Vendita cespite in regime forfettario: come faccio a fare fattura?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In regime forfettario devi emettere fattura elettronica per la vendita dei cespiti acquistati con la tua Partita IVA; l’incasso non forma reddito né plusvalenza e non addebiti IVA, ma applichi marca da bollo quando dovuta.

  • Fattura elettronica TD01 senza IVA (natura N2.2), con dicitura regime forfettario e marca da bollo di 2 euro se importo oltre 77,47 euro.
  • Il corrispettivo non rientra nel reddito forfettario e non genera plusvalenze o minusvalenze; irrilevante anche ai fini contributivi.
  • Attenzione a eccezioni: beni-merce (sono ricavi), operazioni con estero, veicoli e rettifica IVA se sei passato da ordinario a forfettario.

Che cosa si intende per “cespite” nel regime forfettario

Un cespite è un bene strumentale. In pratica è un bene che usi per lavorare, non per rivendere. Esempi: PC, stampanti, arredi, macchinari, auto aziendale, licenze software perpetue.

Nel forfettario non devi registrare ammortamenti. L’ammortamento è la ripartizione del costo su più anni. Qui non serve perché il reddito si calcola a forfait.

Quando vendi un cespite, effettui una “cessione di bene” ai fini IVA. La regola generale nasce dal DPR 633/1972, articoli 2 e 21 sulla fatturazione.

Obblighi di fatturazione: cosa deve contenere il documento

In forfettario emetti sempre fattura elettronica via Sistema di Interscambio. Vale per clienti privati e aziende. La base è il DL 36/2022, art. 18, e le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

La fattura deve riportare gli elementi minimi previsti dall’articolo 21 del DPR 633/1972. Mantieni numerazione progressiva e data corretta.

Contenuto minimo della fattura per cessione di cespite

  • I tuoi dati completi e quelli dell’acquirente.
  • Numero e data della fattura.
  • Descrizione chiara del bene: marca, modello, numero di serie o targa per veicoli.
  • Prezzo di vendita pattuito.
  • Codice Natura IVA: N2.2 “altre operazioni non soggette”.
  • Diciture obbligatorie: “Operazione in regime forfettario, art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e s.m.i.; non si applica IVA né ritenuta d’acconto”.
  • Marca da bollo da 2,00 euro se l’importo totale supera 77,47 euro.

Usa il tipo documento TD01 (fattura) nelle e-fatture. Per una permuta, descrivi lo scambio e indica il valore normale del bene ceduto.

Marca da bollo: quando e come si paga

La marca da bollo si applica se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro. La regola nasce dal DPR 642/1972, Tariffa, art. 13, e dal DM 17 giugno 2014 per le e-fatture.

Nel digitale il bollo è virtuale. L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto per trimestre. Paghi con le scadenze trimestrali indicate nel portale Fatture e Corrispettivi.

Se sbagli, puoi versare differenze e sanzioni ridotte con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997).

Come incide l’incasso sul reddito forfettario

Nel forfettario il reddito si calcola applicando un coefficiente ai ricavi o compensi incassati. La base giuridica è l’art. 1, comma 64, L. 190/2014 (fonte: Normattiva).

La vendita di un cespite non è un ricavo o compenso. Quindi l’incasso non entra nel reddito forfettario. Non genera plusvalenza o minusvalenza.

Questa lettura è stata chiarita dall’Agenzia delle Entrate nelle prassi sul regime forfettario, come la Circolare n. 10/E del 2016. Vale anche per i contributi previdenziali: la base contributiva segue il reddito fiscale.

Principio di cassa: perché qui non cambia nulla

Nel forfettario contano gli incassi effettivi. È il principio di cassa. Ma qui il corrispettivo non rileva sul reddito, quindi l’incasso non ha impatto fiscale.

Conserva comunque la fattura e le evidenze di pagamento. Servono per dimostrare la corretta gestione documentale.

Casi particolari e attenzioni operative

Beni-merce vs cespiti

Se il bene è “bene-merce” lo hai comprato per rivenderlo. La vendita è un ricavo. Nel forfettario entra nel reddito e subisce il coefficiente.

Se è un cespite, invece, la vendita resta fuori dal reddito. Classifica correttamente il bene già al momento dell’acquisto.

