Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il vecchio CUD non esiste più: oggi si usa la Certificazione Unica (CU). La trovi nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE, oppure te la consegna il sostituto d’imposta.
- La CU certifica redditi di lavoro dipendente e assimilati, autonomo e provvigioni. Base legale: DPR 322/1998, art. 4; DPR 600/1973, artt. 23, 24, 25, 25-bis.
- Scadenza: 16 marzo per consegna al percettore e invio telematico all’Agenzia delle Entrate. Sanzioni: D.Lgs. 471/1997, art. 8.
- Forfettari: non operano ritenute su compensi e provvigioni (L. 190/2014, art. 1, comma 69). Diventano sostituti se hanno dipendenti/collaboratori.
Che cos’è la CU e perché ha sostituito il CUD
La CU, Certificazione Unica, è il documento con cui il sostituto d’imposta certifica i redditi che ti ha pagato nell’anno. Per sostituto d’imposta intendo chi trattiene le imposte per tuo conto e le versa allo Stato.
La CU ha sostituito il CUD. Il CUD riguardava solo il lavoro dipendente e le pensioni. La CU, invece, copre anche lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi. La base normativa è nel DPR 322/1998, art. 4, integrato dai provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Nella CU trovi importi lordi, ritenute IRPEF e addizionali, detrazioni, contributi previdenziali, e, nel lavoro autonomo, i dati dei compensi e dell’eventuale ritenuta d’acconto.
Il sostituto d’imposta: definizione legale e casi pratici
Il sostituto d’imposta è definito nel DPR 600/1973, art. 64. È chi versa imposte al posto del contribuente. Esempio: il datore di lavoro trattiene l’IRPEF dalla busta paga e la versa.
Le ritenute principali sono regolate da: art. 23 (lavoro dipendente), art. 24 (pensioni), art. 25 (lavoro autonomo), art. 25-bis (provvigioni). Il soggetto che paga applica la ritenuta quando la legge lo impone.
Se non c’è ritenuta per legge (per esempio per taluni forfettari), il pagatore non trattiene nulla. La CU in questo caso può contenere l’indicazione di esclusione, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
CU e regime forfettario: come funziona davvero
Nel regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89) chi incassa un compenso non subisce la ritenuta d’acconto. Vuol dire che il cliente non trattiene il 20%. L’obbligo di tassa resta, ma la paghi con il regime agevolato.
Chi è in forfettario, di regola, non opera ritenute alla fonte su compensi e provvigioni che paga ad altri (comma 69). Quindi non è sostituto d’imposta per questi pagamenti e non emette CU per essi.
Eccezione importante: se il forfettario ha dipendenti o collaboratori, diventa sostituto d’imposta per quei redditi. Deve trattenere imposte, versarle, rilasciare la CU e presentare il modello 770, come previsto dal DPR 600/1973 e dal DPR 322/1998.
Scadenze, sanzioni e correzioni
La CU va consegnata al percettore e inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo ai redditi. Se il 16 cade in giorno festivo, vale il primo giorno lavorativo utile.
Per invio tardivo o errato si applicano le sanzioni dell’art. 8 del D.Lgs. 471/1997: 100 euro per certificazione, fino a 50.000 euro per sostituto. Si può usare il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13) per ridurre le sanzioni se si regolarizza spontaneamente.
Se ti accorgi di un errore, invia una CU correttiva o sostitutiva secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Se necessario, annulla la certificazione sbagliata e inviane una nuova con i dati corretti.
Come scaricare la CU dall’Agenzia delle Entrate
Accesso con SPID o CIE
Entra nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE. Se hai una Partita IVA, puoi usare anche il profilo “Cassetto fiscale”. Se sei lavoratore o pensionato senza Partita IVA, puoi accedere dall’area “Dichiarazione precompilata”.
All’interno cerca “Certificazioni Uniche” o la sezione dei dati della precompilata. Troverai i dati CU trasmessi dai sostituti d’imposta. In molti casi è disponibile il documento “CU sintetica”.
Se non la vedi, contatta il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, ente pensionistico). Per le pensioni, l’ente previdenziale opera come sostituto e rende disponibile la CU nei propri servizi online.
