Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi creare e inviare gratis le fatture elettroniche con i servizi dell’Agenzia delle Entrate. Compili il file .xml, lo controlli e lo spedisci al SdI via portale, app, PEC o canale accreditato.
- Obbligo generalizzato di e-fattura per titolari di partita IVA secondo D.Lgs. 127/2015 e Legge 205/2017, con estensione a tutti i forfettari dal 2024.
- Tempi: emissione entro 12 giorni o differita entro il 15 del mese successivo (art. 21, DPR 633/1972). Conservazione digitale a norma.
- Canali di invio al SdI: portale Fatture e Corrispettivi, web/app Fatturae, PEC sdi01@pec.fatturapa.it, o canale FTP/Web Service accreditato.
Quadro normativo e quando scatta l’obbligo
Le basi di legge da conoscere
La fattura elettronica tra privati è obbligatoria dal 2019. La base giuridica è nel D.Lgs. 127/2015 e nella Legge 205/2017, art. 1, commi 909-916. Le specifiche tecniche e le regole del Sistema di Interscambio (SdI) sono definite in Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e relativi Allegati Tecnici.
Per i tempi di emissione si applica l’art. 21 del DPR 633/1972. Per la fattura semplificata vale l’art. 21-bis dello stesso decreto. Per sanzioni e ravvedimento operoso si vedono gli artt. 6 del D.Lgs. 471/1997 e 13 del D.Lgs. 472/1997. Fonti utili: Normattiva e documentazione dell’Agenzia delle Entrate.
Per la conservazione digitale a norma valgono il D.M. 17/06/2014 e il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) con Linee Guida AgID sulla conservazione dei documenti informatici.
Chi deve emettere e-fattura oggi
Nel 2026 l’obbligo riguarda la quasi totalità delle partite IVA. Sono inclusi i contribuenti in regime forfettario e di vantaggio. Fanno eccezione solo casi particolari previsti dalla legge, come specifiche attività agricole in regime speciale.
Le operazioni verso Pubbliche Amministrazioni restano soggette al tracciato FatturaPA. Le operazioni B2B e B2C transitano comunque dal SdI.
Creare la fattura con il software “Creazione Fattura Elettronica”
Prima di iniziare: dati e codici necessari
Ti servono: dati anagrafici completi, partita IVA o codice fiscale del cliente, indirizzo PEC o codice destinatario a 7 caratteri. Per privati senza canali ricezione, usa “0000000”. Per la PA serve l’ufficio “codice IPA”.
Prepara aliquote IVA, natura IVA (se non imponibile o esente), ritenute, contributi previdenziali, bollo virtuale, e il tipo documento (TD01, TD24, TD17, TD18, TD19, ecc.). “Tipo documento” è il codice che indica la casistica della fattura.
Compilazione guidata del file .xml
Apri il software Creazione Fattura Elettronica dell’Agenzia. Il sistema ti fa alcune domande. Queste attivano i pannelli giusti e definiscono il tracciato del file .xml.
Inserisci dati del cedente/prestatore e del cessionario/committente. Compila il corpo della fattura: linee, quantità, prezzi, sconti, aliquote e natura IVA. Aggiungi ritenuta d’acconto se prevista. Se applichi il bollo virtuale, indica l’importo e il flag relativo.
Per fatture differite seleziona TD24 e richiama i DDT. Per reverse charge interno usa i codici natura e il tipo documento adeguati. Per operazioni con estero usa TD17, TD18 o TD19 in base al caso.
Controlli e salvataggio
Esegui i controlli formali interni. Correggi gli errori che il validatore segnala. Al salvataggio il software genera un file con nome del tipo ITCodiceFiscale_12345.xml.
Archivia una copia locale. Non modificare il file .xml a mano. Piccoli errori sintattici causano scarto al SdI.
Inviare la fattura al Sistema di Interscambio (SdI)
I 4 canali ufficiali
Hai quattro opzioni per l’invio:
1) Servizio online nel portale Fatture e Corrispettivi. Carichi il file .xml e lo spedisci. Ricevi le ricevute nell’area riservata.
2) Procedura web o app Fatturae. Compili e invii senza esportare il file. È la via più semplice se emetti poche fatture.
3) PEC. Invia il file .xml come allegato all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it. Oggetto e testo mail non sono rilevanti. Attendi le ricevute di esito.
4) Canale telematico FTP o Web Service. Serve accreditamento presso il SdI. È la scelta per volumi alti o integrazioni software.
Ricevute ed esiti
Dopo l’invio, il SdI restituisce un esito. Se la fattura viene consegnata, ottieni ricevuta di consegna. Se non è recapitabile, ricevi “mancata consegna”, ma la fattura è emessa.
Se la fattura è scartata, non è emessa. Devi correggere e reinviare con stesso numero e data se sei entro i termini. Altrimenti emissione con nuovo numero e nota di variazione se necessario.
Tempi di emissione da rispettare
Fattura immediata: entro 12 giorni dall’operazione (art. 21, DPR 633/1972). Fattura differita: entro il 15 del mese successivo, richiamando i DDT o documenti equivalenti.
