Fatture Infocamere: cos’è e come fare per le fatture elettroniche?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

La piattaforma di fatturazione elettronica di Infocamere consente a PMI e professionisti di emettere, ricevere e conservare gratis le e‑fatture via SdI, in conformità alle regole fiscali e tecniche italiane.

  • Obbligo generalizzato: dal 2024 tutti i titolari di Partita IVA emettono e‑fattura; restano esclusi solo i sanitari per operazioni verso privati inviate al Sistema Tessera Sanitaria.
  • Passi operativi: registrazione, compilazione campi obbligatori, invio allo SdI, gestione esiti (consegna/scarto), ricezione con codice destinatario, conservazione a norma per 10 anni.
  • Conformità: rispetto del formato FatturaPA XML, regole SdI (Agenzia delle Entrate), imposta di bollo virtuale ove dovuta, conservazione secondo Linee Guida AgID e art. 2220 c.c.

Cos’è la fatturazione elettronica e quali norme la regolano

Definizione operativa

La fattura elettronica è una fattura in formato XML conforme allo standard FatturaPA. Questo formato è leggibile dalle macchine e contiene campi strutturati obbligatori. L’invio avviene attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che smista e controlla i file.

Il file XML deve rispettare le specifiche tecniche fissate dall’Agenzia delle Entrate. Lo SdI esegue controlli formali. Se l’esito è positivo, recapita la fattura al destinatario e rilascia la ricevuta.

Principali riferimenti normativi

La base normativa è il Decreto legislativo 127/2015, che ha introdotto la e‑fattura B2B e B2C, e il Decreto ministeriale 55/2013 per la fattura verso la PA. Le specifiche tecniche e gli aggiornamenti sono nei Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per i tempi e i contenuti minimi della fattura si applica l’art. 21 del DPR 633/1972. Per la conservazione dei documenti informatici valgono il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e le Linee Guida AgID sulla conservazione, oltre all’art. 2220 del Codice Civile.

Chi è obbligato all’e‑fattura nel 2026

Obbligo generalizzato e casi esclusi

Dal 2024 l’obbligo di e‑fattura è esteso a tutti i titolari di Partita IVA, anche in regime forfettario. Lo ha previsto il Decreto-Legge 36/2022 (PNRR 2), poi consolidato nei successivi provvedimenti fiscali.

Resta l’esclusione per gli operatori sanitari limitatamente alle prestazioni verso persone fisiche se inviano i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Il divieto di e‑fattura in questi casi discende dall’art. 10-bis del DL 119/2018 e dai decreti MEF attuativi per la tutela della privacy sanitaria.

Operazioni transfrontaliere

Dal 1° luglio 2022 le operazioni con soggetti esteri si comunicano allo SdI con documenti dedicati (ad esempio, integrazioni/integrazioni autofatture con codici TD17–TD19). Questa misura ha sostituito l’esterometro tradizionale secondo il DL 146/2021 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Come emettere e ricevere fatture sulla piattaforma camerale gratuita

Registrazione e accesso

Registrati al portale. L’accesso di solito avviene con SPID, CNS o CIE. Completa il profilo con i dati della tua Partita IVA, l’indirizzo PEC e gli altri recapiti.

Attiva il servizio di ricezione e prendi nota del codice destinatario a 7 caratteri. Comunicalo ai fornitori per ricevere in automatico le fatture nello stesso portale.

Emissione della fattura passo per passo

Apri la funzione “emissione fattura”. Scegli la tipologia (B2B, B2C o PA). Inserisci i dati obbligatori: dati del tuo cliente, imponibili, aliquote, natura IVA, bollo se dovuto, modalità di pagamento.

Descrivi beni o servizi con chiarezza. Indica quantità, prezzo unitario e sconti. Il sistema calcola imponibile, IVA e totale. Se operi senza IVA (es. regime forfettario), seleziona una natura “non soggetta” coerente e riporta la dicitura normativa in causale.

Per la PA imposta gli elementi specifici: CIG/CUP se richiesti, codice ufficio, esigibilità IVA, split payment se applicabile. Verifica il formato e gli allegati (es. DDT, contratti, SAL).

Invio allo SdI e gestione delle ricevute

Invia la fattura allo SdI. Il sistema rilascia una ricevuta di consegna o una notifica di scarto. In caso di consegna, la fattura è recapitata e la data di emissione è valida.

Se ricevi uno scarto, la fattura si considera non emessa. Correggi l’errore e reinvia rapidamente, rispettando i termini di emissione (12 giorni per l’immediata; entro il 15 del mese successivo per la differita, ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972).

Ricezione: codice destinatario, PEC e casi particolari

Per ricevere in modo ordinato usa il codice destinatario della piattaforma. In alternativa, puoi usare una PEC, ma il flusso è meno automatizzato.

