Guadagnare 1.500€ in regime forfettario: quanto fatturare?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Con coefficiente 78%, imposta 5% e Gestione Separata al 26,07%, servono circa 1.955€ di compensi lordi al mese per ottenere 1.500€ netti nel regime forfettario.

  • Nel forfettario il reddito imponibile si calcola con il coefficiente di redditività e si deducono i contributi previdenziali prima dell’imposta.
  • Le aliquote cambiano per Gestione Separata, Artigiani/Commercianti e Casse professionali; verifica ogni anno le circolari INPS e della tua Cassa.
  • Usa due metodi: stima rapida per preventivi veloci e metodo esatto (con deduzione contributi) per il numero corretto.

Quadro normativo essenziale (2026)

Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 (fonte: Normattiva e Agenzia delle Entrate). Definisce coefficienti di redditività, limiti di accesso e imposta sostitutiva.

La soglia di accesso è 85.000 euro annui di ricavi/compensi. L’uscita immediata scatta se superi 100.000 euro (Legge 197/2022, Legge di Bilancio 2023, fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate).

L’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (comma 65, Legge 190/2014, fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate).

I contributi previdenziali seguono le regole INPS o della Cassa di categoria. Per Gestione Separata INPS si applica un’aliquota percentuale comunicata ogni anno da INPS (fonte: circolari INPS). Per Artigiani e Commercianti valgono minimali e aliquote sull’eccedenza, con facoltà di riduzione del 35% per forfettari previa domanda (fonte: Legge 208/2015 e circolari INPS). Le Casse professionali applicano i propri regolamenti (fonti: siti istituzionali delle Casse e Ministero del Lavoro).

Come si calcola il lordo necessario nel forfettario

Definizioni chiave

Coefficiente di redditività (CR): percentuale che trasforma incassi in reddito imponibile. È fissata per codice ATECO (allegato alla Legge 190/2014). Per molti professionisti senza dipendenti il CR è 78%.

Imposta sostitutiva: tassa unica del 5% (agevolata) o 15% (ordinaria) sul reddito forfettario. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP (fonte: Agenzia delle Entrate).

Contributi previdenziali: versamenti a INPS o Cassa. Per Gestione Separata si applica un’aliquota percentuale. Per Artigiani/Commercianti ci sono contributi minimi e una percentuale sulla quota eccedente (fonti: INPS e Ministero del Lavoro).

Deducibilità dei contributi: la regola che cambia il risultato

I contributi previdenziali versati si sottraggono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva (art. 1, comma 64, Legge 190/2014; fonte: Normattiva e Agenzia delle Entrate). Questa deduzione abbassa l’imposta effettiva.

Molti calcoli “al volo” ignorano la deducibilità e sovrastimano l’imposta. Il metodo esatto la include. Di seguito vedi entrambi gli approcci.

Due metodi di calcolo: rapido e puntuale

Metodo rapido (stima conservativa per preventivi veloci)

Si calcola prima la percentuale totale di oneri su incasso lordo. Si moltiplica il coefficiente di redditività per (aliquota imposta + aliquota contributi). Si ignora la deduzione dei contributi.

  • Oneri su lordo = CR × (aliquota imposta + aliquota contributi)
  • Percentuale che ti resta = 100% − oneri
  • Lordo necessario = Netto desiderato ÷ Percentuale che ti resta

Esempio con CR 78%, imposta 5%, Gestione Separata 26,07%: oneri = 0,78 × (0,05 + 0,2607) = 24,23%. Ti resta 75,77%. Per 1.500€ netti: 1.500 ÷ 0,7577 ≈ 1.980€.

Pro: veloce. Contro: sovrastima il lordo perché non applica la deduzione dei contributi.

Metodo esatto (con deduzione dei contributi)

Qui applichi la regola corretta: prima calcoli i contributi, poi deduci i contributi dal reddito forfettario e infine applichi l’imposta.

  • Contributi = b × (CR × lordo)
  • Imposta = a × [CR × lordo − contributi] = a × CR × lordo × (1 − b)
  • Oneri totali = contributi + imposta = CR × lordo × [a + b − (a × b)]
  • Percentuale netta su lordo = 1 − CR × [a + b − (a × b)]
  • Lordo necessario = Netto ÷ Percentuale netta

Esempio con CR 78%, imposta 5%, Gestione Separata 26,07%:

  • Fattore oneri = 0,78 × [0,05 + 0,2607 − (0,05 × 0,2607)] = 0,2322 (23,22%)
  • Percentuale netta = 1 − 0,2322 = 0,7678 (76,78%)
  • Lordo per 1.500€ netti = 1.500 ÷ 0,7678 ≈ 1.955€

Confronto: metodo rapido ≈ 1.980€, metodo esatto ≈ 1.955€. La differenza deriva dalla deduzione dei contributi prima dell’imposta (fonte: Legge 190/2014).

