Fattura ad un privato: come farla e quali voci inserire?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per fatturare a un cliente privato compila e invia una fattura elettronica XML via Sistema di Interscambio, inserendo codice 0000000 se il cliente non ha PEC/codice. Applica IVA o franchigia e bollo secondo il tuo regime.

  • Obbligo di fatturazione elettronica via SDI per operazioni B2C, salvo prestazioni sanitarie verso persone fisiche inviate al Sistema Tessera Sanitaria.
  • Al privato non si applica la ritenuta d’acconto perché non è sostituto d’imposta.
  • Imposta di bollo da 2 euro se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, da indicare con bollo virtuale.

Quando serve la fattura al privato e quando basta il documento commerciale

Se sei un professionista, devi sempre emettere fattura per ogni compenso, anche verso un cliente privato. Il professionista è chi presta servizi in modo abituale con partita IVA. Esegue il lavoro e incassa un corrispettivo.

Se sei un commerciante o artigiano al dettaglio, di norma emetti il documento commerciale (lo scontrino elettronico). Devi trasmettere i corrispettivi giornalieri. Emetti fattura solo se il cliente la chiede entro il momento del pagamento. Riferimento: art. 22 del DPR 633/1972.

La fattura è elettronica in formato XML e viaggia tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sul formato FatturaPA.

Fatturazione elettronica B2C nel 2026: flusso, codici e prassi

Codice destinatario, PEC e copia di cortesia

Per un cliente privato senza PEC o codice destinatario, indica 0000000 nel campo “CodiceDestinatario”. Il SDI recapita la fattura nel suo cassetto fiscale. Consiglia al cliente una copia di cortesia PDF via email. Non sostituisce l’XML, ma facilita la consultazione.

Se il cliente ha PEC o codice destinatario, inseriscilo. Il SDI consegnerà la fattura secondo le preferenze del cliente. La fattura esiste e produce effetti fiscali solo come file XML validato dal SDI.

Riferimenti normativi: D.Lgs. 127/2015; Provvedimenti Agenzia delle Entrate sul Sistema di Interscambio e specifiche FatturaPA.

Prestazioni sanitarie verso persone fisiche

Chi invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria non emette fattura elettronica verso persone fisiche per quelle prestazioni. Emette documento analogico o elettronico non transitante dal SDI. Questo per tutelare la privacy. Fonti: norme su e-fattura (D.L. 119/2018, Legge 145/2018) e provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Garante Privacy.

Verifica sempre le proroghe in Normattiva e nel sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le estensioni temporali possono cambiare.

Dati obbligatori da raccogliere e da inserire

Dati del cliente privato

Servono: nome e cognome, indirizzo completo (via, numero civico, CAP, città, provincia), codice fiscale. Il codice fiscale consente di identificare correttamente il cliente nel file XML. Senza questi dati la fattura può essere scartata o diventare inutilizzabile.

Nel tracciato XML, per il privato non si compila la partita IVA. Si usa il campo CodiceFiscale nel blocco del cessionario/committente. Inserisci l’indirizzo di residenza o domicilio fiscale.

Dati del prestatore

Indica denominazione o nome e cognome, partita IVA, indirizzo, regime fiscale. Il “regime fiscale” è il quadro normativo che regola IVA e imposte. Esempi: forfettario o ordinario.

Numerazione progressiva e data sono obbligatorie. La numerazione deve essere coerente, senza salti immotivati, per tutto l’anno solare.

Compilazione economica: imponibile, IVA, ritenuta, contributi e bollo

IVA o franchigia

In regime ordinario applichi l’IVA con l’aliquota corretta. Per i servizi ordinari l’aliquota è spesso 22%. Verifica se esistono aliquote ridotte per il tuo caso. Base normativa: DPR 633/1972.

In regime forfettario non addebiti IVA in fattura. Inserisci la dicitura: “Operazione in franchigia IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – Regime forfettario”. Questo spiega perché non applichi l’IVA.

Ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto si applica solo quando il cliente è un sostituto d’imposta. Un privato non lo è. Quindi al cliente privato non indichi la ritenuta. Se fatturi a un’azienda o ente sostituto, la situazione cambia. Riferimento: TUIR e norme sul sostituto d’imposta.

Contributi previdenziali in fattura

Professionisti con cassa professionale indicano il contributo integrativo, di norma tra il 2% e il 5% a seconda della cassa. È un importo contrattuale che segue le regole IVA della prestazione.

Chi è iscritto alla Gestione Separata INPS può inserire la rivalsa del 4%. È facoltativa. È un addebito che compensa parte del costo previdenziale. Entra nella base imponibile IVA se applichi l’IVA.

Imposta di bollo

Se la fattura è senza IVA e l’importo supera 77,47 euro, applichi 2 euro di bollo. Nella fattura elettronica imposti “BolloVirtuale = SI” e indichi l’importo del bollo. L’Agenzia delle Entrate calcola periodicamente il dovuto e lo versi con F24.

Fonti: DPR 642/1972 e DM 17/06/2014 sull’imposta di bollo in modalità virtuale; provvedimenti Agenzia delle Entrate su scadenze e versamenti.

Tempistiche, numerazione e correzioni

Quando emettere

Per la fattura immediata hai 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. L’operazione si considera effettuata, per i servizi, al pagamento o al completamento della prestazione. Base: art. 21 DPR 633/1972.

Puoi emettere fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo, se hai documenti idonei che provano la prestazione o la consegna (es. rapportini, DDT per beni). Indica le date dei documenti richiamati.

Numerazione e archiviazione

Usa una numerazione progressiva unica per anno. Puoi usare serie diverse (es. A, B) se hai linee di business diverse. Mantieni la coerenza. Conserva le fatture elettronicamente secondo le regole di conservazione digitale.

Note di credito e annulli

Se sbagli importi o imponibile, emetti una nota di credito elettronica (tipo documento TD04). Riferimento: art. 26 DPR 633/1972. Se il SDI scarta la fattura, non esiste fiscalmente. Correggi e reinvia entro 5 giorni dalla notifica di scarto.

Casi particolari: sanità, anticipi, estero

Sanità verso privati

Per prestazioni sanitarie a persone fisiche soggette a invio al Sistema Tessera Sanitaria non si usa la fattura elettronica SDI. Si rilascia documento alternativo idoneo. Norme e proroghe: atti MEF e Garante Privacy. Consulta Normattiva per conferma dell’anno in corso.

Acconti e saldo

Se incassi un acconto, emetti fattura per l’acconto al momento dell’incasso. Al saldo emetti la fattura finale che sottrae l’acconto. L’IVA, se dovuta, si applica all’incasso dell’acconto. Regola generale: principio di esigibilità IVA all’incasso per acconti.

Cliente estero privato

Per un consumatore estero valuti la territorialità IVA. Se l’operazione è fuori campo IVA in Italia, indichi la corretta dicitura (es. “operazione non soggetta”). Per l’adempimento comunicativo, dal 2022 la trasmissione transfrontaliera avviene tramite SDI usando il tracciato previsto per operazioni con soggetti esteri. Verifica le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

– Sei un professionista? Emetti sempre fattura.

– Sei un commerciante/artigiano al dettaglio? Emetti documento commerciale. Fattura solo se il cliente la chiede prima del pagamento.

– Cliente privato senza PEC/codice? Usa 0000000 e invia copia di cortesia PDF.

– Regime forfettario? Niente IVA, niente ritenuta. Inserisci la dicitura di legge e, se oltre 77,47 euro, applichi bollo.

– Regime ordinario? Applica l’IVA corretta. Mai ritenuta con privati.

– Prestazione sanitaria soggetta a STS? Non usare e-fattura SDI verso persone fisiche.

