Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare la parcella da architetto inserisci intestazione completa, compenso, contributo integrativo Inarcassa 4%, IVA o esenzione in base al regime, ritenuta d’acconto se dovuta, marca da bollo quando serve, e note obbligatorie.
- Dati obbligatori sempre: data e numero, tuoi dati fiscali, dati cliente, descrizione prestazione, compenso, CIG/CUP se PA.
- Inarcassa 4% sempre in fattura, IVA 22% nel regime ordinario, niente IVA nel forfettario con dicitura di legge.
- Ritenuta 20% solo con cliente titolare di partita IVA nel regime ordinario; marca da bollo 2 euro sulle operazioni senza IVA sopra 77,47 euro.
Parcella dell’architetto: struttura, regole e riferimenti normativi
Una parcella ben compilata evita errori fiscali e incassi bloccati. Le regole vengono da tre pilastri: IVA, ritenute e previdenza.
Le fonti principali sono: DPR 633/1972 per l’IVA, DPR 600/1973 art. 25 per la ritenuta d’acconto, DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014 per l’imposta di bollo sulle e-fatture, Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 per il regime forfettario. Per Inarcassa vale il Regolamento di Previdenza adottato ai sensi del D.Lgs. 103/1996. I testi sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, anche forfettari. Si usa il tracciato FatturaPA via Sistema di Interscambio con i campi tecnici corretti (Provvedimenti Agenzia delle Entrate sul formato FatturaPA).
Che cosa non può mancare nell’intestazione
Indica numero e data della fattura. Inserisci i tuoi dati: denominazione, domicilio fiscale, partita IVA, codice fiscale, PEC o codice destinatario SDI. Inserisci i dati del cliente: denominazione, indirizzo, partita IVA o codice fiscale.
Se fatturi alla Pubblica Amministrazione, aggiungi codice ufficio PA, CIG e CUP quando richiesti dal contratto.
Descrizione e base economica
Scrivi la descrizione chiara della prestazione: progetto definitivo, direzione lavori, perizia, rilievi. Indica il compenso pattuito, cioè la somma base prima di contributi e imposte.
Il compenso segue il principio di cassa se sei professionista: rileva quando incassi, non quando emetti. Significa che la tassazione IRPEF avviene nell’anno dell’incasso.
Regime forfettario: come si compila la parcella
Nel regime forfettario non applichi l’IVA in fattura. Devi però inserire la dicitura normativa e gestire correttamente la marca da bollo e l’Inarcassa.
Riferimenti: Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89, come modificata da Legge 208/2015 e Legge 145/2018; DPR 642/1972 per il bollo; Regolamento Inarcassa per il contributo integrativo.
Elementi obbligatori in fattura forfettaria
- Dicitura: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’articolo 1, commi 54-89, Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 208/2015 e dalla Legge 145/2018”.
- Contributo integrativo Inarcassa 4% del compenso. È un contributo previdenziale che addebiti al cliente.
- Marca da bollo da 2,00 euro se il totale documento, senza IVA, è pari o superiore a 77,47 euro. Sull’e-fattura seleziona il bollo virtuale.
- Nessuna ritenuta d’acconto se fornisci al cliente la dichiarazione di esonero prevista dalla Legge 190/2014.
Nella fattura elettronica usa il codice Natura IVA N2.2 (operazioni non soggette) e il campo Cassa Previdenziale con TipoCassa TC06 per Inarcassa, aliquota 4%, imponibile pari al compenso.
Esempio numerico forfettario
Compenso 1.000; Inarcassa 4% = 40; Marca da bollo 2; Totale 1.042. Nessuna IVA, nessuna ritenuta. Nota normativa in calce.
Regime ordinario: B2B con ritenuta e B2C senza ritenuta
Nel regime ordinario addebiti l’IVA al 22% salvo eccezioni di territorialità. La ritenuta d’acconto del 20% si applica quando il cliente è sostituto d’imposta, cioè titolare di partita IVA o Pubblica Amministrazione. Riferimento: DPR 600/1973 art. 25.
Base imponibile, ritenuta e Inarcassa
- IVA 22% sul totale imponibile (compenso più contributo integrativo Inarcassa), salvo casi di non imponibilità o esclusione da IVA ai sensi del DPR 633/1972.
- Ritenuta d’acconto 20% sulla parte di compenso soggetta a ritenuta. In via pratica, non si calcola sul contributo integrativo Inarcassa, ma solo sul compenso professionale al netto delle spese anticipate in nome e per conto ex art. 15 DPR 633/1972.
- Inarcassa 4% si espone sempre in fattura. È soggetto a IVA. Non si sconta dalla ritenuta.
Esempio B2B con ritenuta
Compenso 1.000; Inarcassa 4% = 40; Imponibile IVA 1.040; IVA 22% = 228,80; Ritenuta 20% su 1.000 = 200; Totale da pagare 1.068,80 (1.268,80 meno 200). Il cliente versa i 200 all’Erario come tuo acconto.
Esempio B2C senza ritenuta
Compenso 1.000; Inarcassa 4% = 40; Imponibile IVA 1.040; IVA 22% = 228,80; Totale 1.268,80. Nessuna ritenuta perché il cliente è privato.
