Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei in regime forfettario e fatturi alla Pubblica Amministrazione devi emettere FatturaPA via SdI, indicare il CUU, applicare il bollo da 2 euro oltre 77,47 euro e usare il codice pagamento corretto (es. MP05).
- Obbligo e-fattura: PA sempre via Sistema di Interscambio; in regime forfettario “natura IVA” N2.2 e diciture di legge.
- CUU obbligatorio: recupera il Codice Univoco Ufficio sull’Indice PA (IPA) prima dell’invio.
- Bollo: 2 euro sopra 77,47 euro, versato trimestralmente dall’Agenzia Entrate con F24 (codici tributo 2521-2524).
Cos’è la FatturaPA per i forfettari e chi è obbligato nel 2026
La fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione (FatturaPA) è obbligatoria dal 2014 per tutte le cessioni e prestazioni verso enti pubblici. La base normativa è la Legge 244/2007, art. 1, commi 209-214, e il D.M. 55/2013, che definisce formato e canali.
Dal 2024 l’obbligo di e-fattura si applica a tutti i contribuenti in regime forfettario, anche per operazioni verso privati. Il riferimento è il D.Lgs. 127/2015 e le estensioni introdotte dal D.L. 36/2022 (convertito in L. 79/2022). Nel 2026, quindi, un forfettario deve sempre emettere e-fattura, e verso la PA esclusivamente nel tracciato FatturaPA.
Il regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche) è un regime agevolato. Non si applica l’IVA in fattura e non si subisce ritenuta d’acconto. Si tassa il reddito calcolato in modo forfetario. Queste regole impattano la compilazione della FatturaPA.
Il ruolo del Sistema di Interscambio (SdI)
Lo SdI è il “postino” ufficiale delle fatture elettroniche. Controlla il file, lo inoltra all’ufficio PA e restituisce notifiche di consegna, scarto, accettazione o rifiuto. Se il file non rispetta le specifiche, lo SdI lo scarta e la fattura non si considera emessa.
Canali per inviare la FatturaPA
Puoi emettere e inviare la FatturaPA usando: il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate; un software di terze parti; la PEC, spedendo il file XML allo SdI. Tutte e tre le vie portano allo stesso esito: invio formale allo SdI.
Dati obbligatori e come compilarli correttamente
La FatturaPA ha campi specifici. Se mancano o sono sbagliati, la PA rifiuta o lo SdI scarta. Ecco i punti chiave da compilare.
CUU (Codice Univoco Ufficio) e IPA
Il CUU identifica l’ufficio che riceverà la fattura. È un codice alfanumerico di 6 caratteri. Recuperalo sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Senza CUU giusto, lo SdI non recapita la fattura.
Dati del forfettario e diciture di legge
Inserisci dati anagrafici, Partita IVA e regime fiscale adottato. Per il regime forfettario usa la “natura IVA” N2.2 (operazione non soggetta). Indica in causale o nelle annotazioni: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi della L. 190/2014, art. 1, commi 54-89”.
Per la ritenuta d’acconto, specifica: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi della L. 190/2014, art. 1, comma 67”. Questo evita trattenute indebite da parte della PA.
Dati della PA e riferimenti amministrativi
Compila dati anagrafici dell’ente, compresa la sede. Se lavori su appalto, ordine o convenzione, inserisci i riferimenti: numero e data ordine, CIG (Codice Identificativo Gara) e, se presente, CUP (Codice Unico di Progetto). Questi campi sono richiesti dalla tracciabilità dei flussi finanziari (L. 136/2010) e dalle specifiche tecniche FatturaPA del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Descrizione riga, quantità e prezzi
Inserisci descrizione chiara del bene o servizio, quantità, prezzo unitario e totale riga. Il totale documento deve tornare. Evita arrotondamenti casuali. Se necessario usa il campo arrotondamenti.
Modalità di pagamento e codici MP
Usa il codice modalità di pagamento: per bonifico MP05, per carta MP08, per contanti MP01, per RID/SDD MP12. Indica IBAN, scadenza e eventuale riferimento CIG/CUP se richiesto per il pagamento.
Marca da bollo elettronica: quando e come applicarla
Se la fattura è senza IVA e l’importo è superiore a 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro. Nel file FatturaPA seleziona “assoggettamento a bollo” e indica 2,00. La base normativa è il D.M. 17 giugno 2014 e il D.M. 28 dicembre 2018, oltre ai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sul bollo virtuale.
Il pagamento del bollo sulle e-fatture è trimestrale e avviene tramite addebito proposto dall’Agenzia o F24. I codici tributo F24 sono: 2521 (1° trimestre), 2522 (2°), 2523 (3°), 2524 (4°). Se l’importo dovuto dei primi trimestri è sotto determinate soglie, l’Agenzia consente il rinvio al trimestre successivo, secondo le regole operative vigenti.
Controlla ogni trimestre l’area riservata per l’elenco delle fatture con bollo dovuto. Pagare in ritardo comporta sanzioni e interessi secondo lo Statuto del contribuente e i provvedimenti dell’Agenzia.
