Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
EPAP: 14,2% (10% soggettivo, 0,2% solidarietà, 4% integrativo) più maternità annuale. Scadenze: 5/4 (30%), 5/8 (35%), 15/11 (saldo 35% + maternità). Under-30: riduzione 70% per i primi 3 anni.
- Aliquote EPAP 2026: 10% soggettivo sul reddito professionale, 0,2% solidarietà, 4% integrativo su fatture/compensi, più contributo di maternità fissato ogni anno dall’ente.
- Versamenti in tre tappe: 5 aprile (30% acconto), 5 agosto (35% acconto), 15 novembre (saldo 35% + maternità), con avvisi di pagamento pagoPA dall’area riservata.
- Under-30: riduzione del 70% dei contributi per i primi tre anni di iscrizione, su richiesta e nel rispetto dei requisiti previsti dal regolamento EPAP.
Che cos’è l’EPAP e chi deve iscriversi
L’EPAP è l’Ente di Previdenza e Assistenza Pluricategoriale. Raccoglie e gestisce i contributi previdenziali e assistenziali di cinque categorie: dottori agronomi e dottori forestali, geologi, chimici e fisici, attuari.
L’iscrizione è obbligatoria per i professionisti iscritti all’albo che esercitano attività in forma autonoma, come spiega la guida su chi deve iscriversi all’EPAP. Ciò vale sia con partita IVA individuale, sia in associazione o società tra professionisti, secondo il regolamento dell’ente.
La base giuridica sta nel D.Lgs. 509/1994 e nel D.Lgs. 103/1996, che regolano le casse professionali privatizzate. Questi decreti sono consultabili sul portale Normattiva e presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Come si calcolano i contributi EPAP
Contributo soggettivo (10%)
Il contributo soggettivo finanzia la pensione. Si calcola sul reddito professionale netto IRPEF. Cosa significa “reddito professionale netto”? È la differenza tra incassi e costi dell’attività, seguendo il principio di cassa. Il principio di cassa vuol dire che contano i soldi effettivamente incassati e pagati nell’anno.
L’aliquota standard è il 10%. Il regolamento può prevedere un’aliquota aggiuntiva facoltativa per aumentare la futura pensione. Ogni anno l’ente può aggiornare minimi, massimali e parametri, con delibere approvate dai Ministeri vigilanti.
Contributo integrativo (4%)
Il contributo integrativo si applica al volume delle fatture o, per chi non applica l’IVA, ai compensi professionali fatturati. In pratica è una “rivalsa del 4%” che si addebita al cliente in fattura.
Se applichi l’IVA, il 4% entra di norma nella base imponibile IVA (rientra nel corrispettivo ai sensi dell’art. 3 del DPR 633/1972). Se sei in regime forfettario, non applichi IVA, ma puoi comunque indicare la rivalsa 4% come maggiorazione non soggetta a IVA.
Il contributo integrativo è un contributo obbligatorio verso l’ente. Anche se lo addebiti al cliente, lo versi tu all’EPAP entro le scadenze.
Contributo di solidarietà (0,2%)
È una piccola aliquota che finanzia prestazioni assistenziali e di welfare. Si applica sulle stesse basi utilizzate per il contributo soggettivo, in base alle regole dell’EPAP. L’aliquota standard è lo 0,2%.
Contributo di maternità
È fisso e viene stabilito ogni anno dall’ente. Serve a finanziare le indennità legate a maternità e paternità per gli iscritti. La base normativa è il Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001), applicato alle casse professionali.
Si versa con il saldo di novembre dell’anno di riferimento. L’importo viene comunicato dall’ente ogni anno.
Scadenze, acconti e saldo
Calendario dei versamenti
Le scadenze ordinarie sono tre. Il 5 aprile versi il primo acconto, pari al 30% dei contributi calcolati sul reddito dell’ultima dichiarazione disponibile. Il 5 agosto versi il secondo acconto, pari al 35%.
Il 15 novembre versi il saldo, pari al restante 35% dei contributi dell’anno precedente, e aggiungi il contributo di maternità dovuto per l’anno in corso. Queste percentuali ripartiscono su più date l’onere contributivo.
Come si paga in pratica
Accedi all’area riservata dell’EPAP e scarica gli avvisi di pagamento. L’ente usa sistemi tracciabili, come pagoPA, che puoi saldare online o presso i canali abilitati.
Conserva le ricevute. Ti servono per dedurre i contributi in dichiarazione e per eventuali verifiche. Se i dati del reddito stimato cambiano, aggiorna quanto prima la posizione secondo le istruzioni dell’ente.
Ritardi, sanzioni e rateazioni
Se paghi in ritardo, l’ente applica sanzioni e interessi, secondo il Regolamento EPAP e le delibere del Consiglio di Amministrazione, approvate dai Ministeri vigilanti. Le percentuali possono cambiare di anno in anno.
Puoi chiedere la rateazione del debito in caso di difficoltà temporanea. Serve una domanda motivata e la regolarità dei piani precedenti. Verifica sempre requisiti, documenti e termini previsti dal regolamento.
