F24 per versare la ritenuta d’acconto: come si compila?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per versare le ritenute su lavoro autonomo usa F24 sezione Erario, codice 1040, mese MM/AAAA, entro il 16. Se sei in ritardo, ravvedimento: 1040 imposta, 8906 sanzione, 1989 interessi.

  • Il sostituto d’imposta trattiene il 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/1973 e versa con F24, codice 1040, sezione Erario.
  • Indicazioni obbligatorie: mese di riferimento in formato MM/AAAA, anno d’imposta, importo a debito; canale telematico se hai partita IVA.
  • Ravvedimento operoso: sanzione base 30% (art. 13 D.Lgs. 471/1997) riducibile ex art. 13 D.Lgs. 472/1997; codici 8906 (sanzione) e 1989 (interessi legali).

Che cos’è il codice tributo 1040 e quando si applica

Il codice 1040 identifica le ritenute d’acconto operate su compensi di lavoro autonomo, arti e professioni. La norma base è l’art. 25 del DPR 600/1973. L’aliquota ordinaria è il 20% sul compenso imponibile.

Sei sostituto d’imposta quando versi imposte per conto di altri. La definizione è all’art. 64 del DPR 600/1973. In pratica trattieni una quota del compenso e la versi allo Stato.

Applica il 1040 quando paghi un professionista in regime ordinario o un lavoratore autonomo occasionale. Per i forfettari non applichi la ritenuta se ti rilasciano la dichiarazione di esclusione. La base è l’art. 1, comma 67, legge 190/2014.

Attenzione agli esclusi. Agenti e rappresentanti rientrano nell’art. 25-bis del DPR 600/1973. In quel caso le provvigioni usano codici diversi (ad es. 1038) e non il 1040. Per i dipendenti, invece, si usano codici della serie 1001 e non il 1040.

La ritenuta è un acconto delle imposte del professionista. Quando farà la dichiarazione, scalerà quanto hai versato. Così pagherà solo la differenza effettiva.

Esempi pratici di calcolo della ritenuta

Esempio professionista ordinario. Compenso 1.000 euro, IVA 22%. La ritenuta si calcola sul compenso, non sull’IVA. Ritenuta 20% di 1.000 = 200 euro. Paghi al fornitore 1.000 + 220 IVA − 200 = 1.020 euro. Versi 200 con 1040.

Esempio prestazione occasionale. Ricevuta per 600 euro. Ritenuta 20% = 120 euro. Paghi 480 euro al prestatore. Versi 120 euro con 1040. Se il totale annuo supera 5.000 euro, possono scattare contributi alla Gestione Separata; la ritenuta rimane 20% (riferimenti al Ministero del Lavoro).

Esempio forfettario. Il fornitore ti consegna una dichiarazione di esclusione ritenuta. Fattura senza ritenuta. Paghi l’intero e non versi nulla con 1040 per quel compenso (art. 1, comma 67, legge 190/2014).

Come si compila l’F24 con il codice tributo 1040

Sezione e campi obbligatori

Sezione: Erario. Codice tributo: 1040. Indica il mese di riferimento in formato MM/AAAA nel campo “periodo di riferimento”. Indica l’anno d’imposta nel formato AAAA. Compila la colonna “importi a debito versati”.

Il mese di riferimento è quello del pagamento al fornitore, non della fattura. Se paghi più fornitori nello stesso mese, puoi sommare le ritenute e fare un unico F24 con il totale mensile.

Se hai partita IVA, devi inviare l’F24 con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite home banking abilitato. Questa regola discende dalle norme sul versamento unificato e telematico (D.Lgs. 241/1997 e disposizioni attuative dell’Agenzia delle Entrate).

Controlli di coerenza prima dell’invio

Verifica i dati del fornitore e il tipo di compenso. Controlla l’esclusione ritenuta per i forfettari. Ricontrolla il mese e l’anno di riferimento. Conserva fatture, ricevute e dichiarazioni di esclusione.

Allinea i totali con CU e Modello 770. Le ritenute riportate nel 770 devono coincidere con quanto hai versato con i 1040 dell’anno. La base normativa per l’invio del 770 è il DPR 322/1998.

