Scorporo IVA o fattura inversa avvocato: qual è la differenza?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per calcolare la fattura inversa parti dall’importo che il cliente ti paga e risali a compenso, rivalsa, IVA e ritenuta. Lo scorporo dell’IVA si fa dividendo per 1+aliquota. Le formule cambiano per regime ordinario e forfettario.

  • Norme chiave: IVA (DPR 633/1972), ritenuta d’acconto 20% (art. 25 DPR 600/1973), regime forfettario senza IVA e ritenuta (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014), contributo integrativo Cassa Forense 4% (Regolamento previdenziale).
  • Base IVA: si calcola su compenso + rivalsa previdenziale. La ritenuta si calcola solo sul compenso. I rimborsi ex art. 15 DPR 633/1972 restano fuori.
  • Fattura elettronica obbligatoria e imposta di bollo: DL 127/2015 e DL 36/2022; bollo da 2 euro oltre 77,47 euro (DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014).

Che cos’è il calcolo della fattura inversa e quando ti serve

Il calcolo della fattura inversa ti permette di compilare la fattura partendo dal “netto a pagare” concordato col cliente. Risali così al compenso, alla rivalsa previdenziale, all’IVA e alla ritenuta d’acconto.

Lo scorporo dell’IVA è l’operazione con cui togli l’IVA da un prezzo lordo. In pratica dividi il prezzo per 1 più l’aliquota IVA. Con aliquota 22% dividi per 1,22.

Queste due operazioni sono legate ma diverse. La fattura inversa combina più componenti. Lo scorporo IVA riguarda solo l’IVA. Devi scegliere il metodo giusto in base al tuo regime fiscale e al tipo di cliente.

Fonti normative essenziali

L’IVA è disciplinata dal DPR 633/1972. La base imponibile include anche la rivalsa previdenziale del professionista. La ritenuta d’acconto del 20% sui compensi dei professionisti è prevista dall’art. 25 del DPR 600/1973. Il regime forfettario è regolato dall’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, che esonera da IVA e ritenuta d’acconto (comma 67). Per gli avvocati, il contributo integrativo del 4% è previsto dal Regolamento della Previdenza Forense. Le spese anticipate ex art. 15 DPR 633/1972 non entrano in base IVA né in ritenuta.

Come funziona la fattura di un avvocato in regime ordinario

Definiamo i pezzi della fattura. “Compenso” è il valore della prestazione. “Rivalsa previdenziale” è il 4% a copertura del contributo integrativo alla Cassa Forense. “IVA” è l’imposta al 22% calcolata anche sulla rivalsa. “Ritenuta d’acconto” è il 20% del compenso se il cliente è sostituto d’imposta.

Se parti dall’importo che il cliente paga (netto a pagare), la formula generale è semplice. Totale incassato = compenso + rivalsa + IVA − ritenuta + eventuale bollo. Ignora il bollo per il calcolo di base, poi aggiungilo.

Con simboli: T = C + r·C + v·(C + r·C) − a·C, dove C è il compenso, r è la rivalsa (0,04), v è l’IVA (0,22), a è la ritenuta (0,20). Quindi T = C·[1 + r + v + v·r − a]. Da qui ricavi il compenso: C = T / [1 + r + v + v·r − a].

Esempio numerico, cliente sostituto d’imposta

Hai concordato che il cliente ti versi 1.000 euro. Sei in ordinario. Cliente sostituto d’imposta. Aliquote: r=4%, v=22%, a=20%.

Fattore di inversione: 1 + 0,04 + 0,22 + 0,04·0,22 − 0,20 = 1,0688. Compenso C = 1.000 / 1,0688 = 935,40 euro (arrotondato).

Rivalsa 4% = 37,42. Base IVA = 972,82. IVA 22% = 214,02. Ritenuta 20% sul compenso = 187,08. Totale fattura = 935,40 + 37,42 + 214,02 − 187,08 = 999,76 euro (arrotondamenti). Adegua i centesimi per chiudere a 1.000 euro.

Nota: la ritenuta si applica solo se il cliente è sostituto d’imposta (tipicamente aziende e professionisti). Non si applica ai privati.