Se il cliente privato non fornisce un codice destinatario o PEC, usa il codice “0000000” e consegna una copia al cliente per cortesia. La fattura resta valida perché trasmessa allo SdI.

Firma digitale e marcatura temporale

La firma digitale non è obbligatoria per le e‑fatture inviate via SdI, salvo specifiche richieste del committente pubblico. La piattaforma può firmare i file o aggiungere metadati per la conservazione. Conserva sempre le ricevute SdI.

Conservazione digitale a norma

Durata e requisiti

Conserva le fatture per 10 anni. Lo stabilisce l’art. 2220 c.c. e l’art. 39 del DPR 633/1972. La conservazione deve garantire autenticità, integrità, leggibilità e reperibilità del documento.

Le Linee Guida AgID definiscono il processo: pacchetti di versamento, archiviazione, pacchetti di distribuzione, firme e marche temporali del conservatore. Il portale camerale offre la conservazione a norma integrata.

Tempistiche operative

Effettua la conservazione in tempi coerenti con gli adempimenti fiscali. È prassi chiudere il processo entro pochi mesi dalla chiusura dell’anno IVA, per garantire esibizione puntuale in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Imposta di bollo, numerazione, registri e controlli

Imposta di bollo sulle e‑fatture

Applica il bollo da 2 euro quando l’operazione è senza IVA e l’importo supera 77,47 euro. Il portale calcola e riepiloga l’imposta dovuta. Il versamento è periodico, secondo i termini fissati dall’Agenzia delle Entrate.

Numerazione e correttivi

Numerazione progressiva per anno solare. Se sbagli una fattura già consegnata, emetti nota di credito elettronica. Se lo SdI scarta, correggi e reinvia: la fattura scartata è come non emessa.

Registri e verifiche

Le e‑fatture sono registrate automaticamente nei registri IVA dei software gestionali. In caso di regimi agevolati, mantieni comunque ordinata la documentazione. L’Agenzia delle Entrate può verificare coerenza, tempestività, imposta di bollo e integrità file.

Regola decisionale rapida

Decidi se, come e quando emettere la e‑fattura

1) Hai una Partita IVA? Sì: devi emettere e‑fattura. Eccezione: sei un operatore sanitario e invii al Sistema TS? Allora non emettere e‑fattura verso persone fisiche per quelle prestazioni.

2) Tipo di cliente: PA? Usa schema PA con campi dedicati. Impresa/professionista? B2B. Privato senza codice? B2C con “0000000” e copia cortesia.

3) Momento di emissione: consegna/ultimazione servizio? Emissione “immediata” entro 12 giorni. Hai DDT nel mese? Emissione “differita” entro il 15 del mese successivo.

4) IVA: operazione imponibile? Indica aliquota. Esente o non soggetta? Seleziona la corretta “natura”. Forfettario? Indica operazione non soggetta con riferimento di legge.

5) Bollo: operazione senza IVA e importo oltre 77,47 euro? Applica bollo virtuale. Verifica il riepilogo periodico e paga entro le scadenze.

6) Ricezione: comunica il tuo codice destinatario ai fornitori. Se non possibile, usa PEC o “0000000”, ma centralizza poi in conservazione.

7) Conservazione: versa le fatture nel sistema di conservazione a norma. Verifica che firme, marche e metadati siano in ordine.

Fonti normative da consultare

Consulta su Normattiva il D.Lgs. 127/2015, il DPR 633/1972 (art. 21 e 39), il D.Lgs. 82/2005 (CAD) e il DM 55/2013. Verifica i Provvedimenti e le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Per la conservazione leggi le Linee Guida AgID. Per l’esclusione sanitaria vedi l’art. 10-bis del DL 119/2018 e i decreti MEF in materia di Sistema Tessera Sanitaria.

Scenario Requisiti tecnici Adempimenti operativi Tempistiche Riferimenti normativi
B2B tra soggetti IVA nazionali XML FatturaPA; dati IVA completi; codice destinatario/PEC Compilazione campi obbligatori; invio SdI; gestione ricevute; conservazione Immediata entro 12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo DPR 633/1972 art. 21; D.Lgs. 127/2015; Provvedimenti AE specifiche tecniche
Fattura verso Pubblica Amministrazione Schema PA; codice ufficio; CIG/CUP se richiesti; eventuale split payment Compilazione campi PA; invio SdI; conservazione; rispetto termini pagamento PA Emissione secondo art. 21; tempi di pagamento PA come da contratto e norme DM 55/2013; DPR 633/1972; art. 17-ter DPR 633/1972 (split payment)
B2C verso privati senza codice XML con codice “0000000”; dati fiscali cliente minimi; copia cortesia Invio a SdI; consegna copia al cliente su richiesta; conservazione Come B2B: 12 giorni o 15 del mese successivo se differita DPR 633/1972 art. 21; Provvedimenti AE su recapito B2C
Sanitario verso persona fisica (dati inviati al Sistema TS) Fattura non elettronica tramite canale alternativo; invio dati al Sistema TS Non usare SdI; emettere documento e trasmettere a TS; conservazione Emissione contestuale; trasmissione a TS nei termini previsti DL 119/2018 art. 10-bis; Decreti MEF su Sistema Tessera Sanitaria
Operazioni estere (integrazioni/autofatture) Documenti TD17–TD19 via SdI; codici IVA e nature corrette Generazione XML dedicati; invio SdI; conservazione Nei termini previsti per le integrazioni; registrazione tempestiva DL 146/2021; Provvedimenti AE 2021–2024 su transazioni estere

