Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per le imposte sul reddito conta la data di pagamento (principio di cassa) nei regimi che la prevedono; la data di emissione serve per IVA, liquidazioni e scadenze di fatturazione. Nel forfettario il limite 85.000 euro si misura sugli incassi.
- Data di emissione: rileva per IVA, registri, termini di invio e conservazione (art. 21 DPR 633/1972).
- Data di pagamento: rileva per reddito dei professionisti e forfettari (art. 54 TUIR; L. 190/2014). Imprese ordinarie usano competenza.
- Forfettario: soglia 85.000 euro su incassi; oltre 100.000 euro uscita immediata e IVA da applicare dal superamento (L. 197/2022).
Data di emissione vs data di pagamento: perché contano entrambe
La data di emissione è il giorno in cui crei e invii la fattura al Sistema di Interscambio. Serve per rispettare i termini di emissione e per l’IVA. La norma base è l’art. 21 del DPR 633/1972.
La data di pagamento è il giorno in cui incassi. Per chi applica il principio di cassa, questa data decide quando tassare il compenso. Il riferimento è l’art. 54 del TUIR per i professionisti e la L. 190/2014 per il forfettario.
Il risultato pratico è semplice: puoi emettere una fattura a novembre e incassarla a gennaio. In molti casi pagherai le imposte sul reddito nell’anno di incasso, non in quello di emissione. Per l’IVA invece guardi la data di emissione o il momento di effettuazione dell’operazione.
Principio di cassa: definizione operativa e fonti
Principio di cassa significa tassare ciò che hai effettivamente incassato entro il 31 dicembre. Non contano i crediti non riscossi. È il criterio naturale dei professionisti e del regime forfettario.
Fonti: art. 54 del TUIR (DPR 917/1986) per i redditi di lavoro autonomo. Art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 per il regime forfettario, come modificata da L. 145/2018 e L. 197/2022. I testi ufficiali sono consultabili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Eccezioni importanti: le imprese in contabilità ordinaria usano il principio di competenza. Le imprese in contabilità semplificata dal 2017 applicano un “cassa per competenza” con registrazioni per cassa (art. 66 TUIR) e regole particolari per rimanenze e componenti pluriennali.
IVA e momento impositivo: quando conta la data di emissione
Per l’IVA conta il momento di effettuazione dell’operazione, che spesso coincide con consegna beni o incasso del corrispettivo per servizi continuativi. La norma base è l’art. 6 del DPR 633/1972.
La fattura “immediata” va emessa entro 12 giorni dall’operazione. La “differita” entro il 15 del mese successivo se supportata da documenti di trasporto. Riferimenti: art. 21 DPR 633/1972 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Esiste anche l’IVA per cassa, un regime opzionale che rinvia l’esigibilità dell’IVA all’incasso, fino a 12 mesi. È regolata dall’art. 32-bis del DL 83/2012. È utile se emetti molte fatture a pagamento differito.
Regime forfettario: soglie, incassi e fuoriuscita
Nel forfettario calcoli il reddito applicando un coefficiente di redditività ai compensi incassati nell’anno. Poi applichi l’imposta sostitutiva (5% per start-up nei primi 5 anni, altrimenti 15%), se rispetti i requisiti. Fonte: L. 190/2014.
La soglia per restare nel regime è 85.000 euro. Devi guardare gli incassi complessivi dell’anno solare. Se incassi 90.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro di incassi, esci subito nello stesso anno e devi applicare l’IVA dal momento del superamento. Questa regola è stata precisata dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022).
Attenzione alla base previdenziale. Per artigiani e commercianti i contributi si calcolano sul reddito forfettario, con eventuale riduzione del 35% se richiesta. Per i professionisti senza cassa, la Gestione Separata INPS usa il reddito imponibile forfettario. In ogni caso valgono gli incassi dell’anno come base di partenza.
Requisiti e cause di esclusione aggiornati
I requisiti chiave: ricavi o compensi entro 85.000 euro; nessuna partecipazione in società di persone; niente controllo di SRL che svolgono attività riconducibile alla tua; non uso di regimi IVA speciali. Norme: L. 190/2014 e successive modifiche.
