Intrastat: quali operazioni non devi dichiarare?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Intrastat serve a comunicare cessioni/acquisti UE tra soggetti IVA. Escluse operazioni immobiliari, trasporto persone, ristorazione/catering, noleggio breve, B2C e operazioni extra-UE. Invio telematico mensile oltre 50.000 euro, altrimenti trimestrale.

  • I modelli Intrastat si presentano solo per operazioni intracomunitarie B2B con soggetti identificati IVA e iscrizione VIES attiva.
  • Scadenza ordinaria: giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento (mensile o trimestrale).
  • Base normativa: DL 331/1993 (artt. 38-50), DPR 633/1972 (artt. 7-ter, 7-quater, 7-quinquies), Regolamento (UE) 2019/2152 e istruzioni ADM-ISTAT.

Che cos’è Intrastat e quando serve davvero

Intrastat è una dichiarazione periodica. Raccoglie dati fiscali e statistici su scambi di beni e servizi tra partite IVA stabilite in due Paesi UE.

Per “soggetto IVA” si intende chi esercita un’attività d’impresa, arte o professione e ha una partita IVA attiva. Deve anche essere iscritto al VIES, l’archivio UE degli operatori abilitati a operazioni intracomunitarie.

La base normativa è nel DL 331/1993 (artt. 38-50) e nel DPR 633/1972 per le regole territoriali IVA (artt. 7-ter, 7-quater, 7-quinquies). Le specifiche tecniche e i modelli li definiscono l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Istat, in attuazione del Regolamento (UE) 2019/2152 e del relativo regolamento di esecuzione. Le leggi sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali di ADM, Istat e Agenzia delle Entrate.

Chi deve presentare Intrastat

Devono presentarlo società di persone e di capitali, ditte individuali in regime ordinario e, in alcuni casi, contribuenti in regime forfettario.

Regime forfettario significa tassazione semplificata per le ditte individuali con limiti di ricavi. Non si addebita IVA in fattura, ma si resta soggetti passivi IVA per alcune regole UE. Per i forfettari Intrastat è dovuto:

  • per acquisto e vendita di servizi B2B intracomunitari (con regole di luogo dell’operazione dell’art. 7-ter DPR 633/1972);
  • per acquisti intracomunitari di beni solo se si supera la soglia annua di 10.000 euro prevista per i soggetti “agevolati” dall’art. 38, comma 5, DL 331/1993.

In generale, Intrastat si compila quando fornitore e cliente sono entrambi identificati ai fini IVA in Stati UE diversi e l’operazione è a titolo oneroso (c’è un corrispettivo).

Operazioni escluse da Intrastat

Non rientrano le operazioni fuori dal perimetro statistico/fiscale UE o tipizzate come escluse. In particolare:

  • operazioni immobiliari (ad esempio cessione o locazione di immobili);
  • trasporto di persone;
  • noleggio a breve termine di mezzi di trasporto (brevi periodi, tipicamente fino a 30 giorni);
  • ristorazione e catering;
  • prestazioni dell’art. 7-quater e 7-quinquies DPR 633/1972, come servizi relativi a beni immobili o attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative;
  • operazioni verso/da privati consumatori (B2C), salvo casi particolari non rilevanti per Intrastat;
  • operazioni extraterritoriali con soggetti stabiliti fuori UE (quelle non sono “intra-UE”).

Queste esclusioni discendono dalla disciplina territoriale IVA del DPR 633/1972 e dalle istruzioni ADM-ISTAT in coerenza con il Regolamento (UE) 2019/2152.

Operazioni da includere: requisiti tecnici

Vanno in Intrastat le operazioni con i seguenti requisiti:

  • fornitore e cliente sono soggetti IVA e hanno posizioni attive in Stati UE diversi; per i forfettari come clienti, valgono regole speciali già viste;
  • l’operazione è a titolo oneroso, cioè c’è pagamento o corrispettivo;
  • per i beni: c’è spedizione o trasporto da uno Stato UE a un altro (movimentazione fisica);
  • per i servizi: prestatore e committente sono stabiliti in diversi Stati UE e si applicano le regole B2B dell’art. 7-ter.

Questi criteri si leggono nel DL 331/1993 (definizione di cessione/acquisto intracomunitario) e nel DPR 633/1972 per la territorialità dei servizi. Le specifiche di compilazione sono nelle istruzioni ADM-ISTAT.

Frequenza, scadenze e modalità di invio

La frequenza dipende dai volumi. Se superi 50.000 euro per una categoria nel trimestre di riferimento o in uno dei quattro precedenti, passi al mensile. Sotto, resti al trimestrale.

La scadenza ordinaria è il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento (mese o trimestre). Se cade in giorno festivo, si slitta al primo giorno lavorativo successivo secondo le prassi amministrative.

L’invio avviene solo per via telematica. Puoi usare l’applicativo Intr@web dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il Servizio Telematico Doganale (STD), i canali Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato (commercialista/consulente).

