Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Importo in fattura troppo alto? Emessa nota di credito (TD04). Troppo basso? Nota di debito (TD05). Emettile entro i termini dell’art. 26 DPR 633/72; per forfettari niente IVA ma rettifichi il corrispettivo.
- Base normativa: art. 26 DPR 633/1972 per le variazioni IVA; art. 21 DPR 633/1972 per i contenuti del documento; D.Lgs. 127/2015 e Provvedimenti Agenzia delle Entrate per fattura elettronica.
- Codici SDI: TD04 per nota di credito, TD05 per nota di debito, con riferimento alla fattura originaria nei campi DatiFattureCollegate.
- Tempistiche: esercizio del diritto/obbligo di variazione entro la dichiarazione IVA dell’anno in cui si verifica la causa; regole specifiche per procedure concorsuali (DL 73/2021).
Nota di credito e nota di debito: cosa sono e quando usarle
La nota di credito corregge una fattura con importo troppo alto. Riduce imponibile e IVA. In pratica “storni” in tutto o in parte la fattura. La nota di debito fa l’opposto. Integra una fattura con importo troppo basso, aumentando imponibile e IVA.
Parliamo di “variazioni” dell’operazione. La base è l’art. 26 del DPR 633/1972. La norma dice quando puoi o devi ridurre o aumentare l’imponibile o l’IVA. La regola vale per tutti i soggetti IVA. Vale anche con fattura elettronica.
La fattura elettronica si invia tramite il Sistema di Interscambio, chiamato SDI. È il “posto di blocco” che riceve, controlla e recapitata le fatture. Le note usano codici documento. TD04 identifica la nota di credito. TD05 identifica la nota di debito. Questo è stabilito dalle Specifiche tecniche FatturaPA emanate dall’Agenzia delle Entrate.
Base normativa essenziale e fonti ufficiali
Variazioni IVA (art. 26 DPR 633/1972)
L’art. 26 regola le variazioni in aumento e in diminuzione. Prevede la nota di credito, per errori, sconti, resi, annullamenti, risoluzioni. Prevede la nota di debito, per integrazioni dell’imponibile o dell’IVA. Il diritto alla variazione nasce quando si verifica la causa.
Per le procedure concorsuali o esecutive, dal DL 73/2021 (Sostegni-bis) puoi emettere la nota di credito dal momento di apertura della procedura. Non devi più attendere l’infruttuosità. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito questi punti nelle circolari di prassi. La consultazione normativa si trova su Normattiva per il DPR 633/1972 e sul sito dell’Agenzia per la prassi.
Contenuto del documento (art. 21 DPR 633/1972)
Ogni documento deve avere data, numerazione progressiva che lo identifichi in modo univoco, dati delle parti, descrizione dell’operazione, imponibile, aliquota, imposta. Per le note serve anche il riferimento alla fattura corretta. È buona pratica usare una serie dedicata, ma non è obbligatoria. La legge richiede solo numerazione univoca.
Fattura elettronica (D.Lgs. 127/2015 e Provvedimenti AE)
Il D.Lgs. 127/2015 ha introdotto la fatturazione elettronica tra privati. I Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio 30 aprile 2018 e successive modifiche) e le Specifiche tecniche FatturaPA fissano struttura XML, codici e regole di invio via SDI. Le note usano TD04/TD05 e campi di collegamento alla fattura.
Come compilare correttamente la nota di credito (TD04)
Dati obbligatori e consigli operativi
Inserisci i dati di emittente e destinatario. Indica “Tipo Documento: TD04”. Metti data e numero progressivo. Riporta il numero e la data della fattura originaria nei campi DatiFattureCollegate. Descrivi il motivo: errore di imponibile, reso, sconto, annullamento.
Indica imponibile ridotto e importo IVA da stornare. Se l’errore riguarda solo l’aliquota, spiega la rettifica. Se annulli tutto, imponibile e IVA vanno a zero con storno totale. La data della nota deve essere successiva o uguale alla fattura originaria, mai antecedente.