Cosa contiene la CU: mappa dei dati utili
Lavoro dipendente e assimilati
Trovi imponibile fiscale e previdenziale, ritenute IRPEF e addizionali, contributi INPS, detrazioni per lavoro e familiari a carico, giorni lavorati, eventuali rimborsi e conguagli. Se c’è TFR o arretrati, trovi anche gli scaglioni intermedi e le relative imposte.
Lavoro autonomo e provvigioni
Trovi compensi lordi, eventuali ritenute d’acconto, contributi alla cassa professionale se trattenuti, e codici causali che spiegano la natura del reddito o l’esclusione dalla ritenuta. Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate definiscono i codici e i campi.
Annotazioni
Nelle annotazioni il sostituto può segnalare regimi particolari, come il forfettario, o note utili per la dichiarazione. Leggile con attenzione: spesso chiariscono eventuali conguagli o arretrati.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per capire in pochi secondi cosa fare con la CU.
- Hai percepito redditi di lavoro dipendente o pensioni? Aspetta la CU dal datore/ente entro il 16 marzo. Se manca, sollecita il sostituto.
- Hai Partita IVA in regime forfettario e hai pagato un altro professionista? In via ordinaria non operi ritenuta, non emetti CU. Conserva fatture e pagamenti.
- Hai Partita IVA in forfettario e hai dipendenti/collaboratori? Sei sostituto per quei redditi. Devi calcolare ritenute, versarle, inviare la CU e il 770.
- Hai ricevuto compensi da un cliente in ordinario? Verifica se ti ha applicato ritenuta (di norma no, se sei forfettario). Potresti ricevere una CU con indicazione di esclusione.
- Hai più CU nello stesso anno? Somma i dati per la dichiarazione. Controlla che non ci siano duplicazioni o errori. In caso, chiedi una rettifica.
Obblighi operativi: chi fa cosa e quando
Il sostituto d’imposta
Calcola le ritenute, versa con F24, rilascia la CU al percettore entro il 16 marzo e la trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate nello stesso termine (DPR 322/1998, art. 4). Conserva gli originali e gestisce eventuali rettifiche.
Il percettore del reddito
Riceve la CU e la conserva. Verifica importi, detrazioni e ritenute. Usa i dati per la dichiarazione dei redditi o controlla la dichiarazione precompilata. In caso di errori, chiede correzione al sostituto.
Fonti normative di riferimento
Puoi consultare i testi su Normattiva o nei siti istituzionali. I riferimenti principali sono: DPR 600/1973 (artt. 23, 24, 25, 25-bis, 64), DPR 322/1998 (art. 4), D.Lgs. 471/1997 (art. 8), D.Lgs. 472/1997 (art. 13), Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89). Le specifiche tecniche e le istruzioni annuali provengono da provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi pratici e casi particolari
Se sei un agente di commercio pagato con provvigioni, il preponente di norma applica ritenuta ex art. 25-bis DPR 600/1973 e ti rilascia la CU con provvigioni e ritenute. Se c’è un mandato senza ritenuta per specifiche esclusioni, la CU lo indica.
Se percepisci indennità di disoccupazione o malattia da un ente previdenziale, l’ente è sostituto e rilascia la CU con gli importi erogati e le ritenute. Per i pensionati vale lo stesso.
Se nel 2025 hai cambiato lavoro tre volte, avrai tre CU. Per la dichiarazione 2026 somma i redditi e le ritenute di tutte le certificazioni. Verifica che le detrazioni non siano duplici.
| Scenario | Chi emette la CU | Cosa contiene | Scadenze e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Lavoro dipendente (busta paga) | Datore di lavoro (sostituto ex art. 23 DPR 600/1973) | Imponibile, ritenute IRPEF/addizionali, contributi, detrazioni, conguagli | Consegna e invio entro 16 marzo dell’anno successivo |
| Lavoro autonomo ordinario con ritenuta | Committente (sostituto ex art. 25 DPR 600/1973) | Compensi lordi, ritenuta d’acconto, contributi trattenuti, causali | Consegna al professionista e invio telematico entro 16 marzo |
| Lavoro autonomo in regime forfettario | Di norma nessuno applica ritenuta; il committente può certificare l’esclusione secondo istruzioni CU | Eventuale indicazione di compensi con esclusione dalla ritenuta | Se emessa, stessa scadenza del 16 marzo; altrimenti conserva fatture e pagamenti |
| Provvigioni ad agenti/rappresentanti | Preponente (sostituto ex art. 25-bis DPR 600/1973) | Provvigioni, ritenute, contributi Enasarco se rilevanti, causali | Consegna e invio entro 16 marzo |
| Pensioni/indennità (malattia, NASpI) | Ente previdenziale (sostituto ex art. 24 DPR 600/1973) | Redditi corrisposti, ritenute, addizionali, detrazioni per pensione | Consegna e invio entro 16 marzo |
FAQ
1) Non trovo la mia CU nel cassetto fiscale: che cosa devo fare?
