Fattura come architetto: come si fa e quali dati inserire?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La fattura dell’architetto deve riportare dati del documento, dati di mittente e cliente, descrizione prestazione, imponibile, IVA, ritenuta quando dovuta, contributo Inarcassa 4%, gestione spese e bollo secondo le norme vigenti.

  • Contenuti minimi obbligatori: art. 21 DPR 633/1972 (Normattiva) e specifiche tecniche e-fattura SDI (Agenzia delle Entrate).
  • Ritenuta d’acconto 20% solo se il cliente è sostituto d’imposta non forfettario: art. 25 DPR 600/1973.
  • Contributo integrativo Inarcassa 4% in fattura, imponibile IVA ma escluso dal reddito; spese documentate escluse ex art. 15 DPR 633/1972.

Fattura da architetto: quadro normativo essenziale

L’architetto è un professionista che emette fatture per prestazioni di servizi. La legge definisce cosa inserire in fattura e come calcolare gli importi.

I riferimenti principali sono: art. 21 del DPR 633/1972 per i contenuti della fattura; art. 7-ter del DPR 633/1972 per la territorialità IVA dei servizi; art. 15 del DPR 633/1972 per le spese escluse; art. 25 del DPR 600/1973 per la ritenuta d’acconto; L. 190/2014 (regime forfettario) con modifiche successive; D.Lgs. 127/2015 per fatturazione elettronica; D.M. 17 giugno 2014 e DPR 642/1972 per l’imposta di bollo. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva e sui siti istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e dei Ministeri competenti.

La fattura elettronica via SDI è obbligatoria per quasi tutti. Dal 2024 è estesa anche ai forfettari. Le specifiche tecniche e le regole di trasmissione sono a cura dell’Agenzia delle Entrate.

Dati obbligatori in fattura

Dati del documento

Inserisci la data di emissione. Usa un numero progressivo che identifichi in modo univoco il documento nell’anno. Questi due elementi sono obbligatori per l’art. 21 del DPR 633/1972.

Rispetta le tempistiche: fattura immediata entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione; fattura differita entro il 15 del mese successivo, se basata su documenti di trasporto. Le scadenze derivano dal combinato disposto dell’art. 21 DPR 633/1972 e della disciplina vigente sulla fatturazione.

Dati del mittente (architetto)

Indica nome e cognome o denominazione, indirizzo della sede, partita IVA. Se emetti come studio associato o società tra professionisti, inserisci i relativi dati fiscali. Se iscritto a Inarcassa, indicalo nelle note di fattura quando opportuno.

Dati del cliente

Privato consumatore in Italia: nome e cognome, indirizzo, codice fiscale. Se non fornisce PEC o codice destinatario, usa il codice SDI 0000000.

Altra attività in Italia: ragione sociale, indirizzo, partita IVA, codice destinatario SDI o PEC. Se il cliente è estero, inserisci il codice destinatario XXXXXXX e compila i dati del paese estero.

Descrizione della prestazione e importi

Descrivi con chiarezza l’incarico (esempio: progettazione definitiva e direzione lavori). Indica il corrispettivo pattuito. Questo è il compenso imponibile, salvo eccezioni per spese escluse.

Applica l’IVA al 22% per i servizi professionali resi in Italia, salvo casi di non imponibilità o esclusione per territorialità. La base IVA include il compenso e il contributo integrativo Inarcassa, ma esclude le spese escluse ex art. 15.

Indica il contributo integrativo Inarcassa al 4%. È un importo obbligatorio di rivalsa verso il cliente. È imponibile IVA, non è soggetto a ritenuta d’acconto e non concorre al reddito imponibile ai fini IRPEF, secondo la prassi fiscale consolidata della previdenza professionale.

Ritenuta d’acconto

Si applica il 20% quando il cliente è un sostituto d’imposta che non opera in regime forfettario. La base di calcolo è il compenso al netto delle sole spese escluse ex art. 15. Il contributo integrativo non è soggetto a ritenuta. Fonte normativa: art. 25 DPR 600/1973.