Abilitazioni e accessi digitali

Per accedere ai servizi online usa SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Queste credenziali valgono per i portali istituzionali che gestiscono Intrastat.

Per operare con controparti UE devi risultare attivo nel VIES. La verifica si fa sul portale della Commissione europea o tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni e rimedi

La mancata presentazione, l’errore o il ritardo comportano sanzioni amministrative. La disciplina generale è nel D.Lgs. 471/1997, art. 11, e nella normativa statistica (D.Lgs. 322/1989) per gli obblighi informativi Istat.

In linea pratica, l’omissione o l’invio tardivo di un elenco può comportare sanzioni per ciascun elenco. È possibile rimediare con il ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997, riducendo l’importo se si regolarizza spontaneamente e in tempi brevi.

Regola decisionale rapida

Usa questi passaggi logici per decidere se compilare Intrastat e quale modello inviare.

  • Se il tuo cliente/fornitore è un soggetto IVA UE e tu sei soggetto IVA con VIES attivo, allora verifica la natura dell’operazione.
  • Se c’è trasferimento fisico di beni tra due Stati UE, allora è cessione/acquisto intracomunitario e rientra in Intrastat beni.
  • Se è un servizio B2B tra soggetti stabiliti in Stati UE diversi e ricade nell’art. 7-ter, allora rientra in Intrastat servizi.
  • Se l’operazione è immobiliare, trasporto persone, ristorazione/catering, noleggio breve, o rientra negli artt. 7-quater/7-quinquies, allora non si compila Intrastat.
  • Se l’operazione è verso un privato consumatore o con soggetto extra-UE, allora non è Intrastat.
  • Se sei in regime forfettario e acquisti beni UE sotto 10.000 euro annui complessivi, allora in linea generale non compili Intrastat beni; se superi la soglia, allora scatta l’obbligo.
  • Se nell’ultimo trimestre o in uno dei quattro precedenti superi 50.000 euro per quella categoria (beni o servizi), allora la periodicità diventa mensile; altrimenti trimestrale.
  • In ogni caso, invia entro il 25 del mese successivo al periodo e conserva i documenti a supporto.

Casi particolari e insidie pratiche nel 2026

Regime forfettario: definizione e limiti

Il regime forfettario è un regime di favore per ditte individuali. Applica un’imposta sostitutiva al posto di IVA e IRPEF, con contabilità semplificata. Anche se non addebita IVA, in UE viene trattato come soggetto passivo per alcune regole, specie sui servizi B2B.

Per i servizi intracomunitari B2B, il forfettario compila Intrastat secondo le istruzioni ADM-ISTAT, perché la regola del luogo è B2B ex art. 7-ter. Per gli acquisti di beni, l’obbligo nasce solo se supera 10.000 euro annui di acquisti UE, come da DL 331/1993.

Triangolazioni e lavorazioni

Le triangolazioni UE e le lavorazioni su beni mobili hanno regole specifiche su chi presenta l’Intrastat e su come indicare natura dell’operazione. Occorre verificare la movimentazione fisica e la titolarità del bene. La disciplina discende dal DL 331/1993 e dalle istruzioni tecniche ADM-ISTAT.

Commercio elettronico e pacchi

Le vendite a distanza B2C verso consumatori UE non entrano in Intrastat. Rientrano invece nelle regole OSS/IOSS, basate sul Regolamento IVA UE. Sono adempimenti diversi e non sostitutivi di Intrastat.

Servizi esclusi ex art. 7-quater/7-quinquies

I servizi legati a immobili, eventi culturali, fiere, formazione in presenza e simili seguono regole di territorialità speciali. Per questo le istruzioni prevedono l’esclusione dagli elenchi Intrastat. Va comunque documentata la natura del servizio e il luogo di esecuzione.

Controlli incrociati con e-fattura ed esterometro

Dal 2022 è attivo l’obbligo di comunicazione transfrontaliera tramite Sistema di Interscambio con documenti TD17, TD18 e TD19. Dal 2024 l’obbligo di e-fattura è esteso anche ai forfettari. Questi flussi non sostituiscono Intrastat: sono adempimenti complementari.

Gli enti incrociano Intrastat, e-fatture, VIES e dichiarazioni IVA. Incoerenze portano a richieste di chiarimento. È utile allineare dati, codifiche merceologiche e imponibili.

