Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Nel forfettario, il netto dipende da incassi x coefficiente, meno contributi pagati, con imposta sostitutiva 5% o 15%. I contributi variano per gestione previdenziale. Applichi il principio di cassa.
- Formula base: imponibile = incassi x coefficiente di redditività; imposta = 5% o 15% sull’imponibile al netto dei contributi versati.
- Limiti: accesso/ permanenza con ricavi fino a 85.000 euro; fuoriuscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno.
- Previdenza: Gestione Separata INPS, Casse professionali o artigiani/commercianti; i contributi versati si deducono prima dell’imposta.
Regime forfettario 2026: come funziona davvero
Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con partita IVA. Determina il reddito con un metodo semplice e prevede un’imposta sostitutiva fissa.
Base normativa: Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, commi 54-89). Modifiche principali: Legge 30 dicembre 2018, n. 145; Legge 29 dicembre 2022, n. 197. Puoi leggere i testi su Normattiva.
Il principio di cassa significa che contano gli incassi ricevuti nell’anno, non le fatture emesse. Il coefficiente di redditività è la percentuale del tuo incassato considerata reddito, in base al codice ATECO.
L’imposta sostitutiva è un’imposta unica che rimpiazza IRPEF, addizionali e IRAP. È pari al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” previsti dalla Legge 190/2014.
Limiti di ricavi e fuoriuscita immediata
Puoi accedere o restare nel forfettario se i ricavi/compensi annui sono fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal regime. Lo prevede la Legge 197/2022.
Se incassi più di 85.000 ma non oltre 100.000 euro, resti forfettario per quell’anno e passerai al regime ordinario dall’anno successivo.
Se superi 100.000 euro, applichi l’IVA e le regole ordinarie sulle operazioni emesse dopo il superamento. Il riferimento è l’articolo 1, comma 71, Legge 197/2022, consultabile su Normattiva.
Come si calcola il reddito, l’imposta e il netto
Il calcolo si svolge in 4 passi chiari.
1) Determina l’imponibile forfettario
Imponibile forfettario = incassi dell’anno (principio di cassa) x coefficiente di redditività del tuo ATECO. Esempio tipico: attività professionali con coefficiente 78%.
Quello che non rientra nel coefficiente è la “spesa forfettaria”. Non servono ricevute o costi analitici: la legge li stima in modo automatico.
2) Sottrai i contributi previdenziali versati
I contributi obbligatori versati nell’anno si deducono integralmente dall’imponibile prima di calcolare l’imposta sostitutiva. La base normativa è nell’articolo 10 del TUIR e nei commi del forfettario della Legge 190/2014.
Fonti operative aggiornate: circolari annuali INPS (Ministero del Lavoro e INPS) e documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.
3) Applica l’imposta sostitutiva
Applichi il 15% oppure il 5% se rispetti i requisiti per l’aliquota start-up per i primi 5 periodi d’imposta. L’imposta è sostitutiva di IRPEF, addizionali e IRAP.
4) Verifica i contributi dell’anno in corso
Per la Gestione Separata, i contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario. L’aliquota è definita ogni anno da INPS con circolare. Negli ultimi anni è stata intorno al 26% per i professionisti senza altra tutela.
Per artigiani e commercianti, versi contributi fissi trimestrali sul minimale e, se superi il minimale, una percentuale sull’eccedenza. La riduzione del 35% è opzionale per i forfettari (norma introdotta dalla Legge 28 dicembre 2015, n. 208). Le percentuali sono fissate ogni anno da INPS.
Per chi ha una Cassa professionale, valgono le regole del regolamento della Cassa (minimi, soggettivo, integrativo). Le delibere sono pubblicate dai singoli enti previdenziali privati vigilati dal Ministero del Lavoro.
Esempio numerico completo (professionista copywriter)
Dati: compensi incassati 30.000 euro; coefficiente 78% (ATECO 73.11.03); contributi versati l’anno precedente 4.000 euro; imposta sostitutiva al 5% (start-up). Per la Gestione Separata, usiamo un’aliquota esemplificativa del 26,07% come da ipotesi 2025 (verifica sempre la circolare INPS dell’anno in corso).
- Imponibile forfettario: 30.000 x 78% = 23.400 euro.
- Base per l’imposta: 23.400 – 4.000 = 19.400 euro.
- Imposta sostitutiva: 19.400 x 5% = 970 euro.
- Contributi INPS sull’anno corrente: 23.400 x 26,07% = 6.100 euro (circa).
Guadagno netto annuo sui 30.000 euro: 30.000 – 6.100 – 970 = 22.930 euro.
Nota: l’aliquota INPS va aggiornata ogni anno con la circolare INPS di inizio anno (fonte: INPS; Ministero del Lavoro).