Come funziona in regime forfettario

Nel forfettario non applichi IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Lo dice la Legge 190/2014. Restano bollo e, per l’avvocato, la rivalsa del 4% alla Cassa Forense.

Formula partendo dal totale pagato: T = C + r·C + bollo. Se trascuri il bollo: C = T / (1 + r). Con r=4%, C = T / 1,04.

Esempio numerico forfettario

Il cliente ti versa 1.000 euro. Sei forfettario. C = 1.000 / 1,04 = 961,54 euro. Rivalsa 4% = 38,46 euro. Totale = 961,54 + 38,46 = 1.000 euro. Se l’importo supera 77,47 euro aggiungi il bollo da 2 euro in fattura.

Professionista senza Cassa (Gestione Separata INPS)

Se non hai una Cassa professionale, versi alla Gestione Separata. Puoi addebitare una rivalsa del 4% (art. 1, comma 212, L. 662/1996). L’IVA si calcola su compenso + rivalsa. La ritenuta d’acconto resta al 20% se il cliente è sostituto.

La formula è identica al caso dell’avvocato, con r=4%. Se il cliente è privato e non applica ritenuta, poni a=0.

Scorporo IVA: formule pratiche

Scorporo base: se hai un prezzo lordo IVA inclusa L e aliquota v, imponibile = L / (1 + v). IVA = L − imponibile. Con 22% dividi per 1,22.

Se il prezzo lordo include anche la rivalsa previdenziale, hai due strade. Prima strada: scorpora l’IVA sul totale, ottieni base imponibile IVA (compenso + rivalsa), poi separi la rivalsa. Seconda strada: usa la fattura inversa completa con il coefficiente visto sopra. La seconda è più rapida se devi ricostruire anche ritenuta.

Attenzione: “fattura inversa” non è “reverse charge”

Il calcolo inverso non c’entra con l’inversione contabile IVA (reverse charge). Il reverse charge è un meccanismo IVA dell’art. 17 del DPR 633/1972. In quel caso l’IVA la assolve il cliente, e il fornitore emette fattura senza IVA.

Se emetti fattura in reverse charge, per calcolare dal netto a pagare basta togliere l’IVA dalla formula. Considera solo compenso, eventuale rivalsa e ritenuta se dovuta.

Regola decisionale rapida

Quale formula usare in base al caso concreto

Se il cliente è sostituto d’imposta e sei in ordinario: usa C = T / [1 + r + v + v·r − a]. Poi calcola rivalsa, IVA e ritenuta.

Se il cliente è privato e sei in ordinario: usa C = T / [1 + r + v + v·r]. Non c’è ritenuta. Poi calcola rivalsa e IVA.

Se sei in forfettario (cliente di qualsiasi tipo): usa C = T / (1 + r). Non c’è IVA né ritenuta. Aggiungi il bollo se dovuto.

Se fatturi alla Pubblica Amministrazione in split payment (art. 17-ter DPR 633/1972): il cliente ti paga senza IVA. Quindi usa C = T / (1 + r − a). L’IVA non entra nel “netto che incassi”.

Se l’operazione è in reverse charge (art. 17 DPR 633/1972): elimina l’IVA dalla formula e valuta se c’è ritenuta. Se sì, usa C = T / (1 + r − a). Se no, C = T / (1 + r).

Passi operativi dettagliati con esempi

1) Ordinario, cliente sostituto d’imposta

Esempio: T=1.000, r=4%, v=22%, a=20%.

Compenso C = 1.000 / 1,0688 = 935,40. Rivalsa = 37,42. Base IVA = 972,82. IVA = 214,02. Ritenuta = 187,08. Totale documento = 999,76 (arrotonda a 1.000). Inserisci bollo se previsto.

2) Ordinario, cliente privato (nessuna ritenuta)

Esempio: T=1.000, r=4%, v=22%, a=0%.

Fattore = 1 + 0,04 + 0,22 + 0,0088 = 1,2688. Compenso C = 1.000 / 1,2688 = 788,04. Rivalsa = 31,52. Base IVA = 819,56. IVA = 180,30. Totale = 999,86 (arrotonda a 1.000). Bollo se dovuto.