Prima cosa: controlla nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate sia la sezione “Certificazioni Uniche” sia la “Dichiarazione precompilata”. A volte i dati sono visibili nella precompilata, ma non è disponibile il PDF della CU sintetica. Se non c’è traccia, contatta il sostituto d’imposta che ti ha pagato (datore di lavoro, committente, ente previdenziale). La legge impone al sostituto di consegnarti la CU entro il 16 marzo (DPR 322/1998, art. 4). Se il sostituto non risponde, invia un sollecito scritto e conserva la prova. In casi estremi, segnala il disservizio all’Agenzia delle Entrate. Per la dichiarazione, puoi usare buste paga, CU di altri rapporti, e la precompilata, ma è meglio ottenere la CU ufficiale per evitare errori o incongruenze.
2) Sono in regime forfettario: devo emettere CU quando pago un altro professionista?
In via ordinaria, no. Il forfettario non opera ritenute alla fonte su compensi e provvigioni pagati (L. 190/2014, art. 1, comma 69). Se non operi ritenuta, non sei sostituto per quel pagamento e non emetti CU. Fai eccezione se hai dipendenti o collaboratori: per quei redditi diventi sostituto e devi rilasciare CU e presentare il 770. Attenzione: alcuni committenti, per prassi interna, rilasciano comunque una CU con indicazione di esclusione. Non è un tuo obbligo, ma può capitare di riceverla come percettore. Tu, come pagatore forfettario, limita gli adempimenti a fatture, pagamenti tracciabili e corretta conservazione dei documenti.
3) Ho ricevuto più CU nello stesso anno: come le gestisco in dichiarazione?
Somma i redditi e le ritenute di tutte le CU. Verifica che non ci siano periodi sovrapposti o doppie detrazioni per lavoro o familiari. Se noti incongruenze (per esempio due datori che applicano entrambi le detrazioni massime), chiedi a uno dei sostituti di inviare una CU rettificativa. Nella dichiarazione, controlla gli acconti IRPEF derivanti dai conguagli di fine rapporto. Se usi la precompilata, i dati delle CU confluiscono già nei quadri. Ma resta tua responsabilità verificare che tutto sia corretto e completo. In caso di errori post-invio, puoi presentare una dichiarazione correttiva o integrativa nei termini previsti.
4) Il datore non mi consegna la CU entro il 16 marzo: quali sono i miei diritti e rischi?
La consegna della CU è un obbligo del sostituto d’imposta (DPR 322/1998, art. 4). Se non la ricevi, invia un sollecito formale. Il sostituto rischia la sanzione prevista dal D.Lgs. 471/1997, art. 8. Tu puoi comunque presentare la dichiarazione usando buste paga, CUD/CU pregresse e la precompilata. Se manca qualche dato, riportalo con attenzione e conserva la documentazione a supporto. Se il datore consegna tardi o sbaglia, può emettere una CU sostitutiva. In caso di imposta versata in eccesso o in difetto a causa di errori, potrai conguagliare in dichiarazione. Se l’errore ti crea un debito imprevisto, valuta un piano di rateazione degli importi dovuti nei limiti di legge.
5) Sono pensionato: dove recupero la CU e cosa devo controllare?
Per le pensioni, l’ente previdenziale è il sostituto d’imposta (DPR 600/1973, art. 24). La CU è di solito disponibile nei servizi online dell’ente e nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Controlla importo lordo della pensione, ritenute IRPEF e addizionali, detrazioni per pensione e per familiari a carico, eventuali arretrati. Se percepisci più pensioni o indennità (per esempio NASpI in parte dell’anno e pensione nell’altra), avrai più CU da sommare. Se noti scostamenti rispetto ai cedolini mensili, chiedi una verifica all’ente: possono esserci conguagli di fine anno o detrazioni non aggiornate. In dichiarazione, verifica che i dati coincidano con le somme certificate e conserva la CU per almeno cinque anni.