Per la PA valgono anche le regole di accettazione o rifiuto dell’ufficio destinatario. Il pagamento può dipendere dal loro esito.
Conservazione a norma, registri IVA e sanzioni
Conservazione digitale
Devi conservare le fatture in modalità elettronica secondo il D.M. 17/06/2014 e le Linee Guida AgID. Il servizio gratuito dell’Agenzia può conservare le fatture inviate e ricevute via SdI.
La conservazione garantisce integrità, autenticità e reperibilità. Rispetta i tempi fiscali di tenuta dei documenti.
Registri IVA e detraibilità
Con la fattura elettronica, l’IVA confluisce nei registri. Il principio di cassa vale se sei in forfettario o in regime che lo prevede. Il “principio di cassa” significa tassare quando incassi, non quando emetti.
Controlla la precompilata IVA messa a disposizione dall’Agenzia. Verifica sempre che i dati siano completi e corretti.
Sanzioni e correzioni
Se non emetti o emetti in ritardo, si applicano le sanzioni dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. Puoi ridurre la sanzione con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997), pagando spontaneamente entro tempi ridotti.
La nota di variazione (art. 26, DPR 633/1972) corregge imponibile o imposta. Usa il tipo documento di storno corretto e motiva la rettifica.
Regola decisionale rapida
Scelte pratiche in base al tuo caso
Emetti poche fatture al mese e non hai un gestionale? Usa la procedura web o l’app Fatturae. È veloce e non richiede set-up.
Hai volumi medi e vuoi controlli guidati? Compila con Creazione Fattura Elettronica e invia dal portale Fatture e Corrispettivi.
Vuoi un canale semplice e conosci la PEC? Invia il file .xml a sdi01@pec.fatturapa.it. Tieni d’occhio le ricevute nella PEC.
Hai molte fatture o integrazioni con e-commerce, ERP o CRM? Attiva un canale FTP o Web Service accreditato verso il SdI.
Operi con PA? Usa tracciato FatturaPA, inserisci il codice ufficio IPA e rispetta le regole di accettazione.
Casi particolari: estero, PA, privati senza canali
Operazioni con estero e integrazioni
Per acquisti di servizi da estero usa TD17. Per acquisti intracomunitari di beni usa TD18. Per acquisti da fornitori extra-UE di beni usa TD19. Questi documenti assolvono gli obblighi comunicativi transfrontalieri tramite SdI.
Per vendite a clienti esteri puoi emettere e-fattura verso SdI o, dove non richiesto, emettere documento idoneo ai fini esteri e adempiere alle regole italiane di registrazione.
Pubbliche Amministrazioni
Per la PA serve il tracciato FatturaPA. Inserisci il codice ufficio IPA del destinatario. La PA può rifiutare la fattura per motivi formali. In caso di rifiuto, correggi e reinvia.
Privati senza PEC o codice destinatario
Se il cliente è un consumatore senza PEC o codice destinatario, indica “0000000”. Consegna una copia analogica o PDF di cortesia, non valida ai fini fiscali ma utile al cliente.
Errori tipici e come evitarli
Codici e dati anagrafici
Verifica partita IVA e codice fiscale. Un carattere sbagliato porta a scarto. Controlla il codice destinatario e la PEC. Usa il QR-Code del cliente se disponibile.
Aliquote, natura IVA e bollo
Associa sempre la corretta aliquota IVA o natura. Se usi esenzione, indica la norma di riferimento in causale. Applica il bollo virtuale quando richiesto e indica l’importo.
Numerazione e data
Mantieni numerazione progressiva e senza salti. Coerenza tra data documento e data operazione. Per differita richiama i DDT.
Privacy, deleghe e responsabilità
GDPR e accessi
Gestisci le credenziali in sicurezza. Limita le deleghe ai soli soggetti necessari. Il GDPR impone misure di sicurezza e tracciabilità degli accessi.
Puoi delegare un intermediario all’uso dei servizi Fatture e Corrispettivi. La delega si registra seguendo le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Tabella operativa: scenari, requisiti, tempi e canali
| Scenario | Requisiti minimi | Tempi di emissione e invio | Canale consigliato e note tecniche |
|---|---|---|---|
| B2B nazionale (professionista o impresa) | Dati cliente, codice destinatario o PEC, TD01/TD24, aliquote/natura IVA, bollo se dovuto | Immediata entro 12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo | Portale Fatture e Corrispettivi o app Fatturae; controlli formali automatici |
| B2C consumatore senza canali | Codice destinatario “0000000”, dati anagrafici minimi, eventuale bollo | Immediata entro 12 giorni | Procedura web/app; consegna copia di cortesia al cliente |
| Pubblica Amministrazione | Codice ufficio IPA, tracciato FatturaPA, CIG/CUP se richiesti | Secondo contratto; emissione nei termini IVA; attenzione a rifiuti PA | Portale Fatture e Corrispettivi; verifica esito accettazione/rifiuto |
| Operazioni con estero (integrazioni/autofatture) | TD17/TD18/TD19, contropartita estera, natura IVA corretta | Nei termini previsti per integrazioni; registrazione ai fini IVA | Upload da portale o PEC; cura dei riferimenti normativi in causale |
| Regime forfettario | TD01; natura N2.2/N3.3/N3.4 o altra idonea; bollo se dovuto | Immediata entro 12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo | App Fatturae per semplicità; verifica corretta indicazione regime |
| Alti volumi o integrazione gestionale | Accreditamento canale FTP/Web Service, certificati, mapping campi | Automazione in tempo reale; monitoraggio code ed errori | Canale accreditato SdI; log di invio e gestione esiti in dashboard |
FAQ: domande frequenti approfondite
Come scelgo il “tipo documento” corretto (TD01, TD24, TD17, ecc.) e cosa succede se sbaglio?