Regola decisionale rapida
1) Verifica requisiti e cause ostative
Hai ricavi/compensi fino a 85.000 euro? Non possiedi partecipazioni in società di persone o s.r.l. “riconducibili” all’attività? Non stai proseguendo l’attività del tuo ex datore di lavoro nei due anni? Se sì, puoi usare il forfettario. Fonti: Legge 190/2014; Legge 145/2018.
2) Individua ATECO e coefficiente
Associa il codice ATECO corretto e recupera il coefficiente di redditività previsto dalla Legge 190/2014. Questo valore guida tutto il calcolo del reddito.
3) Stima i contributi previdenziali
Se hai Gestione Separata, usa l’aliquota dell’ultima circolare INPS. Se sei artigiano/commerciante, considera i minimi trimestrali e valuta la riduzione del 35%. Se hai una Cassa, applica il regolamento aggiornato.
4) Applica la formula
Imponibile = incassi x coefficiente. Base = imponibile – contributi pagati. Imposta = 5% o 15% sulla base. Contributi sull’anno = secondo gestione previdenziale.
5) Controlla i limiti durante l’anno
Monitora gli incassi. Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000, uscirai l’anno dopo. Se superi 100.000, esci subito e applichi IVA sulle operazioni successive. Fonte: Legge 197/2022 (Normattiva).
Previdenza: differenze pratiche tra Gestione Separata, Casse e INPS artigiani/commercianti
Gestione Separata INPS (professionisti senza Cassa)
Versi una percentuale sul reddito imponibile forfettario. L’aliquota è fissata da INPS ogni anno. La deduci integralmente prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Le scadenze seguono saldo e acconti delle imposte.
Casse professionali private
Versi contributi secondo il regolamento della tua Cassa (minimi, soggettivo, integrativo). I contributi obbligatori versati si deducono dal reddito. Le regole sono pubblicate dagli enti e sono consultabili sui rispettivi siti istituzionali.
Artigiani e commercianti (INPS)
Paghi contributi fissi sul minimale in quattro rate trimestrali. Se superi il minimale, versi un’aliquota percentuale sulla parte eccedente. Puoi chiedere la riduzione del 35% se sei nel forfettario. La deduzione resta integrale, ma la riduzione incide sulle future prestazioni.
Adempimenti 2026: contabilità, fatture e scadenze
Fattura elettronica e corrispettivi
Dal 2024 l’obbligo di fattura elettronica si estende a tutti i forfettari. Base normativa: Decreto-Legge 30 aprile 2022, n. 36, come convertito. Emissione tramite SDI, con imposta di bollo virtuale quando dovuta.
Se vendi a privati con misuratori fiscali, invii i corrispettivi telematici. Per operazioni con l’estero, usi i tipi documento previsti dal Sistema di Interscambio.
Versamenti e scadenze tipiche
Imposta sostitutiva: saldo anno precedente e acconti anno in corso alle scadenze IRPEF (generalmente giugno e novembre). Puoi usare il metodo storico o previsionale per gli acconti.
Gestione Separata: versi con le stesse scadenze di saldo e acconti. Artigiani/commercianti: minimi trimestrali e conguaglio l’anno successivo. Casse: scadenze stabilite dall’ente.
Fonti operative: Agenzia delle Entrate per imposte; INPS e Ministero del Lavoro per contributi; Normattiva per le leggi di riferimento.
| Scenario | Base imponibile e aliquote | Adempimenti e tempistiche | Note e fonti |
|---|---|---|---|
| Professionista in Gestione Separata INPS | Imponibile = incassi x coefficiente (es. 78%). Imposta 5% o 15% dopo deduzione contributi versati. Contributi percentuali sulla stessa base. | Fattura elettronica via SDI. Versamenti imposta e contributi con saldo e acconti (giugno/novembre). Conservazione digitale documenti. | Legge 190/2014; Legge 197/2022; circolari INPS annuali; Agenzia Entrate. Testi consultabili su Normattiva e portali istituzionali. |
| Professionista con Cassa privata (es. ingegnere, medico) | Imponibile forfettario per il fisco; contributi secondo regolamento Cassa (minimi, soggettivo, integrativo). Deduzione dei contributi obbligatori versati. | Fattura elettronica; versamenti contributivi secondo scadenze Cassa; imposta sostitutiva con saldo e acconti. | Legge 190/2014; regolamenti Casse; Ministero del Lavoro; Agenzia Entrate. Testi su Normattiva e siti istituzionali. |
| Artigiano/Commerciante INPS | Imponibile = incassi x coefficiente del settore. Contributi fissi su minimale + percentuale su eccedenza. Opzione riduzione 35% per forfettari. | Rate INPS trimestrali; conguaglio l’anno successivo; imposta sostitutiva con saldo e acconti; corrispettivi telematici se vendita al dettaglio. | Legge 190/2014; Legge 208/2015 (riduzione INPS 35%); circolari INPS; Agenzia Entrate. Riferimenti su Normattiva. |
| Superamento 100.000 euro in corso d’anno | Si applicano le regole ordinarie e l’IVA sulle operazioni successive al superamento. Per le precedenti resta il forfettario. | Monitoraggio incassi; adeguamento immediato delle fatture alla disciplina ordinaria; gestione dell’IVA e dei registri dal superamento. | Legge 197/2022, art. 1, comma 71. Testo su Normattiva; chiarimenti Agenzia Entrate. |
FAQ
Chi ha diritto all’aliquota del 5% e per quanto tempo si applica?