Passaggio da regime ordinario a forfettario

Se avevi detratto l’IVA su quel cespite quando eri in ordinario, al passaggio al forfettario scatta la “rettifica della detrazione” per i beni ancora nel periodo di monitoraggio. La regola è nell’art. 19-bis2 del DPR 633/1972 e nell’art. 1, comma 61, L. 190/2014.

La rettifica si fa nell’ultima liquidazione IVA o con F24. Di solito non si addebita IVA in fattura da forfettario, ma si sistema la posizione con la rettifica.

Veicoli aziendali e beni registrati

Per auto e moto inserisci in fattura targa, modello e anno. Se vendi a privato, gestisci anche il passaggio di proprietà al PRA. Sono adempimenti extra-fiscali.

Se in passato avevi detratto parzialmente l’IVA sull’auto, verifica la rettifica residua al cambio di regime.

Permute e rottamazioni

Nella permuta emetti fattura sul valore normale del bene ceduto. Indica lo sconto o il controvalore ricevuto in natura. Mantieni la natura IVA N2.2.

In caso di rottamazione senza corrispettivo, non emetti fattura. Conserva la documentazione di rottamazione o dismissione del bene.

Operazioni con l’estero

Per vendite a soggetti esteri emetti comunque fattura elettronica o trasmetti i dati tramite SdI secondo le regole sul transfrontaliero (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate).

Non addebiti IVA. Indica natura N2.2 e la dicitura sul regime forfettario. Per esportazioni materiali valgono anche le regole doganali.

Regola decisionale rapida

1) Il bene è cespite o bene-merce? Se è bene-merce, la vendita è ricavo e incide sul reddito. Se è cespite, non incide.

2) Sei in forfettario nell’anno di vendita? Se sì, emetti e-fattura senza IVA (N2.2). Se no, segui le regole del tuo regime attuale.

3) Hai detratto IVA sul bene quando eri ordinario? Se sì, verifica la rettifica ex art. 19-bis2 DPR 633/1972 al passaggio al forfettario.

4) Importo totale supera 77,47 euro? Se sì, applica la marca da bollo da 2 euro e versa il bollo in modo virtuale.

5) Cliente estero o bene registrato? Se estero, gestisci la trasmissione dati via SdI; se bene registrato, cura gli adempimenti extra-fiscali.

Procedura operativa passo-passo

1) Identifica il bene come cespite e raccogli i dati identificativi (marca, modello, seriale o targa).

2) Concorda il prezzo. Se c’è permuta, individua il valore normale e il controvalore.

3) Prepara l’e-fattura TD01. Compila dati del cliente, descrizione del bene, imponibile, codice natura N2.2, causale forfettario e indicazione della marca da bollo se dovuta.

4) Inserisci la dicitura: “Operazione in regime forfettario, art. 1, commi 54-89, L. 190/2014; non si applica IVA né ritenuta d’acconto”.

5) Trasmetti la fattura tramite SdI. Consegnane una copia di cortesia al cliente se è un privato.

6) Conserva digitalmente le fatture per 10 anni secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e il DM 17 giugno 2014.

Fonti normative e prassi utili (citazioni testuali, senza link)

– Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario). Fonte: Normattiva.

– DPR 633/1972, artt. 2 e 21 (cessioni di beni e fatturazione); art. 19-bis2 (rettifica della detrazione IVA). Fonte: Normattiva.

– DPR 642/1972, Tariffa, art. 13 e DM 17 giugno 2014 (imposta di bollo su e-fatture). Fonte: Normattiva e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

– DL 36/2022, art. 18, convertito in legge (obbligo e-fattura per forfettari). Fonte: Normattiva.

– Agenzia delle Entrate, Circolare n. 10/E del 2016 e specifiche tecniche della fattura elettronica (versione vigente).