Nessuna ritenuta se il cliente è privato consumatore, se è un forfettario, o se il rapporto non prevede sostituzione d’imposta. Se tu sei in regime forfettario, chiedi la non applicazione della ritenuta indicando la dicitura prevista dalla L. 190/2014.

Spese documentate e rimborsi

Spese documentate anticipate in nome e per conto del cliente (ad esempio diritti di segreteria) rientrano nell’art. 15 DPR 633/1972: sono escluse da IVA e ritenuta. Devi avere la prova documentale e l’intestazione corretta.

Rimborsi spese e oneri accessori senza documentazione (ad esempio trasferte senza scontrini) sono imponibili. Concorrono a reddito, IVA, contributo integrativo e, se c’è, a ritenuta. Una prassi comune è limitarli e motivarli in descrizione.

Imposta di bollo

Se la fattura non è soggetta a IVA (esente, non imponibile, fuori campo) e supera 77,47 euro, si applica l’imposta di bollo di 2 euro. Sulle e-fatture si assolve in modo virtuale impostando il campo bollo. Fonti: DPR 642/1972 e D.M. 17 giugno 2014.

Per fatture miste, valuta l’importo delle linee non assoggettate a IVA: oltre soglia, il bollo è dovuto. Non si applica bollo se tutta la fattura è soggetta a IVA.

Fatturazione elettronica SDI per architetti

Codici destinatario e casi tipici

Cliente privato senza PEC o codice: usa 0000000. Il documento sarà nel cassetto fiscale del cliente. Comunica copia di cortesia se richiesto.

Cliente business italiano: usa il suo codice destinatario o la PEC. Per soggetti esteri, usa XXXXXXX e invia allo SDI per l’adempimento transfrontaliero, secondo il D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Tempi, scarti e conservazione

Trasmetti allo SDI entro i termini di emissione. In caso di scarto, riemetti entro cinque giorni riprendendo numero e data, come da regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

Conserva le fatture per 10 anni in modalità a norma. Fonti: art. 2220 c.c., art. 39 DPR 633/1972 e regole tecniche nazionali sulla conservazione digitale.

Errori da evitare

Non dimenticare il contributo integrativo Inarcassa. Non applicare la ritenuta se il cliente è forfettario o un privato. Non tassare le spese ex art. 15. Non sbagliare il codice SDI.

Compila correttamente i campi bollo, ritenuta (tag ritenuta), natura IVA per operazioni non imponibili o escluse, e l’indicazione dell’articolo IVA di riferimento (ad esempio art. 7-ter per servizi a soggetti UE).

Casi particolari: estero, PA, forfettario

Cliente estero e territorialità IVA

Regola generale dei servizi: art. 7-ter DPR 633/1972. B2B UE o extra-UE: il servizio è di norma non imponibile in Italia. Emitti fattura senza IVA con dicitura di non imponibilità per territorialità e inversione contabile nel paese del committente.

B2C estero: di regola applichi IVA italiana perché conta il luogo del prestatore. Verifica eccezioni specifiche se la prestazione rientra in regole speciali (non usuali per l’architettura standard).

In ogni caso, invia le operazioni transfrontaliere via SDI come previsto dal D.Lgs. 127/2015 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Pubblica Amministrazione

La PA è sostituto d’imposta. Applica la ritenuta d’acconto quando spettante. Per la scissione dei pagamenti, ricorda che la disciplina non si applica ai compensi assoggettati a ritenuta d’acconto. La normativa sulla scissione è nell’art. 17-ter DPR 633/1972; verifica sempre eventuali proroghe o esclusioni sul sito del Dipartimento delle Finanze.

Se sei in regime forfettario

Non addebiti IVA e non subisci ritenuta. Inserisci la dicitura di esclusione IVA e la richiesta di non applicare la ritenuta ai sensi della L. 190/2014. Il contributo integrativo Inarcassa 4% resta dovuto e si espone in fattura.

Sulla fattura forfettaria, se l’importo supera 77,47 euro, applichi il bollo di 2 euro. L’imposta sostitutiva del regime non si indica in fattura.

Regola decisionale rapida

Se il cliente è un privato in Italia, allora emetti fattura con IVA 22%, senza ritenuta, con Inarcassa 4%, codice SDI 0000000 se non ha PEC o codice.

