Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La fattura immediata è l’e-fattura con data uguale all’operazione e invio al Sistema di Interscambio entro 12 giorni. Si usa quando consegni il bene o completi la prestazione.
- Riferimento normativo: art. 21, DPR 633/1972. Data fattura = data operazione. Invio allo SdI entro 12 giorni (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia Entrate).
- Campi chiave: dati emittente/cliente, descrizione, imponibile, IVA o non imponibilità, ritenuta d’acconto se dovuta, bollo se dovuto, modalità pagamento.
- E-fattura obbligatoria anche per forfettari. Conservazione digitale a norma per 10 anni (art. 2220 c.c.; regole tecniche AgID; DMEF conservazione elettronica).
Che cos’è la fattura immediata e quando si usa
La fattura immediata è un documento fiscale. La sua data coincide con la data in cui effettui l’operazione. In pratica: consegni il bene o completi la prestazione, quindi “nasce” la fattura.
La legge IVA lo dice in modo chiaro. L’articolo 21 del DPR 633/1972 definisce il contenuto e i termini di emissione. Con la fatturazione elettronica, la trasmissione avviene tramite il Sistema di Interscambio.
Non serve complicare. Pensa così: oggi finisci il lavoro? Oggi è la data fattura. Poi hai fino a 12 giorni per spedirla allo SdI. Questo margine serve a compilare bene i dati.
Norme di base da ricordare: art. 6 DPR 633/1972 (momento di effettuazione), art. 21 DPR 633/1972 (emissione e contenuto), D.Lgs. 127/2015 (e-fattura via SdI). Le trovi sul portale Normattiva e nei documenti del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Fattura immediata o differita: differenze operative
La fattura differita è diversa. Raccoglie più consegne o prestazioni del mese e le riunisce in un’unica fattura. Devi emetterla entro il giorno 15 del mese successivo.
Per usarla servono documenti di supporto. Per i beni: DDT o documento equipollente. Per i servizi: un documento idoneo che provi la prestazione, come un rapportino firmato. Riferimento: art. 21, comma 4, lett. a), DPR 633/1972.
Se l’operazione è unica e si chiude oggi, usa l’immediata. Se fai più interventi nello stesso mese per lo stesso cliente, valuta la differita. Così riduci burocrazia e righe ripetute.
Scadenze: come si contano i 12 giorni e cosa significa “emissione”
La data che scrivi in fattura è la data dell’operazione. Questa è la “data fattura”. Da quel giorno partono i 12 giorni per la trasmissione allo SdI. Il conteggio è a giorni naturali e consecutivi.
“Emissione” oggi significa creare il file XML FatturaPA e spedirlo allo SdI. La fattura si considera emessa quando lo SdI la riceve. Se lo SdI scarta, non è emessa. Devi correggere e rinviare.
Se il tuo cliente è un consumatore che chiede fattura dopo l’acquisto, la data resta quella della vendita. Puoi trasmettere entro 12 giorni. Se non chiede la fattura, emetti il documento commerciale dal registratore telematico, come previsto dal D.Lgs. 127/2015.
Come si compila: guida passo-passo
1) Intestazione: numero e data
Numerazione progressiva per anno solare. Evita salti e duplicati. La data è la data dell’operazione. Se rinvii l’invio, la data non cambia.
2) Dati di emittente e cliente
Inserisci denominazione o nome e cognome, indirizzo, Partita IVA. Se il cliente è privato, inserisci il codice fiscale. Per Pa la fattura è PA con codice ufficio. Per esteri, inserisci il paese e compila secondo le regole SdI.
3) Descrizione, quantità, prezzi
Scrivi cosa hai venduto o fatto. Indica quantità, prezzo unitario, eventuali sconti. L’imponibile è quantità per prezzo meno sconti. Usa descrizioni chiare e verificabili.
4) IVA, non imponibilità o esclusione
Se sei in regime ordinario, applichi l’IVA con l’aliquota corretta. Se l’operazione è non imponibile, esente o fuori campo, indica la norma: ad esempio “non imponibile art. 8” per esportazioni, “fuori campo art. 7-ter” per servizi esteri.
