Credito d’imposta: cos’è e come funziona?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il credito d’imposta per beni strumentali riduce le imposte. Si usa in F24 a quote annuali. Spetta a imprese e autonomi, anche forfettari, se rispettano requisiti, documentazione e finestre 2020–2023 e Transizione 5.0.

  • Quadro normativo: Legge 160/2019 e successive leggi di bilancio fino alla Legge 213/2023; Transizione 5.0 introdotta dal DL 19/2024 convertito in Legge 56/2024.
  • Utilizzo: compensazione in F24 in quote annuali, dal periodo di entrata in funzione/interconnessione; cumulabilità limitata nel rispetto dei massimali di costo.
  • Documenti: perizia o attestazione, interconnessione, dicitura in fattura, conservazione tecnica; per 5.0 servono certificazioni energetiche ex ante ed ex post.

Che cos’è il credito d’imposta per beni strumentali: quadro 2020–2026

Il credito d’imposta per beni strumentali è un’agevolazione che riconosce un credito fiscale a chi investe in beni nuovi per l’attività. Il credito riduce tributi e contributi tramite compensazione in F24.

La base normativa nasce con la Legge 160/2019. Questa legge ha sostituito super e iperammortamento con un credito d’imposta. Il quadro è stato prorogato e modificato dalle Leggi 178/2020, 234/2021, 197/2022 e 213/2023.

Per gli investimenti 2023 restano le aliquote e i tetti fissati dalla Legge di Bilancio 2023. È stabile anche la “coda” sugli ordini prenotati entro fine 2023 con acconto del 20% e consegna entro termine tecnico (in via generale, entro il 30 giugno 2024).

Dal 2024 è operativo il Piano Transizione 5.0. È stato introdotto dal Decreto-Legge 19/2024, convertito in Legge 56/2024. Riguarda investimenti 2024–2025 in beni “4.0” che producono risparmio energetico misurabile. Il credito 5.0 richiede certificazioni tecniche e segue regole dedicate.

Le fonti ufficiali sono consultabili su Normattiva. La prassi applicativa viene pubblicata dall’Agenzia delle Entrate. Gli aspetti tecnici “4.0” fanno capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per l’energia intervengono anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e, per 5.0, il GSE per le procedure informatiche.

Chi può accedere e su quali beni

Soggetti ammessi

Possono accedere imprese e lavoratori autonomi. Sono inclusi i contribuenti in regime forfettario. Serve residenza o stabile organizzazione in Italia. Bisogna essere in regola con sicurezza sul lavoro e versamenti contributivi.

Restano esclusi i soggetti con beni usati, salvo specifiche eccezioni non previste dalla disciplina standard. Sono ammessi tutti i settori, con alcune esclusioni particolari previste dalle norme UE sugli aiuti di Stato.

Beni agevolabili

Beni strumentali sono i beni necessari per svolgere l’attività. Possono essere materiali (macchinari, attrezzature, arredi) o immateriali (software). “Tecnologicamente avanzati” indica i beni 4.0 degli Allegati A e B della Legge 232/2016. Questi beni devono essere interconnessi ai sistemi dell’impresa.

Beni non 4.0 sono gli altri beni strumentali nuovi, non ricompresi negli elenchi 4.0. Anche questi sono stati agevolati, ma solo entro finestre temporali definite e con aliquote più basse.

Aliquote e finestre temporali: 2023 e Transizione 5.0

Investimenti 2023 (disciplina beni strumentali “classica”)

Per spese 2023 (consegna e collaudo nel 2023 o prenotazione 2023 con acconto 20% e consegna entro il termine tecnico):

  • Beni materiali 4.0 (Allegato A): credito dal 5% al 20% a scaglioni, in base al costo complessivo per periodo d’imposta.
  • Beni immateriali 4.0 (Allegato B): 20% fino a 1 milione di euro.
  • Altri beni materiali non 4.0: 6% fino a 2 milioni di euro.
  • Altri beni immateriali non 4.0: 6% fino a 1 milione di euro.

Queste percentuali derivano dal combinato disposto della Legge 160/2019 e delle proroghe nelle successive leggi di bilancio. Le condizioni operative si trovano nelle circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Transizione 5.0 (investimenti 2024–2025)

Il Piano Transizione 5.0 riconosce un credito per investimenti 2024–2025 in beni 4.0 che migliorano l’efficienza energetica del processo. Serve un risparmio misurabile, con verifica prima e dopo l’investimento.