Non esistono limiti attuali su spese per collaboratori o dipendenti e non esiste una soglia di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente come sbarramento generale. Resta però il divieto di svolgere attività prevalentemente verso l’ex datore di lavoro degli ultimi due anni, pena esclusione (salvo eccezioni normate). Fonte: Legge n. 190/2014 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi numerici chiave
Esempio 1: emetti 50.000 euro di fatture nel 2026 e incassi 40.000 euro entro il 31 dicembre. Se sei forfettario o professionista ordinario, tassazione e contributi si calcolano su 40.000 euro.
Esempio 2: fatturi 90.000 euro ma incassi 75.000 euro nel 2026 e 15.000 a gennaio 2027. Resti in forfettario per il 2027, perché nel 2026 hai incassato 75.000 euro.
Esempio 3: arrivi a 102.000 euro di incassi il 20 novembre 2026. Da quel giorno esci dal forfettario, devi applicare IVA sulle operazioni successive e determinare il reddito 2026 con regole ordinarie. Potrai dedurre i costi dell’anno secondo le norme ordinarie.
Fatturazione elettronica e termini: cosa non sbagliare
Dal 2024 la e-fattura è ordinaria anche per i forfettari, con alcune eccezioni di settore per dati sanitari. Devi emettere e trasmettere la fattura entro 12 giorni dall’operazione, o entro il 15 del mese successivo se è differita. Riferimenti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
La data documento in fattura deve rispecchiare la data di effettuazione dell’operazione. La data di incasso la annoti nelle scritture interne per gestire correttamente la cassa e la determinazione del reddito.
Effetti su ritenute e contributi
I professionisti nel regime ordinario subiscono la ritenuta d’acconto del 20%. La ritenuta si applica al momento del pagamento, non dell’emissione. Fonte: art. 25 DPR 600/1973.
Nel forfettario non si applicano ritenute sui compensi percepiti. Contributi INPS: per Gestione Separata maturano con i compensi incassati; per artigiani e commercianti esistono quote fisse e percentuali, con versamenti su F24 alle scadenze ordinarie. Le regole sono pubblicate dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.
Regola decisionale rapida
– Sei un professionista o un forfettario? Allora per le imposte sul reddito guarda sempre quando incassi.
– Sei un’impresa in semplificata? Usi il criterio per cassa previsto dall’art. 66 TUIR, con eccezioni per rimanenze e beni strumentali.
– Sei un’impresa in ordinaria o una società di capitali? Vale la competenza economica: conta quando maturano i ricavi, non quando incassi.
– Per l’IVA, salvo regime IVA per cassa, conta il momento di effettuazione dell’operazione e la data di emissione secondo l’art. 6 e 21 DPR 633/1972.
– Forfettario e soglia: somma gli incassi entro il 31 dicembre. Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci l’anno dopo. Se superi 100.000, esci subito e applichi IVA dal superamento (L. 197/2022).
Fonti normative utili da conoscere
– DPR 633/1972: art. 6 (momento impositivo IVA) e art. 21 (emissione fatture).
– TUIR, DPR 917/1986: art. 54 (cassa per lavoro autonomo) e art. 66 (semplificate per cassa).
– Legge 190/2014, commi 54-89: regime forfettario, con modifiche da Legge 145/2018 e Legge 197/2022.
– DL 83/2012, art. 32-bis: IVA per cassa.
I testi si consultano su Normattiva. Per prassi e chiarimenti operativi, verifica circolari dell’Agenzia delle Entrate e documenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
| Scenario | Data rilevante per il reddito | Effetti IVA | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Forfettario: fattura emessa il 15/12/2026, incasso il 10/01/2027 | Incasso 10/01/2027 (principio di cassa, L. 190/2014) | Nessuna IVA da applicare prima del superamento soglie | Fattura entro 12 giorni dall’operazione; conteggio nella soglia 2027 |
| Professionista ordinario: fattura emessa 30/11/2026, incasso 20/12/2026 | Incasso 20/12/2026 (art. 54 TUIR) | IVA esigibile alla data di emissione/operazione, salvo IVA per cassa | Ritenuta d’acconto applicata al pagamento; liquidazione IVA del mese/trimestre |
| Impresa semplificata: merci consegnate 05/06/2026, fattura 10/06/2026 | Regime per cassa ex art. 66 TUIR (incassi, con regole su rimanenze) | IVA all’operazione/ fattura (art. 6 e 21 DPR 633/1972) | Registrazione corrispondente; controllo rimanenze a fine anno |
| Forfettario supera 100.000 euro di incassi il 20/11/2026 | Reddito 2026 calcolato con regole ordinarie da quel momento | IVA da applicare sulle operazioni dal superamento (L. 197/2022) | Variazione dati IVA; emissione fatture con IVA dal 20/11; deduzione costi secondo ordinario |
| IVA per cassa: fattura 01/09/2026, incasso 15/12/2026 | Reddito: incasso se professionista; competenza/cassa semplificata se impresa | IVA diventa esigibile al 15/12/2026 (art. 32-bis DL 83/2012) | Opzione e annotazioni specifiche nei registri IVA |
| Forfettario: fatture per 90.000 euro, incassi 75.000 nel 2026 e 15.000 nel 2027 | Reddito 2026 su 75.000 euro | Nessuna IVA; soglia non superata nel 2026 | Resti in forfettario nel 2027; gli incassi 2027 contano per la soglia 2027 |
FAQ
La data di emissione o di pagamento incide sui contributi INPS?
