Riduzione della NASpI: cos’è e come funziona?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La NASpI si riduce del 3% da mese 6 (mese 8 se hai più di 55 anni). Puoi richiederla in anticipo in un’unica soluzione per avviare un’attività autonoma o entrare in cooperativa.

  • Decurtazione 3%: decorre dal 6° mese di fruizione; dall’8° mese se al momento della domanda avevi più di 55 anni (Legge 234/2021).
  • Requisiti NASpI: disoccupazione involontaria, 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, DID e Patto di Servizio (D.lgs. 22/2015 e D.lgs. 150/2015).
  • NASpI anticipata: domanda entro 30 giorni dall’avvio dell’attività autonoma o dalla domanda NASpI se già attiva (art. 8, c. 4, D.lgs. 22/2015).

Cos’è la NASpI e quando spetta

La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori subordinati. Serve a coprire il reddito quando perdi il lavoro per cause non dipendenti da te. Esempi: licenziamento, scadenza del termine, dimissioni per giusta causa.

Per “disoccupazione” la legge intende che non lavori e che ti rendi disponibile a cercare un nuovo impiego. Lo provi con la DID, cioè la Dichiarazione di Immediata Disponibilità, e con la sottoscrizione del Patto di Servizio con il Centro per l’Impiego.

La base normativa è nel Decreto legislativo 22/2015, integrato dal Decreto legislativo 150/2015 per le politiche attive. Le novità dal 2022 sono nella Legge 234/2021, che ha aggiornato requisiti e riduzione dell’importo. Le istruzioni operative sono nelle circolari INPS (ad esempio la Circolare INPS n. 2 del 2022).

Requisiti aggiornati dal 2022

Dal 1° gennaio 2022 la regola delle 30 giornate effettive nell’ultimo anno non si applica più. Oggi contano:

  • cessazione involontaria del rapporto di lavoro o dimissioni per giusta causa;
  • almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione;
  • stato di disoccupazione con DID e Patto di Servizio (D.lgs. 150/2015).

Rientrano di norma gli assunti a tempo indeterminato o determinato, apprendisti e lavoratori domestici. Restano esclusi gli operai agricoli a tempo determinato (che hanno la specifica indennità agricola) e i lavoratori stagionali extracomunitari con permesso legato alla stagione.

Puoi presentare la domanda entro 68 giorni dalla fine del rapporto. La decorrenza dell’indennità segue le regole dell’art. 6 del D.lgs. 22/2015: parte dall’ottavo giorno successivo alla cessazione se presenti la domanda entro l’ottavo giorno, oppure dal giorno successivo alla domanda se la presenti dopo.

Come si calcola l’importo e come funziona la decurtazione del 3%

L’importo mensile della NASpI si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni. La legge usa una soglia che l’INPS aggiorna ogni anno con circolare. La regola è semplice:

  • se la tua retribuzione media è sotto la soglia, l’importo è il 75% di quella media;
  • se è sopra la soglia, prendi il 75% della soglia più il 25% della parte eccedente;
  • vale anche un massimale mensile, aggiornato ogni anno dall’INPS.

La riduzione del 3% al mese (detta “decalage”) si applica sull’importo spettante a partire:

  • dal primo giorno del 6° mese di fruizione;
  • dal primo giorno dell’8° mese se al momento della domanda avevi più di 55 anni.

Esempio. NASpI iniziale 1.200 euro, età 30 anni, decorrenza da gennaio. A giugno passa a 1.164 euro (–3%). A luglio scende a 1.129,08 euro. E continua così, riducendosi ogni mese del 3% rispetto al mese precedente.

La base normativa è nell’art. 4 del D.lgs. 22/2015, come modificato dalla Legge 234/2021. L’INPS ha dato istruzioni operative con la Circolare n. 2/2022 e successivi messaggi. Puoi verificare i testi sul portale Normattiva e le circolari sul sito INPS. Per i principi di condizionalità e gli obblighi con i Centri per l’Impiego, il riferimento è il D.lgs. 150/2015 e le note del Ministero del Lavoro.

Durata, sospensioni e decadenza

La durata massima dipende dai contributi utili degli ultimi 4 anni. Si calcola metà delle settimane accreditate. Con 104 settimane di contributi ottieni 52 settimane di NASpI. Il limite naturale sono i 4 anni osservati, quindi fino a circa 24 mesi.

