Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Quanto paghi su una fattura dipende da regime fiscale e previdenza: forfettario (imposta sostitutiva 15% o 5%), ordinario (IRPEF a scaglioni), contributi INPS o cassa professionale.
Punti chiave
- Regime forfettario: tasse su una quota forfettaria dei ricavi (coefficiente ATECO). Imposta sostitutiva 15% o 5% start-up. Contributi dovuti sulla stessa base.
- Regime ordinario: IRPEF per scaglioni 23%-33%-43% sul reddito netto. Contributi deducibili dal reddito. Addizionali regionali e comunali dovute.
- Previdenza: Gestione separata INPS 26,07% nel 2026; artigiani/commercianti con minimali e aliquote intorno al 24%-25%; casse professionali con regole autonome.
Come si calcolano tasse e contributi su una fattura
Prima distingui tasse e contributi. Le tasse sono l’imposta sui redditi. I contributi finanziano la previdenza e sono obbligatori.
Regime forfettario: il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività. È una percentuale fissata per codice ATECO. Esempio: 78% per molte attività professionali. Imposta sostitutiva al 15% o al 5% per nuove attività che rispettano i requisiti.
Regime ordinario: il reddito imponibile è dato da incassi meno costi documentati e inerenti. Sui professionisti vale il principio di cassa. Significa: contano gli incassi e i pagamenti dell’anno, non le semplici fatture emesse.
Fonti normative da conoscere
IRPEF: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, DPR 917/1986) e leggi di bilancio annuali. Norme consultabili su Normattiva e sui documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 e successive modifiche. Soglia ricavi e coefficienti fissati per legge.
Previdenza: Legge 335/1995 per la Gestione separata e circolari INPS annuali per aliquote e minimali di artigiani e commercianti. Indicazioni operative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Regime forfettario 2026: calcolo operativo
1) Identifica il coefficiente di redditività del tuo ATECO. È la quota del fatturato che l’erario considera “reddito”.
2) Calcola il reddito forfettario: ricavi incassati x coefficiente. Questo è il tuo imponibile fiscale e previdenziale.
3) Calcola i contributi: applichi l’aliquota della tua gestione previdenziale sul reddito forfettario. Per Gestione separata INPS è il 26,07% nel 2026 (salvo aliquote speciali).
4) Calcola l’imposta sostitutiva: 15% sul reddito forfettario. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nuova attività, nessuna attività simile recente, limiti su lavoro dipendente).
5) Somma contributi e imposta. Ottieni il carico complessivo. Il resto è il tuo netto, al lordo dell’IVA se applichi l’IVA (in forfettario normalmente non la applichi) e di eventuale marca da bollo.
Esempi numerici in forfettario
Esempio rapido su una fattura da 100 euro di un copywriter (coefficiente 78%), nuova attività con imposta al 5%, iscritto alla Gestione separata:
– Base imponibile: 100 x 78% = 78 euro.
– Imposta sostitutiva: 78 x 5% = 3,90 euro.
– Contributi: 78 x 26,07% ≈ 20,34 euro.
– Netto stimato: 100 – 3,90 – 20,34 = 75,76 euro.
Stesso esempio con imposta al 15%: l’imposta diventa 11,70 euro e il netto scende a 67,96 euro.
Se sei artigiano o commerciante in forfettario, versi contributi fissi minimi annuali più una percentuale sul reddito che supera il minimale. L’importo fisso annuo è intorno a 4.500 euro complessivi (valore soggetto ad aggiornamento INPS). Oltre al minimale, l’aliquota è intorno al 24% e sale di circa un punto oltre una certa soglia di reddito. Verifica sempre gli importi dell’anno nelle circolari INPS.
Regime ordinario 2026: calcolo operativo
1) Determina il reddito: per i professionisti è incassi meno costi pagati (principio di cassa). Per imprese individuali è per competenza, salvo opzione per la cassa semplificata.
2) Calcola i contributi previdenziali. Per Gestione separata si applica l’aliquota al reddito professionale. Per artigiani e commercianti si versano i minimali e poi percentuali sull’eccedenza. Per casse professionali si seguono i loro regolamenti.
3) Deduci i contributi dal reddito. I contributi riducono la base IRPEF. Questa è una regola pratica importante.
4) Applica l’IRPEF a scaglioni. Nel 2026 gli scaglioni di riferimento sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro, secondo quadro normativo vigente. Si sommano addizionali regionali e comunali.
5) Considera detrazioni e crediti. Esempi: detrazioni per lavoro autonomo, carichi di famiglia, spese detraibili.
Esempio numerico completo in ordinario
Incassi annui: 14.000 euro. Costi documentati: 3.000 euro.