Se sei in regime forfettario, non addebiti l’IVA. Inserisci la dicitura: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 (regime forfettario), senza applicazione della ritenuta d’acconto”. La base è la Legge 190/2014 e successive modifiche.
5) Ritenuta d’acconto (se dovuta)
Vale per professionisti non forfettari. Se fatturi a un sostituto d’imposta (impresa, studio, ente), applichi la ritenuta del 20% ex art. 25 DPR 600/1973. Calcolala sul compenso imponibile, secondo il tuo caso.
Se sei forfettario, la ritenuta non si applica. Scrivilo in fattura. Se fatturi a un privato, la ritenuta non si applica comunque.
6) Contributi e bollo
Se sei iscritto a una Cassa professionale, aggiungi il contributo integrativo secondo lo statuto (spesso 4%). Se sei in Gestione Separata, puoi indicare la rivalsa del 4% se prevista dal contratto.
L’imposta di bollo si applica alle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Indica “Bollo assolto in modo virtuale art. 13, Tariffa allegata A, DPR 642/1972”. Lo SdI gestisce il conteggio periodico da versare.
7) Pagamenti, termini e allegati
Specifica il metodo di pagamento, l’IBAN e la scadenza. Allegati utili: DDT, rapportini, ordini. Non sostituiscono i dati in XML ma aiutano il cliente.
Casi pratici: esempi chiari
Professionista che chiude la prestazione oggi
Data operazione: oggi. Data fattura: oggi. Invio allo SdI entro 12 giorni. Se in ordinario e cliente è un’azienda, applichi ritenuta 20% e IVA. Se in forfettario, niente IVA e niente ritenuta, con dicitura di legge.
E-commerce B2C
Se il cliente non chiede fattura, emetti documento commerciale via registratore telematico e invii i corrispettivi. Se chiede fattura, emetti fattura immediata con data vendita. Hai 12 giorni per trasmetterla allo SdI.
Forniture ripetute nello stesso mese
Se consegni più volte allo stesso cliente, puoi emettere una fattura differita entro il 15 del mese successivo. Indica i DDT. Se non hai DDT o documenti idonei, usa l’immediata per ogni consegna.
Operazioni con l’estero
Per cessioni verso clienti esteri, emetti fattura elettronica e trasmetti allo SdI per l’adempimento transfrontaliero, come previsto dal D.Lgs. 127/2015. Indica il corretto regime IVA: spesso fuori campo art. 7-ter per servizi generici B2B.
Per acquisti o servizi ricevuti dall’estero, si applicano regole diverse (integrazione o autofattura). Non confonderle con la fattura immediata attiva.
Sanzioni e come evitarle
Se non emetti o emetti in ritardo, si applica l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. La sanzione va dal 90% al 180% dell’IVA relativa. Se l’operazione non incide sull’IVA (ad esempio forfettario), la sanzione va da 250 a 2.000 euro.
Errore comune: inviare dopo i 12 giorni. Riduci il rischio con un calendario fiscale e promemoria. Se sbagli, valuta il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997). Serve un versamento ridotto e, se necessario, documenti correttivi.
Se lo SdI scarta la fattura, non risulta emessa. Correggila e rinviala subito. Conserva la ricevuta di consegna per dimostrare la tempestività.
Conservazione digitale e controlli
Le fatture elettroniche si conservano a norma per 10 anni. Base legale: art. 2220 del Codice Civile e regole tecniche AgID. Puoi usare un servizio accreditato.
La conservazione certifica integrità, autenticità e leggibilità nel tempo. In caso di controllo, esibisci fatture, ricevute SdI e registri IVA. Per forfettari, conserva comunque le fatture e i documenti di incasso.
Regola decisionale rapida
Quando scegliere l’immediata e come impostare la compilazione
Usa questa sequenza mentale semplice.