La NASpI si sospende in alcuni casi. Ad esempio, se accetti un lavoro subordinato a tempo determinato fino a 6 mesi e comunichi il reddito previsto, l’indennità si sospende e poi riprende. Per lavori part-time o co.co.co, si applicano regole di cumulo e riduzione.

Decadi dal diritto se rifiuti un’offerta congrua senza giustificato motivo, non partecipi alle misure del Centro per l’Impiego, o non comunichi entro i termini i redditi da lavoro durante la fruizione. Questi obblighi nascono dal D.lgs. 150/2015 e dalle istruzioni del Ministero del Lavoro.

Compatibilità con lavoro subordinato, autonomo o P.IVA

Lavoro subordinato

Se trovi un lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, la NASpI si interrompe. Se è a termine o part-time, puoi cumulare in parte l’indennità. Devi comunicare all’INPS entro un mese il reddito annuo previsto. L’INPS riduce la NASpI secondo le percentuali indicate nelle circolari (in linea generale, si sottrae una quota dell’indennità in base al reddito atteso). Se non comunichi, rischi la decadenza e il recupero degli importi.

Lavoro autonomo o impresa individuale

Puoi svolgere lavoro autonomo o aprire Partita IVA mentre percepisci la NASpI. Devi inviare all’INPS entro 30 giorni la comunicazione del reddito presunto. In base alla disciplina INPS, se il reddito resta entro la soglia prevista per l’anno (indicata nelle circolari), l’indennità è ridotta e non si perde totalmente. Le soglie di prassi richiamate dall’INPS per cumulo sono storicamente diverse tra subordinato e autonomo; verifica sempre la circolare annuale per i valori aggiornati.

In alternativa, puoi chiedere la NASpI anticipata in un’unica soluzione. È la strada tipica se vuoi investire nella tua attività.

NASpI anticipata in un’unica soluzione

L’anticipo NASpI ti paga in una sola volta il residuo che avresti percepito mese per mese. È utile per finanziare l’avvio dell’attività. La norma è l’art. 8, comma 4, del D.lgs. 22/2015.

Puoi ottenerla se:

  • avvii un’attività autonoma o di impresa individuale;
  • apri Partita IVA e lavori come professionista o ditta individuale;
  • entri come socio lavoratore in una cooperativa che applica in forma mutualistica il tuo lavoro.

Tempi. Devi presentare la richiesta entro 30 giorni:

  • dalla data di avvio dell’attività o apertura della Partita IVA, se avviene dopo la domanda NASpI;
  • dalla data della domanda NASpI, se l’attività era già iniziata dopo la cessazione del rapporto di lavoro;
  • dalla data di autorizzazione alla NASpI, se entri in cooperativa dopo.

Effetti. Con l’anticipo non maturi più contributi figurativi e non prendi gli assegni per il nucleo familiare sulla NASpI. Se, entro il periodo che sarebbe stato coperto dalla NASpI residua, torni a lavorare come dipendente a tempo indeterminato, la regola generale prevede la restituzione dell’anticipo. L’INPS chiarisce modalità e casi particolari nelle sue circolari e messaggi.

Documenti tipici: domanda NASpI online, comunicazione di inizio attività (SCIA o iscrizione INPS/INAIL se dovuta), autocertificazione sul progetto, statuto e delibera se cooperativa. Verifica con l’INPS l’elenco aggiornato nella circolare dell’anno.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere in fretta:

  • Vuoi avviare o hai appena avviato un’attività autonoma e ti serve liquidità iniziale? Richiedi NASpI anticipata entro 30 giorni. Valuta il fabbisogno di cassa e la sostenibilità fiscale.
  • Hai già contratti attivi, ma con reddito previsto modesto? Potresti restare con la NASpI mensile e comunicarne il reddito per una riduzione proporzionale, evitando l’anticipo.
  • Prevedi di trovare presto un lavoro dipendente stabile? Meglio la NASpI mensile: con l’anticipo rischi la restituzione se ti assumi a tempo indeterminato entro il periodo residuo.
  • Se hai più di 55 anni, la decurtazione parte dall’8° mese. Questo rende più vantaggiosi i primi sette mesi di NASpI. Valuta se rimandare l’anticipo per massimizzare la liquidità netta.
  • Hai necessità immediate di investire in beni o marketing? L’anticipo concentra la liquidità adesso, ma perdi i contributi figurativi. Pondera con il tuo business plan.

