Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi aprire la Partita IVA online all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 oppure delegare un commercialista/CAF. Scegli in base a complessità, regime fiscale, iscrizioni INPS/INAIL e adempimenti come SCIA e fatturazione elettronica.
- Il modello AA9/12 si presenta ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/1972; apertura gratuita, immediata se corretta.
- Dopo l’apertura: verifica SCIA al SUAP, iscrizione INPS o Cassa, eventuale INAIL, Registro Imprese se impresa.
- Scegli prima codice ATECO e regime (forfettario o ordinario): impattano imposte, contributi e obblighi contabili.
Dove e come aprire la Partita IVA nel 2026
Aprire la Partita IVA è un adempimento formale ma richiede scelte tecniche. La base giuridica è l’art. 35 del DPR 633/1972. Devi presentare la “dichiarazione di inizio attività” con il modello AA9/12 se sei una persona fisica.
Hai tre canali: procedura autonoma presso l’Agenzia delle Entrate, incarico a un commercialista, oppure servizio presso un CAF. La differenza non è nel risultato finale, ma nel supporto per le scelte e nel controllo degli adempimenti collegati.
Agenzia delle Entrate: procedura autonoma
Puoi presentare l’AA9/12 online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi consegnare o inviare il modello cartaceo all’ufficio competente.
La presentazione online è gratuita. Ricevi la Partita IVA in tempi rapidi, spesso in giornata. Tieni pronti: dati anagrafici, domicilio fiscale, luogo di esercizio, codice ATECO, regime fiscale scelto, data di inizio attività.
La responsabilità di correttezza è tua. Errori su ATECO, regime o date possono generare sanzioni o costi inattesi. Verifica anche gli adempimenti successivi: SCIA, iscrizioni previdenziali, eventuali comunicazioni a enti locali.
Commercialista o CAF: quando conviene
Un intermediario gestisce la pratica e cura le scelte. È utile se l’attività richiede SCIA complessa, se apri un’impresa (artigiano o commerciante) o se intrecci più lavori (dipendente e autonomo).
Il costo varia per area, settore e urgenza. In media l’apertura costa da zero a qualche centinaio di euro. Il valore sta nell’analisi di ATECO, regime, contributi, deduzioni e tempistiche.
Le scelte tecniche prima dell’invio dell’AA9/12
Tre decisioni guidano tutto: codice ATECO, regime fiscale, data di inizio. Prendile prima di inviare il modello. Così eviti rettifiche e sanzioni formali.
Codice ATECO: che cos’è e come si sceglie
Il codice ATECO classifica l’attività. Incide su coefficienti del forfettario, studi di settore storici, adempimenti di settore e talvolta sull’INPS. Scegli quello che rispecchia l’attività prevalente.
Se fai più attività, indica la principale e valuta codici secondari. Una scelta errata può creare obblighi inutili o, peggio, sotto-inquadrare rischi e contributi.
Regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario: è un regime agevolato. Calcola il reddito applicando un “coefficiente di redditività” ai ricavi. Poi applichi un’imposta sostitutiva (5% per start-up in presenza di requisiti, altrimenti 15%). Il principio di cassa significa che contano i compensi incassati. Base normativa: art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche, tra cui L. 145/2018 e L. 197/2022.
Requisiti chiave aggiornati: ricavi/compensi dell’anno precedente non oltre 85.000 euro. Se superi 100.000 euro nell’anno, l’uscita è immediata dal mese successivo (L. 197/2022). Restano le cause di esclusione previste dalla legge.
Regime ordinario semplificato: usi IVA con detrazioni e deduci i costi. È idoneo se hai molti costi detraibili o investimenti, o se superi i limiti del forfettario. Richiede registri IVA e adempimenti periodici.
Data di inizio attività e decorrenze
La decorrenza influisce su IVA, imposte e contributi. Indica una data coerente con l’effettivo avvio (contratti, sito e-commerce attivo, prime fatture). L’apertura va fatta prima o contestualmente all’avvio.
