Diventare travel planner: come si fa e quali sono i requisiti?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi iniziare come lavoro autonomo occasionale se è davvero saltuario; se diventa abituale o vuoi promuoverti con continuità, apri Partita IVA (spesso in forfettario) con iscrizione alla Gestione Separata INPS.

  • Prestazione occasionale: ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta; comunicazione obbligatoria all’Ispettorato se il committente è un’impresa o un professionista; contributi INPS solo oltre 5.000 euro annui.
  • Partita IVA: codice ATECO più usato 79.90.19; spesso conviene il regime forfettario (imposta 15% o 5% startup). Fatturazione elettronica sempre obbligatoria.
  • Limiti legali: se vendi o incassi pacchetti turistici serve l’autorizzazione come agenzia di viaggio (Codice del Turismo). Il travel planner puro offre consulenza e pianificazione.

Diventare travel planner: inquadramento giuridico e fiscale 2026

Prestazione di lavoro autonomo occasionale: quando è davvero ammessa

La “prestazione occasionale” è un lavoro autonomo senza abitualità e senza organizzazione stabile. Lo definisce l’art. 2222 del codice civile e l’art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR, che lo qualifica come “reddito diverso”. Fonti: Normattiva – c.c., D.P.R. 917/1986.

Se il tuo committente è un sostituto d’imposta (azienda, professionista), trattiene il 20% a titolo di ritenuta d’acconto e lo versa per tuo conto. Riferimento: art. 25 del D.P.R. 600/1973 (Normattiva). Se il cliente è un privato non sostituto, nessuna ritenuta: incassi il lordo e paghi l’IRPEF in dichiarazione.

Per ogni ricevuta non soggetta a IVA superiore a 77,47 euro devi applicare la marca da bollo da 2 euro. La prestazione occasionale non prevede IVA e non richiede Partita IVA, perché manca l’abitualità (art. 5, D.P.R. 633/1972 – Normattiva).

Se il committente è un’impresa o un professionista, è obbligatoria la comunicazione preventiva dell’avvio della prestazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Riferimento: art. 14, D.Lgs. 81/2015 come modificato dalla L. 215/2021; indicazioni operative del Ministero del Lavoro.

Sui compensi occasionali complessivi oltre 5.000 euro annui scattano i contributi alla Gestione Separata INPS, dovuti solo sulla parte eccedente. In genere li versa il committente, ripartiti 2/3 a suo carico e 1/3 a carico del prestatore. Fonte: INPS, circolare n. 103/2004 e istruzioni annuali Gestione Separata.

Promuoversi senza Partita IVA? Il punto sull’“abitualità”

La legge non vieta in assoluto di farti pubblicità come occasionale. Ma la promozione sistematica, un sito con listini, campagne continuative e una struttura organizzata sono indizi di abitualità. Con l’abitualità scatta la Partita IVA. Fonte: art. 5, D.P.R. 633/1972 (Normattiva).

Regola pratica: se lavori con continuità, hai più clienti, rispondi a richieste ogni mese e ti organizzi con strumenti e processi, non sei più “occasionale”. Proteggiti aprendo la Partita IVA prima che l’attività decolli.

Quando e come aprire la Partita IVA come travel planner

Il codice ATECO più usato per chi pianifica viaggi senza essere agenzia è 79.90.19 “Altri servizi di prenotazione e attività connesse nca”. Spesso viene scelto anche per chi offre consulenza, itinerary design e assistenza al viaggiatore.

Altri codici possibili, da valutare con attenzione: 79.11.00 (agenzie di viaggio) e 79.12.00 (tour operator), che però richiedono autorizzazioni regionali; 79.90.20 (guide/accompagnatori, con requisiti abilitanti); raramente 74.90.99 (altre attività professionali nca) se l’attività è mera consulenza. Verifica sempre con un consulente e con la Camera di Commercio.

Apri la Partita IVA inviando il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività. Come libero professionista, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Fonti: Agenzia delle Entrate – modello AA9/12; INPS – Gestione Separata.

Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e per i professionisti in generale. Devi usare il Sistema di Interscambio, conservare le e-fatture e assolvere l’imposta di bollo sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Fonti: Agenzia delle Entrate – Fatturazione elettronica; D.M. bollo elettronico.

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario

Regime forfettario: è un regime agevolato con imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti startup). Si applica fino a 85.000 euro di ricavi annui; uscita immediata se superi 100.000. Fonti: L. 190/2014, art. 1 commi 54–89 e s.m.i.; L. di Bilancio 2023; Agenzia delle Entrate – Guida Regime Forfettario.

Il reddito imponibile si calcola applicando un “coefficiente di redditività” ai ricavi e poi sottraendo i contributi INPS. Per il travel planner, il coefficiente dipende dall’inquadramento:

  • attività professionale assimilabile a servizi di consulenza: 78% (tabella per professionisti);
  • servizi di prenotazione ATECO 79.90.19: in molte prassi è 80% (tabella per alcuni servizi). Verifica sempre la tabella ministeriale aggiornata allegata alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio con coefficiente 78%: incassi 20.000 euro, contributi pagati l’anno prima 3.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 x 78% = 15.600; base imposta: 15.600 – 3.000 = 12.600; imposta 15%: 1.890 euro (oppure 630 euro al 5%).

Regime ordinario: paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito netto (ricavi – costi deducibili). Aliquote 2026 su tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Fonti: Agenzia delle Entrate – IRPEF 2026; Normattiva – TUIR. In ordinario applichi l’IVA sulle fatture (in genere 22%) e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti.

In ordinario, se il cliente è sostituto d’imposta, subisci ritenuta d’acconto del 20% sui compensi professionali (art. 25, D.P.R. 600/1973). Nel forfettario non si applicano IVA e ritenute (serve la dicitura in fattura prevista dalla L. 190/2014).

Contributi INPS Gestione Separata 2026

Come travel planner senza cassa professionale, versi i contributi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 per professionisti privi di altra tutela obbligatoria è pari al 26,07% sul reddito imponibile previdenziale. Fonte: INPS – Circolare aliquote Gestione Separata 2026.

Nel forfettario, la base contributiva coincide di norma con il reddito forfettario. In ordinario, con il reddito effettivo (ricavi – costi). Sono dovuti acconti e saldo, con eventuale riduzione per nuovi iscritti se prevista. Esistono minimali e massimali comunicati ogni anno da INPS.

Se superi 5.000 euro annui di compensi come occasionale, sulla sola parte eccedente versi i contributi GS. Con più committenti, ciascuno contribuisce per la quota di propria competenza, seguendo le istruzioni INPS.

Attività consentite e limiti: consulenza vs intermediazione turistica

Il travel planner che progetta itinerari, consiglia strutture e ottimizza budget svolge consulenza. Se però “vende” pacchetti turistici o incassa per conto di hotel, compagnie aeree e fornitori, entra nell’intermediazione turistica.

L’intermediazione e l’organizzazione di pacchetti richiedono abilitazioni e autorizzazioni regionali come agenzia di viaggio/tour operator. Riferimenti: Codice del Turismo, D.Lgs. 79/2011; normative regionali (SCIA, requisiti professionali, polizza RC professionale, fideiussione). Agire senza titolo espone a sanzioni amministrative.

Regola decisionale rapida

Se rispondi “sì” alle seguenti condizioni, usa ancora la prestazione occasionale:

  • Hai pochi incarichi l’anno, senza calendario continuo.
  • Non hai una struttura organizzata né campagne marketing ricorrenti.
  • I committenti sono per lo più privati e resti sotto 5.000 euro lordi (oltre si pagano contributi INPS sull’eccedenza).

Apri la Partita IVA quando:

  • Ricevi richieste ogni mese o lavori con più clienti in modo continuativo.
  • Avvii promozioni stabili (sito con listini, sponsorizzate periodiche, newsletter).
  • Vuoi collaborare con aziende in modo strutturato o emettere e-fatture.