Scadenze operative e adempimenti essenziali

Ricorda tre scadenze:

  • 68 giorni: termine massimo per la domanda NASpI dalla fine del rapporto di lavoro;
  • 8 giorni: per la decorrenza piena, se presenti subito la domanda;
  • 30 giorni: per comunicare avvio attività o reddito presunto, o per chiedere l’anticipo NASpI.

Gli obblighi con i Centri per l’Impiego sono continui. Mantieniti reperibile, partecipa alle convocazioni e aggiorna il Patto di Servizio. La mancata collaborazione comporta sanzioni progressive fino alla decadenza, come previsto dal D.lgs. 150/2015 e dalle linee del Ministero del Lavoro.

Fonti normative e amministrative da conoscere

Verifica sempre sui testi ufficiali:

  • D.lgs. 22/2015: istituisce la NASpI; articoli su requisiti, calcolo, decorrenza e anticipo;
  • Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022): introduce la riduzione 3% dal 6°/8° mese e rimuove le 30 giornate;
  • D.lgs. 150/2015: regole su DID, condizionalità, politiche attive e sanzioni;
  • Circolari e messaggi INPS (ad es. Circolare n. 2/2022): istruzioni applicative su importi, soglie e procedura;
  • Portale Normattiva e documenti del Ministero del Lavoro: per testi aggiornati e interpretazioni ufficiali.

Esempi pratici

Hai 29 anni, NASpI iniziale 900 euro, attività autonoma con reddito presunto basso. Comunichi all’INPS il reddito e mantieni la NASpI con riduzione. Pro: flusso mensile garantito. Contro: liquidità iniziale limitata per l’attività.

Hai 57 anni, NASpI iniziale 1.100 euro, vuoi aprire Partita IVA per consulenza. La decurtazione parte dall’8° mese. Valuti di incassare i primi 7 mesi senza riduzioni e chiedere poi l’anticipo del residuo alla data di apertura.

Hai 35 anni, NASpI iniziale 1.300 euro, firmi un part-time a tempo determinato 5 mesi. Comunichi il reddito entro un mese. La NASpI si riduce o si sospende secondo le regole INPS. A scadenza, riprende fino a esaurimento.

Scenario Requisiti specifici Cosa comunicare all’INPS Scadenze Effetto sulla NASpI
Percepisci NASpI, età ≤ 55 Decurtazione 3% dal 6° mese Nessuna comunicazione se non varia la situazione Riduzione automatica dal mese 6 Importo cala del 3% ogni mese dal mese 6
Percepisci NASpI, età > 55 Decurtazione 3% dall’8° mese Riduzione automatica dal mese 8 Importo cala del 3% ogni mese dal mese 8
Apri Partita IVA dopo la domanda Attività autonoma effettiva Domanda anticipo NASpI o reddito presunto Entro 30 giorni dall’apertura Anticipo in unica soluzione o riduzione per cumulo
Hai già Partita IVA inattiva o senza redditi Avvii attività dopo la disoccupazione Domanda anticipo o comunicazione reddito Entro 30 giorni dall’avvio effettivo Anticipo o NASpI mensile con decurtazione
Lavoro subordinato part-time Contratto a termine o part-time Reddito annuo presunto Entro 30 giorni dall’assunzione Riduzione, sospensione o cumulo secondo INPS
Ingresso in cooperativa Socio lavoratore con mutualità Domanda NASpI anticipata Entro 30 giorni dall’ingresso Pagamento in unica soluzione del residuo

FAQ

1) Come si determina l’importo iniziale della NASpI e quali valori usare nel 2026?

L’importo iniziale dipende dalla tua retribuzione imponibile media degli ultimi 4 anni, inclusi i ratei di tredicesima e quattordicesima. Si applica la formula prevista dall’art. 4 del D.lgs. 22/2015: 75% della retribuzione media fino alla soglia stabilita dall’INPS, più il 25% della parte che supera la soglia, entro un massimale mensile. Soglia e massimale cambiano ogni anno in base all’indice dei prezzi e l’INPS li pubblica con circolare. Nel 2026 devi quindi consultare l’ultima circolare INPS sui valori di NASpI per l’anno in corso. Se vuoi una stima rapida, calcola la tua media mensile e applica la regola 75/25 tenendo conto che non potrai superare il massimale aggiornato. Ricorda che dal mese 6 (o 8 se hai più di 55 anni) scatterà la riduzione del 3% al mese sull’importo in pagamento.