Reddito prima dei contributi: 14.000 – 3.000 = 11.000 euro.
Contributi Gestione separata (26,07%): 11.000 x 26,07% ≈ 2.868 euro.
Base IRPEF dopo contribuzione: 11.000 – 2.868 = 8.132 euro.
IRPEF 23%: 8.132 x 23% ≈ 1.871 euro (al netto di detrazioni e senza addizionali).
Netto stimato: 14.000 – 2.868 – 1.871 = 9.261 euro. Le addizionali ridurranno ulteriormente il netto. Questo è il metodo corretto, perché i contributi si deducono prima di calcolare l’IRPEF.
Elementi pratici spesso dimenticati
Ritenuta d’acconto: in ordinario molti professionisti emettono fatture con ritenuta 20% per clienti sostituti d’imposta. Incassi meno, ma quella ritenuta è un acconto IRPEF.
Rivalsa INPS 4%: gli iscritti alla Gestione separata possono addebitare in fattura il 4% a titolo di rivalsa. Aumenta l’incasso, ma è reddito e quindi imponibile.
Marca da bollo: in forfettario applichi la marca da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Non è un costo deducibile in forfettario, ma è costo vivo.
Regola decisionale rapida
– Se i costi sono bassi e i ricavi sotto 85.000 euro: valuta il forfettario. La base forfettaria ti favorisce e semplifichi adempimenti.
– Se i costi sono alti (attrezzature, personale, servizi): l’ordinario può convenire. Deduce i costi reali e i contributi, riducendo l’IRPEF.
– Se inizi ora e rispetti i requisiti start-up: il 5% in forfettario è molto competitivo nei primi 5 anni.
– Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000: resti in forfettario per l’anno in corso, con uscita dall’anno successivo. Oltre 100.000: esci subito dal forfettario.
– Se sei artigiano/commerciante con redditi bassi: i contributi fissi possono pesare più del beneficio del forfettario. Simula numeri reali.
Riferimenti rapidi alle fonti
– Regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche.
– IRPEF: TUIR (DPR 917/1986) e leggi di bilancio 2024-2026. Decreti attuativi della riforma fiscale (Legge 111/2023).
– Previdenza: Legge 335/1995 e circolari INPS annuali su aliquote e minimali. Indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche 2026
| Scenario | Base imponibile | Imposta 2026 | Contributi 2026 | Scadenze principali | Note operative |
|---|---|---|---|---|---|
| Forfettario – Professionista (Gestione separata) | Ricavi x coefficiente ATECO (es. 78%) | Imposta sostitutiva 15% (5% se start-up) | 26,07% su reddito forfettario | Saldo e 1° acconto giugno-luglio; 2° acconto novembre | No IVA e no ritenuta d’acconto. Marca da bollo se dovuta. Limite ricavi 85.000; uscita oltre 100.000 nell’anno. |
| Forfettario – Artigiano/Commerciante (INPS Art/Com) | Ricavi x coefficiente ATECO | Imposta sostitutiva 15% o 5% | Contributi fissi annui ~4.500€ + aliquote ~24%-25% sulla quota eccedente | Rate trimestrali per minimali; saldo/conguaglio con dichiarazione | Verificare minimali e massimali INPS dell’anno. Possibile riduzione base contributiva per forfettari se autorizzata in passato. |
| Ordinario – Professionista (Gestione separata) | Incassi – costi – contributi deducibili | IRPEF per scaglioni 23%-33%-43% + addizionali | 26,07% sul reddito professionale (prima della deduzione) | Saldo/Acconti IRPEF e contributi a giugno-luglio e novembre | Ritenuta d’acconto 20% con clienti sostituti. Rivalsa INPS 4% facoltativa e imponibile. |
| Ordinario – Iscritto a Cassa professionale | Incassi – costi – contributi deducibili (regole cassa a parte) | IRPEF per scaglioni + addizionali | Contributi secondo regolamento della cassa (soggettivo, integrativo, maternità) | Scadenze cassa e fiscali differenziate | Aliquote e minimi definiti dalla cassa. Verificare regolamenti aggiornati e deducibilità. |
FAQ
1) Meglio forfettario o ordinario nel 2026 se fatturo poco e ho pochi costi?
Se hai ricavi sotto 85.000 euro e costi bassi, il forfettario è spesso più conveniente. Calcoli il reddito con il coefficiente ATECO, che di fatto “sconta” spese standard. Con imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per start-up, il carico fiscale resta lineare e semplice da prevedere. Inoltre non applichi l’IVA, non detrai l’IVA sugli acquisti e non subisci ritenute.