Scadenze, proroghe e calendario operativo 2026

La scadenza è il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso. Riferimento: art. 17 e 18 del D.Lgs. 241/1997. Se il 16 cade di sabato o in giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Le Certificazioni Uniche vanno rilasciate e trasmesse entro marzo. Il Modello 770 si invia, di regola, entro il 31 ottobre. Le date possono variare per decreti di proroga, ma le basi restano nel DPR 322/1998 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Pianifica un calendario fisso: verifica parcelle pagate entro fine mese, calcola le ritenute, compila un F24 cumulativo per tutte le ritenute 1040 del mese, e invia entro il 16.

Ravvedimento operoso sul 1040: codici, calcolo e esempi

Se non versi entro i termini, si applica la sanzione del 30% per omesso o tardivo versamento (art. 13 D.Lgs. 471/1997). Puoi ridurre la sanzione con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997). Devi anche pagare gli interessi legali, calcolati giorno per giorno (art. 1284 c.c.).

Quali codici tributo usare nel ravvedimento

  • 1040: importo della ritenuta non versata (solo l’imposta).
  • 8906: sanzione ridotta per ritenute su lavoro autonomo (sezione Erario).
  • 1989: interessi legali da ravvedimento su imposte erariali.

Compila tre righe separate in sezione Erario. Usa lo stesso periodo di riferimento MM/AAAA del versamento originario per 1040, 8906 e 1989. Somma eventuali ritenute di più fornitori dello stesso mese.

Riduzioni della sanzione nel 2026

  • Entro 30 giorni: 1/10 del 30%.
  • Entro 90 giorni: 1/9 del 30%.
  • Entro il termine di presentazione del Modello 770 dell’anno: 1/8 del 30%.
  • Entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo: 1/7 del 30%.
  • Oltre tale termine: 1/6 del 30% fino ai termini di accertamento.

Gli interessi si calcolano al tasso legale pro tempore, su base giornaliera, dalla scadenza al giorno del pagamento. Verifica il tasso legale in vigore nell’anno di riferimento nelle comunicazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia.

Esempio: ritenuta 200 euro scaduta il 16 febbraio, paghi il 10 marzo. Ravvedimento entro 30 giorni. Sanzione: 30% × 1/10 = 3% di 200 = 6 euro (cod. 8906). Interessi legali su 200 per i giorni di ritardo (cod. 1989). Imposta 200 con 1040.

Errori frequenti, compensazioni e rischi

Errori comuni: mese di riferimento errato, anno sbagliato, ritenuta applicata a un forfettario che aveva dichiarato l’esclusione, errata base di calcolo (inclusione dell’IVA). Prevedi un controllo incrociato prima dell’invio.

Compensazioni: l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 consente di compensare crediti con debiti in F24. È possibile compensare crediti erariali con i 1040, rispettando limiti e regole vigenti. Attenzione ai blocchi in presenza di debiti iscritti a ruolo e alle soglie che richiedono dichiarazioni o visti di conformità a seconda del tipo di credito. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per l’anno in corso.

Profili sanzionatori e penali: oltre alle sanzioni amministrative, l’omesso versamento di ritenute certificate sopra determinate soglie può integrare il reato di cui all’art. 10-bis del D.Lgs. 74/2000. Mantieni allineate CU, 770 e versamenti.

Regola decisionale rapida

Se il fornitore è in regime forfettario

Richiedi e conserva la dichiarazione di esclusione ritenuta (art. 1, comma 67, legge 190/2014). Non operi ritenuta. Non compili il 1040 per quel compenso.

Se il fornitore è un professionista ordinario

Applichi la ritenuta del 20% ex art. 25 DPR 600/1973. Paga il netto al professionista. Versa con F24, sezione Erario, codice 1040, mese MM/AAAA entro il 16 del mese successivo.

Se è una prestazione occasionale

Applichi la ritenuta del 20% sul compenso. Se superi 5.000 euro annui, gestisci i contributi alla Gestione Separata secondo le indicazioni del Ministero del Lavoro. Versa 1040 entro il 16.