2) Se avvio una Partita IVA durante la NASpI, è meglio chiedere l’anticipo o mantenere l’indennità mensile?

Dipende da tre fattori: liquidità necessaria all’avvio, rischio di riassunzione a tempo indeterminato a breve, e reddito stimato del primo anno. Se ti serve capitale per investimenti immediati (attrezzature, marketing, cauzioni) l’anticipo è spesso la scelta migliore, perché concentra la liquidità. Se però pensi di essere assunto a tempo indeterminato entro pochi mesi, l’anticipo è rischioso: in generale, se torni a lavoro dipendente stabile entro il periodo che la NASpI avrebbe coperto, l’INPS può chiederti la restituzione dell’anticipo. In alternativa, se prevedi un reddito modesto all’inizio, puoi tenere la NASpI mensile e comunicare il reddito presunto: l’indennità verrà ridotta secondo le regole INPS, ma manterrai un flusso costante e continuerai a maturare contributi figurativi, che con l’anticipo perdi. Valuta anche l’effetto della decurtazione 3%: se mancano pochi mesi all’inizio della riduzione, incassare prima l’anticipo può cambiare poco sul totale, ma aiuta sul cash flow.

3) Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere la NASpI o l’anticipo?

I principali errori sono quattro. Primo, dimenticare il termine di 30 giorni per comunicare all’INPS l’avvio di un’attività o il reddito presunto: comporta riduzioni retroattive o decadenza. Secondo, non presentare la DID e non rispettare il Patto di Servizio con il Centro per l’Impiego: comporta sanzioni progressive fino alla perdita del beneficio (D.lgs. 150/2015). Terzo, chiedere l’anticipo NASpI senza predisporre una documentazione completa dell’attività (SCIA, iscrizioni, delibere se cooperativa): l’INPS può respingere la domanda. Quarto, non aggiornare l’INPS su variazioni di reddito o contratti part-time: in caso di controlli, l’ente può richiedere la restituzione degli importi indebitamente percepiti e applicare sanzioni. Pianifica le scadenze su un calendario e, se hai dubbi, fatti assistere da un professionista.

4) Come funziona la sospensione della NASpI se firmo un contratto a termine e cosa succede dopo la scadenza?

Se firmi un contratto a termine, la NASpI può essere sospesa per la durata del rapporto, in particolare se il reddito annuo supera la soglia che consente il cumulo. Devi sempre comunicare all’INPS entro 30 giorni la data di assunzione e il reddito annuo presunto. Per i part-time e i contratti brevi, l’INPS può ridurre l’indennità in base al reddito stimato; oltre certe soglie e durate, scatta la sospensione. Alla scadenza del contratto, la NASpI riprende automaticamente per il periodo residuo ancora spettante, senza necessità di una nuova domanda, purché tu sia tornato in stato di disoccupazione e non sia decorso il periodo massimo. Controlla le istruzioni operative INPS dell’anno per le soglie precise e conserva copia del contratto e delle comunicazioni inviate.

5) In caso di NASpI anticipata, posso acquistare beni strumentali e pagare fornitori esteri? E cosa devo conservare ai fini dei controlli?

Sì, l’anticipo NASpI non limita le spese dell’attività dal punto di vista civilistico o fiscale: puoi acquistare beni strumentali, servizi, pagare consulenti o fornitori esteri se coerenti con l’oggetto dell’impresa o della professione. Ai fini dei controlli, conserva con cura: la ricevuta della domanda di anticipo, la determina di accoglimento, le fatture e i contratti relativi agli acquisti e ai servizi, le prove di pagamento tracciabili, la SCIA o l’iscrizione al Registro Imprese se dovuta, l’iscrizione alle gestioni previdenziali, ed eventuali autorizzazioni di settore. Tieni anche un piano economico essenziale che colleghi l’uso dei fondi all’avvio dell’attività. In caso di accesso ispettivo o richiesta documentale, questa tracciabilità dimostra l’effettivo reinvestimento come richiesto dall’art. 8, comma 4, del D.lgs. 22/2015 e dalle prassi INPS.

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