Documenti per compilare la dichiarazione dei redditi: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per la dichiarazione dei redditi servono documenti su redditi, spese e immobili. Usa Modello Redditi PF 2026 e invia entro il 30 novembre. Aliquote IRPEF 2026: 23%, 33%, 43%.

  • Documenti base: fatture incassate, Certificazioni Uniche, contributi previdenziali, dati catastali, spese deducibili e detraibili con pagamenti tracciabili.
  • Modello Redditi PF: invio telematico entro il 30 novembre; saldo e acconti IRPEF con F24 secondo D.Lgs. 241/1997.
  • Quadri chiave: RE/RF/RG/LM per attività, RA/RB per immobili, RP per oneri, LC per cedolare, RN-RV-CR-RX per calcoli e riepilogo.

Quali documenti servono davvero per la dichiarazione dei redditi

La dichiarazione dei redditi riassume quanto hai guadagnato e quanto devi versare. La legge di riferimento è il TUIR (D.P.R. 917/1986) per i redditi e il D.P.R. 322/1998 per modalità e termini di presentazione. Trovi i testi su Normattiva e le istruzioni sull’Agenzia delle Entrate.

Per partire, raccogli tre blocchi di documenti: redditi, patrimoni, oneri. Così riduci errori, eviti controlli e calcoli corretti acconti e saldi.

Documenti sui redditi

  • Fatture incassate nell’anno d’imposta (principio di cassa: contano gli incassi, non l’emissione). Vale per liberi professionisti in ordinario e per il regime forfettario. Il principio di cassa è la regola che considera solo i pagamenti ricevuti.
  • Corrispettivi telematici e ricevute elettroniche, se vendi a privati.
  • Certificazioni Uniche (CU) per lavoro dipendente/assimilato e per prestazioni occasionali ex art. 2222 c.c. Le CU riportano compensi, ritenute, addizionali e previdenza.
  • Attestazioni di contributi previdenziali versati (INPS Gestione Separata, artigiani/commercianti, o Casse professionali). Servono per la deduzione in RP.
  • Altri redditi: rapporti da capitale (proventi, certificazioni banca), redditi esteri (documenti locali e traduzione), plusvalenze (quadri RT/RW/RS secondo i casi).

Documenti su patrimoni immobiliari

  • Dati catastali aggiornati di terreni e fabbricati (visura catastale). Servono per RA (terreni) e RB (fabbricati).
  • Contratti di locazione e ricevute d’affitto. Se usi la cedolare secca si compila LC e si gestisce in RB. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva su certi affitti (fonte: D.Lgs. 23/2011).
  • IMU/TASI versate con F24, se dovute, per coerenza dati (non entrano direttamente nell’IRPEF, ma rilevano nei controlli).

Documenti su oneri, deduzioni e detrazioni

  • Spese deducibili: contributi previdenziali obbligatori e volontari, previdenza complementare, assegni periodici al coniuge, erogazioni a ONLUS e simili nei limiti di legge.
  • Spese detraibili: sanitarie, istruzione, interessi mutuo prima casa, ristrutturazioni ed ecobonus, assicurazioni vita/infortuni, bonus asili nido. Per molte spese al 19% serve pagamento tracciabile (fonte: Legge 160/2019). Farmaci, dispositivi medici e prestazioni ospedaliere fanno eccezione.
  • Documenti tecnici per bonus edilizi: CILA/SCIA, asseverazioni ENEA, bonifici parlanti, fatture, visti di conformità ove richiesti (fonti: TUIR e decreti attuativi, istruzioni AE 2026).

Modello Redditi PF 2026: quadri e quando usarli

Il Modello Redditi Persone Fisiche è obbligatorio per titolari di partita IVA, chi ha redditi non gestibili nel 730 e chi presenta quadri d’impresa o lavoro autonomo. La presentazione telematica segue il D.P.R. 322/1998.

