inversione contabile. Studia l’articolo 7-ter e seguenti del DPR 633/1972.
Falso forfettario
Non superare i limiti e rispetta le clausole di esclusione. Evita la prevalenza verso ex datore di lavoro recente. Tieni tracciata la soglia degli 85.000 euro.
Contributi dimenticati
I contributi INPS sono dovuti anche in perdita apparente. Pianifica acconti e saldi. Ricorda che in forfettario i contributi riducono l’imponibile.
Mancata copertura assicurativa
Anche in consulenza pura, una RC professionale ti tutela. In agenzia è obbligatoria insieme al fondo di garanzia.
Fonti normative e istituzionali di riferimento
DPR 633/1972 (IVA, articolo 7-ter e articolo 74-ter). DPR 917/1986 TUIR. Legge 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario, inclusa la legge 197/2022. Decreto Legislativo 79/2011 (Codice del Turismo) e Decreto Legislativo 62/2018. Legge 335/1995 per la Gestione Separata INPS. Classificazione ISTAT ATECO 2007. Documentazione dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro reperibile su Normattiva e sui portali istituzionali.
| Scenario operativo | ATECO e regime fiscale | Requisiti e adempimenti chiave | Tempistiche e costi indicativi |
|---|---|---|---|
| Consulenza pura a privati (itinerari su misura, niente rivendita) | ATECO 74.90.99; Forfettario 15%/5% oppure Ordinario | Partita IVA con AA9/12; INPS Gestione Separata; e-fattura; bollo in forfettario; nessuna SCIA turismo | Apertura IVA in 1-3 giorni; costi apertura nulli se fai da te; gestione annuale da 700-1.500 euro se con professionista |
| Consulenza B2B a imprese (policy travel, MICE senza intermediazione) | ATECO 70.22.09; Forfettario o Ordinario | VIES per B2B UE; regole territorialità IVA art. 7-ter; contratti di consulenza; INPS Gestione Separata | Iscrizione VIES in 3-7 giorni; gestione IVA periodica se ordinario; software e-fattura 10-30 euro/mese |
| Intermediazione/vendita pacchetti e servizi turistici | Sezione N 79; Regime IVA speciale art. 74-ter | SCIA SUAP/Regione; RC obbligatoria; fondo garanzia; Registro Imprese; direttore tecnico dove richiesto | Iter 30-60 giorni; costi iniziali per polizze e pratiche 1.000-3.000 euro; gestione contabile più articolata |
| Consulenza con clienti esteri misti (UE ed extra UE) | ATECO consulenza; Forfettario o Ordinario | VIES per UE; verifica luogo di tassazione art. 7-ter e 7-septies; contratti in inglese; gestione imposta di bollo | Tempi standard; possibili consulenze su privacy e contrattualistica; costi traduzione/contratti variabili |
FAQ: domande frequenti sul travel designer con Partita IVA
Posso usare il codice ATECO 74.13.00 per iniziare subito come travel designer?
No. 74.13.00 riguarda design di moda e industriale. Non descrive la consulenza di viaggi. Rischi incongruenze fiscali e coefficienti forfettari non coerenti. Scegli un ATECO di consulenza, come 74.90.99 per B2C o 70.22.09 per B2B. La scelta corretta allinea descrizione dell’attività, fatture, preventivi e sito web. Ricorda: l’ATECO dialoga con l’Agenzia delle Entrate e con INPS per inquadramento e coefficienti. Se poi inizi a vendere pacchetti o intermediare, dovrai cambiare ATECO, aggiungere quello della Sezione 79 e adempiere al Codice del Turismo. Tenere ATECO sbagliato non “protegge”: conta ciò che fai realmente.
Forfettario o ordinario nel 2026: come capire quale conviene davvero?
Confronta numeri e non solo percentuali. Nel forfettario imponibile = incassi x coefficiente (tipico 78%) – contributi. Imposta 15% o 5% start-up. Niente IVA, niente ritenute, adempimenti semplificati. Conviene se hai pochi costi, ricavi sotto 85.000 euro e clientela mista B2C/B2B domestica. Nell’ordinario deduci i costi reali (software, advertising, viaggi dimostrabili, subappalti) e detrai IVA. Può convenire se hai tanti costi, lavori molto con aziende UE (inversione contabile) o superi nel tempo i limiti forfettari. Simula due scenari: a parità di incassi, se i costi certi superano circa il 22-25% degli incassi, spesso l’ordinario recupera terreno. Considera anche contributi INPS, addizionali e crediti d’imposta. Una valutazione professionale su dati reali è decisiva.
Se prenoto hotel e voli per conto del cliente con la sua carta, divento agenzia di viaggi?
La linea guida è la sostanza economica. Se tu non incassi dai fornitori, non applichi ricarichi e il cliente paga direttamente con la propria carta, resti nell’alveo della consulenza. Devi però fatturare solo la consulenza e indicare chiaramente nei contratti che non vendi né intermedii servizi turistici. Se, invece, incassi tu i corrispettivi dei servizi turistici o li rivendi, realizzi intermediazione/vendita. In quel caso si applica il Codice del Turismo: SCIA, polizze, fondo garanzia e regime IVA speciale articolo 74-ter DPR 633/1972. Attenzione anche a pubblicità e sito: claim come “vendita pacchetti” o “prenotiamo per te” possono qualificarti come intermediario. Scrivi testi e condizioni generali coerenti con l’attività svolta.
Come fatturo a clienti esteri nel 2026 e quale IVA applico?
B2B UE: regola generale articolo 7-ter DPR 633/1972. Il luogo di tassazione è presso il committente. Fattura senza IVA con dicitura inversione contabile. Necessaria iscrizione VIES. Il cliente integra secondo le regole del suo Stato. B2C UE: di regola applichi IVA italiana sulla consulenza, salvo eccezioni specifiche. B2B extra UE: il luogo di tassazione, per consulenze generiche, è fuori Italia. Fattura fuori campo IVA art. 7-ter, con dicitura di non imponibilità per mancanza del requisito di territorialità. B2C extra UE: in molti casi applichi IVA italiana. Verifica sempre casistica e documentazione. Se operi come agenzia di viaggi con pacchetti, si applica l’articolo 74-ter (regime a margine), anche con clienti esteri, con regole diverse dalla consulenza pura. Conserva prove sullo status del cliente (B2B/B2C) e sulla sua sede per giustificare il trattamento IVA.
Quali contributi INPS pago e quando? Esistono minimi?
Come professionista senza cassa paghi la Gestione Separata INPS (legge 335/1995). L’aliquota 2026 per chi non ha altra tutela previdenziale è attorno al 26% comprensiva delle addizionali assistenziali, fissata ogni anno da INPS con circolare. Non esistono contributi “minimi” fissi come nelle gestioni artigiani/commercianti: versi in percentuale sul reddito. In forfettario la base è l’imponibile forfettario (incassi x coefficiente – contributi). In ordinario è il reddito netto. Scadenze: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre, insieme all’IRPEF. Puoi rateizzare secondo le regole dei versamenti. Ricorda: i contributi versati riducono l’imponibile fiscale (sia in forfettario sia in ordinario) e generano copertura previdenziale utile per maternità/paternità e malattia secondo le previsioni della Gestione Separata.