Se il cliente è un’impresa o un ente in Italia non forfettario, allora emetti fattura con IVA 22%, ritenuta 20%, Inarcassa 4%, codice destinatario SDI o PEC.

Se il cliente è un forfettario, allora emetti fattura con IVA 22% no, ritenuta no; ma se la tua attività è ordinaria con IVA, applichi comunque l’IVA 22% al cliente forfettario. L’inverso vale solo se tu sei forfettario.

Se il cliente è estero e soggetto passivo, allora emetti fattura senza IVA per non imponibilità territoriale (art. 7-ter), indica XXXXXXX e invia via SDI. Nessuna ritenuta.

Se la fattura contiene solo operazioni non soggette a IVA e supera 77,47 euro, allora applica il bollo di 2 euro. Se contiene art. 15 documentate, allora escludile da IVA e ritenuta.

Esempio pratico di calcolo

Scenario B2B Italia con ritenuta. Compenso 1.000. Spese documentate art. 15: 100. Rimborso spese non documentate: 50. Contributo Inarcassa 4% sul compenso e rimborso: 1.000 + 50 = 1.050 x 4% = 42.

Base IVA: compenso 1.000 + rimborso 50 + Inarcassa 42 = 1.092. IVA 22% = 240,24. Totale lordo: 1.000 + 50 + 42 + 240,24 + spese documentate 100 = 1.432,24.

Ritenuta 20% su 1.000 (compenso al netto di art. 15; contributo integrativo escluso) = 200. Netto a pagare: 1.432,24 − 200 = 1.232,24. Il cliente versa 200 come ritenuta all’Erario e ti rilascia certificazione unica.

Scenario B2C Italia. Compenso 1.000. Inarcassa 4% = 40. Base IVA = 1.040. IVA 22% = 228,80. Totale: 1.268,80. Nessuna ritenuta. Se presenti anche 200 di operazioni non imponibili e superi 77,47 solo per quelle, valuta il bollo.

Scenario forfettario che fattura a impresa. Compenso 1.000. Inarcassa 4% = 40. Totale imponibile senza IVA = 1.040. Bollo 2 euro se superi 77,47. Nessuna ritenuta subita. Inserisci diciture L. 190/2014.

Scenario IVA Ritenuta d’acconto Contributo Inarcassa 4% Bollo Invio SDI / Note
Privato in Italia 22% sul compenso + rimborsi non documentati + 4% No Sì, imponibile IVA, escluso da ritenuta e reddito Solo se operazioni non IVA > 77,47 Codice 0000000 se nessuna PEC/codice; copia di cortesia su richiesta
Impresa/ente in Italia (non forfettario) 22% sul compenso + rimborsi non documentati + 4% Sì, 20% su compenso al netto di art. 15 Sì, imponibile IVA No se tutta la fattura è IVA; valuta se ci sono linee non IVA Codice destinatario SDI o PEC; certificazione ritenute a fine anno
Cliente in regime forfettario 22% come qualsiasi soggetto IVA se tu sei ordinario No Come da regole generali Trattalo come B2B ordinario ai fini IVA; nessuna ritenuta da parte sua
Cliente estero soggetto passivo (UE o extra-UE) No IVA in Italia, non imponibile per territorialità (art. 7-ter) No Esposto in fattura, non cambia la non imponibilità Sì se documento è interamente non IVA e supera 77,47 Usa XXXXXXX; invio transfrontaliero via SDI; indicare norma di non imponibilità
Pubblica Amministrazione italiana 22% salvo esclusioni specifiche Sì se dovuta (PA è sostituto d’imposta) Valuta come da regole generali FatturaPA; scissione dei pagamenti esclusa per compensi con ritenuta (art. 17-ter)
Professionista in regime forfettario (tu) No IVA, operazione fuori campo art. 1 L. 190/2014 No, inserisci dicitura di esclusione Sì se > 77,47 Fattura elettronica obbligatoria; imposta di bollo virtuale

FAQ

Quali campi non possono mai mancare nella fattura di un architetto?