Valuta il regime fiscale così:

  • Prevedi ricavi fino a 85.000 euro, costi bassi e poche spese IVA? Forfettario in genere conviene.
  • Hai costi elevati e IVA da detrarre (software, advertising, subfornitori)? Considera l’ordinario.
  • Intendi vendere pacchetti e incassare per terzi? Servono i requisiti da agenzia (Codice del Turismo).

Esempi numerici rapidi

Occasionale con cliente impresa, compenso lordo 300 euro: il cliente trattiene 20% = 60 euro; incassi 240 euro. Marca da bollo 2 euro se superi 77,47 euro e il committente non è sostituto.

Forfettario (coefficiente 78%), incassi 20.000 euro, contributi anno precedente 3.000 euro: reddito 15.600; base imposta 12.600; imposta 15% = 1.890 euro (oppure 5% = 630). Contributi 26,07% su 15.600 = 4.072,92 euro, da versare come acconti/saldo secondo le scadenze.

Ordinario, incassi 30.000 euro, costi deducibili 10.000 euro: reddito 20.000; IRPEF 23% sul relativo scaglione; IVA 22% a debito meno IVA a credito sugli acquisti; tenuta contabilità e liquidazioni periodiche.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Requisiti sostanziali Imposte e aliquote 2026 Contributi INPS Adempimenti e tempistiche
Prestazione occasionale con cliente privato Nessuna abitualità; incarichi saltuari; nessuna organizzazione stabile Niente IVA; IRPEF in dichiarazione; marca da bollo da 2€ se >77,47€ Solo se superi 5.000€ annui complessivi: contributi su eccedenza Ricevuta semplice; nessuna e-fattura; nessuna comunicazione INL
Prestazione occasionale con impresa/professionista Saltuarietà effettiva; rapporto non continuativo Ritenuta d’acconto 20% (art. 25 DPR 600/1973); niente IVA Oltre 5.000€ annui: contributi GS su eccedenza (di norma 2/3 committente, 1/3 prestatore) Comunicazione preventiva all’Ispettorato (art. 14 D.Lgs. 81/2015); ricevuta con ritenuta
Partita IVA – Regime forfettario (ATECO 79.90.19) Ricavi ≤ 85.000€; rispetto cause di esclusione; attività abituale Imposta sostitutiva 15% (5% startup 5 anni); niente IVA e ritenute Gestione Separata 26,07% circa sul reddito forfettario Apertura con AA9/12 (entro 30 giorni); e-fattura; bollo elettronico; versamenti acconti/salvo
Partita IVA – Regime ordinario Attività abituale; utile con costi/IVA rilevanti IRPEF 23%–33%–43%; IVA 22% (salvo casi particolari); ritenuta 20% subita dai sostituti Gestione Separata sul reddito netto Contabilità ordinaria/semplificata; liquidazioni IVA; e-fattura; acconti e saldi
Intermediazione/vendita pacchetti (agenzia) Organizzazione o vendita di pacchetti; incasso per conto terzi Regime IVA speciale agenzie (art. 74-ter DPR 633/1972) o regole regionali specifiche Inquadramento previdenziale secondo assetto societario/CCNL Autorizzazione regionale, SCIA, polizza RC e garanzie (D.Lgs. 79/2011)

FAQ: domande frequenti sul travel planner

1) È vero che in prestazione occasionale non posso fare pubblicità?

No. Non esiste un divieto espresso di pubblicità per l’occasionale. Ma promozione stabile, campagne periodiche, sito con listini e un’organizzazione di mezzi mostrano abitualità. Quando l’attività è abituale, la legge IVA ti considera soggetto passivo e devi avere la Partita IVA. Riferimento: art. 5 del D.P.R. 633/1972 (Normattiva). Quindi la pubblicità in sé non è vietata, ma se diventa sistematica è il segnale che devi aprire la Partita IVA. Regola pratica: se ti promuovi con continuità, hai un funnel e un calendario editoriale, non sei più “occasionale”.

