Fotografo freelance: come si fa e quanto guadagna?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per iniziare come fotografo puoi usare la prestazione occasionale (se attività saltuaria) o aprire Partita IVA (se attività abituale). La scelta incide su tasse, contributi INPS e adempimenti amministrativi.

  • Prestazione occasionale: ritenuta d’acconto 20% e contributi INPS solo oltre 5.000 euro annui, senza IVA.
  • Partita IVA: scelta del codice ATECO, iscrizione INPS (Gestione Separata o Artigiani) e regime fiscale (forfettario o ordinario).
  • Forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, esonero IVA, fatturazione elettronica obbligatoria dal 2024.

Diventare fotografo freelance: le due strade possibili

Prestazione occasionale: quando è davvero “saltuaria”

La prestazione occasionale è lavoro autonomo non abituale. In parole semplici: lavori ogni tanto, senza organizzazione stabile. La base giuridica è l’art. 67, comma 1, lettera l) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), consultabile su Normattiva, e l’art. 2222 del Codice civile.

Come si paga l’imposta? Il cliente-sostituto d’imposta trattiene una ritenuta del 20% sul compenso lordo (art. 25 del DPR 600/1973). Tu rilasci una ricevuta, non una fattura. Non applichi IVA (non hai Partita IVA). Se l’importo supera 77,47 euro applichi una marca da bollo da 2 euro sulla ricevuta.

Contributi INPS: finché resti sotto 5.000 euro annui di compensi lordi complessivi, non versi contributi. Oltre tale soglia versi alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente (regole INPS definite annualmente con circolare). La prestazione occasionale non va confusa con il “contratto di prestazione occasionale” PrestO (art. 54-bis del D.L. 50/2017), che è un istituto diverso.

Quando scatta l’obbligo di Partita IVA

Se l’attività diventa abituale, organizzata e con continuità, devi aprire Partita IVA. Questo deriva dalle regole IVA sull’esercizio abituale di impresa o lavoro autonomo (DPR 633/1972) e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate. Non conta solo il fatturato. Conta la ripetitività, l’organizzazione e la promozione stabile.

Esempio: scatti matrimoni ogni mese, hai un listino e un sito con prenotazioni. È abituale. Devi aprire la Partita IVA.

Partita IVA del fotografo: codici ATECO, iscrizioni e previdenza

Codici ATECO consigliati

Per identificare l’attività scegli il codice ATECO corretto:

  • 74.20.19 – Altre attività di riprese fotografiche: servizi per privati e aziende, editoriali, eventi, moda, matrimoni, viaggi.
  • 74.20.12 – Attività di riprese aeree nel campo della fotografia: per foto e video dall’alto, anche con droni.

Il codice guida inquadramento previdenziale, studi di settore/ISA e talvolta permessi locali. Valuta l’uso prevalente. Se operi con droni, considera anche i requisiti tecnici e assicurativi ENAC e normativa europea UAS (Reg. UE 2019/947).

Professionista o impresa artigiana: differenze operative

Puoi aprire come professionista o come ditta individuale artigiana. Da professionista ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Da artigiano ti iscrivi alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani INPS. La differenza pratica: studio e laboratorio attrezzato, stampa e post-produzione organizzata, presenza di dipendenti. Questi indizi spingono verso l’impresa artigiana.

Professionista: iscrizione all’Agenzia delle Entrate con modello AA9/12. Niente CCIAA. Contributi alla Gestione Separata INPS, senza minimali fissi, con aliquota fissata ogni anno da INPS.

Artigiano: Comunicazione Unica al Registro Imprese via SUAP del Comune. Possibile SCIA per il laboratorio. Contributi INPS Artigiani con minimali fissi e percentuali sull’eccedenza (valori aggiornati annualmente da INPS).

IVA, fatture e strumenti digitali

Con Partita IVA emetti fattura elettronica via Sistema di Interscambio. Dal 2024 l’obbligo vale anche per il regime forfettario (normativa Agenzia delle Entrate su fatturazione elettronica, fonte: portale AE). Devi avere SPID/CIE, PEC e spesso firma digitale per pratiche e invii.

La marca da bollo da 2 euro si applica alle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Il versamento avviene trimestralmente secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Regimi fiscali per il fotografo: come scegliere

Regime forfettario: cos’è e quando conviene

Il regime forfettario è un sistema semplificato. Paghi un’imposta sostitutiva al 15% sul reddito “forfettario” (oppure 5% per startup per i primi cinque anni, se rispetti le condizioni). La norma è l’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, con modifiche successive, consultabile su Normattiva.