– Importo senza IVA sopra 77,47 euro? Bollo da 2 euro con bollo virtuale.

– Hai fatto un errore? Nota di credito (art. 26 DPR 633/1972) o riemissione se scarto SDI.

Fonti normative essenziali (citazioni testuali, senza link)

– D.Lgs. 127/2015: obbligo di fatturazione elettronica via SDI.

– DPR 633/1972, artt. 21, 22 e 26: contenuto, esigibilità, fattura differita, corrispettivi, note di variazione.

– Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89: regime forfettario.

– DPR 642/1972 e DM 17/06/2014: imposta di bollo e modalità virtuale.

– Decreti MEF e provvedimenti Agenzia delle Entrate: specifiche FatturaPA, scadenze bollo, STS.

Scenario Dati cliente necessari Aliquota/dicitura fiscale Invio SDI e tempi Altri adempimenti
Professionista in forfettario verso privato Nome, cognome, indirizzo, codice fiscale Dicitura “franchigia IVA – Legge 190/2014”; nessuna ritenuta Codice 0000000 se senza PEC/codice; entro 12 giorni Bollo 2 euro se totale senza IVA > 77,47 euro; bollo virtuale
Professionista in ordinario verso privato Nome, cognome, indirizzo, codice fiscale IVA 22% (salvo aliquota diversa); nessuna ritenuta 0000000 o PEC/codice; entro 12 giorni Eventuale contributo integrativo cassa; rivalsa INPS 4% se Gestione Separata
Commerciante/artigiano con vendita al dettaglio Nessuno se solo documento commerciale; se fattura: dati completi e CF IVA secondo aliquota beni/servizi Fattura solo su richiesta entro pagamento; documento commerciale telematico giornaliero Trasmissione corrispettivi giornalieri; registri IVA come da normativa
Prestazione sanitaria a persona fisica soggetta a STS Nome, cognome e dati idonei allo STS Secondo regime fiscale; gestione privacy Niente e-fattura SDI per quelle prestazioni; rilascio documento alternativo Invio dati al Sistema Tessera Sanitaria nei termini previsti
Acconto su prestazione a privato Dati completi e CF IVA (se dovuta) all’incasso dell’acconto Fattura acconto all’incasso; saldo entro 12 giorni dall’effettuazione Richiamo dell’acconto in fattura di saldo
Privato estero (UE/extra-UE) Dati identificativi disponibili; nessun CF italiano Valuta territorialità IVA; eventuale “non soggetta” Trasmissione via SDI con tracciato transfrontaliero; tempi ordinari Valuta OSS/IOSS per e-commerce; conservazione elettronica

FAQ

Come compilo correttamente una fattura elettronica a un privato passo per passo?

Prima raccogli i dati del cliente: nome, cognome, indirizzo completo e codice fiscale. Apri il tuo software di fatturazione e seleziona il tipo documento TD01 (fattura). Inserisci i dati del prestatore, compresa la partita IVA e il regime fiscale (forfettario o ordinario). Compila i dati del cliente nei campi dedicati al cessionario/committente, usando il codice fiscale e non la partita IVA. Inserisci la descrizione della prestazione in modo chiaro: cosa hai fatto, per chi e quando. Specifica quantità e prezzo unitario, oppure un importo a corpo. Se sei con cassa professionale, aggiungi il contributo integrativo con l’aliquota prevista dalla tua cassa. Se sei in Gestione Separata INPS, valuta la rivalsa del 4% (facoltativa). Applica l’IVA corretta se sei in ordinario; se sei in forfettario non applichi l’IVA e inserisci la dicitura di legge. Se l’operazione è senza IVA e supera 77,47 euro, abilita il bollo virtuale e indica 2 euro. Per la consegna, se il cliente non ha PEC o codice destinatario, metti 0000000 e invia una copia di cortesia PDF via email. Infine, controlla data e numerazione progressiva, genera l’XML, firma se richiesto dal software e invia al SDI. Verifica l’esito: ricevuta di consegna o messa a disposizione nel cassetto fiscale; se scartata, correggi e rinvia entro 5 giorni.