Se paghi provvigioni ad agenti o rappresentanti

Non usare il 1040. Verifica l’art. 25-bis DPR 600/1973 e gli specifici codici tributo per le provvigioni (es. 1038). Applica la relativa aliquota e scadenza.

Se hai superato la scadenza

Usa il ravvedimento operoso. Compila F24 con 1040 per l’imposta, 8906 per la sanzione ridotta, 1989 per gli interessi. Calcola la riduzione in base ai giorni trascorsi (art. 13 D.Lgs. 472/1997).

Fonti normative utili da consultare

Normattiva per DPR 600/1973 (artt. 25 e 64), D.Lgs. 241/1997 (artt. 17 e 18), D.Lgs. 471/1997 (art. 13), D.Lgs. 472/1997 (art. 13), D.Lgs. 74/2000 (art. 10-bis), DPR 322/1998 e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate su F24, CU e 770.

Scenario Codice tributo Base e aliquota Scadenza e ravvedimento Professionista in regime ordinario pagato a gennaio 1040 20% su compenso imponibile (IVA esclusa) Versa entro 16 febbraio; se in ritardo: 1040 imposta, 8906 sanzione ridotta, 1989 interessi Prestazione occasionale saldata a marzo 1040 20% sul compenso della ricevuta Versa entro 16 aprile; ravvedimento con 8906 e 1989 se oltre termine Fornitore in regime forfettario con dichiarazione Nessuno per la ritenuta Nessuna ritenuta da applicare Nessuna scadenza 1040; conserva la dichiarazione di esclusione Provvigioni ad agente/rappresentante Non 1040 (verifica 1038 e affini) Aliquota e base ex art. 25-bis DPR 600/1973 Scadenza 16 mese successivo; usare i codici corretti diversi dal 1040 Omesso versamento ritenute su professionista 1040 + 8906 + 1989 Imposta dovuta; sanzione 30% ridotta per ravvedimento; interessi legali Riduzione 1/10 entro 30 gg; 1/9 entro 90 gg; 1/8 entro 770; 1/7 entro redditi; 1/6 oltre

FAQ

Come si compila in pratica l’F24 con codice 1040? Quali campi non devo sbagliare?

Compila la sezione Erario. Inserisci il codice tributo 1040. Nel campo “periodo di riferimento” scrivi il mese e l’anno in formato MM/AAAA del pagamento al fornitore. Nell’anno di riferimento indica l’AAAA corretto. Metti l’importo della ritenuta nella colonna “importi a debito versati”. Se hai pagato più professionisti nello stesso mese, somma le ritenute e usa un solo rigo 1040 per il totale, oppure più righe 1040 con lo stesso periodo. Se hai partita IVA, invia l’F24 con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite home banking. Verifica sempre che l’IVA non rientri nella base della ritenuta e che il fornitore non sia forfettario con dichiarazione di esclusione. Conserva fatture, ricevute e dichiarazioni. Questi documenti servono per CU e 770 e per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Posso compensare un credito fiscale con il debito 1040? Ci sono limiti o blocchi?

Sì, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 consente la compensazione dei crediti con i debiti in F24, quindi anche con il 1040. Devi però rispettare le condizioni generali. Il credito deve essere esistente, certo, liquido ed esigibile. Per alcuni crediti, come l’IVA, valgono soglie e adempimenti aggiuntivi (ad esempio visto di conformità oltre determinate soglie e preventiva presentazione della dichiarazione). In presenza di debiti iscritti a ruolo oltre soglie previste dalla legge, possono scattare blocchi alle compensazioni fino alla loro regolarizzazione. Inoltre, in caso di utilizzi indebiti, si applicano sanzioni e recuperi con interessi. Il pagamento deve comunque avvenire per via telematica se sei titolare di partita IVA. Prima di usare la compensazione, verifica le regole in vigore per l’anno, le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e la capienza del credito. Una compensazione errata espone a sanzioni per indebito utilizzo e a scarto del modello F24.

Quando non devo applicare la ritenuta: come mi comporto con i forfettari e cosa devo conservare?