Pubblica Amministrazione e scissione dei pagamenti
Se fatturi a una PA soggetta allo split payment, l’IVA non ti viene pagata: la PA la versa direttamente all’Erario. Riferimento: art. 17-ter DPR 633/1972 e successive modifiche.
La fattura mostra il totale IVA, ma il “totale a pagare” esclude l’IVA. Può coesistere con la ritenuta d’acconto se prevista dal contratto. Compila sempre CIG e CUP quando richiesti.
Prestazioni transfrontaliere e casi immobiliari
Le regole di territorialità IVA sono nel DPR 633/1972, artt. 7-ter e seguenti. Conta dove è stabilito il cliente e dove si trova l’immobile se la prestazione è legata a un bene immobile.
Regola generale servizi a clienti esteri
- B2B UE/extra-UE: la prestazione è territorialmente fuori Italia se il committente è estero (art. 7-ter). Non addebiti IVA italiana; indichi che l’imposta è assolta dal committente estero secondo le regole locali.
- B2C: in generale la prestazione è territorialmente in Italia, quindi applichi IVA 22%, salvo eccezioni specifiche.
Servizi relativi a immobili
Se il servizio è connesso a un bene immobile (ad esempio progetto o DL su un cantiere) vale la regola del luogo dell’immobile (art. 7-quater). Se l’immobile è in Francia, l’operazione è fuori campo IVA Italia.
Fatturazione elettronica: campi tecnici per architetti
Nella FatturaPA compila i seguenti elementi per evitare scarti SDI e contestazioni:
- TipoDocumento: TD01 per fattura, TD02 per acconto, TD04 per nota di credito.
- DatiCassaPrevidenziale: TipoCassa TC06 (Ingegneri e Architetti), AliquotaCassa 4, NaturaCassa “Inarcassa”, ImponibileCassa uguale al compenso.
- DatiRitenuta: AliquotaRitenuta 20, CausalePagamento “A” per lavoro autonomo.
- DatiBollo: Bollo virtuale “SI” e ImportoBollo 2,00 quando dovuto.
- Natura IVA: N2.2 per forfettario; N6 per reverse charge estero quando rileva; nessuna Natura quando applichi IVA 22%.
I tracciati tecnici sono definiti nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sul formato FatturaPA, consultabili anche tramite Normattiva per i riferimenti legislativi connessi.
Imposta di bollo sulle parcelle
Il bollo si applica sulle fatture senza IVA quando l’importo supera 77,47 euro. Importo: 2,00 euro. Riferimenti: DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014.
Nelle e-fatture il bollo è virtuale. L’Agenzia delle Entrate liquida trimestralmente l’imposta. Si paga con F24 o con addebito automatico.
Se dimentichi il bollo, l’Agenzia recupera imposta e sanzioni. Le sanzioni sono riducibili con il ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997 e D.Lgs. 471/1997.
Inarcassa: integrativo in fattura e contributi annuali
L’integrativo 4% si addebita in ogni parcella. Entra nel totale incassato. Concorre alla base IVA.
I contributi soggettivi e di maternità non si inseriscono in fattura. Li versi direttamente a Inarcassa secondo il Regolamento. L’integrativo complessivo si riversa a Inarcassa con le scadenze annuali previste.
Se sei iscritto all’Albo ma esonerato da iscrizione a Inarcassa per altri rapporti di lavoro, il contributo integrativo 4% resta comunque dovuto in fattura.
Regola decisionale rapida
Domande sì/no per scegliere cosa inserire
- Sei nel regime forfettario? Sì: niente IVA, inserisci nota di legge e bollo se > 77,47 euro. No: vai alla domanda dopo.
- Il cliente ha partita IVA o è PA? Sì: applica ritenuta 20% sul compenso, esponi IVA 22% salvo eccezioni, Inarcassa 4%. No: niente ritenuta, IVA 22%, Inarcassa 4%.
- La prestazione è legata a un immobile all’estero? Sì: fuori campo IVA Italia (art. 7-quater). No: vai alla domanda dopo.
- Il cliente è estero B2B? Sì: fuori campo IVA Italia (art. 7-ter), indica inversione contabile estera. No: B2C estero in genere imponibile IVA Italia.
- Stai fatturando a una PA con split payment? Sì: indichi scissione dei pagamenti, l’IVA non ti viene corrisposta; verifica se si applica anche la ritenuta. No: regole ordinarie.