L’aliquota ridotta al 5% vale per i primi 5 periodi d’imposta delle nuove attività, se rispetti tutte le condizioni previste dalla Legge 190/2014. In parole semplici: non devi aver esercitato un’attività simile nei 3 anni precedenti; l’attività non deve essere la prosecuzione di un lavoro precedente svolto in modo autonomo o come dipendente (salvo periodo di pratica obbligatoria); non devi subentrare in un’attività altrui solo per ereditare il volume d’affari. Devi inoltre rispettare i limiti di ricavi e le altre cause ostative del regime forfettario. Se perdi i requisiti, dal periodo successivo applichi il 15% o, se esci dal forfettario, le regole ordinarie. Le basi normative sono nei commi sul regime forfettario della Legge 190/2014, consultabili su Normattiva, e nelle circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate.
Come si deducono i contributi previdenziali nel forfettario e quali rientrano nella deduzione?
Deduci i contributi obbligatori effettivamente pagati nell’anno, prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Vale il principio di cassa. Se sei in Gestione Separata, deduci i contributi calcolati sul reddito forfettario e versati con F24 a saldo e acconti. Se sei artigiano o commerciante, deduci i contributi minimi trimestrali e l’eventuale quota sull’eccedenza del minimale. Se sei iscritto a una Cassa professionale, deduci i contributi obbligatori versati secondo il regolamento dell’ente. Eventuali contributi “integrativi” addebitati al cliente possono avere regole specifiche a seconda della Cassa: verifica sempre il regolamento dell’ente e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Le fonti istituzionali sono l’INPS e i portali delle Casse, oltre al TUIR e alla Legge 190/2014 su Normattiva.
Cosa succede se supero 85.000 euro o 100.000 euro di incassi durante l’anno?
Se superi 85.000 euro ma non oltre 100.000 euro nell’anno, resti nel forfettario per quell’anno e passerai al regime ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, scatta la fuoriuscita immediata: per le operazioni successive al momento del superamento devi applicare l’IVA e le regole ordinarie (registri, liquidazioni, adempimenti). Le operazioni prima del superamento restano tassate col forfettario. È essenziale monitorare gli incassi mese per mese, per evitare errori di fatturazione e sanzioni. La disciplina è prevista dalla Legge 197/2022 e chiarita da documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate. Puoi leggere i testi su Normattiva e consultare il sito dell’Agenzia per le istruzioni operative.
Come funzionano i contributi INPS per artigiani e commercianti in forfettario? Conviene la riduzione del 35%?
Artigiani e commercianti versano contributi minimi trimestrali su un reddito minimale fissato dall’INPS. Se il reddito imponibile forfettario supera il minimale, pagano anche una percentuale sull’eccedenza. La riduzione del 35% è un’agevolazione opzionale per chi sta nel forfettario (introdotta dalla Legge 208/2015): riduce l’esborso contributivo, ma incide sull’anzianità contributiva e, quindi, sulle prestazioni pensionistiche future. Conviene se ti serve più liquidità oggi e accetti un impatto previdenziale domani. La deduzione fiscale resta sull’importo effettivamente pagato. Le regole e le aliquote aggiornate sono nelle circolari INPS e nelle istruzioni del Ministero del Lavoro.
Quando e come pago l’imposta sostitutiva e i contributi? Posso usare il metodo previsionale per gli acconti?
L’imposta sostitutiva si paga con le scadenze ordinarie IRPEF: saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno in corso, in genere a giugno e novembre. Gli acconti si calcolano con il metodo storico (percentuale dell’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale, stimando un’imposta inferiore se prevedi di incassare meno. Attenzione: se sbagli la previsione e paghi acconti troppo bassi, possono scattare sanzioni e interessi. I contributi in Gestione Separata seguono le stesse scadenze di saldo e acconti, calcolati sul reddito forfettario. Per artigiani e commercianti, i contributi minimi si versano ogni trimestre e l’eventuale conguaglio l’anno successivo. Per le Casse, valgono le scadenze fissate dall’ente. Le fonti ufficiali sono l’Agenzia delle Entrate per imposte, l’INPS e le Casse per la previdenza, e i testi normativi su Normattiva.