Esempio numerico completo e verifiche

Esempio puntuale mese tipo (CR 78%, imposta 5%, Gestione Separata 26,07%)

Lordo ipotizzato: 1.955€. Reddito forfettario: 1.955 × 78% = 1.525,9€. Contributi: 1.525,9 × 26,07% ≈ 397,0€.

Base per imposta: 1.525,9 − 397,0 = 1.128,9€. Imposta: 1.128,9 × 5% ≈ 56,4€.

Oneri totali: 397,0 + 56,4 = 453,4€. Netto: 1.955 − 453,4 ≈ 1.501,6€. Arrotondando gli importi, il netto si allinea ai 1.500€ desiderati.

Se sali al 15% di imposta, con gli stessi parametri previdenziali, serviranno circa 2.113€ di lordo per 1.500€ netti. Il peso dell’imposta cresce perché la deduzione dei contributi incide meno in proporzione.

Attenzione a Artigiani/Commercianti e Casse

Artigiani/Commercianti pagano contributi minimi annui e una percentuale sull’eccedenza. Con la riduzione del 35% per forfettari (su domanda) i minimi scendono, ma restano fissi. A bassi incassi la proporzione lordo/netto non è lineare.

Le Casse professionali hanno regole proprie: contributo soggettivo, integrativo, maternità, minimi e scaglioni. Il calcolo segue lo stesso schema logico, ma con aliquote e basi diverse. Consulta il regolamento della tua Cassa.

Regola decisionale rapida

Usa questo percorso in 5 passi

  • Individua la tua gestione previdenziale: Gestione Separata, Artigiani/Commercianti, o Cassa professionale (fonti: INPS, Ministero del Lavoro, regolamenti di Cassa).
  • Recupera il tuo coefficiente di redditività dal prospetto allegato alla Legge 190/2014 per il codice ATECO prevalente.
  • Verifica l’aliquota dell’imposta sostitutiva: 5% se rispetti i requisiti di start-up; altrimenti 15% (fonte: Agenzia delle Entrate).
  • Prendi l’aliquota contributiva vigente dell’anno. Per Artigiani/Commercianti considera anche i minimi e l’eventuale riduzione del 35% (fonti: circolari INPS).
  • Applica il metodo esatto: percentuale netta = 1 − CR × [a + b − (a × b)]. Lordo = Netto ÷ percentuale netta. Se hai minimi, somma i contributi minimi al lordo e ricalcola l’imposta con la deduzione.

Quando basta la stima rapida

Usala per preventivi veloci e per non sottostimare i prezzi. Poi, prima di fissare il listino annuale, ricalcola con il metodo esatto e le aliquote ufficiali.

Adempimenti collegati e scadenze

Fatturazione, ritenute, imposta e contributi

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non subisci ritenute d’acconto se inserisci l’annotazione prevista (art. 1, comma 67, Legge 190/2014; fonte: Agenzia delle Entrate).

Le e-fatture sono obbligatorie per tutti i forfettari (fonte: Decreto-Legge 36/2022 convertito, e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate).

Saldi e acconti dell’imposta sostitutiva seguono il calendario delle imposte sui redditi: saldo e primo acconto entro fine giugno, secondo acconto entro fine novembre (fonti: Agenzia delle Entrate e MEF). I contributi Gestione Separata si versano con F24 agli stessi termini del saldo e acconti. I contributi di Artigiani/Commercianti hanno scadenze periodiche comunicate da INPS.

Scenario Parametri tecnici Stima lordo per 1.500€ netti Note operative e tempistiche
Professionista senza Cassa (Gestione Separata), imposta 5% CR 78%; a = 5%; b = 26,07% (verifica aliquota annua INPS) ≈ 1.955€ (metodo esatto con deduzione contributi) F24 saldo e acconti: fine giugno e fine novembre; e-fattura obbligatoria; ritenute escluse con annotazione.
Professionista senza Cassa (Gestione Separata), imposta 15% CR 78%; a = 15%; b = 26,07% (indicativa) ≈ 2.113€ (metodo esatto) Stessa tempistica imposte; pianifica acconti più alti dal secondo anno.
Professionista con Cassa privata (ipotesi esemplificativa) CR 78%; a = 5%; b = 15% (verifica regolamento Cassa) ≈ 1.766€ (metodo esatto; valori indicativi) Scadenze secondo regolamento Cassa; contributo integrativo può essere addebitato in fattura e incide sulla cassa, non sul netto cliente.
Commerciante (INPS Art./Comm.) con riduzione 35% CR tipico 40%–67% a seconda dell’ATECO; minimi annui INPS ridotti del 35%; aliquota su eccedenza Non lineare: somma i minimi annui pro-quota e poi applica il metodo esatto Rate minimi INPS su 4 scadenze comunicate da INPS; imposta sostitutiva su reddito forfettario al netto dei contributi.
Nuova P. IVA che passa da 5% a 15% dopo 5 anni Stessi parametri, a che cresce dal 5% al 15% Il lordo richiesto aumenta di ~7%–10% a parità di CR e b Ricalcola i listini l’anno di switch; aggiorna acconti e cash flow.