Comunicazioni tardive possono generare sanzioni per omesse o tardive comunicazioni ai sensi del D.Lgs. 471/1997, art. 11.
Adempimenti collegati all’apertura: non solo IVA
L’apertura della Partita IVA è solo l’inizio. Devi valutare previdenza, assicurazioni e autorizzazioni. Le basi normative principali sono consultabili su Normattiva, sul portale dell’Agenzia delle Entrate e sui siti del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
INPS o Cassa professionale
Professionisti senza Cassa: iscrizione alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Contributi percentuali sul reddito, con aliquote fissate annualmente da circolari INPS.
Artigiani e commercianti: iscrizione alle relative Gestioni INPS, con contributi fissi su minimali e percentuali sull’eccedenza. Riferimenti storici: L. 613/1966 e L. 1397/1960, più circolari INPS annuali. Esiste la riduzione del 35% per il regime forfettario, da richiedere se conveniente.
Professioni ordinistiche: iscrizione alla Cassa dell’Ordine (per esempio, Inarcassa, Cassa Forense, ENPAV). Verifica lo statuto della tua Cassa per aliquote e scadenze.
INAIL per attività con rischio infortuni
Se svolgi attività manuali o con rischio infortuni, devi valutare l’iscrizione all’INAIL. Riferimento: DPR 1124/1965 (Testo Unico Infortuni). Molte attività artigiane rientrano.
SCIA, SUAP e Registro Imprese
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si presenta al SUAP comunale quando richiesta. Base normativa: art. 19 L. 241/1990 e DPR 160/2010. Esempio: commercio al dettaglio in sede fissa.
Le imprese individuali commerciali o artigiane devono iscriversi al Registro delle Imprese. Riferimenti: L. 580/1993 e DPR 581/1995. La pratica avviene di norma con Comunicazione Unica (ComUnica), secondo la disciplina attuativa nazionale.
Fatturazione elettronica e corrispettivi telematici
La fatturazione elettronica tra privati è obbligatoria per quasi tutti i titolari di Partita IVA. Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche, estensione ai forfettari disposta da interventi successivi, incluso il DL 36/2022. Le vendite al dettaglio richiedono corrispettivi telematici con registratore telematico se previste.
Conserva le fatture in modalità digitale a norma. Puoi usare servizi accreditati o il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate. Mantieni un sistema di archiviazione ordinato: riduce rischi di errori e contestazioni.
Regola decisionale rapida
Se rientri in uno di questi casi, ecco la scelta probabile
– Sei un professionista che vende servizi, pochi costi, compensi previsti sotto 85.000 euro: valuta il forfettario e l’apertura autonoma con AA9/12. Controlla la Gestione Separata INPS e la fatturazione elettronica.
– Sei un artigiano o commerciante, hai un locale o un laboratorio: scegli un intermediario. Servono SCIA/SUAP, Registro Imprese, INPS di categoria, spesso INAIL e corrispettivi telematici.
– Sei in una professione con Albo e Cassa: verifica prima l’iscrizione all’Ordine e alla Cassa. L’apertura IVA è rapida, ma la previdenza si gestisce con regole specifiche.
– Prevedi ricavi oltre 85.000 euro o molti costi detraibili: considera il regime ordinario. Pianifica IVA, acconti, registri e deduzioni.
– Hai un lavoro dipendente stabile: verifica compatibilità contrattuale, possibili conflitti di interesse e impatto su detrazioni. Il forfettario resta spesso la via più semplice se rispetti i requisiti.
Errori comuni e come evitarli
ATECO sbagliato o incompleto
Un ATECO impreciso può generare richieste di SCIA non dovute, contributi errati o limiti su attività reali. Rivedi la descrizione dell’attività prima di inviare l’AA9/12.
Decorrenza incoerente
Se indichi una data passata ma hai già emesso documenti, rischi sanzioni formali. Allinea l’apertura ai primi contratti o all’attivazione operativa del sito o locale.