Quali diciture obbligatorie devo inserire se sono in regime forfettario?

Nel regime forfettario non addebiti l’IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Inserisci quindi una dicitura che chiarisca entrambi i punti e richiami la norma: “Operazione in franchigia IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – Regime forfettario. Operazione non soggetta a ritenuta d’acconto”. Questa frase spiega perché il totale non contiene IVA né ritenuta. Ricorda il bollo da 2 euro se l’importo senza IVA supera 77,47 euro, da gestire come bollo virtuale nella fattura elettronica. Se applichi un contributo integrativo di cassa o una rivalsa previdenziale, indicane base di calcolo e misura. Anche in forfettario, la numerazione deve essere progressiva e la trasmissione va fatta al SDI entro i 12 giorni previsti dall’art. 21 del DPR 633/1972. Conserva la fattura in modalità elettronica secondo le regole di conservazione digitale.

Posso inserire la ritenuta d’acconto in fattura a un cliente privato?

No. La ritenuta d’acconto si applica solo quando il cliente è un sostituto d’imposta, come un’azienda o un ente che per legge versa imposte per tuo conto. Un consumatore privato non è sostituto d’imposta. Perciò non può trattenere e versare la ritenuta. Se inserisci per errore la ritenuta in una fattura verso un privato, crei un’incongruenza che può complicare incassi e dichiarazioni. In quel caso è meglio emettere una nota di credito e rifare la fattura corretta. La base normativa è nel TUIR e nelle norme sui sostituti d’imposta, mentre le modalità di variazione dei documenti commerciali sono all’art. 26 del DPR 633/1972. Ricorda: con privati, mai ritenuta; con soggetti passivi IVA che sono sostituti, la ritenuta si applica solo se previsto per la tua tipologia di prestazione.

Come funziona l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche senza IVA?

Se la tua fattura è senza IVA e l’importo supera 77,47 euro, devi applicare un bollo da 2 euro. In fattura elettronica non attacchi una marca fisica, ma indichi il bollo virtuale impostando il relativo campo nel file XML. L’Agenzia delle Entrate calcola periodicamente il totale dei bolli dovuti sulle tue e-fatture e ti mette a disposizione l’importo da versare, di solito trimestralmente, con modello F24. Le regole principali sono nel DPR 642/1972 e nel DM 17/06/2014, oltre ai provvedimenti dell’Agenzia che definiscono scadenze, codici tributo e tolleranze sugli arrotondamenti. Se dimentichi di impostare il bollo in un documento che lo richiede, l’Agenzia può integrare l’addebito e, in certi casi, applicare sanzioni. Controlla sempre prima dell’invio: se l’operazione è senza IVA (forfettario, esclusioni, non soggette) e l’importo supera la soglia, il bollo va indicato.

Quali sono le scadenze per emettere e trasmettere la fattura elettronica al privato?

La regola generale è emettere la fattura entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Per i servizi, l’operazione si considera effettuata al pagamento o completamento della prestazione, a seconda degli accordi. Se usi la fattura differita, puoi emetterla entro il giorno 15 del mese successivo, citando i documenti probatori (es. rapportini, DDT per consegne di beni). Queste scadenze sono stabilite dall’art. 21 del DPR 633/1972. La trasmissione al SDI avviene contestualmente all’emissione: generi l’XML, lo invii e attendi l’esito. Se il SDI scarta il file, la fattura non esiste fiscalmente; devi correggere e inviare nuovamente entro 5 giorni dalla notifica di scarto per mantenere regolarità temporale. Mantieni una numerazione coerente durante l’anno e conserva elettronicamente i documenti secondo le regole tecniche vigenti. In caso di dubbi, consulta i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e le leggi aggiornate su Normattiva.

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