Quadri più usati e cosa contengono

  • Frontespizio: dati anagrafici, residenza fiscale, firma, intermediario.
  • RA: redditi dei terreni (rendita dominicale e agraria, rivalutazioni e giorni/percentuali possesso).
  • RB: redditi dei fabbricati. Indichi rendita, canoni, giorni, quota possesso e regime (ordinario o cedolare secca, gestita anche in LC).
  • RC: redditi di lavoro dipendente e assimilati (dati da CU).
  • RE: lavoro autonomo “professionisti” in contabilità ordinaria; RF: reddito d’impresa in ordinaria; RG: reddito d’impresa in semplificata. Sono i quadri dove si ricostruisce il reddito di lavoro con regole del TUIR.
  • LM: regime forfettario. Il forfettario è un regime agevolato che applica un coefficiente di redditività ai ricavi e una imposta sostitutiva, senza dedurre costi analitici.
  • RP: oneri e spese (deduzioni e detrazioni).
  • LC: importi derivanti da cedolare secca sugli affitti.
  • RN: liquidazione IRPEF; RV: addizionali regionali e comunali; CR: crediti d’imposta; RX: riepilogo saldi, acconti, compensazioni/rimborsi.

Per altri redditi e imposte esistono RT (plusvalenze), RW (monitoraggio e IVAFE/IVIE), RU (crediti agevolazioni), RS (prospetti vari, ISA). Consulta sempre le istruzioni 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Aliquote IRPEF 2026 e logica di calcolo

Le aliquote IRPEF 2026 sono a tre scaglioni: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. La base normativa discende dal TUIR e dagli interventi della Legge di Bilancio 2026.

Il calcolo segue questi passi: determinazione del reddito complessivo; applicazione delle deduzioni (ad esempio contributi previdenziali); calcolo dell’imposta lorda per scaglioni; applicazione detrazioni (lavoro, carichi, spese 19%, ristrutturazioni, ecc.); ottenimento dell’imposta netta; aggiunta di addizionali regionali e comunali; confronto con ritenute e acconti già versati.

Per chi usa la cedolare secca, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali sui canoni coperti dalla cedolare. Per il regime forfettario, l’imposta sostitutiva si calcola sul reddito forfettario (ricavi x coefficiente), con possibili riduzioni in avvio attività, secondo le istruzioni aggiornate 2026.

Scadenze, versamenti e sanzioni

Presentazione telematica del Modello Redditi PF: entro il 30 novembre dell’anno successivo al periodo d’imposta (fonte: D.P.R. 322/1998). Esempio: redditi 2025, invio entro 30 novembre 2026.

Versamenti saldo e acconti IRPEF, addizionali e imposte sostitutive seguono il D.Lgs. 241/1997: saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno (con eventuale differimento al 30 luglio con 0,40% di interesse, se previsto da provvedimenti); secondo acconto entro il 30 novembre.

Il ravvedimento operoso consente di correggere errori e omissioni pagando sanzioni ridotte e interessi legali (fonte: D.Lgs. 472/1997, art. 13). Prima sistemi, meno paghi. Conserva le prove di pagamento e la documentazione di supporto.

Regola decisionale rapida

Quale quadro usare e quali documenti allegare mentalmente

  • Se sei libero professionista senza dipendenti e non in forfettario: usa RE. Ti servono fatture incassate, estratti conto, contributi previdenziali, ritenute d’acconto da CU dei clienti, eventuali spese inerenti.
  • Se sei in regime forfettario: usa LM. Servono ricavi incassati, eventuali contributi previdenziali (deducibili), CU per ritenute occasionali subite se presenti, e dati per addizionali se dovute.
  • Se sei impresa individuale in semplificata: usa RG. Raccogli registro incassi/pagamenti, magazzino se rilevante, acquisti, ammortamenti minimi, contributi INPS commercianti/artigiani.
  • Se hai solo lavoro dipendente o pensione e nessuna particolarità: valuta 730. Se hai redditi di lavoro autonomo, affitti con cedolare o quadri speciali, usa Redditi PF con RC, RB/LC, RP, RN.
  • Se possiedi immobili: sempre RA/RB. Se affitti con cedolare, compila anche LC. Servono visure, contratti, canoni e giorni di locazione.
  • Se hai prestazioni occasionali: verifica la CU. I compensi vanno in RL o RC a seconda della natura; le ritenute si scomputano in RN.
  • Se investi all’estero o detieni attività estere: compila RW per monitoraggio e IVAFE/IVIE se dovute; servono estratti e certificazioni estere.

