Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il regime forfettario applica un’imposta sostitutiva fissa (15% o 5% startup), senza IVA, con reddito calcolato a forfait tramite coefficiente legato al tuo codice ATECO.
- Soglia di accesso: incassi fino a 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 nell’anno.
- Base imponibile: ricavi x coefficiente di redditività, meno contributi previdenziali versati.
- Cause ostative: reddito da lavoro dipendente oltre 30.000 euro, regimi speciali IVA, partecipazioni societarie rilevanti.
Cos’è il regime forfettario e come funziona
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per Partite IVA individuali. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, aggiornata da leggi successive. La norma è consultabile sul portale Normattiva.
Paghi un’imposta sostitutiva unica. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “startup”.
Non detrai i costi reali. Lo Stato stima i tuoi costi con un coefficiente di redditività. Il coefficiente dipende dal tuo codice ATECO. Così si ottiene il reddito imponibile.
Principio di cassa
Nel forfettario vale il principio di cassa. Significa che contano solo gli incassi effettivi dell’anno. Non i ricavi fatturati ma non incassati. La base normativa è nella stessa Legge 190/2014.
Se incassi a gennaio una fattura di dicembre, rileva nel nuovo anno. Questo impatta soglia, imposta e contributi.
Esempio pratico di calcolo
Laura è avvocata al secondo anno. Coefficiente 78%. Ha incassato 60.000 euro. Ha versato 10.000 euro di contributi. È in startup al 5%.
Reddito forfettario: 60.000 x 78% = 46.800. Base imponibile: 46.800 – 10.000 = 36.800. Imposta sostitutiva: 36.800 x 5% = 1.840 euro.
La logica è sempre la stessa. Cambiano solo coefficiente, contributi e aliquota 15% o 5%.
Requisiti, soglie e cause ostative
Per entrare o restare nel forfettario devi rispettare soglie e condizioni. La disciplina è nella Legge 190/2014 e successive modifiche, tra cui Legge 145/2018 e Legge 197/2022.
Soglie di ricavi
Puoi accedere se gli incassi annui non superano 85.000 euro. Se superi 85.000 entro fine anno, esci l’anno dopo. Se superi 100.000 in corso d’anno, scatta l’uscita immediata. Lo ha introdotto la Legge 197/2022.
L’uscita immediata comporta IVA dal momento del superamento. E imposta ordinaria da quel momento. Serve attenzione al monitoraggio degli incassi.
Residenza e territorialità
Devi essere residente in Italia. Puoi accedere anche se risiedi in UE/SEE, o se produci almeno il 75% del reddito in Italia. Queste regole sono nella Legge 190/2014.
Se trasferisci la residenza in Italia, verifica dove si produce il reddito. Valuta i trattati contro le doppie imposizioni. Consulta Normattiva e l’Agenzia delle Entrate per casi particolari.
Cause ostative principali
- Regimi speciali IVA attivi. Ad esempio agenzie di viaggio, tabacchi, editoria. Vedi DPR 633/1972 e prassi AdE.
- Partecipazioni in società di persone o S.r.l. con controllo e attività riconducibile alla tua. La legge impedisce usi elusivi.
- Redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro. Fa eccezione se il rapporto è cessato. La soglia è prevista dalla Legge 190/2014, come aggiornata. Verifica ogni anno su Normattiva.
- Compensi a dipendenti e collaboratori oltre 20.000 euro lordi annui. Conta personale dipendente, co.co.co. e lavoro accessorio.
Startup al 5%: condizioni aggiuntive
- Nessuna Partita IVA individuale attiva nei tre anni precedenti. Anche senza fatturazione.
- Nessuna mera prosecuzione della stessa attività svolta prima come dipendente o autonomo per lo stesso committente. Eccezione per praticantato obbligatorio.
- Se prosegui un’attività altrui, il cedente non deve aver superato 85.000 euro di incassi.
Queste regole sono nei commi dedicati della Legge 190/2014 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Imposte, contributi e fatturazione
Imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali. Applichi 15% o 5% sulla base imponibile. La base imponibile è il reddito forfettario al netto dei contributi effettivamente versati nell’anno.
I contributi includono acconti e saldi pagati nell’anno. Vale il principio di cassa anche qui. Puoi scomputare solo quanto pagato.
Contributi previdenziali
Dipendono dalla gestione INPS. Professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata. Artigiani e commercianti versano alla Gestione Artigiani/Commercianti.
Gli artigiani e commercianti pagano contributi fissi minimali e percentuali sul reddito. Possono chiedere la riduzione del 35% prevista per il forfettario. La misura deriva dalla Legge 190/2014 e da circolari INPS (es. circolare 35/2016).
I professionisti con cassa privata seguono il regolamento della propria cassa. Le aliquote e i minimali cambiano ogni anno. Trovi gli aggiornamenti su INPS e Ministero del Lavoro.
Rivalsa 4%
Se versi alla Gestione Separata puoi indicare rivalsa del 4% in fattura. È un contributo a carico del cliente. Nasce dalla Legge 662/1996. Non è IVA. Concorre ai ricavi.