3) Forfettario, con Cassa Forense

Esempio: T=1.000, r=4%.

Compenso C = 1.000 / 1,04 = 961,54. Rivalsa = 38,46. Totale = 1.000. Niente IVA. Niente ritenuta. Bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.

4) Split payment verso PA

Esempio: T=1.000, r=4%, v=22%, a=20%.

La PA versa solo compenso + rivalsa − ritenuta. Fattore = 1 + 0,04 − 0,20 = 0,84. Compenso C = 1.000 / 0,84 = 1.190,48. Rivalsa = 47,62. Ritenuta = 238,10. Incassato = 1.000. L’IVA la versa la PA all’Erario. Indica “scissione dei pagamenti” in fattura.

Controlli, arrotondamenti e voci accessorie

Arrotonda al centesimo seguendo la logica del gestionale di fatturazione. Adegua l’ultimo centesimo sul compenso o sull’IVA per far tornare il totale concordato.

Le spese anticipate in nome e per conto del cliente (art. 15 DPR 633/1972) non entrano in base IVA e ritenuta. Inseriscile fuori campo IVA e fuori ritenuta. Le spese in rivalsa semplice entrano in base IVA e nella ritenuta se sono parte del compenso.

Marca da bollo: 2 euro su fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Per le fatture elettroniche, il bollo si versa periodicamente secondo il DM 17 giugno 2014 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda di indicare “Imposta di bollo assolta in modo virtuale”.

Aggiornamenti 2026 e adempimenti pratici

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, in base al DL 127/2015 e al DL 36/2022. Usa il tracciato FatturaPA. Compila correttamente natura IVA e causali ritenuta.

Aliquota IVA ordinaria al 22% confermata. La soglia del forfettario e le regole di accesso restano nell’alveo dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche. Verifica sempre il tuo codice ATECO e i limiti di ricavi.

Ritenuta d’acconto: se il cliente è sostituto, versa lui la ritenuta con F24 e ti rilascia la certificazione unica. Tu indichi la ritenuta in fattura. Se il cliente è privato, nessuna ritenuta.

Riferimenti per studio e verifiche

Consulta il DPR 633/1972 per l’IVA e le regole su base imponibile, il DPR 600/1973 art. 25 per la ritenuta, la Legge 190/2014 per il forfettario, il Regolamento della Previdenza Forense per il 4% di rivalsa, e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Puoi usare i testi su Normattiva e i documenti dell’Agenzia per conferma operativa. Per la Gestione Separata, consulta le circolari INPS e le note del Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti/aliquote Formula di calcolo inverso (compenso C da incasso T) Tempistiche/adempimenti
Avvocato ordinario, cliente sostituto d’imposta Rivalsa 4% (Cassa Forense), IVA 22%, ritenuta 20% C = T / [1 + 0,04 + 0,22 + (0,22·0,04) − 0,20] = T / 1,0688 Cliente versa ritenuta con F24; tu indichi ritenuta in fattura. Fattura elettronica. Liquidazione IVA periodica.
Avvocato ordinario, cliente privato Rivalsa 4%, IVA 22%, nessuna ritenuta C = T / [1 + 0,04 + 0,22 + (0,22·0,04)] = T / 1,2688 Nessuna ritenuta. Fattura elettronica. Liquidazione IVA periodica. Bollo se fattura senza IVA per natura.
Avvocato in regime forfettario Rivalsa 4%, no IVA, no ritenuta C = T / (1 + 0,04) = T / 1,04 Fattura elettronica. Marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro. Nessuna liquidazione IVA né ritenuta.
Professionista Gestione Separata (senza Cassa), cliente sostituto Rivalsa 4% (facoltativa), IVA 22%, ritenuta 20% C = T / [1 + r + 0,22 + (0,22·r) − 0,20] (con r=0,04 → T / 1,0688) Cliente versa ritenuta. Fattura elettronica. Liquidazione IVA. Contributi INPS su imponibile dichiarativo.
Fattura verso PA in split payment Rivalsa 4%, IVA 22% versata dalla PA, ritenuta 20% se dovuta C = T / (1 + r − a). Con r=0,04 e a=0,20 → C = T / 0,84 Indica “scissione dei pagamenti”. Incassi senza IVA. La PA versa l’IVA all’Erario. Ritenuta secondo regole applicabili.