Fonti normative e prassi da conoscere

TUIR (D.P.R. 917/1986): definisce i tipi di reddito, deduzioni e detrazioni. D.P.R. 322/1998: termini e modalità delle dichiarazioni. D.Lgs. 241/1997: versamenti, F24, compensazioni. D.Lgs. 175/2014: dichiarazione precompilata. D.Lgs. 23/2011: cedolare secca. D.Lgs. 472/1997: sanzioni e ravvedimento.

Per prestazioni occasionali, riferimenti al codice civile (art. 2222) e indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Consulta sempre il portale Normattiva per i testi aggiornati e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per l’interpretazione operativa 2026.

Errori frequenti e come evitarli

Principio di cassa e ritenute

Non confondere incassi con fatture emesse. Se incassi a gennaio, conteggi nel nuovo anno. Controlla sempre le ritenute in CU: devono tornare con RN, altrimenti perdi credito.

Spese non tracciate

Molte detrazioni al 19% richiedono pagamento con carta o bonifico. Se paghi in contanti, rischi di perdere la detrazione. Fanno eccezione farmaci e dispositivi medici.

Immobili e canoni

Verifica rendite catastali aggiornate. Riporta i giorni e la quota di possesso. Per gli affitti brevi, applica le regole fiscali vigenti (fonte: D.L. 50/2017 e prassi AE) e indica correttamente la cedolare se spettante.

Acconti e compensazioni

Calcola gli acconti con metodo storico o previsionale. Se usi il previsionale e sbagli al ribasso, paghi sanzioni. Compensa crediti solo quando sono certi e disponibili secondo il D.Lgs. 241/1997.

Checklist operativa in 7 passi

  • Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID/CIE/CNS e scarica la precompilata, se disponibile, per avere una base di confronto.
  • Recupera tutte le CU e le attestazioni contributive (INPS o Cassa). Controlla ritenute e versamenti.
  • Estrai elenco incassi da fatture elettroniche e da estratti conto. Per contanti annota data e causale incasso.
  • Raccogli documenti immobili: visure, canoni percepiti, eventuali cedolari attive, IMU versata.
  • Raccogli oneri: spese sanitarie, scuola/università, mutuo, bonus casa, assicurazioni, previdenza. Verifica tracciabilità dei pagamenti.
  • Compila i quadri corretti (RE/RG/RF/LM, RA/RB, RP, LC, RN, RV). Verifica coerenza interna con controlli AE.
  • Calcola saldo e acconti. Predisponi F24. Valuta ravvedimento per correzioni tempestive se emergono differenze.
Scenario Quadri da compilare Documenti indispensabili Scadenze e note
Libero professionista ordinario (non forfettario) RE, RP, RN, RV, CR, RX Fatture incassate, CU con ritenute, contributi INPS/Cassa, estratti conto, spese deducibili/detraibili Invio entro 30/11/2026; saldo 2025 e 1° acconto 2026 entro 30/06; 2° acconto 30/11
Regime forfettario LM, RP (per previdenza), RN, RV, RX Ricavi incassati, contributi previdenziali, eventuali CU, attestazioni pagamenti Stesse scadenze; imposta sostitutiva sul reddito forfettario
Lavoro dipendente + immobile locato con cedolare RC, RB, LC, RP, RN, RV CU, visura catastale, contratto e canoni, spese 19% con pagamenti tracciati Invio entro 30/11; cedolare sostituisce IRPEF su canoni coperti
Impresa individuale semplificata RG, RP, RN, RV, CR, RX Registri incassi/pagamenti, inventario se dovuto, contributi INPS artigiani/commercianti, spese Versamenti con F24 secondo D.Lgs. 241/1997; attenzione acconti
Redditi esteri e attività finanziarie fuori Italia RW, RT/RM (se dovuti), RP, RN Estratti e certificazioni estere, traduzioni, calcolo imposte estere e crediti RW per monitoraggio e IVAFE/IVIE; credito d’imposta estero per evitare doppia imposizione

FAQ

Quali sono esattamente i documenti da conservare per 5 anni e perché?