L’ordinario conviene se sostieni costi elevati e ricorrenti. In ordinario deduci i costi reali e i contributi. Questo può abbassare molto la base IRPEF. Se le tue spese superano ampiamente la quota implicita del coefficiente forfettario, l’ordinario tende a vincere. Valuta anche addizionali e detrazioni. La scelta dipende da numeri concreti, non solo da preferenze. Le regole sono nel TUIR (DPR 917/1986) e nella Legge 190/2014.
2) Chi può usare l’aliquota forfettaria al 5% e quando si perde?
L’aliquota al 5% vale per i primi 5 anni di attività se rispetti requisiti di “start-up”. In parole semplici: apri una nuova attività, non ne hai svolte di simili nei tre anni precedenti, e se prosegui un’attività altrui non devi superare vincoli specifici. Restano validi il tetto ricavi (85.000) e l’assenza di cause ostative (partecipazioni in società, regimi speciali IVA, lavoro dipendente sopra determinate soglie, ecc.).
Perdi il 5% se non rispetti più i requisiti o scadono i 5 anni. Torni al 15% dal periodo successivo. Le basi sono nella Legge 190/2014 e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. È buona norma documentare in modo chiaro data di inizio attività e assenza di attività simili recenti. Conserva visure e dichiarazioni sostitutive, in caso di controlli.
3) Come funzionano i contributi per Gestione separata, artigiani/commercianti e casse professionali?
Gestione separata INPS: paghi una percentuale del reddito. Nel 2026 l’aliquota generale è 26,07% per i professionisti senza cassa (salvo riduzioni particolari). La rivalsa del 4% è facoltativa e, se applicata, aumenta il reddito imponibile. Malattia, maternità e assegni seguono le regole INPS.
Artigiani e commercianti: versano contributi fissi minimi su un reddito minimale annuo. Questi si pagano a prescindere dagli utili. Se superi il minimale, versi anche una percentuale sull’eccedenza (circa 24%, che può salire di circa un punto oltre una seconda soglia). Importi e soglie variano ogni anno con le circolari INPS, quindi vanno verificati.
Casse professionali: ogni albo ha regole proprie (contributo soggettivo, integrativo, maternità). Le aliquote e i minimi sono fissati dagli statuti delle casse. Di solito i contributi sono deducibili ai fini IRPEF. Consulta i regolamenti aggiornati e le istruzioni della cassa, oltre alle norme generali visibili su Normattiva e sui siti istituzionali del Ministero del Lavoro.
4) Su una fattura da 100 euro quanto mi resta in tasca nei vari casi?
Forfettario con Gestione separata e imposta 5% (coefficiente 78%): imponibile 78, imposta 3,90, contributi 20,34, netto 75,76. Se applichi rivalsa 4%, la fattura diventa 104, ma il 4% è reddito e incide su imposta e contributi. Il netto salirà di poco, non di 4 interi.
Forfettario con imposta 15%: stesso imponibile 78, imposta 11,70, contributi 20,34, netto 67,96. Ricorda la marca da bollo da 2 euro se superi 77,47 euro e non applichi IVA.
Ordinario con Gestione separata: sulla singola fattura non ha molto senso perché IRPEF si calcola su base annua. Ma, come stima, se non hai costi specifici per quella prestazione, i contributi peseranno circa il 26% e l’IRPEF effettiva dipenderà dal tuo reddito annuo e dalle detrazioni. Se emetti fattura con ritenuta 20%, incassi 80 subito, ma quei 20 sono acconto d’imposta e si scontano a fine anno.
5) Quali sono scadenze e adempimenti 2026 per imposte e contributi?
Imposte dirette: saldo e primo acconto si versano a giugno-luglio, secondo acconto a novembre. Puoi rateizzare con interessi. Le date precise seguono il calendario fiscale annuale comunicato dall’Agenzia delle Entrate e dalle leggi di bilancio.
Contributi INPS: per Gestione separata versi con gli stessi F24 di saldo e acconti. Per artigiani e commercianti i minimali si pagano in rate trimestrali, con conguaglio a saldo. Le scadenze sono nelle circolari INPS. Per le casse professionali si seguono i loro piani di versamento.
Adempimenti: dichiarazione dei redditi, LIPE e IVA (se in ordinario), dichiarazione IVA, ISA per chi obbligato, CU per sostituti d’imposta. Se superi 85.000 in forfettario, prendi nota: resti nel regime per l’anno, ma dovrai uscire dal periodo successivo. Oltre 100.000 esci subito e applichi l’IVA dal momento del superamento. Le basi sono nella Legge 190/2014, nel TUIR e nelle istruzioni ufficiali. In caso di dubbi, consulta Normattiva e i documenti del Ministero del Lavoro e dell’Agenzia delle Entrate.
