Fattura: cos’è, come si fa e quante se ne possono fare in un anno?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Non esiste un limite di fatture annuali. I limiti riguardano ricavi/compensi: 85.000 euro per il forfettario; 500.000/800.000 euro per la contabilità semplificata. Se superi, passi al regime ordinario secondo le regole previste.

  • Regime forfettario: soglia 85.000 euro annui. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno. Base di calcolo definita dalla legge.
  • Contabilità semplificata: soglie 500.000 (servizi) e 800.000 (altre attività), verificate sui ricavi dell’anno precedente ai sensi dell’art. 18 DPR 600/1973.
  • Nessun limite al numero di fatture: conta il totale dei ricavi/compensi, non quante fatture emetti.

Numero di fatture: nessun tetto, contano i ricavi

La normativa fiscale non pone limiti al numero di fatture che puoi emettere in un anno. Puoi emettere anche molte fatture di piccolo importo. Oppure poche fatture di valore alto.

Ciò che incide sul tuo regime fiscale è il totale dei ricavi o compensi realizzati nell’anno. La legge usa questi totali per capire se puoi restare nel tuo regime. Oppure se devi cambiare in quello ordinario.

Questa logica vale sia per chi è in regime forfettario, sia per chi è in contabilità semplificata. Le soglie sono diverse e seguono regole di calcolo definite dalla legge.

Regime forfettario: soglia 85.000 e regola dei 100.000

Qual è la soglia e come si calcola

La soglia di permanenza nel forfettario è 85.000 euro annui. La base giuridica è la Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata da successive Leggi di Bilancio (tra cui la Legge 197/2022). La normativa parla di “ricavi” e “compensi” dell’anno precedente.

Per le attività professionali (lavoro autonomo), si considerano in genere i compensi incassati nell’anno. Compenso percepito significa denaro effettivamente ricevuto.

Per le attività d’impresa, si considerano i ricavi conseguiti. Ricavo conseguito significa operazione effettuata ai fini IVA (consegna o prestazione eseguita), a prescindere dall’incasso.

Uscita immediata oltre 100.000 euro

Se nell’anno superi 100.000 euro di ricavi/compensi, esci dal forfettario subito, da quella stessa data. Applichi l’IVA e le regole ordinarie sulle operazioni successive. La base è sempre la Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022.

Se rimani tra 85.001 e 100.000 euro, resti forfettario fino a fine anno. Poi passi al regime ordinario dall’anno successivo.

Esempio numerico di fine anno e incassi

Esempio pratico per un professionista: nel 2025 emetti 70.000 euro di fatture e ne incassi 64.000. I restanti 6.000 li incassi nel 2026. Per la soglia 85.000 contano i compensi incassati nel 2025. Quindi 64.000: resti nel forfettario nel 2026.

Per un’impresa, guarda ai ricavi conseguiti nel 2025. Se hai consegnato merce per 70.000 nel 2025, quei 70.000 contano per la soglia, anche se incassi dopo.

Contabilità semplificata: soglie 500.000 e 800.000

Quando si applica e su cosa si misura

La contabilità semplificata si applica se nell’anno precedente i ricavi non superano: 500.000 euro per prestazioni di servizi e 800.000 euro per altre attività. La fonte è l’art. 18 del DPR 600/1973 (Normattiva).

Il controllo della soglia avviene sui ricavi dell’anno precedente. Parliamo di ricavi conseguiti, non di incassi. È un dato di fatturato/operazioni effettuate ai fini IVA.

Per la determinazione del reddito, chi è in semplificata usa il principio di cassa. La base è l’art. 66 del TUIR come modificato dalla Legge 232/2016. Quindi paghi le imposte sul reddito incassato e pagato, non per competenza.

Attività promiscue e prevalenza

Se svolgi sia prestazioni di servizi sia altre attività, la soglia si misura sull’attività prevalente. È quella con i ricavi maggiori nell’anno. Se prevalgono i servizi, applichi 500.000. Se prevalgono le altre attività, applichi 800.000.