Sì, se applichi il principio di cassa. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, i contributi si calcolano sui compensi incassati e confluiti nel reddito imponibile dell’anno. Se non incassi, non maturi contribuzione su quel credito. Per artigiani e commercianti, paghi quote fisse durante l’anno e una quota percentuale sull’eccedenza calcolata sul reddito dell’anno. Nel forfettario il reddito nasce dagli incassi, quindi anche la parte contributiva riflette gli incassi. Le regole di gestione sono descritte dalle circolari INPS e dalle norme del TUIR sull’individuazione della base imponibile. In contabilità ordinaria di impresa, invece, prevale la competenza economica e i contributi si riferiscono al reddito determinato con quel criterio.
Se emetto una fattura a dicembre e il cliente paga a gennaio, quando pago le imposte?
Dipende dal regime. Se sei un professionista o un forfettario, paghi le imposte sull’incasso di gennaio, quindi nell’anno successivo. Questo perché vale il principio di cassa (art. 54 TUIR e L. 190/2014). Per l’IVA, invece, devi considerare la data di effettuazione dell’operazione e la data di emissione: l’IVA confluisce nella liquidazione del periodo di dicembre, salvo regime IVA per cassa. Se sei un’impresa in ordinaria, il ricavo potrebbe essere imponibile nell’anno di competenza, a prescindere dall’incasso effettivo, secondo il TUIR e i principi contabili.
Come funziona l’uscita immediata dal forfettario oltre 100.000 euro?
Al raggiungimento degli incassi superiori a 100.000 euro in un anno, la fuoriuscita dal forfettario è immediata dal momento del superamento. Da quel giorno devi applicare l’IVA alle operazioni successive e adeguare i documenti emessi. Per il reddito dell’anno in corso, si applicano le regole ordinarie, che consentono la deduzione dei costi inerenti. La base normativa è la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), che ha introdotto questa soglia con “tagliando” immediato. È importante aggiornare i dati IVA, rilasciare eventuali note di variazione se necessario e adeguare i sistemi di fatturazione elettronica dal giorno stesso.
Il limite di 85.000 euro nel forfettario si calcola su fatture emesse o su incassi?
Si calcola sugli incassi dell’anno solare. Questo perché nel forfettario vige il principio di cassa: contano i compensi percepiti, non i documenti emessi e non riscossi. Se emetti 90.000 euro a dicembre ma incassi solo 75.000 entro il 31 dicembre, per quell’anno resti sotto soglia e puoi continuare il forfettario l’anno dopo. Se l’anno successivo incassi i 15.000 rimasti, questi contano nel nuovo anno. La cornice normativa è la L. 190/2014. Le interpretazioni coerenti sono nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate, consultabili sui portali istituzionali.
Quali sono i termini esatti per emettere e inviare la fattura elettronica?
Per la fattura immediata, entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione, indicata nel documento. Per la fattura differita, entro il 15 del mese successivo, se supportata da documenti di trasporto o altri idonei documenti. La fattura va trasmessa al Sistema di Interscambio e conservata secondo le regole di conservazione digitale. I riferimenti sono l’art. 21 del DPR 633/1972, il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda che la data di incasso non influenza questi termini, ma è cruciale per la determinazione del reddito nei regimi che adottano il principio di cassa.