Soglia di accesso: ricavi o compensi annui fino a 85.000 euro (valore vigente nel 2026 salvo aggiornamenti normativi). Attenzione alle cause di esclusione: partecipazioni in società controllate, regimi speciali IVA, lavoro dipendente prevalente oltre una certa soglia con stesso committente, e altre previste dalla legge.

Reddito imponibile: applichi un coefficiente di redditività ai compensi incassati. Per le attività professionali il coefficiente ordinario è 78% (significa che il 22% è considerato costo a forfait). Esempio: incassi 40.000 euro. Reddito forfettario 31.200 euro (40.000 x 78%). Su 31.200 paghi imposta sostitutiva 15% o 5% se ne hai diritto.

Principio di cassa: contano gli incassi, non le fatture emesse e non incassate. Questo semplifica la gestione e riduce gli acconti se lavori a stagioni.

Forfettario: IVA, ritenute e adempimenti

In forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti (esonero IVA previsto dalla Legge 190/2014). Scrivi in fattura la dicitura di esonero e la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi del comma 67 della stessa legge. Emetti comunque fattura elettronica. Applichi il bollo dove previsto.

Contributi: se sei professionista paghi la Gestione Separata INPS con aliquota definita annualmente da INPS (ad esempio, la misura indicata nelle circolari più recenti si è attestata intorno al 26%). L’importo è calcolato sui compensi imponibili secondo le regole INPS e si versa con F24 insieme a saldo e acconti delle imposte. Se sei artigiano paghi i minimali trimestrali e il conguaglio sull’eccedenza.

Regime ordinario: quando serve e come funziona

Il regime ordinario si usa se superi la soglia per il forfettario o se hai molti costi reali. Tassazione IRPEF a scaglioni sul reddito netto, cioè ricavi meno costi deducibili e ammortamenti. Nel 2026 gli scaglioni IRPEF risultano:

  • fino a 28.000 euro: 23%
  • da 28.001 a 50.000 euro: 33%
  • oltre 50.000 euro: 43%

Applichi IVA sulle fatture, detrai l’IVA sugli acquisti, tieni registri IVA e libri contabili. Usi il principio di cassa se sei professionista, competenza se sei impresa. Puoi dedurre costi importanti: attrezzatura, licenze software, noleggi, auto in parte, studio, corsi, assicurazioni. L’IVA sugli investimenti può rendere l’ordinario più conveniente se compri spesso attrezzatura costosa.

Regola decisionale rapida

La logica per scegliere senza errori

Se fai pochi lavori l’anno, non promuovi in modo stabile, e incassi complessivi bassi: usa la prestazione occasionale. Emetti ricevuta con ritenuta d’acconto 20%. Paghi contributi INPS solo oltre 5.000 euro annui.

Se lavori con continuità o ti promuovi regolarmente: apri Partita IVA. La legge considera l’abitualità più del volume d’affari.

Se prevedi compensi fino a 85.000 euro e hai costi bassi: scegli il regime forfettario. Paghi imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up), niente IVA e contabilità semplificata.

Se superi 85.000 euro o hai costi reali elevati, attrezzature costose e IVA da detrarre: scegli il regime ordinario. Potrai ammortizzare e dedurre di più, e recuperare l’IVA sugli acquisti.

Se hai un laboratorio strutturato, dipendenti o uno studio aperto al pubblico: valuta l’impresa artigiana. Iscrizione in Camera di Commercio, Gestione Artigiani INPS, eventuale SCIA al SUAP.

Adempimenti passo-passo e riferimenti normativi

Apertura come professionista

Compila e invia il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (sportello o canali telematici). Indica il codice ATECO, il regime fiscale e la data di inizio. Iscriviti alla Gestione Separata INPS. Questi passaggi derivano dalle regole dell’Agenzia delle Entrate e INPS, consultabili sui rispettivi portali istituzionali.

Apertura come impresa artigiana

Usa la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Invia la SCIA al SUAP se apri laboratorio o studio. Iscriviti alla Gestione Artigiani INPS. Le basi sono nel Codice Civile, nelle norme su impresa, e nelle procedure del Registro Imprese e del Ministero del Lavoro.