IVA, split payment e ritenute: come si applicano ai forfettari
Nel regime forfettario non si addebita IVA in fattura e non si esercita detrazione. Quindi la FatturaPA avrà natura N2.2. Inoltre, non si subisce ritenuta d’acconto (comma 67, L. 190/2014). Indica sempre la dicitura per evitare errori negli uffici pagatori.
Lo split payment (art. 17-ter, DPR 633/1972, e DM attuativi) non si applica ai forfettari, perché l’operazione è fuori campo IVA per regime. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate lo chiariscono: non si versa IVA alla PA e la PA non trattiene nulla a titolo IVA.
Tempistiche di emissione, stati SdI e termini di pagamento
Tempi di emissione: emetti la fattura entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, come previsto dall’art. 21 del DPR 633/1972. Per servizi, l’operazione si considera effettuata al momento del pagamento o al momento dell’emissione del documento, secondo gli accordi contrattuali e le regole IVA generali.
Dopo l’invio, lo SdI restituisce esiti: consegnata, scartata, mancata consegna. Se scartata, correggi e rinvia: la fattura scartata equivale a non emessa. L’ente può poi accettare o rifiutare entro i termini interni del sistema di contabilità. In assenza di riscontro, scatta la “decorrenza termini” che consente la procedura di pagamento.
Pagamenti PA: i tempi sono quelli del D.Lgs. 231/2002 sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Regola generale: 30 giorni, estensibili a 60 in casi specifici (es. sanità). Prevedi eventuali slittamenti amministrativi e imposta scadenze realistiche in fattura.
Codici, campi aggiuntivi e controlli di qualità
Campi da non dimenticare
Verifica sempre: CUU corretto, codice pagamento MP, IBAN, causale dettagliata, natura IVA N2.2, marca da bollo se dovuta, codice CIG/CUP se presenti in ordine/contratto, riferimento amministrazione e numerazione progressiva coerente.
Controlli pre-invio
Prima di inviare, effettua un controllo sintattico (struttura XML), uno formale (coerenza importi) e uno amministrativo (coerenza con ordine/contratto). Salva la ricevuta SdI e l’attestazione di consegna: valgono come prova di emissione e recapito.
Regola decisionale rapida
Hai un incarico con la PA? Recupera il CUU dall’IPA. Controlla se ci sono CIG e CUP nel contratto o nell’ordine. Se sì, inseriscili in fattura nei campi dedicati.
Se il documento supera 77,47 euro ed è senza IVA, imposta il bollo da 2 euro. Se sei in forfettario, imposta natura IVA N2.2 e inserisci le diciture su IVA non applicata e ritenuta non dovuta.
Per il pagamento, usa MP05 se prevedi bonifico. Indica IBAN e scadenza entro 30 giorni, salvo accordi diversi ammessi dal D.Lgs. 231/2002. Invia tramite portale AE, software o PEC allo SdI.
Ricevi esito SdI. Se scartata, correggi e rinvia entro i 12 giorni dall’operazione. Se accettata o decorrenza termini, attendi il pagamento. Ogni trimestre verifica il riepilogo del bollo e paga con F24 (2521-2524).
Normativa di riferimento (citazioni testuali, senza link)
Legge 244/2007, art. 1, commi 209-214 (fatturazione elettronica verso la PA). D.M. 55/2013 (formato FatturaPA e regole tecniche). D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica B2B/B2C). D.L. 36/2022, conv. L. 79/2022 (estensione ai forfettari). DPR 633/1972, art. 21 (momento di emissione), art. 17-ter (split payment). Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 e comma 67 (regime forfettario, ritenuta). L. 136/2010 (tracciabilità, CIG/CUP). D.M. 17 giugno 2014 e D.M. 28 dicembre 2018 (marca da bollo su documenti informatici). D.Lgs. 231/2002 (termini di pagamento PA). Portali istituzionali: Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero del Lavoro per inquadramenti con PA.
Tabella scenari e adempimenti
| Scenario | Requisiti obbligatori | Tempistiche | Esito/Note operative |
|---|---|---|---|
| Prestazione di servizi a un Comune (forfettario) | CUU da IPA; Natura IVA N2.2; diciture L. 190/2014; MP05 e IBAN; eventuali CIG/CUP | Emissione entro 12 giorni dall’operazione; pagamento atteso 30 giorni | Split payment non applicabile; bollo 2 euro se > 77,47 euro; conserva ricevute SdI |
| Fornitura di beni a una Scuola (ordine d’acquisto con CIG) | CUU; riferimento ordine; CIG obbligatorio; Natura N2.2; bollo se dovuto | Invio immediato post consegna; accettazione/rifiuto da ufficio acquisti | In assenza CUP non obbligatorio; senza CIG la PA può rifiutare |
| Consulenza a Ente sanitario (importo elevato) | CUU; CIG/CUP se progetto; MP05; scadenza 60 giorni (sanità) | Emissione entro 12 giorni; monitorare “decorrenza termini” | Bollo 2 euro se > 77,47; interessi per ritardi secondo D.Lgs. 231/2002 |
| Correzione di fattura scartata da SdI | Verifica errori formali (CUU, XML, totale); nuova fattura con stesso numero o sequenza corretta | Reinvio tempestivo; la fattura scartata è “non emessa” | Allinea data operazione e data emissione per non superare 12 giorni |
FAQ
1) Sono in regime forfettario: come emetto la mia prima FatturaPA nel 2026, passo dopo passo?