Non applichi la ritenuta quando il prestatore è in regime forfettario e ti rilascia la dichiarazione che attesta l’esclusione dalla ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, della legge 190/2014. In assenza della dichiarazione, per prudenza si applica la ritenuta. Quindi chiedi sempre la dichiarazione aggiornata, firmata e riferita all’anno in corso. Conservala insieme alla fattura. In fattura il forfettario non espone IVA, non espone ritenuta e può indicare la causale di esclusione. Tu paghi l’intero importo e non esegui alcun versamento 1040 per quel compenso. Nei riepiloghi annuali (CU e 770) non indicherai ritenute per quel fornitore. Conserva la documentazione per il periodo previsto dallo Statuto del Contribuente e dalle norme di accertamento, perché l’Agenzia delle Entrate può chiedere prove dell’esclusione.

Come gestisco le prestazioni occasionali: ritenuta, soglie INPS e scadenze?

La prestazione occasionale è un lavoro autonomo non abituale. Applichi la ritenuta del 20% sul compenso, ai sensi dell’art. 25 del DPR 600/1973. Rilasci una ricevuta con ritenuta esposta. Se nell’anno solare il prestatore supera 5.000 euro di compensi complessivi, si applicano i contributi alla Gestione Separata INPS sulla quota eccedente, secondo le regole del Ministero del Lavoro e dell’INPS. La ritenuta rimane comunque al 20% sull’intero compenso. Tu versi la ritenuta con F24, codice 1040, sezione Erario, mese MM/AAAA relativo al pagamento, entro il giorno 16 del mese successivo. Se salti il termine, usa il ravvedimento operoso con 1040 (imposta), 8906 (sanzione ridotta) e 1989 (interessi legali). Ricorda di rilasciare e trasmettere la CU al prestatore e all’Agenzia delle Entrate entro i termini di marzo e di riepilogare tutto nel Modello 770 entro la scadenza di ottobre.

Qual è la base di calcolo della ritenuta 1040 in fattura con rimborsi spese, contributi integrativi e IVA?

La ritenuta si calcola sul compenso imponibile del professionista. L’IVA non entra mai nella base della ritenuta. I rimborsi spese “anticipati in nome e per conto” documentati ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972 non rientrano nella base. Per i contributi integrativi delle casse professionali e altre voci accessorie, verifica le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le regole della cassa: in molte prassi operative la ritenuta si calcola sul compenso imponibile, escludendo l’IVA e le somme escluse ex art. 15. Fai sempre un esempio numerico per controllare: compenso 1.000 euro, contributo integrativo 4% e IVA 22%. Base ritenuta: 1.000 euro. Ritenuta 200 euro. Paghi al professionista 1.000 + 40 + 220 − 200 = 1.060 euro. In caso di dubbi sul trattamento di singole voci, consulta le circolari dell’Agenzia delle Entrate e le istruzioni della cassa professionale del fornitore, oppure chiedi un confronto al consulente fiscale per evitare contestazioni.

Come calcolo il ravvedimento sul 1040 con un esempio completo di importi e date?

Supponi una ritenuta di 500 euro con scadenza il 16 giugno. Ti accorgi dell’omesso versamento e paghi il 10 luglio. Sei entro 30 giorni. La sanzione base è il 30% ma, con il ravvedimento, paghi 1/10 del 30%, cioè il 3% di 500 = 15 euro (cod. 8906). Devi anche calcolare gli interessi legali giorno per giorno dal 17 giugno al 10 luglio sul capitale di 500 euro. Se il tasso legale annuo fosse, ad esempio, 2,5%, l’interesse giornaliero è 2,5%/365 ≈ 0,00685% al giorno. Per 24 giorni: 500 × 0,0000685 × 24 ≈ 0,82 euro (cod. 1989). Compili tre righe in sezione Erario: 1040 = 500, 8906 = 15, 1989 = 0,82. Indichi il periodo MM/AAAA come 06/2026 su tutte e tre le righe. Paghi tramite canale telematico se hai partita IVA. Conservi la quietanza insieme alla fattura e annoti il ravvedimento nei prospetti interni. Se invece versassi oltre 90 giorni, useresti la riduzione 1/9; oltre il termine del 770, 1/8; e così via, fino a 1/6 oltre l’anno successivo, come da art. 13 D.Lgs. 472/1997.

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