Scenario concreto Documento e diciture Trattamento fiscale Tempistiche e adempimenti
Vendita PC aziendale usato a privato italiano Fattura elettronica TD01; natura N2.2; dicitura regime forfettario; marca da bollo se > 77,47 euro Nessuna IVA; corrispettivo escluso dal reddito e dai contributi Invio via SdI entro la data di emissione; bollo versato trimestralmente
Vendita auto aziendale a impresa italiana dopo passaggio da ordinario a forfettario Fattura TD01; natura N2.2; targa in descrizione; dicitura regime forfettario Nessuna IVA in fattura; verifica e applica eventuale rettifica IVA ex art. 19-bis2 Pratiche di passaggio di proprietà al PRA; eventuale F24 per rettifica
Permuta macchinario con fornitore UE Fattura TD01 sul valore normale; natura N2.2; descrizione della permuta Nessuna IVA; fuori dal reddito; verifica obblighi comunicativi transfrontalieri Trasmissione dati via SdI; conservazione documenti di scambio
Vendita bene-merce a cliente italiano Fattura TD01; natura N2.2; dicitura regime forfettario; bollo se dovuto Nessuna IVA; corrispettivo è ricavo e concorre al reddito con coefficiente Invio via SdI; calcolo del reddito forfettario a fine anno
Vendita cespite a soggetto extra-UE Fattura TD01; natura N2.2; dicitura regime forfettario; indicazioni export in descrizione Nessuna IVA; fuori reddito; adempimenti doganali se c’è uscita fisica Trasmissione via SdI; conservazione bolle doganali e prove di esportazione

FAQ

Devo emettere fattura anche se vendo il cespite a un privato senza Partita IVA?

Sì. Se sei in forfettario, l’obbligo di fatturazione elettronica vale anche per le vendite a privati. Emetti e trasmetti una e-fattura TD01 tramite SdI. Inserisci i dati del cliente se li possiedi, altrimenti compila con codice destinatario 0000000 e recapito email per la copia di cortesia. Applica il codice Natura N2.2 perché non addebiti l’IVA. Se l’importo totale supera 77,47 euro, scatta la marca da bollo da 2 euro in modalità virtuale. Ricorda di consegnare al privato una copia leggibile della fattura, anche solo in PDF, come cortesia.

La vendita di un cespite entra nel calcolo del reddito forfettario o dei contributi?

No. Nel forfettario il reddito si ottiene applicando il coefficiente di redditività solo ai ricavi e ai compensi. La base normativa è l’art. 1, comma 64, L. 190/2014. Il corrispettivo della cessione di un bene strumentale non è un ricavo o compenso. Quindi resta fuori dal reddito imponibile e non influisce sulla contribuzione previdenziale. Non generi plusvalenze o minusvalenze perché nel forfettario non si effettuano ammortamenti. L’Agenzia delle Entrate ha confermato questa impostazione nelle sue circolari sul regime forfettario.

Che diciture devo inserire in fattura per essere in regola in caso di controllo?

Indica sempre che applichi il regime forfettario: “Operazione in regime forfettario, art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche”. Specifica che non applichi l’IVA né la ritenuta d’acconto. Usa il codice Natura IVA N2.2 nelle e-fatture. Se l’importo supera 77,47 euro, aggiungi la nota “Imposta di bollo assolta ai sensi del DPR 642/1972 e DM 17/06/2014” e seleziona il bollo nel tracciato. Per veicoli e beni con identificativi, inserisci targa o numero di serie nella descrizione. Mantieni numerazione e data conformi all’art. 21 del DPR 633/1972 e conserva le fatture per 10 anni.

Ho acquistato il bene quando ero in ordinario e avevo detratto l’IVA: cosa succede se lo vendo ora che sono forfettario?

La fattura di vendita, da forfettario, resta senza IVA. Tuttavia, devi gestire la rettifica della detrazione IVA ai sensi dell’art. 19-bis2 del DPR 633/1972, come previsto dall’art. 1, comma 61, L. 190/2014, quando sei passato al forfettario. La rettifica riguarda la quota di IVA detratta sul bene per gli anni residui del periodo di monitoraggio (per i beni ammortizzabili di norma 5 anni, 10 per immobili). La rettifica si effettua nell’ultima liquidazione IVA utile o con F24, secondo i casi. Conservala a supporto della tua posizione in caso di controllo.

Devo usare il registro cespiti o fare scritture contabili per queste vendite nel forfettario?

No, il forfettario non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili ordinarie né al registro cespiti. La semplificazione è prevista dall’art. 1, commi 69 e seguenti, L. 190/2014. Devi però emettere e conservare correttamente la documentazione: fattura elettronica, eventuali allegati (per esempio, perizia o scheda del bene), prova di pagamento, documenti di trasporto se ci sono. La conservazione digitale delle fatture elettroniche deve rispettare il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e il DM 17 giugno 2014. Questo ti tutela in sede di verifica e rende più semplice ricostruire la storia del bene.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.