Quando usarla (casi tipici)
Errori di prezzo o quantità. Sconti successivi. Resi merce o servizi non eseguiti. Annullamento o risoluzione del contratto. Insolvenza del cliente per apertura di procedura concorsuale o esecuzione individuale, nei limiti dell’art. 26.
Come compilare correttamente la nota di debito (TD05)
Dati obbligatori e logica di integrazione
Inserisci i dati di emittente e destinatario. Indica “Tipo Documento: TD05”. Metti data e numero progressivo. Collega la fattura originaria nei campi previsti. Scrivi la motivazione: integrazione prezzo, errori di calcolo, aliquota errata in difetto.
Indica imponibile da integrare e relativa IVA. La nota di debito integra la fattura senza sostituirla. Usa una descrizione chiara, per aiutare controlli e riconciliazioni. Il documento deve rispettare le stesse regole di detraibilità del cliente.
Quando usarla (casi tipici)
Hai fatturato meno pezzi o un prezzo inferiore al pattuito. Hai applicato un’aliquota IVA inferiore a quella corretta. Devi addebitare costi aggiuntivi concordati dopo la fattura iniziale, come un servizio extra non incluso.
Tempistiche, registrazioni e impatto su IVA e imposte dirette
Termini per emettere la variazione
L’art. 26 consente la variazione entro la dichiarazione IVA dell’anno in cui nasce la causa. Esempio: scopri a novembre 2026 un errore di una fattura di maggio 2025? Se la causa si manifesta nel 2026, emetti la nota entro la dichiarazione IVA 2027 (periodo 2026).
Per le procedure concorsuali, la causa sorge con il provvedimento di apertura. Da quella data puoi emettere la nota di credito. La prassi dell’Agenzia ha chiarito le modalità applicative per fallimento, concordato, liquidazione giudiziale.
Registrazioni contabili e dichiarative
Se sei in regime IVA ordinario, registri le note nei registri IVA vendite o acquisti a seconda del verso. L’emittente registra e riduce o aumenta l’IVA a debito. Il cliente registra e riduce o aumenta l’IVA a credito. Le note confluiscono in liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA.
Nelle imposte dirette l’effetto segue la natura del componente di reddito. Per i soggetti per cassa, conta l’incasso o la restituzione. Per competenza, si rettifica il ricavo o costo dell’esercizio in cui sorge la causa di variazione, secondo i principi contabili applicati.
Casi particolari: forfettari, PA, estero e corrispettivi
Regime forfettario
Il “regime forfettario” è il regime agevolato per piccoli contribuenti. Applica un’imposta sostitutiva e non espone IVA in fattura. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Puoi emettere TD04 o TD05 per rettificare il corrispettivo, senza IVA.
Indica sempre la causale della variazione. L’effetto è sul volume dei ricavi perché il forfettario tassa i ricavi incassati (principio di cassa: contano gli incassi effettivi). Se rimborsi il cliente, riduci il ricavo imponibile.
Pubblica Amministrazione
Se il cliente è una PA, usi sempre il tracciato FatturaPA. Indichi il CIG/CUP se richiesto. In caso di split payment, la nota di credito o debito segue lo stesso regime della fattura originaria. Anche qui usi TD04 o TD05 e colleghi il documento.
Operazioni transfrontaliere
Per clienti esteri invii la nota via SDI con codice destinatario “XXXXXXX” e TD04/TD05. Le regole derivano dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti attuativi. Dal 1° luglio 2022, la comunicazione delle operazioni transfrontaliere avviene via SDI, non con l’esterometro separato. Indica la natura operazione corretta (ad esempio N3.2 per esportazioni, se rilevante).