Agevolazioni e casi particolari
Under-30: riduzione del 70% per tre anni
Se hai meno di 30 anni al momento dell’iscrizione, puoi chiedere la riduzione del 70% dei contributi per i primi tre anni. L’agevolazione riduce contributo soggettivo, integrativo e solidarietà, secondo il regolamento dell’ente.
La richiesta va presentata con la documentazione richiesta e nei tempi previsti. L’ente verifica i requisiti e conferma l’agevolazione. Al termine dei tre anni torni alle aliquote piene.
Regime forfettario e contributi EPAP
Nel regime forfettario calcoli l’imposta su un reddito forfettario (coefficiente di redditività). Ma i contributi previdenziali EPAP restano dovuti con le regole dell’ente. La rivalsa 4% si può indicare in fattura anche senza IVA.
Tutti i contributi obbligatori versati all’ente sono deducibili dal reddito, anche nel forfettario. La deduzione riduce l’imponibile su cui calcoli l’imposta sostitutiva.
Doppia attività: lavoro dipendente e libera professione
Se hai anche un lavoro dipendente, versi i contributi da dipendente all’INPS tramite il datore di lavoro. Per la professione, versi all’EPAP. Non c’è esonero automatico: le due posizioni convivono.
Le regole sul cumulo delle contribuzioni per la pensione seguono la normativa generale (Legge 335/1995) e i regolamenti dell’ente, con strumenti come totalizzazione o cumulo gratuito, quando disponibili.
Fiscalità: deduzioni, fatture e dichiarazioni
Deducibilità dei contributi
I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986). Questo vale per soggettivo, integrativo e maternità: vedi quali contributi EPAP sono deducibili e in che misura.
La deduzione riduce l’IRPEF (o l’imposta sostitutiva nel forfettario). Inserisci i versamenti nei righi dedicati della dichiarazione. Conserva gli avvisi e le quietanze di pagamento.
Fatturazione della rivalsa 4%
In ordinario indichi la rivalsa 4% in fattura e, di norma, applichi l’IVA anche su tale rivalsa. In forfettario indichi la rivalsa 4% come maggiorazione non soggetta a IVA. La rivalsa incide sui ricavi.
La ritenuta d’acconto si applica ai professionisti che la subiscono per legge. In molti casi la base di calcolo include la rivalsa 4%. Per i forfettari, la ritenuta d’acconto non si applica.
Regola decisionale rapida
Come capire cosa pagare, quando e quanto
Segui questi passaggi logici semplici, in ordine:
- Se sei iscritto all’albo e lavori in autonomia, devi iscriverti all’EPAP: sì → passa al punto successivo; no → non versi all’EPAP.
- Hai meno di 30 anni e sei al primo triennio di iscrizione? sì → chiedi la riduzione 70%; no → procedi senza riduzione.
- Definisci la base: reddito professionale netto per il 10% soggettivo e 0,2% solidarietà; fatture/compensi per il 4% integrativo.
- Calcola gli acconti sul dato dell’ultima dichiarazione: 30% entro 5/4, 35% entro 5/8; stima il saldo 35% al 15/11 e aggiungi la maternità.
- Hai un calo marcato dei compensi? valuta se chiedere la riduzione degli acconti secondo il regolamento dell’ente.
- Compila le fatture con la rivalsa 4% e conserva prove di pagamento; porta tutto in deduzione in dichiarazione.
Fonti e riferimenti normativi
Le regole EPAP derivano da: D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996 (casse professionali privatizzate); Legge 335/1995 (riforma pensionistica); Testo Unico Imposte sui Redditi, DPR 917/1986, art. 10 (deducibilità contributi); DPR 633/1972, art. 3 (base imponibile IVA, rilievi sulla rivalsa); D.Lgs. 151/2001 (maternità e paternità). Consulta il portale Normattiva e il Ministero del Lavoro per i testi aggiornati. Fai sempre riferimento al Regolamento previdenziale e assistenziale EPAP e alle delibere annuali dell’ente, che fissano parametri, minimi, massimali, importi di maternità e procedure operative.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Contributi dovuti | Base di calcolo | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Iscritto standard (no agevolazioni) | 10% soggettivo + 0,2% solidarietà + 4% integrativo + maternità | Reddito netto IRPEF (10% e 0,2%); fatture/compensi (4%) | 5/4 acconto 30%; 5/8 acconto 35%; 15/11 saldo 35% + maternità; pagamenti tramite avvisi pagoPA |
| Under-30 primo triennio | Riduzione 70% su soggettivo, solidarietà e integrativo; maternità come da importo annuo | Stesse basi con aliquote ridotte secondo regolamento | Richiesta agevolazione all’ente; versamenti su stesse scadenze; verifica annuale dei requisiti |
| Regime forfettario | Stesse aliquote; rivalsa 4% possibile in fattura senza IVA | Reddito professionale ai fini cassa; compensi fatturati per il 4% | Scadenze ordinarie; deduzione contributi prima di calcolare l’imposta sostitutiva |
| Anno con forte calo di reddito | Contributi calcolati sull’effettivo; possibile riduzione acconti su istanza | Reddito stimato e poi effettivo a saldo | Istanza motivata per ridurre acconti; conguaglio al 15/11; sanzioni se stima non conforme al regolamento |
| Lavoro dipendente + libera professione | EPAP per attività autonoma; INPS per lavoro dipendente | Distinte basi per ciascuna gestione | Scadenze EPAP ordinarie; valutare cumulo/totalizzazione ai fini pensionistici |
| Ritardo pagamento | Contributi dovuti + sanzioni e interessi regolamentari | Debito residuo risultante da posizione contributiva | Regolarizzazione con avvisi aggiornati; possibile rateazione previa domanda e requisiti |
FAQ
1) Come si calcolano i contributi EPAP, passo dopo passo, con un esempio numerico?