Devi conservare tutte le prove dei redditi dichiarati e delle imposte calcolate per almeno cinque anni, termine ordinario di accertamento (fonte: D.P.R. 600/1973). Servono fatture, ricevute, estratti conto, CU, attestazioni contributi, visure e contratti di locazione, oltre a documenti di spese deducibili e detraibili, come ricevute mediche, quietanze di mutuo, bonifici parlanti per ristrutturazioni, certificazioni ENEA per ecobonus. Questi documenti dimostrano che i dati inseriti in dichiarazione sono corretti. Se l’Agenzia delle Entrate chiede chiarimenti, li esibisci e chiudi la pratica senza sanzioni. Conserva anche F24, ricevute di invio telematico e comunicazioni dell’Agenzia: provano versamenti e presentazione nei termini. Se usi piattaforme estere per investimenti o affitti brevi, conserva report dettagliati e certificazioni fiscali rilasciate dal gestore.

Cosa cambia tra deduzione e detrazione? Quali conviene cercare per prime?

La deduzione riduce la base su cui calcoli l’imposta. Esempio: 3.000 euro di contributi previdenziali abbattono il reddito imponibile. La detrazione riduce l’imposta già calcolata. Esempio: 1.000 euro di spese sanitarie oltre franchigia generano il 19% di detrazione, quindi 190 euro in meno di IRPEF. In genere conviene verificare prima le deduzioni, perché riducono anche lo scaglione d’imposta, poi ottimizzare le detrazioni. Ricorda la regola dei pagamenti tracciabili per molte detrazioni al 19% (fonte: Legge 160/2019). Per i bonus edilizi, controlla aliquote, massimali e ripartizioni in anni distinti secondo le istruzioni AE 2026.

Quando uso il 730 e quando il Modello Redditi PF?

Usi il 730 se hai solo redditi da lavoro dipendente/pensione e alcune tipologie semplici di reddito, senza partita IVA, e vuoi un rimborso rapido in busta paga o pensione. Se hai partita IVA, redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa, quadri speciali (come RW per attività estere), o vuoi esercitare opzioni particolari (cedolare secca con particolarità, ritenute complesse, crediti d’imposta specifici), devi usare il Modello Redditi PF. La base è il D.P.R. 322/1998 e le istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate. Se inizi come autonomo durante l’anno e hai anche lavoro dipendente, spesso conviene Redditi PF per gestire bene RE/LM insieme a RC, RP, RN e addizionali.

Come funzionano saldo e acconti IRPEF? Posso scegliere il metodo previsionale?

Paghi il saldo per l’anno precedente e gli acconti per l’anno in corso. Sull’IRPEF l’acconto complessivo è, di norma, pari al 100% dell’imposta netta dovuta l’anno prima, al netto di detrazioni e crediti, con ripartizione tra primo acconto (di regola 40% a giugno) e secondo acconto (60% a novembre), salvo aggiornamenti di prassi e arrotondamenti. Puoi usare il metodo previsionale se pensi di pagare meno imposte nell’anno in corso. Attenzione: se sbagli al ribasso, il fisco applica sanzioni e interessi (fonti: D.Lgs. 241/1997; D.Lgs. 472/1997). Per chi applica imposte sostitutive, come cedolare o forfettario, valgono regole di acconto analoghe ma riferite all’imposta sostitutiva. Verifica sempre le istruzioni AE 2026.

Ho prestazioni occasionali e partita IVA: dove le indico e quali rischi ci sono?

Le prestazioni occasionali, se vere e non abituali, si indicano nei quadri dei redditi diversi secondo le istruzioni AE (di norma RL). Devi riportare i compensi, le ritenute a titolo d’acconto e i giorni. Se hai già partita IVA ed eroghi servizi tipici e continuativi, il fisco potrebbe qualificare quelle “occasioni” come attività abituale. In quel caso, andavano fatturate con IVA e dichiarate nei quadri del lavoro autonomo (RE o LM). Un uso improprio dell’occasionale può portare a recuperi d’imposta, sanzioni e interessi (fonti: TUIR; D.P.R. 600/1973; indicazioni del Ministero del Lavoro sul lavoro autonomo). Regola pratica: se l’attività è la stessa della tua partita IVA o si ripete, fattura con la partita IVA e non usare l’occasionale.

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