Corrispettivi e scontrini
Se hai emesso un documento commerciale da registratore telematico, non usi la nota di credito elettronica. Devi effettuare storno o rettifica secondo le regole del registratore telematico. Consulta le guide dell’Agenzia delle Entrate per i corrispettivi telematici.
Regola decisionale rapida
Quale documento scegliere in pochi passaggi logici
1) L’importo fatturato è superiore al dovuto? Usa una nota di credito (TD04). Riduci imponibile e IVA. Se serve, annulla tutto.
2) L’importo fatturato è inferiore al dovuto? Usa una nota di debito (TD05). Integra imponibile e IVA. Spiega la ragione.
3) L’errore riguarda solo l’aliquota IVA? Se hai applicato un’aliquota più alta, emetti TD04 per ridurla. Se più bassa, emetti TD05 per aumentarla.
4) Il contratto è annullato o risolto? TD04 per stornare, anche totale. Collega sempre la fattura originaria.
5) Il cliente entra in procedura concorsuale? TD04 dalla data di apertura della procedura, nei limiti dell’art. 26. Conserva il provvedimento.
Compilazione dettagliata: campi da non sbagliare nell’XML
Collegamento alla fattura
Usa DatiFattureCollegate per indicare numero e data del documento originario. Se il gestionale lo consente, compila anche l’identificativo SDI della fattura rettificata. Questo semplifica riconciliazioni e controlli.
Numerazione e data
La numerazione deve essere progressiva e univoca. Puoi usare una serie dedicata per TD04/TD05 (es. NC-2026/001). Non è un obbligo di legge, ma aiuta. La data deve rispettare il momento in cui nasce la causa della variazione.
Imponibile, IVA e natura
Compila le righe con imponibile e IVA coerenti con l’operazione originaria. Se l’operazione era non imponibile, esente o fuori campo, usa la stessa natura IVA. In caso di errore di aliquota, specifica la rettifica nella descrizione riga.
Fonti ufficiali da consultare
Dove verificare e approfondire
Per la normativa primaria: DPR 633/1972, art. 21 e art. 26 (consultabile su Normattiva). Per la fattura elettronica: D.Lgs. 127/2015 e i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che approvano le Specifiche tecniche FatturaPA. Per le novità su variazioni in caso di procedure concorsuali: DL 73/2021 e documenti di prassi dell’Agenzia. Per i corrispettivi telematici: guide dell’Agenzia delle Entrate.
| Scenario pratico | Documento da emettere | Requisiti e riferimenti | Tempistiche e registrazioni |
|---|---|---|---|
| Fattura con importo troppo alto (errore di prezzo/quantità) | Nota di credito TD04 | Art. 26 DPR 633/72; indicare fattura originaria; stessi dati IVA | Entro dichiarazione IVA dell’anno della causa; registra nei registri IVA vendite |
| Fattura con importo troppo basso (integrazione prezzo) | Nota di debito TD05 | Art. 26 DPR 633/72; collegamento alla fattura; motivazione chiara | Appena noto l’errore; confluisce in liquidazione IVA del periodo |
| Annullamento o risoluzione del contratto | Nota di credito TD04 (storno totale) | Art. 26; descrizione “annullamento/risoluzione”; zero finale | Alla formalizzazione dell’annullamento; rettifica IVA e ricavi |
| Errore di aliquota IVA (applicata più bassa) | Nota di debito TD05 | Art. 26; indicare aliquota corretta e differenza imposta | Immediata; aumenta IVA a debito e credito del cliente |
| Errore di aliquota IVA (applicata più alta) | Nota di credito TD04 | Art. 26; storno differenza imposta e adeguamento imponibile se dovuto | Immediata; riduce IVA a debito e credito del cliente |
| Procedura concorsuale cliente (apertura) | Nota di credito TD04 | DL 73/2021 su art. 26; allegare dati del provvedimento | Dalla data di apertura; rettifica IVA nel periodo |
| Cliente estero UE/extra-UE | TD04/TD05 via SDI con “XXXXXXX” | D.Lgs. 127/2015; Specifiche FatturaPA; corretta natura IVA | Nei termini dell’art. 26; comunica via SDI |
| Regime forfettario (senza IVA) | TD04/TD05 senza IVA esposta | Art. 1 L. 190/2014 e succ. mod.; solo rettifica corrispettivo | Appena definita la variazione; impatta i ricavi per cassa |
FAQ
Posso emettere una nota di credito senza restituire i soldi al cliente?