La prevalenza si valuta ogni anno in base ai ricavi delle due aree. Se cambia la prevalenza, cambia la soglia applicabile per l’anno successivo.

Regola decisionale rapida

Hai dubbi sul tuo regime? Segui questa sequenza logica

  • Sei nel forfettario? Verifica i ricavi/compensi dell’anno:
    • Fino a 85.000: resti nel forfettario l’anno dopo.
    • Tra 85.001 e 100.000: resti fino a fine anno, poi passi all’ordinario dal 1° gennaio successivo.
    • Oltre 100.000: esci subito, applichi IVA e regole ordinarie dalle operazioni successive.
  • Sei in semplificata? Guarda i ricavi dell’anno precedente:
    • Servizi fino a 500.000 oppure altre attività fino a 800.000: resti in semplificata.
    • Se superi la soglia applicabile: dal 1° gennaio successivo passi alla contabilità ordinaria.
  • Svolgi attività miste? Determina la prevalenza e applica la soglia della categoria prevalente.
  • Numero di fatture: irrilevante. Conta il totale dei ricavi/compensi misurato secondo la norma.

Fatturazione elettronica e tracciamento delle soglie

Obbligo di e-fattura per tutti

L’obbligo di fatturazione elettronica vale per la generalità dei titolari di partita IVA. È disciplinato dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio provvedimento 30 aprile 2018 prot. 89757). Per i forfettari l’obbligo è stato esteso in via generale dal 2024 (DL 36/2022, art. 18).

La e-fattura non impone un limite numerico. Ti aiuta però a monitorare i ricavi/compensi in tempo reale. In questo modo puoi prevenire il superamento delle soglie.

Come monitorare in modo pratico

Imposta un cruscotto con il totale dell’anno in corso. Aggiorna ogni emissione o incasso, in base alla regola del tuo regime. Prevedi una soglia di allerta al 75-80% del limite.

Se forfettario, tieni d’occhio anche gli acconti. Per i servizi professionali contano quando incassati. Per le imprese, contano quando l’operazione è effettuata.

Superamento soglie: effetti fiscali e operativi

IVA, imposte dirette e adempimenti

Se esci dal forfettario per superamento di soglia, cambi subito o dall’anno successivo. Dovrai applicare l’IVA sulle operazioni ordinarie. Dovrai tenere registri IVA e contabili secondo le nuove regole.

Cambia anche il modo di calcolare il reddito. Dal coefficiente di redditività del forfettario passerai ai costi deducibili reali. Per i semplificati continua a valere il principio di cassa per il reddito (art. 66 TUIR).

Ricorda i riflessi su contributi previdenziali. La base imponibile cambia. Consulta la cassa previdenziale di riferimento o le circolari dell’INPS per le aliquote aggiornate.

Fonti normative di riferimento

Per approfondire, consulta i testi su Normattiva e i documenti dell’Agenzia delle Entrate: Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89; Legge 197/2022 per soglia 85.000 e uscita immediata oltre 100.000; DPR 600/1973 art. 18 per soglie della contabilità semplificata; TUIR art. 66 per principio di cassa in semplificata; D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi per fatturazione elettronica; DL 36/2022 art. 18 per estensione e-fattura ai forfettari.

Scenario Criterio di calcolo soglia Cosa succede Quando scatta il cambio Adempimenti principali
Forfettario entro 85.000 Compensi incassati (professionisti) o ricavi conseguiti (imprese) nell’anno precedente Rimani nel regime forfettario Nessun cambio Nessuna IVA, imposta sostitutiva, semplificazioni contabili
Forfettario tra 85.001 e 100.000 Stessa regola: compensi/ricavi dell’anno Resti forfettario fino a fine anno Passi all’ordinario dal 1° gennaio successivo Dal nuovo anno: IVA, registri, regime ordinario per imposte dirette
Forfettario oltre 100.000 Compensi/ricavi dell’anno superano 100.000 Uscita immediata dal forfettario Dalla data del superamento IVA e obblighi ordinari sulle operazioni successive; ricalibra acconti/imposte
Semplificata servizi entro 500.000 Ricavi conseguiti nell’anno precedente (art. 18 DPR 600/1973) Rimani in contabilità semplificata Nessun cambio Reddito per cassa (art. 66 TUIR), registri IVA, semplificazioni contabili
Semplificata altre attività entro 800.000 Ricavi conseguiti nell’anno precedente Rimani in contabilità semplificata Nessun cambio Reddito per cassa, registri IVA, semplificazioni contabili
Semplificata che supera la soglia Ricavi dell’anno precedente oltre 500.000/800.000 a seconda della prevalenza Passi alla contabilità ordinaria Dal 1° gennaio successivo Registri ordinari, scritture di competenza, IVA ordinaria, inventari