Tabella di sintesi operativa
| Scenario | Requisiti/Fonte | Voci in fattura e campi e-fattura | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|
| Forfettario a privato o impresa | Legge 190/2014 commi 54-89; DPR 642/1972 bollo | Natura N2.2; Inarcassa TC06 4%; nessuna IVA; nessuna ritenuta (con dichiarazione); bollo 2,00 se ≥ 77,47 | Pagamento a vista o da accordi; bollo liquidato trimestralmente dall’Agenzia |
| Ordinario B2B Italia con ritenuta | DPR 633/1972 IVA; DPR 600/1973 art. 25 ritenute | IVA 22%; Inarcassa 4% (TC06); ritenuta 20% sul compenso; TD01; causale “A” | Cliente versa ritenuta entro il 16 del mese successivo; tu versi IVA periodica |
| Ordinario B2C Italia | DPR 633/1972 IVA | IVA 22%; Inarcassa 4%; nessuna ritenuta; TD01 | Incassi lordo; liquidazione IVA periodica ordinaria |
| PA con split payment | Art. 17-ter DPR 633/1972; obbligo FatturaPA | Indica scissione dei pagamenti; IVA esposta ma non incassata; Inarcassa 4%; possibile ritenuta | PA paga imponibile (e ritenuta se dovuta); la PA versa l’IVA allo Stato |
| B2B estero regola generale | Art. 7-ter DPR 633/1972 | Nessuna IVA italiana; nota “operazione non soggetta territorialmente”; Inarcassa 4%; TD01; eventuale VIES | Obbligo invio dati via SDI per operazioni transfrontaliere |
| Servizi su immobile estero | Art. 7-quater DPR 633/1972 | Fuori campo IVA Italia; Inarcassa 4%; descrizione con localizzazione immobile | Verifica normativa del Paese dell’immobile per IVA locale |
FAQ: domande frequenti sulla parcella dell’architetto
Come calcolo correttamente la ritenuta d’acconto quando inserisco l’Inarcassa 4%?
Nel regime ordinario con cliente titolare di partita IVA, applichi la ritenuta del 20% sul compenso professionale, non sul contributo integrativo Inarcassa. Procedi così: prendi il compenso (esempio 1.000), calcola la ritenuta 20% = 200. Aggiungi l’Inarcassa 4% (40) al compenso per formare l’imponibile IVA (1.040), poi calcoli l’IVA 22% = 228,80. Il totale documento è 1.268,80, ma il cliente ti paga 1.068,80 perché trattiene 200 come acconto d’imposta e lo versa per tuo conto. Fonte: DPR 600/1973 art. 25 per la ritenuta; Regolamento Inarcassa per la natura del contributo integrativo; DPR 633/1972 per la base IVA.
Quando devo applicare la marca da bollo da 2 euro e come si paga con l’e-fattura?
La marca da bollo si applica sulle fatture senza IVA quando l’importo del documento è pari o superiore a 77,47 euro. Vale per il forfettario e per tutte le operazioni fuori campo o esenti IVA previste dalla legge. Sulle e-fatture non si appone fisicamente: si flagga il “bollo virtuale” e si indica 2,00 nel campo importo bollo. L’Agenzia delle Entrate calcola trimestralmente quanto devi e ti mette a disposizione l’importo da versare con F24 o addebito in conto. Se dimentichi il bollo, l’Agenzia può recuperare imposta e sanzioni, con possibilità di ravvedimento operoso. Fonti: DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014; indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate.
Devo fatturare un progetto per un immobile all’estero: applico l’IVA italiana?
No, se la prestazione è connessa a un bene immobile situato all’estero si applica la regola del luogo dell’immobile. L’operazione è fuori campo IVA in Italia ai sensi dell’art. 7-quater del DPR 633/1972. In fattura indichi che la prestazione è territorialmente non rilevante in Italia, specifichi il Paese e l’indirizzo dell’immobile e, se richiesto, la norma locale. Verifica se nel Paese dell’immobile devi identificarti ai fini IVA o se opera il reverse charge locale. L’Inarcassa 4% resta dovuta perché riguarda la tua previdenza professionale. Conserva il contratto e ogni documento che provi la localizzazione del bene per eventuali controlli.
Come compilo una parcella a una Pubblica Amministrazione con scissione dei pagamenti?
Emetti FatturaPA con codice ufficio PA corretto. Indica imponibile (compenso più Inarcassa 4%), calcola l’IVA 22% e seleziona la scissione dei pagamenti. Il totale documento mostra anche l’IVA, ma nel campo “importo da pagare” la PA non include l’IVA. Se il contratto prevede la ritenuta d’acconto, la PA trattiene anche quella sul compenso e versa la ritenuta all’Erario. Tu incassi solo imponibile meno ritenuta. Inserisci sempre CIG e CUP quando obbligatori. Fonti: art. 17-ter DPR 633/1972 per lo split payment; DPR 600/1973 art. 25 per la ritenuta; provvedimenti tecnici FatturaPA dell’Agenzia delle Entrate.
Sono in forfettario: devo scrivere qualcosa in più in fattura oltre a non applicare l’IVA?
Sì. Devi inserire la dicitura che spiega perché non applichi l’IVA: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’articolo 1, commi 54-89, Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 208/2015 e dalla Legge 145/2018”. Se il committente è sostituto d’imposta, aggiungi una nota in cui dichiari di non essere soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi della stessa legge. Se il totale senza IVA supera 77,47 euro, attivi il bollo virtuale da 2,00 euro. Ricorda di esporre comunque il contributo integrativo Inarcassa 4%. Nella fattura elettronica usa Natura N2.2 e TipoCassa TC06. Le regole derivano dalla Legge 190/2014, dal DPR 642/1972 per il bollo e dai provvedimenti sul formato FatturaPA dell’Agenzia delle Entrate.