Le aliquote sono modulari e legate a due fattori: scaglione di spesa e percentuale di risparmio energetico. In sintesi, maggiore è il risparmio, maggiore è la percentuale di credito. Il quadro normativo prevede percentuali fino a livelli elevati rispetto al 4.0 classico. Le regole di dettaglio sono nel DL 19/2024 (Legge 56/2024) e nei decreti attuativi consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.

Per 5.0 servono certificazioni tecniche ex ante ed ex post rilasciate da professionisti abilitati. Le comunicazioni e la gestione avvengono tramite la piattaforma informatica dedicata gestita dal GSE. L’agevolazione si usa in compensazione in F24 con quote e tempistiche definite dai relativi atti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Quando matura e come si usa il credito

Entrata in funzione e interconnessione

Per i beni non 4.0 il credito matura dall’entrata in funzione. Per i beni 4.0 matura dall’interconnessione ai sistemi aziendali. Interconnessione significa che il bene scambia dati in modo automatico con i sistemi dell’impresa.

La disciplina 2021–2023 prevede, in generale, l’utilizzo del credito in tre quote annuali di pari importo. La compensazione decorre dall’anno di entrata in funzione (beni non 4.0) o dall’anno di interconnessione (beni 4.0).

Compensazione in F24

Si usa il modello F24 in compensazione orizzontale. Il credito abbatte tributi e contributi dovuti (art. 17, D.Lgs. 241/1997). Valgono i codici tributo e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Occorre conservare tutti i documenti tecnici in caso di controlli.

Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte dirette né dell’IRAP, salvo diverse previsioni specifiche. Non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi.

Adempimenti e documenti: cosa serve davvero

Dicitura in fattura e tracciabilità

Le fatture e i documenti di acquisto devono riportare il riferimento normativo del credito. I pagamenti rilevanti devono essere tracciabili. Questo aiuta a dimostrare l’investimento in modo chiaro.

Perizia, attestazioni e conservazione

Per i beni 4.0 serve una perizia tecnica o attestazione di conformità. Un ingegnere o perito industriale abilitato certifica che il bene possiede le caratteristiche 4.0 e che è interconnesso. Sotto una certa soglia di costo è ammessa un’autocertificazione del legale rappresentante, secondo le regole in vigore per gli anni agevolati.

Per il 5.0 servono anche la diagnosi energetica iniziale e la certificazione dei risparmi a fine progetto. Tutta la documentazione va conservata. In caso di verifica, l’assenza di un documento può far perdere il credito.

Regolarità contributiva e sicurezza

Bisogna essere in regola con gli obblighi di sicurezza sul lavoro e con i versamenti contributivi. La normativa generale lo richiede per fruire del credito. Questi controlli possono coinvolgere INPS e INAIL.

Regola decisionale rapida

Usa questi passaggi logici per capire quale disciplina applicare:

  • Hai investito nel 2023? Applica la disciplina “beni strumentali” 2023. Verifica se il bene è 4.0 (Allegati A/B) o no. Applica le relative aliquote.
  • Hai prenotato entro il 31/12/2023 con acconto almeno del 20%? Se sì, puoi chiudere la consegna entro il termine tecnico (in via generale, 30/06/2024) e mantenere le aliquote 2023.
  • Investi nel 2024–2025 e il bene è 4.0 con miglioramento energetico del processo? Valuta la Transizione 5.0. Prepara diagnosi energetica, certificazioni e pratica su piattaforma GSE.
  • Sei in regime forfettario? Puoi usare il credito in F24 per compensare imposte e contributi. Devi però avere debiti capienti da compensare.
  • Hai dubbi su perizia, interconnessione o dicitura fattura? Fatti guidare prima di pagare l’ordine. Un errore formale può azzerare l’agevolazione.

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1: bene non 4.0 nel 2023

Fabio è un fotografo e compra una macchina fotografica nuova nel 2023 per 2.000 euro. È un bene non 4.0. Ottiene un credito del 6%: 2.000 x 6% = 120 euro. Usa il credito in tre quote annuali da 40 euro ciascuna in F24.

