Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per ottenere 2.000€ netti al mese: fattura circa 2.650€ in regime forfettario (ipotesi 15%, Gestione Separata) oppure circa 3.580€ in regime ordinario (IRPEF 23%-33%-43% con addizionali medie). Dettagli e ipotesi sotto.
- Il “regime forfettario” (tassazione sostitutiva) applica un coefficiente di redditività ai ricavi; l’imposta è 15% o 5% per nuove attività.
- I contributi previdenziali si deducono dal reddito prima delle imposte: vale nel forfettario e nell’ordinario.
- Nell’ordinario paghi IRPEF a scaglioni più addizionali regionali e comunali; per artigiani/commercianti incidono anche contributi fissi INPS.
Quanto fatturare per avere 2.000€ netti al mese
Partiamo dall’obiettivo: 2.000€ netti al mese, cioè 24.000€ netti l’anno. “Netto” significa dopo aver pagato contributi previdenziali e imposte dovute.
Nel regime forfettario la base imponibile si calcola con il coefficiente di redditività (percentuale che approssima i costi). Nell’ordinario si calcola per differenza tra incassi e costi reali.
Nel seguito userò ipotesi trasparenti e replicabili. Se i tuoi parametri cambiano, cambiano anche i numeri. Trovi la “regola decisionale rapida” più avanti.
Terminologia chiara in due righe
Regime forfettario: tassazione semplice con imposta sostitutiva. Coefficiente di redditività: percentuale dei ricavi che diventa reddito imponibile (esempio 67% per servizi professionali, 40% per commercio).
Regime ordinario: tassazione IRPEF a scaglioni su reddito calcolato come incassi meno costi. Principio di cassa: contano i soldi effettivamente incassati e pagati nell’anno.
Metodo di calcolo, passo per passo
1) Definisci il profilo previdenziale
Hai una cassa professionale? Allora segui le sue regole contributive. Non hai cassa? Probabilmente sei in Gestione Separata INPS (aliquota indicativa 26,07% nel 2026, secondo circolari INPS). Sei artigiano o commerciante? Allora versi contributi fissi più una quota percentuale oltre soglia.
I contributi si sottraggono sempre prima di calcolare l’imposta: questo riduce la base imponibile fiscale.
2) Calcola la base imponibile
Forfettario: imponibile = ricavi x coefficiente di redditività. Esempio servizi professionali 67%; commercio 40% (allegato alla Legge 190/2014).
Ordinario: imponibile = ricavi incassati – costi documentati – contributi previdenziali. Le spese includono strumenti, consulenze, affitti, auto nei limiti di legge, ecc.
3) Applica le imposte
Forfettario: imposta sostitutiva 15% oppure 5% per nuove attività che rispettano i requisiti (L. 190/2014, art. 1 commi 54-89). L’imposta si applica su imponibile forfettario al netto dei contributi.
Ordinario: IRPEF a scaglioni (art. 11 TUIR, DPR 917/1986) e addizionali regionali e comunali. Assumo addizionali medie dell’1,5% per simulazioni. Verifica la tua Regione e il tuo Comune.
Stime numeriche 2026: casi tipici per arrivare a 2.000€ netti/mese
Forfettario, libero professionista senza cassa (Gestione Separata)
Ipotesi tecniche: coefficiente 67%, imposta 15%, aliquota Gestione Separata 26,07%, nessun’altra agevolazione personale.
Risultato: per 2.000€ netti/mese servono circa 2.650€ di ricavi/mese (circa 31.800€ anno). Contribuiti e imposta si “mangiano” la differenza. La stima include l’effetto di deducibilità dei contributi.
Variante start-up: se hai i requisiti per l’aliquota 5% (per i primi 5 anni), bastano circa 2.500€ di ricavi/mese, perché l’imposta è molto più bassa.
Ordinario, libero professionista senza cassa (Gestione Separata)
Ipotesi tecniche: costi deducibili trascurabili, IRPEF con scaglioni 23%-33%-43% vigenti nel 2026, addizionali 1,5% medie, Gestione Separata 26,07%.
Risultato: per 2.000€ netti/mese servono circa 3.580€ di ricavi/mese (circa 42.960€ anno). Se i tuoi costi reali sono alti, la soglia può abbassarsi. Se hai detrazioni personali, anche.
Nota: qui semplifico detrazioni e oneri personali a zero. Inserendoli, il netto migliora leggermente.