Devi sempre indicare data e numero progressivo, dati del prestatore (tu) e del cliente, descrizione della prestazione, imponibile, aliquota e imposta IVA oppure il riferimento di non imponibilità o esenzione, contributo integrativo Inarcassa 4% se dovuto, eventuali spese documentate ex art. 15, rimborsi non documentati, ritenuta d’acconto se il cliente è sostituto d’imposta non forfettario, eventuale imposta di bollo. La base normativa è l’art. 21 del DPR 633/1972 per i contenuti minimi, integrato dalle specifiche tecniche della fatturazione elettronica SDI dell’Agenzia delle Entrate, che impongono anche la corretta valorizzazione di campi come bollo, ritenuta e natura IVA. Se ometti questi elementi rischi lo scarto del file XML e sanzioni amministrative in caso di controlli.

Come si calcola correttamente la ritenuta d’acconto in presenza di spese e contributo Inarcassa?

La ritenuta si applica sul solo compenso professionale, al netto delle spese documentate anticipate in nome e per conto del cliente ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972. Non si applica né sul contributo integrativo Inarcassa né sui rimborsi spese non documentati? No, sui rimborsi non documentati la ritenuta si applica, perché tali importi fanno parte del corrispettivo. Quindi procedi così: calcola il compenso; sottrai le sole spese ex art. 15; ottieni la base ritenuta; applica il 20% ex art. 25 DPR 600/1973. A parte calcoli il contributo Inarcassa al 4% su compenso e rimborsi non documentati; sommi per la base IVA; poi applichi l’IVA. Il cliente tratterrà la ritenuta dal pagamento e la verserà all’Erario, rilasciando la certificazione a fine anno.

Quando devo applicare l’imposta di bollo di 2 euro in fattura elettronica?

Applichi il bollo quando la fattura contiene operazioni non soggette a IVA, esenti, non imponibili o fuori campo, e l’importo di tali operazioni supera 77,47 euro. Sulle fatture soggette interamente a IVA non si applica il bollo. Nelle fatture miste, valuta solo la parte non IVA: se supera la soglia, il bollo è dovuto. Nelle e-fatture si imposta il campo che attiva il bollo virtuale; l’Agenzia delle Entrate riepiloga gli importi trimestralmente e li rende pagabili con modello F24, secondo il D.M. 17 giugno 2014 e la disciplina dell’imposta di bollo del DPR 642/1972. Ricorda di indicare la causale corretta e di verificare i riepiloghi nel portale Fatture e Corrispettivi.

Come gestisco le fatture verso clienti esteri per servizi di architettura?

Per clienti soggetti passivi esteri (B2B), di regola si applica l’art. 7-ter del DPR 633/1972: il servizio non è imponibile in Italia. Emetti fattura senza IVA, indichi la norma di non imponibilità e, per clienti UE, il meccanismo di inversione contabile nel paese del committente. Usa il codice destinatario XXXXXXX e invia comunque allo SDI per adempiere all’obbligo di comunicazione transfrontaliera previsto dal D.Lgs. 127/2015. Per clienti privati esteri (B2C), in linea generale applichi IVA italiana perché rileva il luogo del prestatore. Verifica sempre la natura del servizio e l’eventuale presenza di regole speciali. In ogni caso, il contributo integrativo Inarcassa 4% si espone in fattura e non muta la territorialità IVA.

Lo split payment si applica ai compensi degli architetti verso Pubbliche Amministrazioni?

La scissione dei pagamenti è regolata dall’art. 17-ter del DPR 633/1972. La disciplina esclude i compensi per i quali la PA opera una ritenuta alla fonte a titolo di imposta o di acconto. I compensi professionali assoggettati a ritenuta d’acconto rientrano in questa esclusione, quindi l’architetto emette fattura con il regime IVA ordinario e incassa anche l’IVA. La PA tratterrà la ritenuta d’acconto sul compenso quando dovuta. Poiché l’applicazione concreta della scissione dipende anche da autorizzazioni europee a termine, è prudente verificare, alla data di emissione, le circolari e gli elenchi aggiornati pubblicati dal Dipartimento delle Finanze e dall’Agenzia delle Entrate, oltre al portale Normattiva per eventuali proroghe o modifiche.

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