FAQ

Come faccio a capire se devo applicare la ritenuta d’acconto nel calcolo inverso?

Chiedi al cliente se è sostituto d’imposta. Lo sono imprese, professionisti, enti e PA che pagano compensi di lavoro autonomo. Se è sostituto, devi indicare in fattura la ritenuta del 20% sul compenso, come da art. 25 DPR 600/1973. La ritenuta riduce il netto che incassi ma non riduce il compenso fatturato. Se il cliente è un privato consumatore, non è sostituto. In quel caso non applichi ritenuta. Nei calcoli inversi questo cambia il coefficiente: con ritenuta usi “− a” nella formula; senza ritenuta no. Ricorda che il forfettario non subisce ritenuta per legge (comma 67, L. 190/2014). Inserisci l’annotazione in fattura che esclude la ritenuta.

La rivalsa previdenziale del 4% entra o no nella base IVA e nella ritenuta?

Entra nella base IVA. L’IVA si calcola su compenso più rivalsa, come da prassi dell’Agenzia delle Entrate e in coerenza con il DPR 633/1972 sulla base imponibile. Non entra nella base della ritenuta d’acconto. La ritenuta si applica sul solo compenso. Quindi, nelle formule, la rivalsa aumenta l’IVA, ma non fa crescere la ritenuta. Questo è il punto chiave che rende utile la formula completa: T = C + r·C + v·(C + r·C) − a·C. Se cambi r, cambia la quota IVA, ma la ritenuta resta il 20% del solo compenso.

Come gestisco marca da bollo e rimborsi ex art. 15 nel calcolo inverso?

Separali dal perimetro del calcolo. Il bollo non incide su IVA e ritenuta. Lo aggiungi in coda, se dovuto (2 euro oltre 77,47 euro, DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014). Le spese anticipate in nome e per conto del cliente, se rispettano i requisiti dell’art. 15 DPR 633/1972, restano fuori campo IVA e fuori ritenuta. Nel calcolo inverso parti dal netto da incassare al netto di quelle spese e del bollo. Ricostruisci compenso, rivalsa, IVA e ritenuta. Poi aggiungi le spese art. 15 e il bollo per comporre il totale documento da esporre in fattura elettronica.

Come cambia il calcolo inverso con aliquote o rivalse diverse dal 4% e 22%?

È identico nello schema ma con coefficienti diversi. Sostituisci r con la tua rivalsa (per alcune Casse può variare) e v con la tua aliquota IVA (ridotta o esente). La formula generale con ritenuta è C = T / [1 + r + v + v·r − a]. Senza ritenuta è C = T / [1 + r + v + v·r]. Se l’operazione è esente o non imponibile, poni v=0 e scorpora solo la rivalsa. Se sei in reverse charge o split payment, togli l’IVA dal perimetro dell’incasso e usa la versione ridotta. Fai sempre attenzione ai regimi speciali IVA previsti dal DPR 633/1972 (artt. 10, 17, 17-ter, 74-ter e simili), perché cambiano natura, base e campi della fattura.

Quali errori operativi vede più spesso un controllo e come evitarli?

Tre errori ricorrenti: 1) Calcolare l’IVA solo sul compenso dimenticando la rivalsa. L’IVA va su compenso più rivalsa. 2) Applicare la ritenuta anche alla rivalsa. Sbagliato: ritenuta solo sul compenso. 3) Confondere calcolo inverso e scorporo IVA. Il primo ricostruisce tutti i pezzi; il secondo toglie solo l’IVA. Per evitarli, segui uno schema: definisci se c’è ritenuta, definisci la rivalsa, individua l’aliquota IVA, usa il coefficiente corretto per il compenso, ricalcola rivalsa, poi l’IVA sulla somma, infine sottrai la ritenuta. Indica correttamente i riferimenti normativi in fattura (ad esempio la non applicazione dell’IVA nel forfettario ai sensi della L. 190/2014) e, se operi con PA o in reverse charge, indica l’articolo pertinente del DPR 633/1972. Controlla gli arrotondamenti per far quadrare il netto concordato.

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