FAQ

1) La piattaforma camerale gratuita basta per una PMI o serve un gestionale dedicato?

La piattaforma gratuita copre le esigenze principali: emissione, ricezione, conservazione e gestione del bollo. È ideale per liberi professionisti e microimprese con volumi medio-bassi e processi semplici. Per una PMI che emette molte fatture, gestisce ordini, DDT, magazzino e riconciliazioni bancarie, un gestionale integrato può far risparmiare tempo.

Valuta tre aspetti: automazioni (cicli attivo/passivo, ordini, pagamenti), integrazioni (CRM, ERP, ecommerce), controllo (report IVA, scadenzari, prima nota). Se questi aspetti incidono sul tuo lavoro, affianca alla piattaforma camerale un gestionale o un connettore. In ogni caso, il flusso verso SdI resta identico perché la norma impone lo stesso formato XML e gli stessi controlli.

2) Come compilo correttamente una e‑fattura se sono in regime forfettario?

Il regime forfettario è un regime con imposta sostitutiva e senza IVA. Nella e‑fattura non indichi aliquote IVA, ma selezioni una natura di operazione “non soggetta” coerente. Nella causale indichi il riferimento di legge: “Operazione in franchigia – Regime forfettario ex L. 190/2014 e successive modifiche”.

Ricorda: niente ritenuta d’acconto se sei forfettario. Applica il bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro e l’operazione è senza IVA. Se fatturi alla PA, compila comunque i campi PA richiesti. Per i termini di emissione valgono le stesse regole: 12 giorni per l’immediata, 15 del mese successivo per la differita. Conserva tutte le ricevute SdI insieme al file XML.

3) Sono un medico/psicologo: quando non devo emettere e‑fattura e cosa rilascio al paziente?

Se sei tenuto all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria e la prestazione è resa a una persona fisica, non devi emettere e‑fattura via SdI. Lo prevede l’art. 10-bis del DL 119/2018, per ragioni di privacy sanitaria. In questi casi rilasci al paziente un documento fiscale non elettronico, conforme agli obblighi di certificazione corrispettivi e alla normativa sanitaria.

Se invece fatturi a un’impresa, un professionista o una PA, puoi essere tenuto alla e‑fattura come gli altri soggetti IVA. Distingui quindi sempre il tipo di cliente. Continua a trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie al Sistema TS nei termini previsti dai decreti MEF. Conserva i documenti in modo ordinato per 10 anni.

4) Imposta di bollo sulle e‑fatture: come funziona il calcolo e quando si paga?

Il bollo di 2 euro si applica alle fatture senza IVA con importo superiore a 77,47 euro. La piattaforma contrassegna le fatture interessate e genera un riepilogo periodico. Il versamento è telematico, nei termini stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Verifica periodicamente l’importo dovuto perché possono esserci arrotondamenti e conguagli a fine anno.

Se dimentichi di impostare il bollo in fattura, l’Agenzia può rilevarlo dai dati SdI e addebitarti l’imposta con eventuali sanzioni e interessi. Correggi al più presto tramite gli strumenti resi disponibili dal portale fiscale. Mantieni allineati XML, ricevute e prospetti di liquidazione del bollo nella conservazione a norma.

5) Ho ricevuto una “notifica di scarto” dallo SdI: cosa devo fare e come gestisco la numerazione?

Una fattura scartata si considera non emessa. La notifica indica l’errore (anagrafica, codice destinatario, incongruenze, campi obbligatori). Correggi il file e reinvia tempestivamente. Se sei ancora dentro i 12 giorni dall’operazione (o entro il 15 del mese successivo per la differita), puoi mantenere la stessa data di emissione. Per la numerazione, molti preferiscono emettere un nuovo numero e riportare in causale il riferimento al documento scartato, per chiarezza contabile.

Archivia sempre la notifica di scarto insieme alla nuova fattura corretta. Se lo scarto viene rilevato dopo la scadenza dei termini, valuta con il consulente l’eventuale ravvedimento operoso per sanzioni ridotte. Le sanzioni per irregolarità sono previste dal D.Lgs. 471/1997, con importi diversi a seconda che l’operazione sia imponibile o non imponibile.

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