Fatturazione elettronica e bollo

Emetti e invii fatture elettroniche tramite SdI (normativa sulla e-fattura: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate). Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, il bollo si applica e si paga nei termini fissati dall’Agenzia.

Contributi e imposte: quando si pagano

Saldi e acconti di imposte e contributi si pagano con F24 secondo il calendario fiscale annuale (tipicamente tra giugno e novembre). INPS pubblica ogni anno le aliquote e le scadenze con circolari. Consulta le circolari INPS e il portale dell’Agenzia delle Entrate per le date aggiornate.

Fotografia con droni: regole da conoscere

Se usi droni, segui il Regolamento (UE) 2019/947 e le disposizioni ENAC. Servono formazione, registrazione operatore, assicurazione obbligatoria e rispetto delle categorie operative (Open, Specific). Per riprese in aree urbane o su persone occorrono limitazioni, autorizzazioni o scenari standard.

Errori frequenti da evitare

Confondere prestazione occasionale con attività abituale

Non basarti solo sull’importo incassato. Se lavori con continuità, la prestazione occasionale non è più corretta. Rischi sanzioni tributarie e contributive.

Applicare la ritenuta ai forfettari

Se sei forfettario, non subisci ritenuta d’acconto. Inserisci sempre la dicitura in fattura. Molti clienti la applicano per abitudine: chiarisci prima di emettere il documento.

Dimenticare bollo ed e-fattura

Anche i forfettari usano la fatturazione elettronica. Le fatture senza IVA oltre 77,47 euro richiedono l’imposta di bollo. L’Agenzia delle Entrate addebita il bollo periodicamente.

Trascurare privacy e liberatorie

Se fotografi persone, raccogli il consenso informato per usi commerciali. Rispetta il GDPR (Reg. UE 2016/679) e il Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003). Conserva le liberatorie con data e finalità.

Ignorare la previdenza corretta

Scegli la gestione INPS giusta: Gestione Separata per professionisti, Artigiani per impresa con laboratorio. Verifica ogni anno aliquote e minimali sul portale INPS.

Fonti istituzionali da consultare

Per la normativa fiscale: Normattiva per TUIR e DPR 600/1973; DPR 633/1972 per IVA; Legge 190/2014 per il forfettario; portale dell’Agenzia delle Entrate per fatturazione elettronica e imposta di bollo. Per previdenza: circolari annuali INPS e portale INPS. Per aspetti d’impresa: Registro Imprese e SUAP del Comune; Ministero del Lavoro per inquadramenti e adempimenti. Per droni: regolamenti ENAC e normativa UE.

Scenario Requisiti/Adempimenti Fisco e IVA Tempistiche/Note
Prestazione occasionale Attività non abituale; ricevuta con ritenuta 20%; contributi INPS solo oltre 5.000 euro annui Nessuna IVA; ritenuta d’acconto 20% (DPR 600/1973); bollo se >77,47 euro Immediato; nessuna apertura P.IVA; conservare ricevute e CU del cliente
Professionista in forfettario AA9/12; ATECO 74.20.19 o 74.20.12; INPS Gestione Separata; e-fattura Imposta sostitutiva 15% (5% start-up); esonero IVA; no ritenuta; coefficiente 78% Attivo in 1-5 giorni lavorativi; imposte e contributi con F24 a saldo/acconti
Professionista in ordinario AA9/12; INPS Gestione Separata; registri IVA; contabilità semplificata/ordinaria IRPEF a scaglioni 23/33/43; IVA con detrazione; deduzione costi reali Attivo in 1-5 giorni; liquidazioni IVA periodiche; adempimenti contabili completi
Impresa artigiana (studio/lab) Comunicazione Unica; CCIAA; possibile SCIA; INPS Artigiani; eventuale INAIL IRPEF su reddito d’impresa; IVA; contributi con minimali e conguagli 7-15 giorni medi; contributi trimestrali; maggiori oneri amministrativi
Riprese con droni Registrazione operatore; attestati; assicurazione; rispetto categorie UAS Regole non fiscali; fatturazione come sopra (forfettario/ordinario) Variabile; autorizzazioni ENAC per scenari specifici; pianifica prima del servizio

FAQ — Domande frequenti sul diventare fotografo freelance

Posso lavorare con prestazione occasionale se faccio 8-10 servizi l’anno?