Dimenticare SCIA o Registro Imprese
Molti pensano che basti la Partita IVA. Non è così per imprese commerciali e artigiane. Valuta sempre SUAP e Registro Imprese prima della prima vendita.
Previdenza sottovalutata
Non iscriverti all’INPS o alla Cassa è un errore grave. I contributi si calcolano e si pagano con scadenze rigide. Informati sulle aliquote aggiornate nelle circolari INPS.
Fatturazione elettronica ignorata
Emettere documenti fuori SDI comporta sanzioni. Organizza il ciclo attivo e passivo, la numerazione e la conservazione fin da subito.
Costi e tempistiche realistiche
Apertura con AA9/12 all’Agenzia: gratuita. Tempi spesso in giornata. Con intermediario: costo variabile, in genere tra 0 e 300 euro per l’apertura, a seconda di complessità e urgenza.
Iscrizioni INPS/INAIL e Registro Imprese: tempi da 1 a 5 giorni lavorativi tipici, salvo verifiche. SCIA: effetto immediato con protocollazione, ma il Comune può fare controlli successivi.
Costi ricorrenti: gestione fiscale annuale da 500 a 1.500 euro medi, a seconda del regime e del volume. Imposte e contributi variano per regime e settore. Consulta le basi normative su Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e INPS.
| Scenario | Modulo e pratiche obbligatorie | Iscrizioni previdenziali/assicurative | Tempistiche e sequenza | Costi indicativi |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza Albo (servizi digitali/consulenza) | AA9/12; scelta ATECO servizi; regime forfettario o ordinario; fatturazione elettronica | INPS Gestione Separata (L. 335/1995); nessun Registro Imprese | 1) AA9/12 2) INPS 3) attiva FE 4) eventuale PEC | Apertura gratuita; gestione annua 500–900 euro; contributi percentuali su reddito |
| Professione ordinistica (es. architetto/avvocato) | AA9/12; rispetto ordinamento professionale; eventuale regime forfettario | Cassa dell’Ordine; no Registro Imprese; niente INAIL salvo rischi particolari | 1) Iscrizione Albo/Cassa 2) AA9/12 3) FE | Apertura gratuita; contributi secondo regolamento Cassa; onorari gestione 700–1.200 euro |
| Commerciante e-commerce (solo online, magazzino proprio) | AA9/12; ATECO commercio online; SCIA talvolta non necessaria per puro on-line, verifica SUAP; corrispettivi o solo fatture | INPS Commercianti; possibile INAIL se magazzino/attività manuali | 1) Verifica SUAP 2) AA9/12 3) Registro Imprese/ComUnica 4) INPS/INAIL 5) FE/corrispettivi | Diritti camerali 50–120 euro/anno; apertura con intermediario 150–300 euro; gestione 800–1.500 euro |
| Artigiano (laboratorio/servizi manuali) | AA9/12; ATECO artigiano; spesso SCIA; iscrizione Albo Artigiani tramite Registro Imprese | INPS Artigiani; INAIL obbligatoria (DPR 1124/1965) | 1) SUAP 2) ComUnica/Registro Imprese 3) AA9/12 4) INPS/INAIL 5) FE/corrispettivi | Diritti e bolli registro variabili; gestione annua 900–1.500 euro; contributi fissi + percentuali |
| Freelance con lavoro dipendente (attività secondaria) | AA9/12; valutazione conflitto d’interessi; scelta forfettario se in requisiti | Gestione Separata INPS o Cassa; nessun Registro Imprese se professionista | 1) Verifica contratto di lavoro 2) AA9/12 3) INPS/Cassa 4) FE | Apertura gratuita; impatto fiscale su addizionali; contributi in base al reddito autonomo |
FAQ
Come si compila correttamente il modello AA9/12 per persone fisiche?