- La prestazione o consegna è conclusa oggi? Sì: fattura immediata con data odierna. No: valuta la differita se hai DDT o documenti idonei.
- Il cliente è un sostituto d’imposta e tu non sei forfettario? Sì: applica ritenuta 20% (art. 25 DPR 600/1973). No: niente ritenuta.
- Applichi IVA? In ordinario sì, con aliquota corretta. In forfettario no: inserisci la dicitura della Legge 190/2014 e, se dovuto, bollo sopra 77,47 euro.
- Trasmissione: invia allo SdI entro 12 giorni dalla data operazione (art. 21 DPR 633/1972; D.Lgs. 127/2015). Se scarta, correggi e rinvia.
- Conservazione: archivia a norma per 10 anni, con ricevute SdI e documenti di supporto.
Riferimenti normativi utili (citazioni testuali)
DPR 633/1972, art. 6 e art. 21: momento di effettuazione e regole di fatturazione (consultabile su Normattiva). D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio e corrispettivi telematici.
Legge 190/2014 (regime forfettario) e successive modifiche. DPR 600/1973, art. 25: ritenuta d’acconto per professionisti. DPR 642/1972, Tariffa allegata A, art. 13: imposta di bollo. D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997: sanzioni e ravvedimento operoso.
| Scenario | Quando usare l’immediata | Requisiti in fattura | Termini e documenti |
|---|---|---|---|
| Professionista forfettario B2C | Alla conclusione della prestazione | Dicitura Legge 190/2014; no IVA; no ritenuta; bollo se > 77,47 euro | Trasmissione SdI entro 12 giorni; conservazione 10 anni |
| Professionista ordinario B2B con ritenuta | A chiusura prestazione verso sostituto d’imposta | IVA con aliquota corretta; ritenuta 20% art. 25 DPR 600/1973; modalità pagamento | Invio entro 12 giorni; allega eventuale ordine/contratto; registra ai fini IVA |
| E-commerce B2C | Se il cliente chiede fattura; altrimenti documento commerciale | Dati cliente; descrizione beni; eventuale bollo se senza IVA e > 77,47 euro | Data = vendita; invio entro 12 giorni; corrispettivi telematici giornalieri |
| Forniture multiple nello stesso mese (B2B) | Di norma si usa la differita; l’immediata solo se singola consegna | Per differita: riferimenti ai DDT; per immediata: dati standard con IVA | Differita entro il 15 mese successivo; conserva DDT/rapportini |
| Servizio B2B verso cliente estero UE/extra-UE | Alla conclusione del servizio | Regime IVA corretto (spesso fuori campo art. 7-ter); indicazioni fiscali del cliente estero | Trasmissione allo SdI per adempimento transfrontaliero; conservazione 10 anni |
FAQ sulla fattura immediata
Devo emettere la fattura immediata lo stesso giorno dell’operazione o ho tempo?
La data della fattura deve coincidere con la data dell’operazione. È la regola dell’art. 21 del DPR 633/1972. Però la trasmissione allo SdI può avvenire entro 12 giorni naturali e consecutivi da quella data. Quindi puoi predisporre la fattura con calma, purché la invii entro il dodicesimo giorno. Ricorda che se lo SdI scarta, la fattura non è emessa. Devi correggerla e rinviarla. Conserva sempre le ricevute di consegna per dimostrare la regolarità.
Come si calcola esattamente il termine dei 12 giorni e cosa succede se cade di sabato o festivo?
Conti i giorni a partire dal giorno successivo alla data fattura. Esempio: operazione il 1° del mese, termine il 13. I 12 giorni sono consecutivi, includono weekend e festivi. Se l’ultimo giorno cade in giorno festivo nazionale, vale la regola generale sullo slittamento al primo giorno lavorativo, secondo i principi di diritto tributario. Per prudenza, invia prima possibile. Se superi il termine, la fattura è tardiva. L’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 prevede sanzioni. Puoi valutare il ravvedimento operoso per ridurre l’impatto, come da D.Lgs. 472/1997.