Dipende dal contesto. La legge guarda all’abitualità, non al numero esatto di lavori. Se ti promuovi in modo stabile, hai un listino, rispondi a richieste ricorrenti e organizzi mezzi (sito, pubblicità, attrezzature dedicate), l’Agenzia delle Entrate può considerare l’attività abituale. In quel caso serve la Partita IVA (DPR 633/1972 e prassi AE). Se invece sono incarichi sporadici e non programmati, senza una struttura organizzata, la prestazione occasionale è corretta (art. 67 TUIR). Ricorda: con prestazione occasionale emetti ricevuta con ritenuta 20% e paghi contributi Gestione Separata solo sulla parte eccedente 5.000 euro annui. Tieni traccia chiara di date, compensi e natura dell’incarico, per dimostrare la non abitualità in caso di controlli.

Forfettario o ordinario: come faccio il calcolo di convenienza reale?

Fai così. 1) Stima i compensi annui. 2) Se prevedi di restare entro 85.000 euro e hai costi bassi, il forfettario di solito conviene. Calcola reddito imponibile con il coefficiente 78% e applica il 15% (o 5% start-up). 3) Stima i contributi INPS: in Gestione Separata dipendono dagli incassi; in Artigiani ci sono minimali più conguaglio. 4) Confronta con l’ordinario: qui sottrai i costi reali (attrezzatura, software, viaggi, affitto studio, ammortamenti) dal totale compensi. Applichi le aliquote IRPEF a scaglioni 23/33/43 e detrai/dedurri oneri. Considera anche l’IVA: in ordinario recuperi l’IVA sugli acquisti, utile se compri spesso attrezzatura costosa. Se i tuoi costi superano circa il 22% dei compensi e fai investimenti con molta IVA, l’ordinario può essere più conveniente. Verifica con un prospetto numerico su due o tre scenari.

Come fatturo a clienti esteri (EU e extra-UE) se sono forfettario?

Per servizi a soggetti passivi IVA UE, la territorialità segue l’art. 7-ter del DPR 633/1972: l’operazione è di regola imponibile nel Paese del cliente. In pratica, emetti fattura senza IVA con dicitura di inversione contabile secondo le regole del cliente estero. Per clienti extra-UE vale la stessa regola di territorialità: in molti casi la prestazione non è imponibile in Italia. Anche i forfettari, dal 2024, usano la fattura elettronica e inviano i dati delle operazioni transfrontaliere tramite SdI secondo le specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Se vendi a privati esteri, le regole cambiano in base alla natura del servizio e alla localizzazione del cliente. Conserva la documentazione che prova la soggettività IVA del committente UE (es. numero VAT valido) e la residenza del cliente extra-UE. Verifica sempre le indicazioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate su e-fattura e operazioni estere.

Quali costi posso dedurre in ordinario e come tratto l’attrezzatura fotografica?

Nel regime ordinario deduci i costi inerenti all’attività: corpi macchina e obiettivi, luci, gimbal, computer, licenze software, noleggi, spese di viaggio e trasferta, affitto studio, utenze, assicurazioni professionali e formazione. Per beni strumentali durevoli, come fotocamere e lenti, usi l’ammortamento: spalmi il costo su più anni secondo i coefficienti fiscali. L’IVA sugli acquisti è detraibile se i beni sono usati per l’attività. Per l’auto, la deducibilità è parziale secondo le regole del TUIR. Conserva fatture, contratti e giustificativi. Tieni i registri IVA e la prima nota. Un piano di acquisti strutturato può ridurre l’imponibile in modo legittimo e ottimizzare il carico fiscale.

Uso i droni: quali obblighi ho oltre a Partita IVA e tasse?

Devi rispettare il Regolamento (UE) 2019/947 e le disposizioni ENAC. Iscrivi l’operatore UAS, ottieni l’attestato per la categoria operativa pertinente (Open A1/A3, A2 o Specific), stipula l’assicurazione obbligatoria per responsabilità civile verso terzi e rispetta limiti su persone, aree urbane e zone vietate. Per riprese in scenari complessi o aree critiche servono autorizzazioni o scenari standard. Inserisci nei preventivi tempi e costi per permessi e valutazioni del rischio. In fattura segui il tuo regime fiscale (forfettario o ordinario). Per dati e privacy, se riprendi persone identificabili, rispetta il GDPR e valuta la necessità di liberatorie e informative.

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