2) Qual è il codice ATECO più corretto per un travel planner?

Per chi disegna itinerari, consiglia strutture e assiste il viaggiatore senza vendere pacchetti, il codice più usato è 79.90.19 “Altri servizi di prenotazione e attività connesse nca”. È coerente con la pianificazione e l’assistenza. Se organizzi o vendi pacchetti, valutare 79.11.00/79.12.00 implica però autorizzazioni regionali. Se svolgi esclusivamente consulenza astratta, qualcuno usa 74.90.99, ma va dimostrata la natura “professionale” e non di intermediazione. Verifica con Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio e, se serve, con la normativa regionale sul turismo (D.Lgs. 79/2011 – Codice del Turismo).

3) Posso lavorare con clienti esteri? Come fatturo e quale IVA applico?

Sì. In forfettario non addebiti IVA, ma devi emettere e-fattura (o documento estero) con dicitura di operazione fuori campo IVA quando la territorialità lo prevede (art. 7-ter e seguenti, D.P.R. 633/1972 – Normattiva). Per servizi B2B a soggetti UE, di norma si applica il principio della sede del committente: fuori campo in Italia con inversione contabile nel Paese del cliente. Per B2C extra-UE, spesso resta la territorialità in Italia salvo eccezioni. In ordinario, le stesse regole di territorialità determinano se applichi IVA italiana o no. Attenzione agli adempimenti Intrastat servizi B2B se richiesti e all’identificazione del committente (partita IVA VIES). Conserva sempre la prova della residenza del cliente.

4) Come funziona il 5% per i primi 5 anni nel forfettario? Chi può usarlo?

L’aliquota al 5% per 5 anni è la versione “startup” del forfettario. Puoi usarla se: non hai esercitato attività nei 3 anni precedenti; l’attività è nuova e non è mera prosecuzione di un lavoro svolto prima (come dipendente o autonomo); se prosegui un’attività altrui, i ricavi dell’anno precedente non superavano le soglie del regime. Riferimenti: L. 190/2014, art. 1, commi 64–65 e s.m.i. Fai attenzione ai rapporti con ex datori di lavoro: se fatturi prevalentemente a loro nei primi due anni, rischi l’esclusione. Esempio: ricavi 24.000 euro, coefficiente 78% = 18.720; contributi 4.875 (ipotetici); base imposta 13.845; imposta 5% = 692,25 euro. La convenienza è elevata se i costi effettivi sono bassi.

5) Supero i 5.000 euro da occasionali: cosa succede con i contributi e chi li versa?

Quando i compensi occasionali complessivi dell’anno superano 5.000 euro, scattano i contributi alla Gestione Separata INPS sulla sola parte eccedente. Se lavori con imprese o professionisti, di norma il committente versa i contributi con F24, ripartendoli 2/3 a suo carico e 1/3 a tuo carico, trattenendo la quota durante il pagamento. Se lavori con più committenti, ciascuno versa per la quota di propria competenza sulla base delle tue comunicazioni. Fonte: INPS – circolare n. 103/2004 e istruzioni Gestione Separata. Ricorda inoltre la comunicazione preventiva all’Ispettorato quando il committente è un’impresa o un professionista (Ministero del Lavoro). Se la tua attività diventa continuativa o organizzata, non restare in area grigia: apri la Partita IVA.

Fonti normative principali citate nel testo: Normattiva – D.P.R. 917/1986 (TUIR), D.P.R. 600/1973 art. 25, D.P.R. 633/1972 art. 5 e art. 7-ter, D.Lgs. 81/2015 art. 14, D.Lgs. 79/2011 (Codice del Turismo), L. 190/2014 regime forfettario e successive modifiche; documentazione Agenzia delle Entrate su AA9/12, IRPEF 2026, fatturazione elettronica; circolari annuali INPS sulla Gestione Separata.

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