Compila i dati anagrafici e il domicilio fiscale. Indica il luogo di esercizio, anche se coincidente con la residenza. Scegli il codice ATECO che descrive l’attività prevalente. Inserisci la data di inizio, coerente con il primo incasso o contratto. Seleziona il regime fiscale. Per il forfettario, dichiara il possesso dei requisiti. Indica eventuali collaboratori familiari. Specifica modalità di tenuta dei registri se in ordinario. Allega eventuale procura se presenta un intermediario. Ricorda che la base normativa è l’art. 35 DPR 633/1972. Un errore su ATECO o regime può comportare rettifiche e, in casi gravi, sanzioni ai sensi del D.Lgs. 471/1997. Conserva la ricevuta di presentazione e verifica l’attribuzione della Partita IVA nel cassetto fiscale.
Il regime forfettario nel 2026: quali sono i requisiti, le soglie e le cause di esclusione?
Il regime forfettario si applica se i ricavi/compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro. Se nell’anno superi 100.000 euro, l’uscita è immediata dal mese successivo. Riferimenti: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e modifiche della L. 145/2018 e L. 197/2022. Restano le cause di esclusione: partecipazioni in società di persone o S.r.l. trasparenti, attività riconducibili a datori attuali o recenti in determinate condizioni, regimi speciali IVA, residenza fiscale non conforme. L’imposta sostitutiva è 15% o 5% per i primi 5 anni se possiedi i requisiti “start-up”. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività del tuo ATECO. I contributi previdenziali sono deducibili. La fatturazione elettronica è obbligatoria. Se prevedi investimenti e molti costi, valuta se l’ordinario conviene di più.
Serve la SCIA per l’e-commerce o per i servizi professionali online?
Per i servizi professionali online, di norma non serve SCIA. Per il commercio elettronico indiretto (vendita di beni, spedizione a domicilio) la SCIA può non essere richiesta per il solo e-commerce, ma vanno rispettate le regole su informativa al consumatore e eventuali norme locali. Se hai un magazzino fisico aperto al pubblico o svolgi attività mista con vendita in sede fissa, il SUAP può richiedere SCIA. Riferimento generale: art. 19 L. 241/1990 e DPR 160/2010. Verifica sempre con il SUAP del Comune, perché modulistica e dettagli possono cambiare. In ogni caso, l’iscrizione al Registro Imprese è necessaria per l’impresa commerciale, anche se operi solo online.
Come gestire INPS e INAIL dopo l’apertura e quali sono le scadenze chiave?
Se sei professionista senza Cassa, iscriviti alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è definita annualmente da circolari INPS. Versi con acconti e saldo tramite modelli F24, insieme alle imposte, secondo le scadenze di giugno e novembre, salvo proroghe. Se sei artigiano o commerciante, iscriviti alla gestione di categoria: paghi quattro rate fisse sui minimali e un conguaglio sulla parte eccedente. L’iscrizione all’INAIL è necessaria per attività a rischio infortuni, soprattutto artigiane, in base al DPR 1124/1965. Le comunicazioni tardive comportano sanzioni e premi maggiorati. Tieni traccia delle comunicazioni nel cassetto previdenziale. Una pianificazione preventiva riduce il rischio di carichi contributivi imprevisti a fine anno.
Ho un lavoro dipendente: posso aprire la Partita IVA e mantenere la NASpI o i benefici?
Puoi aprire la Partita IVA avendo un lavoro dipendente, salvo divieti contrattuali o conflitti di interesse con il datore. Per la NASpI, l’avvio di attività autonoma è compatibile con la prestazione ridotta, se comunichi all’INPS entro 30 giorni l’avvio e il reddito presunto. Riferimenti: D.Lgs. 22/2015 e circolari INPS in materia (ad esempio la circ. 174/2017). Se scegli il regime forfettario, dichiarerai un reddito presunto basato su ricavi attesi e coefficiente di redditività. In mancanza di comunicazione, rischi la decadenza o il recupero delle somme. Verifica anche la tassazione complessiva: i redditi si sommano per addizionali, mentre nel forfettario l’imposta è sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali sul reddito agevolato.