Scenario Requisiti per l’obbligo Modello/Sezione Intrastat Periodicità e scadenza
Cessione di beni da Italia a impresa UE Soggetti IVA in Stati UE diversi; beni spediti da IT a UE; VIES attivo Intra-1 bis (beni ceduti) Mensile se > 50.000 euro, altrimenti trimestrale; entro il 25
Acquisto di beni da impresa UE a Italia (ordinario) Soggetti IVA; beni spediti da UE a IT; VIES attivo Intra-2 bis (beni acquistati) secondo istruzioni statistiche Mensile/trimestrale in base a soglie; entro il 25
Prestazione di servizi B2B resa da Italia a impresa UE Regola B2B art. 7-ter; controparti UE IVA Intra-1 quater (servizi resi) Mensile se > 50.000 euro nel trimestre/precedenti; entro il 25
Prestazione di servizi B2B ricevuta in Italia da impresa UE Regola B2B art. 7-ter; committente IT IVA Intra-2 quater (servizi ricevuti) Mensile/trimestrale secondo soglie; entro il 25
Forfettario che acquista beni UE Soglia annua acquisti beni UE > 10.000 euro (DL 331/1993) Intra-2 bis, quando supera la soglia Periodo di superamento; entro il 25
Forfettario che scambia servizi B2B UE Servizi B2B art. 7-ter; controparti IVA UE Intra-1/2 quater a seconda di resi o ricevuti In base alle soglie; entro il 25
Noleggio breve auto a cliente UE Servizio escluso (art. 7-quater/7-quinquies) Nessun Intrastat Non applicabile
Vendita B2C a consumatore UE (e-commerce) Cliente non soggetto IVA Nessun Intrastat (valutano OSS/IOSS) Non applicabile

FAQ: domande frequenti su Intrastat (2026)

1) Qual è la differenza tra Intrastat beni e servizi e come capisco dove rientra la mia operazione?

Intrastat beni si applica quando c’è spedizione o trasporto fisico di merci da uno Stato UE a un altro. Serve un documento di trasporto o un corriere che dimostri il passaggio di frontiera. La base è nel DL 331/1993, che definisce cessione e acquisto intracomunitario. Intrastat servizi riguarda le prestazioni immateriali rese tra soggetti IVA UE. Vale la regola B2B dell’art. 7-ter DPR 633/1972: il servizio si considera effettuato dove è stabilito il committente. In pratica: se vendi merci e le spedisci fuori Italia, compili Intrastat beni; se vendi consulenza a un’impresa tedesca, compili Intrastat servizi. Se invece il servizio rientra tra quelli esclusi (immobili, ristorazione, eventi in presenza, trasporto persone, noleggio breve), non compili Intrastat.

2) Sono in regime forfettario: quando devo fare Intrastat e cosa cambia con l’e-fattura?

In regime forfettario presenti Intrastat per i servizi B2B UE resi o ricevuti, perché segui la regola generale B2B dell’art. 7-ter. Per gli acquisti di beni UE, scatta l’obbligo solo se superi 10.000 euro annui complessivi di acquisti intracomunitari (art. 38, comma 5, DL 331/1993). Dal 2024 l’e-fattura è estesa anche ai forfettari. Questo non sostituisce Intrastat. Continui a inviare Intrastat nei casi dovuti e a trasmettere le integrazioni transfrontaliere via Sistema di Interscambio con i tipi documento corretti (TD17, TD18, TD19). Conserva coerenza tra imponibili, date e controparte.

3) Come funziona il cambio di periodicità e quando divento mensile?

La periodicità dipende dalle soglie per ciascuna categoria (beni ceduti, beni acquistati, servizi resi, servizi ricevuti). Se superi 50.000 euro nel trimestre di riferimento o in uno dei quattro precedenti, passi alla periodicità mensile per quella categoria. Se scendi sotto la soglia per un periodo prolungato, le istruzioni ADM-ISTAT permettono il ritorno al trimestrale. La scadenza resta il 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Monitora i totali per evitare passaggi tardivi e potenziali sanzioni.

4) Ho inviato Intrastat con un errore: come lo correggo e quali sono le sanzioni?

Se ti accorgi di un errore, invia una dichiarazione sostitutiva o rettificativa con le modalità indicate da ADM-ISTAT. Prima lo fai, meglio è. Per gli errori formali o i ritardi contenuti, si applica il ravvedimento operoso del D.Lgs. 472/1997 che riduce le sanzioni in base al tempo trascorso. Le sanzioni amministrative per omissioni o inesattezze hanno la base nel D.Lgs. 471/1997, art. 11, e nella normativa statistica (D.Lgs. 322/1989). Conserva prove di spedizioni, contratti e comunicazioni per dimostrare la buona fede e supportare i dati corretti.

5) Devo presentare Intrastat se vendo a un privato tedesco o se compro da una società svizzera?

No in entrambi i casi. La vendita a un privato consumatore UE (B2C) non rientra in Intrastat, perché il cliente non è un soggetto IVA. Valuti invece l’OSS per la gestione dell’IVA sulle vendite a distanza, secondo la disciplina UE. Gli acquisti o le vendite con soggetti extra-UE (come una società svizzera) non sono intracomunitari, quindi non finiscono in Intrastat. Si applicano regole doganali o IVA specifiche per importazioni/esportazioni fuori UE. La distinzione tra UE ed extra-UE e tra B2B e B2C è il primo filtro decisionale per capire se Intrastat serve.

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