Il “tipo documento” identifica lo scenario fiscale. TD01 è la fattura ordinaria. TD24 è la fattura differita, usata quando riepiloghi consegne documentate da DDT nello stesso mese. TD17, TD18 e TD19 servono per integrazioni/autofatture su acquisti dall’estero, rispettivamente servizi, beni intracomunitari e beni da paesi extra-UE. Se sbagli, il SdI può non scartare perché l’xml è formalmente valido, ma l’informazione fiscale è errata. In tal caso devi emettere una nota di variazione (art. 26, DPR 633/1972) per correggere imponibile/IVA o annullare e riemettere con il codice corretto. Se l’errore incide sulla liquidazione IVA, valuta il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Consulta le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate per la mappatura completa dei codici.
Posso inviare una fattura via PEC a sdi01@pec.fatturapa.it da una casella non riconducibile alla mia partita IVA?
Sì, il SdI accetta il file .xml a prescindere dall’intestatario della PEC. L’elemento che conta è il contenuto del file, che deve riportare la tua partita IVA come cedente/prestatore. Tuttavia, per una gestione ordinata di esiti e ricevute, usa una PEC aziendale o delega un intermediario autorizzato sul portale Fatture e Corrispettivi. Ricorda che gli esiti di consegna o scarto arrivano alla casella mittente. Conserva le ricevute perché provano l’emissione e l’eventuale scarto. Se ricevi scarto, la fattura non è emessa: correggi e reinvia entro i termini dell’art. 21, DPR 633/1972.
Quando devo applicare il bollo virtuale in fattura elettronica e come lo indico nel file .xml?
Il bollo è dovuto su fatture senza IVA sopra la soglia prevista, per esempio per operazioni esenti o non soggette. Nel file .xml devi impostare il campo che indica l’assolvimento del bollo virtuale e l’importo relativo. Il versamento avviene periodicamente, con addebito cumulativo dall’Agenzia o tramite F24 secondo il calendario fiscale. Se ometti il bollo, potresti ricevere comunicazioni di irregolarità con richiesta di imposta e sanzione. Cita sempre la norma nei casi di esenzione IVA, così giustifichi l’assenza di imposta e la presenza del bollo. Trovi le regole nei provvedimenti dell’Agenzia e nelle tabelle codifiche delle specifiche tecniche.
Qual è la differenza tra “emessa”, “consegnata” e “scartata” e quali effetti hanno su IVA e contabilità?
Una fattura è “emessa” quando il SdI la accetta tecnicamente. Da quel momento rileva ai fini IVA e contabili. “Consegnata” significa che il SdI l’ha recapitata al canale del cliente; se il cliente non ha canali, riceverai “mancata consegna”, ma la fattura resta emessa e valida. “Scartata” indica errori formali o sintattici. Una fattura scartata non esiste fiscalmente: non va registrata e non produce effetti. In caso di scarto, correggi e reinvia. Mantieni lo stesso numero e data se reinvii entro i termini; se i termini sono superati, valuta una nuova emissione e, se necessario, ravvedimento operoso. Le definizioni discendono dalle regole SdI dell’Agenzia delle Entrate e dall’art. 21 del DPR 633/1972 sui tempi di emissione.
Come funziona la conservazione elettronica gratuita dell’Agenzia e quando conviene attivarla?
La conservazione gratuita dell’Agenzia archivia in modo conforme le fatture transitate da SdI. Garantisce integrità, autenticità e leggibilità per il periodo fiscale. L’attivazione avviene dall’area riservata, con accettazione delle condizioni del servizio. Conviene se emetti un numero contenuto di fatture o vuoi certezza di conformità senza costi. Ricorda che la conservazione deve riguardare sia le emesse sia le ricevute. Se hai più sistemi o necessità avanzate (metadati personalizzati, integrazione con ERP, conservazione di altri documenti), valuta una conservazione esterna che rispetti D.M. 17/06/2014, CAD e Linee Guida AgID. In ogni caso, il soggetto obbligato resta responsabile della corretta tenuta delle scritture e della reperibilità in caso di controllo.