Sono in regime forfettario: cosa devo scrivere e devo applicare il bollo?
Nel regime forfettario non addebiti l’IVA. Inserisci una dicitura chiara, ad esempio: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 (regime forfettario), senza applicazione della ritenuta d’acconto”. La ritenuta non si applica ai forfettari. Per il bollo: se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, devi l’imposta di bollo, ai sensi dell’art. 13 della Tariffa allegata A al DPR 642/1972. Con l’e-fattura, il bollo è “virtuale”. L’Agenzia delle Entrate riepiloga gli importi dovuti e li versi periodicamente con F24.
Quando devo applicare la ritenuta d’acconto e come gestirla in fattura immediata?
La ritenuta d’acconto del 20% si applica ai compensi di lavoro autonomo dei professionisti in regime ordinario quando il cliente è un sostituto d’imposta. La base è l’art. 25 del DPR 600/1973. In fattura indichi la ritenuta come “ritenuta d’acconto ex art. 25 DPR 600/1973” e mostri l’imponibile, l’IVA se dovuta e la ritenuta. Il cliente trattiene la ritenuta e la versa al fisco per tuo conto. Tu incassi il netto. Se il cliente è un privato o tu sei in regime forfettario, la ritenuta non si applica. In caso di errore, puoi emettere una nota di credito o di debito per sistemare gli importi.
Ho commesso un errore nella fattura immediata o l’ho inviata in ritardo: come rimediare?
Se hai sbagliato dati o importi, emetti una nota di variazione. In diminuzione se devi ridurre imponibile o IVA. In aumento se devi aggiustare al rialzo. Indica il riferimento alla fattura errata. Se hai inviato oltre i 12 giorni, la fattura è tardiva. Le sanzioni seguono l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. Puoi usare il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) pagando una sanzione ridotta in base al ritardo. Se lo SdI ha scartato la fattura e tu l’hai rinviata subito corretta entro un termine ragionevole, documenta lo scarto e il nuovo invio. La tempestività spesso ti tutela in sede di controllo.
Posso emettere una fattura immediata per un acconto e poi il saldo? Come si gestisce l’IVA?
Sì. Quando incassi un acconto, l’operazione si considera effettuata per la parte incassata. Emetti una fattura immediata per l’acconto con la relativa IVA. Al saldo, emetti la fattura finale e sottrai l’acconto già fatturato. Riferimento: art. 6 del DPR 633/1972 sul momento di effettuazione delle operazioni. Evita di emettere documenti “pro-forma” senza chiarire che non sono fatture. Il cliente potrebbe confondersi. Se usi pro-forma, la vera fattura nasce solo al momento dell’incasso dell’acconto o della consegna del bene, a seconda del caso.
Come funziona con i clienti esteri e quali codici documento devo usare?
Per le vendite verso soggetti esteri invii comunque il file XML tramite SdI per adempiere agli obblighi transfrontalieri previsti dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. La fattura al cliente estero può anche essere duplicata in PDF per cortesia. In XML imposta il regime IVA coerente: spesso “fuori campo art. 7-ter” per servizi generici B2B. I codici documento dipendono dal tipo di operazione e dalla prassi tecnica aggiornata della FatturaPA. Mantieni coerenza tra descrizione, norma IVA e paese del cliente. Conserva le prove della territorialità, come contratti, ordini, iscrizioni VIES, se rilevanti.
Quanto tempo devo conservare le fatture immediate e in che formato?
La conservazione è obbligatoria per 10 anni. Lo stabilisce l’art. 2220 del Codice Civile. Per le e-fatture si usa la conservazione digitale a norma, secondo le regole tecniche AgID e il DMEF sulla conservazione elettronica. Il formato XML originale è il documento fiscale. Il PDF è solo una copia di cortesia. Conserva anche le ricevute SdI e le eventuali notifiche di scarto o consegna. In un controllo, questi file dimostrano che hai emesso e trasmesso correttamente nei termini.