Primo: recupera il CUU dall’Indice PA (IPA) dell’ufficio che pagherà. Secondo: definisci numero e data fattura, descrizione, quantità e prezzo. Terzo: imposta la “natura IVA” N2.2 e inserisci le diciture del regime forfettario sulla non applicazione IVA e sulla non soggezione a ritenuta (L. 190/2014).
Quarto: se superi 77,47 euro e la fattura non ha IVA, attiva il bollo da 2 euro. Quinto: scegli il codice di pagamento (es. MP05 per bonifico) e inserisci IBAN e scadenza (30 giorni salvo diversa pattuizione ammessa). Sesto: compila eventuali riferimenti amministrativi, CIG e CUP se presenti nel contratto o nell’ordine.
Infine: genera il file FatturaPA (XML), invia allo SdI tramite portale AE, PEC o software. Conserva ricevuta e attestazione di consegna. Se la fattura è scartata, correggi e rinvia: quella scartata non esiste fiscalmente. Rispetta i 12 giorni dall’operazione (art. 21, DPR 633/1972).
2) Quali sono le differenze pratiche tra fattura a privato e FatturaPA per un forfettario?
Entrambe sono elettroniche. Ma la FatturaPA richiede il tracciato specifico, il CUU e, spesso, riferimenti amministrativi come ordine, CIG e CUP. I controlli dello SdI sono più stringenti e l’ente può rifiutare la fattura per motivi formali (es. assenza CIG) o sostanziali (disallineamento con l’ordine).
Per il regime fiscale nulla cambia: sempre natura N2.2, niente IVA, niente ritenuta. Cambia invece l’iter di pagamento: nella PA si applicano i termini del D.Lgs. 231/2002 e procedure interne di accettazione. Inoltre, la marca da bollo su fatture non imponibili oltre 77,47 euro si applica in entrambi i casi, ma nei rapporti con la PA il controllo è capillare e gli scostamenti portano a rifiuto o ritardo di pagamento.
3) Come gestisco la marca da bollo elettronica sulle FatturePA e come la pago senza errori?
Nel documento FatturaPA attiva l’assoggettamento a bollo e indica 2,00 euro. Fallo quando l’importo del documento, senza IVA, supera 77,47 euro. Lo SdI rileverà l’assoggettamento e l’Agenzia calcolerà i totali trimestrali.
Versi il bollo per trimestre. Di norma, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre (es. Q1 entro 31 maggio). Usi l’F24 con i codici tributo 2521-2524. Se rientri nei limiti di importo complessivo previsti dai provvedimenti dell’Agenzia, puoi posticipare il pagamento dei primi trimestri ai successivi. Controlla sempre l’area riservata “Fatture e Corrispettivi”: trovi l’importo proposto e la scadenza. In caso di ritardo, si applicano sanzioni e interessi secondo le regole generali.
4) La PA mi ha rifiutato la fattura: cosa faccio e come evito che succeda di nuovo?
Leggi il motivo del rifiuto. Se manca il CIG/CUP o è errato, richiedi conferma all’ufficio appalti e reinserisci. Se il rifiuto riguarda incoerenze con l’ordine (quantità, prezzi, capitoli di spesa), riallinea i dati con il documento amministrativo. Se il problema è il bollo non impostato, correggi il flag e reinvia.
Per evitare futuri rifiuti, chiedi prima dell’emissione: CUU giusto, numero e data ordine, CIG/CUP, centro di costo, modalità di pagamento richieste dall’ente. Imposta sempre natura N2.2 e le diciture del forfettario. Esegui controlli pre-invio: sommatorie, arrotondamenti, IBAN, scadenze. Ricorda: una fattura rifiutata allunga i tempi di incasso; una fattura scartata dallo SdI è come non emessa e va rinviata corretta entro i termini.
5) Quando tassazione e contributi “si attivano” per un forfettario che fattura alla PA? Vale il principio di cassa?
Sì, nel forfettario vale il principio di cassa ai fini del reddito: contano gli incassi, non le fatture emesse. Quindi, verso la PA sarai tassato quando ricevi il pagamento. L’aliquota dipende dalla tua situazione (imposta sostitutiva del 15% o 5% per i primi anni, se ne hai i requisiti, più contributi previdenziali secondo la tua gestione).
Le fatture PA non generano IVA da versare e non subisci ritenuta d’acconto. Tuttavia, ricorda la marca da bollo, i contributi previdenziali e l’imposta sostitutiva. Per la pianificazione di cassa, considera i termini medi di pagamento degli enti e gestisci le scadenze dei bolli trimestrali. Le fonti utili sono il portale dell’Agenzia delle Entrate, Normattiva per i testi di legge e i siti istituzionali del Ministero dell’Economia e del Lavoro.