IVA, ritenute e bollo
Nel forfettario non applichi IVA in fattura. Indichi la norma di esonero. Restano gli obblighi di reverse charge e integrazione per operazioni particolari.
Non subisci ritenuta d’acconto. Devi inserire in fattura la dicitura di esclusione. Lo prevede la Legge 190/2014, comma 67.
Per fatture senza IVA oltre 77,47 euro devi l’imposta di bollo. Importo 2 euro. Riferimento DPR 642/1972. Con fattura elettronica il bollo è telematico. L’Agenzia delle Entrate pubblica le scadenze trimestrali.
Fatturazione elettronica obbligatoria
Dal 2024 la e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Lo ha previsto il Decreto-Legge 36/2022, convertito in Legge 79/2022, con estensione graduale. Consulta i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per specifiche tecniche.
Usa il Sistema di Interscambio. Conserva a norma i file XML. Verifica codice destinatario o PEC del cliente. Per estero usa TD17-19 per integrazione.
Regola decisionale rapida
Questa regola ti aiuta a capire se il forfettario è adatto.
- Se prevedi incassi entro 85.000 euro e pochi costi effettivi, il forfettario è spesso efficiente.
- Se hai costi reali alti e IVA a credito, valuta il regime ordinario.
- Se rischi di superare 100.000 euro, considera da subito l’ordinario per evitare l’uscita in corsa.
- Se hai lavoro dipendente oltre 30.000 euro non cessato, il forfettario non è accessibile.
- Se sei artigiano/commerciante e puoi attivare la riduzione INPS 35%, il vantaggio aumenta.
Nessi logici
- Incassi stimati x coefficiente – contributi = base per aliquota fissa. Più alto il coefficiente, più alta la base.
- IVA non applicata. Se acquisti con IVA, l’IVA è un costo. Quindi tante spese con IVA riducono la convenienza.
- Aliquota 5% conviene molto nei primi 5 anni, ma solo se rispetti i vincoli “startup”.
- Se lavori con clienti esteri, la mancata detrazione IVA incide meno. Spesso il forfettario resta vantaggioso.
Controlli, adempimenti e scadenze
Acconti e saldi
L’imposta sostitutiva segue regole simili all’IRPEF. Paghi saldo a giugno e acconti a giugno e novembre. Le percentuali di acconto sono quelle fissate ogni anno. Consulta l’Agenzia delle Entrate.
Monitoraggio della soglia
Monitora gli incassi. A 85.000 euro scatta l’uscita l’anno successivo. A 100.000 scatta l’uscita immediata. Prepara l’IVA da quel momento. Aggiorna i documenti fiscali tempestivamente.
Conservazione e diciture
Conserva le e-fatture a norma. Inserisci sempre la dicitura di esclusione IVA e ritenuta. Applica il bollo quando serve. Eviti sanzioni documentali.
Fonti ufficiali e norme utili
- Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Normattiva).
- Legge 145/2018 e Legge 197/2022 per soglie e uscita immediata.
- DPR 633/1972 per regole IVA e regimi speciali.
- DPR 642/1972 per l’imposta di bollo.
- Decreto-Legge 36/2022, convertito in Legge 79/2022, per la fatturazione elettronica.
- Agenzia delle Entrate per guide, provvedimenti e scadenze.
- INPS e Ministero del Lavoro per aliquote e minimali previdenziali aggiornati.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti chiave | Documenti/Azioni | Tempistiche/Scadenze |
|---|---|---|---|
| Nuova attività “startup” al 5% | Nessuna P.IVA negli ultimi 3 anni; non prosecuzione stessa attività; ricavi entro 85.000 | Scelta del regime in apertura; verifica ATECO e coefficiente; richiesta riduzione INPS se artigiano/commerciante | Aliquota 5% per 5 anni; controllo annuale requisiti; acconti/saldi AdE a giugno/novembre |
| Professionista con lavoro dipendente in corso | Reddito da dipendente non oltre 30.000; in alternativa rapporto cessato | Documenti busta paga/CU; autocontrollo soglia e cessazione | Verifica annuale prima della dichiarazione; se superi soglia, regime non applicabile |
| Trasferimento da estero (UE/SEE) | Residenza fiscale in Italia o reddito 75% in Italia; ricavi entro 85.000 | Iscrizione ANPR/AIRE come necessario; apertura P.IVA; scelta regime | Applicazione dal primo anno di residenza; monitoraggio convenzioni contro doppie imposizioni |
| Superamento 85.000 ma sotto 100.000 | Incassi annuali 85.001–100.000 | Resti forfettario fino a fine anno; prepari passaggio all’ordinario | Uscita dal 1 gennaio anno successivo; aggiornamento anagrafiche IVA |
| Superamento 100.000 in corso d’anno | Incassi oltre 100.000 nell’anno | Applicazione IVA e regime ordinario dal momento del superamento; variazioni in AdE | Immediato all’incasso che supera la soglia; gestione pro-rata temporale |
| Collaboratori e dipendenti | Compensi a personale non oltre 20.000 lordi annui | Contratti; CU; monitoraggio plafond | Verifica continua; al superamento scatta l’esclusione dall’anno successivo |
FAQ
Come scelgo il codice ATECO e come incide il coefficiente di redditività?