Sì, ma solo se la causa giuridica giustifica la riduzione del corrispettivo. La nota di credito riduce imponibile e IVA per motivi previsti dall’art. 26 DPR 633/1972. Se la riduzione è uno sconto concordato dopo la fattura, non serve restituire somme già incassate se il nuovo accordo lo prevede. Se invece stai stornando un importo per merce resa o servizio non eseguito, in pratica dovrai rimborsare il cliente o compensare con futuri acquisti. Per l’IVA conta la causa della variazione e la corretta documentazione. Conserva contratti, e-mail e DDT di reso per provare il diritto alla variazione in diminuzione.
Come correggo una fattura dell’anno scorso che ho scoperto ora essere errata?
Verifica quando è nata la causa della variazione. Se la causa è emersa nell’anno corrente, puoi emettere ora TD04 o TD05 e farla confluire nell’IVA del periodo corrente. L’art. 26 consente la variazione entro la dichiarazione IVA dell’anno della causa, non dell’anno della fattura. Esempio: errore scoperto a marzo 2026 per un accordo di sconto firmato a febbraio 2026 su una fattura 2025. La causa è nel 2026, quindi la nota confluisce nell’IVA 2026. Per le imposte dirette, valuta i principi contabili: di norma rettifichi nel periodo della causa, salvo fatti correttivi di competenza disciplinati dai principi OIC/IFRS applicati.
Nota di debito o nuova fattura integrativa: cosa è meglio per aumentare un importo?
La via corretta è la nota di debito (TD05). L’art. 26 prevede le variazioni in aumento con documento di rettifica. Emettere una nuova “fattura integrativa” TD01 rischia di duplicare l’operazione e creare incongruenze. La nota di debito si collega alla fattura originaria, spiega la ragione e integra soltanto la differenza. Così il cliente detrae l’IVA solo sulla parte aggiuntiva e la riconcilia facilmente. Usa la fattura solo se si tratta di una nuova operazione distinta e autonoma, non di un’integrazione della precedente.
Come gestisco la nota di credito se il cliente è in split payment o in reverse charge?
Per lo split payment, la nota di credito segue il regime della fattura originaria. Quindi indichi la scissione dei pagamenti anche sulla nota e riduci l’IVA a debito pur restando versata dalla PA. Per il reverse charge interno, non usi TD04/TD05 per integrare l’IVA del fornitore. L’autofattura o l’integrazione segue i codici TD16–TD19 previsti dalle Specifiche tecniche. Se però devi correggere imponibile o causali economiche della fattura in reverse, puoi emettere una nota collegata, rispettando la logica del meccanismo. Consulta sempre le Specifiche FatturaPA aggiornate e la prassi dell’Agenzia delle Entrate per i casi particolari.
Sono in regime forfettario: devo emettere note di credito o debito e quali effetti hanno?
Sì, puoi e spesso devi emetterle. Anche se non applichi l’IVA, devi rettificare il corrispettivo quando cambi l’importo dovuto. Usa TD04 per ridurre e TD05 per aumentare. Indica chiaramente la causale. L’effetto fiscale per te è sui ricavi tassabili. Il forfettario usa il principio di cassa: contano gli incassi reali. Se storni una parte e rimborsi il cliente, riduci l’incassato e quindi la base imponibile dell’imposta sostitutiva. Se aumenti il corrispettivo e incassi la differenza, aumenti i ricavi. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari, quindi invia le note via SDI con i codici corretti.