Esempio 2: bene 4.0 nel 2023

Un’officina acquista nel 2023 un centro di lavoro 4.0 da 200.000 euro. Il bene è interconnesso. L’aliquota rientra nello scaglione più favorevole del 20%. Il credito è 40.000 euro, utilizzabile in tre quote annue da 13.333,33 euro.

Esempio 3: Transizione 5.0 nel 2025

Una PMI sostituisce linee produttive con beni 4.0 nel 2025. Il progetto certifica un risparmio energetico significativo. Il credito 5.0 si calcola in base a scaglioni e percentuale di risparmio. La fruizione avviene in F24 secondo le quote previste dai decreti attuativi.

Regime forfettario: come si concilia con i crediti

Nel regime forfettario non deduci i costi. Il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Ma i crediti d’imposta sono indipendenti dai costi deducibili. Puoi usarli in compensazione in F24.

Devi registrare i beni strumentali nel libro cespiti o in un prospetto interno chiaro. Questo serve per tracciare entrata in funzione, interconnessione, eventuali plusvalenze future. Non puoi ammortizzare i costi, ma devi conservare le prove dell’investimento agevolato.

Se non hai imposte da compensare, puoi usare il credito contro i contributi INPS dovuti. Vale la compensazione orizzontale. Attenzione ai limiti generali e alle regole sui crediti in F24.

Cumulabilità e limiti

La cumulabilità con altre agevolazioni è possibile entro il costo sostenuto e nei limiti previsti dalle norme sugli aiuti di Stato. Verifica sempre le regole specifiche dell’annualità e dell’incentivo. Alcune misure impongono divieti di cumulo o cap massimi.

Il credito decade se mancano i requisiti oggettivi o soggettivi. Decade anche in caso di delocalizzazione o cessione del bene entro i termini di legge, se non si sostituisce con bene avente caratteristiche analoghe.

Errori frequenti da evitare

Mancata interconnessione

Per i beni 4.0, senza interconnessione il credito scende alla misura dei beni non 4.0. Oppure non matura finché non interconnetti. Pianifica l’integrazione IT prima della consegna.

Niente dicitura in fattura

Se la fattura non riporta il riferimento normativo, rischi la contestazione. Chiedi al fornitore di inserire la dicitura prima dell’emissione. Controlla anche i documenti di trasporto.

Perizia tardiva o incompleta

La perizia deve descrivere caratteristiche 4.0 e interconnessione. Evita relazioni generiche. Un tecnico abilitato deve firmare. Senza perizia, il credito 4.0 è a rischio.

Compensazione anticipata

Non usare il credito prima dell’entrata in funzione o dell’interconnessione. L’Agenzia delle Entrate può recuperare quanto compensato, con sanzioni e interessi.

Scenario Requisiti tecnici e documentali Finestra temporale Fruizione del credito
Beni materiali 4.0 (Allegato A) – investimenti 2023 Perizia/attestazione 4.0; interconnessione; dicitura in fattura; regolarità sicurezza e contributi Consegna/interconnessione nel 2023; prenotazione 2023 con acconto 20% e consegna entro termine tecnico Aliquota 5%–20% per scaglioni; utilizzo in F24 in 3 quote annue dal periodo di interconnessione
Beni immateriali 4.0 (Allegato B) – investimenti 2023 Attestazione software 4.0; interconnessione; dicitura in fattura; conservazione contratti di licenza Consegna nel 2023; eventuale prenotazione 2023 con termine tecnico di consegna Aliquota 20% fino a 1 milione; 3 quote annue in F24 dal periodo di interconnessione
Altri beni materiali/immateriali non 4.0 – 2023 Entrata in funzione; dicitura in fattura; tracciabilità pagamenti; rispetto requisiti generali Consegna nel 2023; prenotazione 2023 con consegna entro termine tecnico 6% (materiali fino a 2 mln; immateriali fino a 1 mln); 3 quote annue in F24 dall’entrata in funzione
Transizione 5.0 – investimenti 2024–2025 Diagnosi energetica ex ante; perizia 4.0; certificazione risparmi ex post; pratiche su piattaforma GSE; dicitura in fattura Ordini, consegna e interconnessione nel 2024–2025, secondo decreti attuativi Aliquota modulata per scaglioni e risparmio energetico; utilizzo in F24 con quote e termini previsti da atti attuativi

FAQ

1) Sono in regime forfettario: posso ottenere e usare il credito d’imposta per beni strumentali?