Il codice ATECO identifica cosa fai. Va scelto con precisione, perché guida il coefficiente di redditività. Il coefficiente è la percentuale che trasforma gli incassi in reddito imponibile. Esempio: professioni intellettuali hanno spesso coefficienti più alti rispetto al commercio. Un coefficiente alto significa che lo Stato presume costi bassi. Quindi una base imponibile più alta. Se svolgi più attività, puoi indicare attività secondarie. Il coefficiente applicato è quello dell’attività prevalente. La prevalenza si valuta sul peso dei ricavi. La base normativa del meccanismo è nella Legge 190/2014. Puoi consultare l’elenco dei coefficienti nelle tabelle dell’Agenzia delle Entrate e nei provvedimenti collegati. In dubbio, pianifica scenari: simula con 2-3 ATECO compatibili, confronta base imponibile e imposta, e valuta impatto previdenziale.
Posso passare dal regime ordinario al forfettario e quando mi conviene?
Puoi passare se rispetti i requisiti e non ricadi nelle cause ostative. Il passaggio avviene di norma dal 1 gennaio dell’anno successivo. Comunichi l’opzione in dichiarazione o in apertura della Partita IVA se è nuova. Conviene quando hai costi reali bassi, poche detrazioni personali fruibili e clienti che non scaricano l’IVA. Se i tuoi clienti sono consumatori finali, il forfettario spesso migliora i margini. Se compri beni strumentali costosi con molta IVA, l’ordinario può essere più efficiente. Simula: ricavi attesi x coefficiente – contributi = base. Confronta imposta sostitutiva con IRPEF a scaglioni. Considera anche la deduzione contributi, il cumulo acconti e l’IVA a credito che perderesti. Le regole di opzione e revoca sono nella normativa IVA (DPR 633/1972) e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Come fatturo correttamente in regime forfettario, anche verso l’estero?
Emetti sempre fattura elettronica tramite SdI. Indica la dicitura di non applicazione IVA per regime forfettario, la rivalsa INPS 4% se la usi, e l’eventuale bollo da 2 euro se l’imponibile supera 77,47 euro. Niente ritenuta d’acconto. Per clienti UE: per servizi B2B si applica il meccanismo del reverse charge nel Paese del cliente. Indichi “inversione contabile” e l’articolo IVA UE pertinente. Per extra-UE, spesso il servizio è non imponibile in Italia per carenza di territorialità. Usa il codice documento corretto e le integrazioni TD17-19 quando necessario. Per cessioni di beni, verifica la movimentazione fisica e le prove di trasporto. Tieni aggiornata la tua posizione VIES se necessario. Le regole base sono nel DPR 633/1972 e nei regolamenti UE IVA. L’Agenzia delle Entrate pubblica le specifiche tecniche e le FAQ operative.
Quali sono le regole sui contributi INPS e la riduzione del 35% per artigiani e commercianti?
Artigiani e commercianti versano contributi fissi su minimali, più una quota percentuale oltre il minimale. Nel forfettario possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti. La richiesta è facoltativa e vincolante finché resti nel regime. Riguarda l’intero pacchetto contributivo. La base normativa è nella Legge 190/2014, con istruzioni INPS (es. circolare 35/2016 e successivi messaggi). La riduzione taglia il costo previdenziale ma riduce anche la deduzione fiscale, perché si deduce quanto versi davvero. Quindi l’imposta sostitutiva potrà risultare un po’ più alta rispetto a contributi non ridotti. Valuta il trade-off tra cassa oggi e pensione futura, e le coperture assicurative collegate. Le aliquote e i minimali cambiano ogni anno. Trovi gli aggiornamenti su INPS e sul sito del Ministero del Lavoro.
Quali controlli posso aspettarmi e quali sono gli errori più comuni da evitare?
I controlli mirano a tre aree: requisiti di accesso e permanenza, corretta fatturazione e imposta di bollo, e contributi. Errori comuni: superare la soglia di 85.000 senza accorgersene; ignorare l’uscita immediata oltre 100.000; dimenticare il bollo sulle fatture sopra 77,47 euro; applicare per errore la ritenuta d’acconto; usare codici documenti sbagliati per estero; non indicare le diciture di legge in fattura; non aggiornare la posizione se entri in un regime speciale IVA; partecipare a una S.r.l. con attività coincidente e controllo. Prevenzione: monitora incassi mensili; usa report dal tuo software di fatturazione elettronica; verifica le soglie a maggio e ottobre prima di acconti e Black Friday/Natale se vendi beni; archivia contratti e prove di territorialità per estero; controlla annualmente le tue partecipazioni societarie. Le sanzioni dipendono dalla violazione e seguono lo Statuto del Contribuente e i decreti sanzionatori IVA e imposte dirette. Consulta Agenzia delle Entrate e Normattiva per i riferimenti puntuali.