FAQ

Quante fatture posso emettere in regime forfettario senza uscire dal regime?

Puoi emettere tutte le fatture che vuoi. Non esiste un tetto numerico. La norma guarda ai ricavi/compensi annui. Se resti entro 85.000 euro, mantieni il forfettario. Se superi 85.000 ma non 100.000, resti fino a fine anno e poi passi all’ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000, esci subito e applichi l’IVA dalle operazioni successive. Le basi sono nella Legge 190/2014 e nelle modifiche della Legge 197/2022. Tieni un monitoraggio continuo, specie nell’ultimo trimestre, perché poche fatture di importo alto possono farti superare la soglia.

Nel forfettario contano gli incassi o le fatture emesse per il limite 85.000?

La legge distingue tra “compensi percepiti” per i professionisti e “ricavi conseguiti” per le imprese. Quindi, per i professionisti conta l’incasso. Per le imprese conta l’operazione effettuata ai fini IVA, anche se incasserai dopo. Questa distinzione nasce dal testo della Legge 190/2014 e dalle definizioni del TUIR e dell’IVA. In pratica: se fai consulenza, guarda quando incassi; se vendi beni, guarda quando consegni o esegui la prestazione. Verifica sempre la tua classificazione attività per applicare la regola corretta.

Per la contabilità semplificata, la soglia 500.000/800.000 si verifica sugli incassi?

No. Le soglie di accesso e permanenza in semplificata si verificano sui ricavi conseguiti nell’anno precedente, come stabilisce l’art. 18 del DPR 600/1973. Non sugli incassi. Attenzione però: la determinazione del reddito in semplificata usa il principio di cassa (art. 66 TUIR). Quindi puoi essere “dentro soglia” sulla base dei ricavi conseguiti e, allo stesso tempo, pagare le imposte sul reddito incassato e sui costi pagati. Separare le due logiche evita errori di pianificazione fiscale.

Cosa succede alle fatture emesse prima dell’uscita dal forfettario ma incassate dopo?

Se esci immediatamente per superamento di 100.000, le operazioni successive all’uscita vanno trattate con IVA e regole ordinarie. Le fatture già emesse in forfettario, per operazioni anteriori all’uscita, restano valide come emesse. Se incassi dopo, l’incasso non cambia la natura dell’operazione già effettuata prima dell’uscita. Occorre però gestire bene eventuali acconti e saldi. Se l’operazione è effettuata dopo l’uscita, devi emettere documento con IVA. Conserva la documentazione per ricostruire correttamente la linea temporale, in caso di controlli.

Come mi organizzo per non superare la soglia senza rinunciare a lavoro?

Applica tre mosse pratiche. Primo: cruscotto aggiornato ogni settimana con totale progressivo e percentuale di utilizzo della soglia (per esempio 72% di 85.000). Secondo: calendario previsionale degli incassi e delle consegne. Sposta, dove lecito e possibile, le esecuzioni oltre il 1° gennaio se rischi lo sforamento e il cliente è d’accordo. Terzo: preventivi e contratti chiari sugli acconti, in modo da controllare il momento di incasso o di effettuazione dell’operazione. Ricorda che differire artificialmente senza sostanza economica può creare rischi in caso di verifica. Basi normative da consultare: Legge 190/2014 per il forfettario, DPR 600/1973 art. 18 e TUIR art. 66 per la semplificata, disciplina IVA per il momento di effettuazione delle operazioni.

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