Sì. Il credito d’imposta non dipende dalla deducibilità dei costi. Nel forfettario il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, ma i crediti si usano comunque in compensazione in F24. Puoi compensare imposte e contributi, inclusi i contributi INPS. Devi però avere debiti capienti da azzerare o ridurre. Se non hai abbastanza debiti nell’anno, porti avanti le quote residue agli anni successivi, rispettando le regole di utilizzo. Conserva fatture, prova dei pagamenti, documenti tecnici (perizia, interconnessione) e, per 5.0, le certificazioni energetiche. Tieni un registro cespiti o un prospetto interno con data di entrata in funzione e, se 4.0, data di interconnessione. Questo facilita i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

2) Quali sono le differenze chiave tra beni 4.0 del 2023 e investimenti Transizione 5.0?

Il 4.0 del 2023 premia l’innovazione digitale secondo gli Allegati A e B della Legge 232/2016. Serve interconnessione e, in genere, una perizia tecnica. Le aliquote sono tra 5% e 20% per i beni materiali e 20% per i software 4.0, entro tetti annuali. Il 5.0, introdotto dal DL 19/2024 (L. 56/2024), aggiunge un requisito energetico: l’investimento deve ridurre i consumi del processo. Devi dimostrarlo con certificazioni ex ante ed ex post. Le aliquote 5.0 sono più alte, ma variano per scaglioni e per percentuale di risparmio. Richiede anche pratiche su una piattaforma gestita dal GSE. In sintesi: il 4.0 guarda alla trasformazione digitale; il 5.0 unisce digitale ed efficienza energetica, con una burocrazia più tecnica ma premi più forti.

3) Quando decorre l’utilizzo del credito e quante sono le quote annuali?

Per gli investimenti quadriennio 2021–2023, la regola generale prevede tre quote annuali di pari importo. Se il bene non è 4.0, la decorrenza è l’anno di entrata in funzione. Se è 4.0, la decorrenza è l’anno di interconnessione. Questo vale anche per i software 4.0. Fino a quando il bene non è interconnesso, puoi fruire solo della misura prevista per i beni non 4.0, oppure attendere di completare l’interconnessione. Per gli investimenti 2024–2025 in 5.0, le quote e i termini sono stati fissati dai decreti e dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate: l’utilizzo avviene in compensazione in F24 a partire dalla chiusura tecnica del progetto e dalla certificazione dei risparmi. Verifica sempre l’atto attuativo applicabile all’anno del tuo investimento.

4) Quali diciture devo riportare in fattura per non perdere il beneficio?

Le fatture e gli altri documenti di acquisto devono indicare il riferimento normativo della misura. Per gli investimenti 2023 si richiama la Legge 160/2019 e le successive leggi di bilancio di proroga pertinenti. Per i beni 4.0 si indica anche il riferimento agli Allegati A o B della Legge 232/2016. Per il 5.0 si richiamano il DL 19/2024 (L. 56/2024) e i relativi decreti attuativi. Chiedi al fornitore di inserire la dicitura al momento dell’ordine. Se hai già una fattura senza la nota, chiedi un documento integrativo conforme. Mantieni tracciabilità del pagamento. Una dicitura corretta evita contestazioni in sede di controllo e rende più semplice l’istruttoria tecnica.

5) Cosa succede se vendo o dismetto il bene agevolato prima del termine?

Se cedi o delocalizzi il bene entro i termini previsti, il credito può decadere in tutto o in parte. Dovrai restituire il beneficio fruito con sanzioni e interessi. Alcune discipline consentono la sostituzione con un bene con caratteristiche analoghe o superiori, mantenendo l’agevolazione. Devi documentare la sostituzione e l’eventuale nuova interconnessione. Per i beni 4.0 la nuova interconnessione è essenziale. Comunica correttamente le variazioni nella dichiarazione e conserva gli atti di cessione o dismissione. In caso di progetti 5.0, attenzione anche al mantenimento dei risparmi energetici dichiarati. Un calo non giustificato può generare recuperi. Consulta sempre le fonti ufficiali (Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero competente) prima di procedere.

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