Forfettario, commerciante (artigiani/commercianti INPS)
Ipotesi tecniche: coefficiente 40%, imposta 15%, contributi fissi 2026 e variabili solo oltre il minimale di reddito (secondo circolari INPS 2026). Nessun altro onere.
Risultato: servono in media circa 2.475€ di ricavi/mese per 2.000€ netti/mese, se resti entro il minimale contributivo. Oltre soglia, scattano i contributi variabili, e la cifra sale.
Se accedi all’aliquota 5%, la cifra può scendere ancora, perché l’imposta è molto più contenuta.
Ordinario, artigiano/commerciante
Ipotesi tecniche: costi deducibili 20%, contributi fissi 2026 + aliquote variabili (24% artigiani; 24,48% commercianti) oltre 18.808€; IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%, addizionali 1,5%.
Risultato: servono circa 4.450€ di ricavi/mese (circa 53.400€ anno) per arrivare a 2.000€ netti/mese. La stima varia molto in base ai costi reali.
Se i tuoi costi superano il 40%-50% dei ricavi, l’ordinario può diventare più efficiente del forfettario.
Regola decisionale rapida
Quale regime conviene per arrivare a 2.000€ netti/mese con meno ricavi?
– Se sei un professionista senza cassa, con costi bassi e ricavi sotto 85.000€, il forfettario di solito richiede meno fatturato a parità di netto.
– Se puoi usare l’aliquota 5% del forfettario (nuova attività, requisiti legge), il vantaggio cresce e la soglia di fatturato scende.
– Se hai costi alti e investimenti importanti da dedurre, l’ordinario può battere il forfettario perché deduci tutto il costo reale.
– Se sei artigiano/commerciante, ricorda i contributi fissi: nel forfettario pesano meno se il reddito imponibile è basso; nell’ordinario la deduzione dei costi può riequilibrare.
– Se superi 85.000€ di ricavi o hai bisogno di recuperare molta IVA, l’ordinario spesso diventa obbligato o conveniente.
Fonti normative e parametri 2026 da conoscere
Regime forfettario
Base giuridica: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata; limite di accesso 85.000€ (introdotto dalla Legge 197/2022 e confermato). L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Verifica sempre su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
IRPEF regime ordinario
Base giuridica: DPR 917/1986 (TUIR), art. 11 per scaglioni e aliquote; detrazioni e deduzioni ai sensi del TUIR. Nel 2026 si applicano gli scaglioni aggiornati dal legislatore (23%-33%-43%). Controlla gli atti di finanza pubblica annuali su Normattiva e MEF.
Contributi previdenziali
Gestione Separata INPS: aliquote e massimali/minimali definiti annualmente da circolari INPS (per il 2026, aliquota indicativa 26,07% per professionisti senza cassa). Consulta il portale INPS e le relative circolari.
Artigiani e Commercianti INPS: contributi fissi annui 2026 e aliquote variabili oltre 18.808€ (24% artigiani; 24,48% commercianti; oltre 56.224€ aliquote maggiorate al 25% e 25,48%). Dati da circolari INPS 2026.
Principio di cassa e tenuta contabile
Per autonomi vale il principio di cassa (art. 54 TUIR): contano gli incassi e i pagamenti. Nel forfettario la contabilità è semplificata e non detrai i costi reali, salvo i contributi.
Tabella riepilogativa: quanto fatturare per 2.000€ netti/mese
| Scenario | Regime e previdenza | Ricavi/mese per 2.000€ netti | Ipotesi tecniche 2026 | Note operative e tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Professionista senza cassa | Forfettario + Gestione Separata | ≈ 2.650€ | Coeff. 67%; imposta 15%; INPS 26,07%; addizionali incluse nella sostitutiva | Liquidazione imposta a saldo e acconti (giugno/novembre). INPS con F24 a rate trimestrali. |
| Professionista senza cassa | Ordinario + Gestione Separata | ≈ 3.580€ | Costi trascurabili; IRPEF 23-33-43%; addizionali 1,5%; INPS 26,07% | Acconti IRPEF e INPS secondo scadenze. Attenzione a addizionali regionali/comunali (anno successivo). |
| Commerciante | Forfettario + INPS Commercianti | ≈ 2.475€ | Coeff. 40%; imposta 15%; contributi fissi 2026; variabili oltre 18.808€ | Contributi fissi in 4 rate. Se superi il minimale, si aggiunge quota variabile a saldo/acconti. |
| Artigiano | Ordinario + INPS Artigiani | ≈ 4.450€ | Costi 20%; IRPEF 23-33-43%; addizionali 1,5%; fissi + 24% oltre 18.808€ | Deduzione costi reale: utile se hai spese elevate. Scadenze fiscali e contributive ordinarie. |
| Professionista start-up | Forfettario 5% + Gestione Separata | ≈ 2.500€ | Coeff. 67%; imposta 5%; INPS 26,07% | Aliquota 5% per max 5 anni se rispetti requisiti L. 190/2014 (verifica ex ante). |
| Esonero costi elevati | Ordinario (qualsiasi gestione) | Variabile | Se i costi superano il 40-50%, l’ordinario può richiedere meno ricavi del forfettario | Simula con i tuoi costi effettivi. Tieni conto di ammortamenti e detrazioni personali. |
FAQ: domande frequenti e casi pratici
1) Nel forfettario l’aliquota 5% vale per tutti? Come cambia il fatturato necessario?