FAQ

1) Come faccio il calcolo esatto del lordo partendo dal netto desiderato nel forfettario?

Segui questi passi. Uno: individua CR dal tuo ATECO. Due: prendi le aliquote dell’anno, a per l’imposta sostitutiva e b per i contributi. Tre: applica la formula percentuale netta = 1 − CR × [a + b − (a × b)]. Quattro: dividi il netto desiderato per la percentuale netta e ottieni il lordo da chiedere.

Esempio veloce: CR 78%, a 5%, b 26,07%. Fattore oneri = 0,78 × (0,05 + 0,2607 − 0,05 × 0,2607) ≈ 0,2322. Percentuale netta = 0,7678. Se vuoi 1.500€ netti, chiedi ≈ 1.500 ÷ 0,7678 = 1.955€ lordi.

Se non vuoi fare conti, usa il metodo rapido per una stima conservativa: oneri = CR × (a + b). Per gli stessi dati, 24,23% di oneri, 75,77% netto, lordo ≈ 1.980€. È meno preciso ma funziona per preventivi immediati.

2) Quali aliquote contributive considero nel 2026? E dove le trovo affidabili?

Le aliquote cambiano ogni anno. Per Gestione Separata INPS, l’aliquota comprende le quote per maternità e disoccupazione e viene indicata nelle circolari INPS annuali. La percentuale negli ultimi anni è stata intorno al 26%–27% per professionisti senza altra tutela. Verifica sempre sulla documentazione INPS aggiornata.

Per Artigiani e Commercianti contano i contributi minimi e l’aliquota sull’eccedenza. Anche questi valori sono fissati annualmente da INPS con apposite circolari. Se aderisci al regime contributivo agevolato per forfettari, puoi ottenere la riduzione del 35% dei contributi dovuti (fonte: Legge 208/2015 e circolari INPS). Ricorda: la riduzione non si applica in automatico, va richiesta.

Per le Casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.) controlla i regolamenti e le delibere pubblicate dagli enti di previdenza di categoria. Trovi le basi normative sui siti istituzionali e, in generale, presso il Ministero del Lavoro.

3) La deduzione dei contributi come incide davvero sul mio prezzo?

Incide riducendo l’imposta. Senza deduzione pagheresti l’imposta su tutto il reddito forfettario. Con la deduzione, paghi l’imposta su una base più bassa, cioè reddito forfettario meno contributi. Questo sconto di base fa scendere l’imposta finale e, di conseguenza, anche il lordo necessario per ottenere lo stesso netto.

Con imposta al 5% e contributi intorno al 26%, la differenza tra metodo rapido ed esatto è di circa 20–30€ al mese per 1.500€ netti. Con imposta al 15% la differenza cresce. Per questo è meglio usare il metodo esatto quando definisci il listino dell’anno.

4) Cosa succede dopo i primi 5 anni se perdo l’aliquota al 5%?

Se rispetti i requisiti, nei primi 5 anni applichi il 5%. Dopo, passi al 15% (art. 1, comma 65, Legge 190/2014; fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate). Il lordo da chiedere aumenta perché l’imposta pesa di più. A parità di CR e contributi, il fattore oneri diventa CR × [0,15 + b − (0,15 × b)].

Esempio con Gestione Separata b 26,07% e CR 78%: per 1.500€ netti, passi da circa 1.955€ (5%) a circa 2.113€ (15%). Pianifica l’aumento con anticipo e rivedi gli acconti. Gli acconti dell’imposta sostitutiva seguono le regole delle imposte sui redditi: saldo e primo acconto entro fine giugno, secondo acconto entro fine novembre (fonti: Agenzia delle Entrate e MEF).

5) Ho più codici ATECO: quale coefficiente uso? E come impatta su preventivi e scadenze?

Nel forfettario si usa il codice ATECO prevalente, cioè l’attività principale per ricavi/compensi. Si applica il coefficiente di redditività relativo a quell’attività (fonte: Legge 190/2014 e prassi Agenzia delle Entrate). Se le tue attività hanno coefficienti molto diversi, conviene stimare con il coefficiente della parte prevalente e, se necessario, fare una simulazione separata per la parte secondaria.

Per i preventivi, dichiara un prezzo che copra il caso più probabile. Se hai scostamenti importanti in corso d’anno, ribilancia il listino. Le scadenze non cambiano: e-fatture obbligatorie, saldo e acconti tra giugno e novembre per imposta sostitutiva e Gestione Separata; scadenze INPS periodiche per Artigiani/Commercianti; regole e calendari specifici per le Casse professionali (fonti: INPS, Ministero del Lavoro, regolamenti di Cassa e Agenzia delle Entrate).

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