Il metodo è semplice. Primo: individua il reddito professionale netto IRPEF dell’anno (incassi meno costi pagati). Secondo: calcola il 10% di questo reddito per il contributo soggettivo e lo 0,2% per la solidarietà. Terzo: calcola il 4% sul totale delle fatture o dei compensi professionali emessi (se sei forfettario, senza IVA). Quarto: aggiungi il contributo di maternità fissato dall’ente per l’anno.
Esempio: reddito netto 40.000 euro; fatture imponibili 50.000 euro. Contributo soggettivo: 4.000; solidarietà: 80; integrativo: 2.000; maternità: importo annuo comunicato dall’ente (ipotizziamo 120). Totale: 4.000 + 80 + 2.000 + 120 = 6.200 euro. Paghi 30% entro 5/4, 35% entro 5/8 e il saldo 35% + maternità entro 15/11.
Se sei under-30 con riduzione 70%, applichi lo sconto ai tre contributi percentuali e lasci invariato il contributo di maternità, salvo diverse indicazioni regolamentari per l’anno.
2) Cosa succede se fatturo poco o nulla? Devo versare minimi?
EPAP può fissare minimi e massimali con delibere annuali, come previsto dal proprio regolamento. Se i minimi sono previsti, si versano anche in presenza di redditi bassi. Se non sono previsti, versi in proporzione al reddito e ai compensi effettivi. Verifica sempre le comunicazioni EPAP per l’anno in corso.
Se i tuoi incassi scendono molto rispetto all’anno precedente, puoi valutare la riduzione degli acconti. Di norma occorre una stima prudente e, in certi casi, un’istanza motivata secondo le istruzioni dell’ente. Ricorda: se riduci troppo gli acconti e il saldo risulta alto, potresti pagare interessi o sanzioni regolamentari.
3) Come funziona esattamente la riduzione del 70% per gli under-30?
L’agevolazione spetta se hai meno di 30 anni alla data di prima iscrizione e rispetti le condizioni fissate dal regolamento EPAP. Dura tre anni a partire dall’anno di ammissione o secondo la decorrenza definita dall’ente. Si applica a contributo soggettivo, solidarietà e integrativo; il contributo di maternità resta dovuto come importo fisso annuo.
La domanda va presentata nei termini indicati, con i documenti richiesti (ad esempio autocertificazione anagrafica e situazione professionale). L’ente verifica i requisiti e conferma l’agevolazione. Se li perdi durante il triennio (ad esempio per cambio status non compatibile), l’ente può revocare l’agevolazione e ricalcolare i contributi.
4) Come devo emettere la fattura con la rivalsa 4%? E cosa succede nel forfettario?
In regime ordinario indichi il compenso, aggiungi la voce “rivalsa previdenziale 4% EPAP” e applichi l’IVA sull’imponibile comprensivo di rivalsa, secondo l’art. 3 del DPR 633/1972. La rivalsa concorre ai ricavi e, se subisci ritenuta d’acconto, di norma entra nella base di calcolo della ritenuta, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Nel forfettario non applichi IVA né ritenuta d’acconto. Indichi comunque la rivalsa 4% come maggiorazione non soggetta a IVA. Anche nel forfettario tutti i contributi EPAP versati sono deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta sostitutiva, in base alle regole del TUIR e alla disciplina del regime agevolato.
5) Ho pagato in ritardo: che rischi corro e posso rateizzare?
In caso di ritardo, l’EPAP applica interessi e sanzioni definite dal proprio Regolamento e dalle delibere annuali, approvate dai Ministeri vigilanti (ai sensi del D.Lgs. 509/1994 e del D.Lgs. 103/1996). Gli importi esatti dipendono dall’anno e dalla durata del ritardo.
Puoi chiedere una rateazione presentando un’istanza motivata. L’ente valuta la situazione, l’entità del debito e la tua regolarità contributiva. Se la domanda viene accolta, seguirai un piano di rientro con scadenze e interessi comunicati dall’ente. In caso di mancato rispetto del piano, l’ente può revocare la rateazione e attivare le procedure di recupero.