No. L’aliquota al 5% dura al massimo 5 anni e richiede precisi requisiti della Legge 190/2014: attività nuova, nessuna prosecuzione di lavoro svolto come dipendente o autonomo nei tre anni precedenti, e altri vincoli. Se rispetti i requisiti, per arrivare a 2.000€ netti/mese ti servono meno ricavi rispetto al 15%, perché l’imposta è più bassa. Su un profilo da professionista senza cassa (coefficiente 67% e Gestione Separata), si scende indicativamente a circa 2.500€ di ricavi al mese. Se non rientri nel 5%, resta l’aliquota 15% e la soglia tipica sale verso 2.650€ al mese.
2) Perché nell’ordinario servono spesso più ricavi a parità di netto?
Perché paghi l’IRPEF a scaglioni più le addizionali regionali e comunali. Inoltre i contributi previdenziali non “spariscono”: riducono la base imponibile, ma restano un costo cash. Se hai pochi costi reali da dedurre, la base tassabile resta alta. Con costi alti, però, l’ordinario recupera terreno: deduci tutto ciò che è inerente e documentato, riducendo le imposte. Quindi il confronto corretto dipende dal tuo mix di costi, contributi e detrazioni personali. Le regole IRPEF sono nel TUIR (DPR 917/1986); le addizionali sono deliberate da Regioni e Comuni.
3) Come incidono i contributi fissi di artigiani e commercianti sul fatturato da raggiungere?
I contributi fissi 2026 (commercianti circa 4.611,64€; artigiani circa 4.521,36€) si pagano indipendentemente dai ricavi. Sotto il minimale (18.808€ di reddito), versi solo i fissi. Oltre il minimale, scatta una percentuale aggiuntiva (24% artigiani; 24,48% commercianti; oltre 56.224€ aliquote maggiorate). Nel forfettario, con coefficienti bassi (es. 40% commercio), il reddito imponibile può restare sotto il minimale e l’imposta sostitutiva è leggera: per questo a volte bastano ricavi mensili non elevati per arrivare a 2.000€ netti. Nell’ordinario, invece, i contributi fissi si sommano a imposte progressive: può servire più fatturato.
4) Gli importi suggeriti (2.650€ e 3.580€) valgono sempre? Cosa può farli cambiare?
Sono stime fondate su ipotesi standardizzate 2026: coefficienti tipici, aliquote previdenziali e fiscali vigenti, addizionali medie, assenza di detrazioni personali e oneri deducibili extra. Cambiano se: usi un ATECO con coefficiente diverso; hai detrazioni per familiari a carico; vivi in una Regione/Comune con addizionali più alte o più basse; sostieni costi reali rilevanti (ordinario); accedi ad agevolazioni (forfettario 5%); versi a una cassa professionale con regole proprie. Per sicurezza, rifai il calcolo con i tuoi dati o chiedi una simulazione personalizzata.
5) Quali sono le fonti ufficiali da consultare per confermare aliquote e regole 2026?
Per il regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, e successive modifiche; vedi il testo aggiornato su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate. Per l’IRPEF: DPR 917/1986 (TUIR), art. 11, e la normativa di bilancio che aggiorna scaglioni e detrazioni; controlla su Normattiva e sul Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per contributi INPS: circolari annuali INPS su Gestione Separata e Gestione Artigiani/Commercianti, con minimali, massimali e aliquote; consulta il portale INPS. Per lavoro autonomo e adempimenti: portale del Ministero del Lavoro e documentazione dell’Agenzia delle Entrate. Queste fonti evitano errori e assicurano dati aggiornati.
