Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
A Torino puoi avviare una IAD se la cucina domestica rispetta l’igiene alimentare, presenti la SCIA tramite SUAP, scegli il corretto ATECO e apri partita IVA con iscrizioni INPS/INAIL.
- Registrazione sanitaria ex art. 6 Reg. (CE) 852/2004 tramite SCIA al SUAP Torino, con trasmissione all’ASL Città di Torino.
- Inquadramento artigiano con ATECO coerente alla produzione; eventuale codice secondario per e-commerce o vendite.
- Regime forfettario possibile entro 85.000 euro; contributi INPS artigiani su minimale e con percentuali sull’eccedenza.
Cos’è una IAD e quale normativa si applica
IAD significa impresa alimentare domestica. Produci alimenti a casa e li vendi. Resti un operatore del settore alimentare, detto OSA.
Non esiste una legge unica sulle IAD. Si applicano le regole generali di igiene. La base è il Regolamento (CE) 852/2004. Questo richiede locali idonei, autocontrollo HACCP e registrazione sanitaria.
Per la tracciabilità si applica il Regolamento (CE) 178/2002. Devi poter risalire a fornitori e lotti. Per etichette e allergeni vale il Regolamento (UE) 1169/2011. I controlli ufficiali si basano sul Regolamento (UE) 2017/625.
In Italia, la presentazione della SCIA passa dallo Sportello Unico (DPR 160/2010). L’allegato al D.Lgs. 222/2016 classifica l’avvio come SCIA con effetti immediati. Le sanzioni igienico-sanitarie seguono il D.Lgs. 193/2007.
A Torino valgono anche il Regolamento d’Igiene comunale e le indicazioni dell’ASL Città di Torino. Verifica sempre gli ultimi moduli e le istruzioni presso SUAP e ASL.
Requisiti dei locali: cosa serve davvero in cucina
Bagno, antibagno e separazioni
Il bagno non deve aprire direttamente sulla zona di lavorazione. Serve un antibagno o un disimpegno. Questo riduce il rischio di contaminazione.
Prevedi lavabi con acqua calda e fredda. Installa dispenser per sapone e asciugamani monouso. Tieni sempre disponibili i prodotti per l’igiene.
Superfici e attrezzature
I piani di lavoro devono essere lisci, lavabili e resistenti. L’acciaio va bene. Evita materiali porosi. Mantieni attrezzi dedicati alla produzione.
Separa taglieri e coltelli per crudo e cotto. Organizza una zona per il confezionamento. Usa contenitori chiudibili per materie prime e semilavorati.
Frigoriferi, congelatori e controllo temperature
Devi controllare e registrare le temperature. Installa termometri leggibili. Prevedi registri semplici con date e valori.
Non mescolare scorte familiari con quelle della IAD. Usa scomparti distinti o apparecchi dedicati. Etichetta tutto con data e contenuto.
Magazzino, pulizie e infestanti
Conserva gli ingredienti in spazio pulito, asciutto e protetto. Solleva le merci da terra. Proteggi da insetti e roditori.
Predisponi un piano di pulizia. Indica frequenze, prodotti e responsabilità. Registra gli interventi. Prevedi trappole monitor per infestanti.
Manuale HACCP e formazione
L’HACCP è il piano di autocontrollo. È obbligatorio per l’OSA. Descrive rischi, controlli, registri e azioni correttive.
Fai un corso igiene alimentare riconosciuto dalla Regione. Forma anche eventuali coadiuvanti. Aggiorna la formazione periodicamente.
Iter amministrativo a Torino: passo dopo passo
1) SCIA unica tramite SUAP, con registrazione sanitaria
Compili la SCIA al SUAP della Città di Torino. Alleghi planimetria e relazione sull’attività. Indichi attrezzature, flussi e igiene.
Il SUAP protocolla e trasmette all’ASL Città di Torino. La SCIA produce effetti immediati. Puoi iniziare, salvo controlli successivi.
La registrazione sanitaria avviene ai sensi dell’art. 6 del Reg. 852/2004. L’ASL assegna un numero di registrazione. Non serve un “certificato” preventivo.
2) Partita IVA e ComUnica
Apri la partita IVA come impresa individuale. Usi la pratica ComUnica. Con un solo invio fai tutto: Agenzia Entrate, Registro Imprese, INPS, INAIL.
Servono firma digitale e PEC. La PEC è domicilio digitale obbligatorio. Conserva le ricevute telematiche di invio.
I costi tipici 2026 a Torino: imposta di bollo 17,50 euro, diritti di segreteria 18 euro, diritto camerale annuale 53 euro. Verifica ogni anno il tariffario camerale.
3) INPS Artigiani e INAIL
Per la produzione alimentare domestica l’inquadramento è artigiano. Ti iscrivi alla Gestione IVS Artigiani INPS.
I contributi minimi variano ogni anno con circolare INPS. Si calcolano su un reddito minimale nazionale. Sull’eccedenza paghi aliquote percentuali.
Apri anche la posizione INAIL. Indica il tasso tariffario coerente con l’attività alimentare. L’INAIL invia il certificato di assicurazione.
ATECO e corretta classificazione: come scegliere
Produzione vs commercio
Se produci alimenti in casa, scegli un ATECO della sezione C (manifattura alimentare). Esempi: 10.71.20 per pasticceria fresca; 10.89.09 per altri prodotti alimentari n.c.a.
Se fai anche vendita diretta o online, inserisci un codice secondario. Per e-commerce alimentare usa 47.91.10. Per commercio al dettaglio non in negozi usa 47.99.10.
Scegli il codice principale in base all’attività prevalente. La scelta incide su INPS, INAIL e coefficiente del forfettario.
Effetti sul regime forfettario
Nel regime forfettario il reddito si calcola con un coefficiente di redditività. È una percentuale fissa. Dipende dal tuo ATECO.
Per manifattura alimentare (sezione C) il coefficiente è generalmente più alto rispetto al commercio. Verifica l’Allegato 4 del DM 17 gennaio 2015.
Se fai solo commercio di prodotti acquistati e rivenduti, il coefficiente tipico è più basso. La scelta ATECO corretta evita errori fiscali.
Fisco 2026: regimi, aliquote e calcoli
Regime forfettario
Puoi accedere al forfettario se i ricavi annui non superano 85.000 euro. La soglia vale per l’anno precedente. L’uscita immediata scatta se superi 100.000 euro.
Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. Verifica le cause di esclusione.
Il calcolo è semplice. Reddito forfettario = ricavi x coefficiente. Poi sottrai i contributi INPS. Applichi l’imposta sostitutiva sul risultato.
Regime semplificato e IRPEF 2026
Se non stai nel forfettario, adotti il regime semplificato per cassa. Rilevi incassi e pagamenti. La base normativa è l’art. 66 del TUIR.
Le aliquote IRPEF 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro. 33% da 28.001 a 50.000 euro. 43% oltre 50.000 euro, come da normativa vigente.
Aggiungi addizionali regionali e comunali. Considera gli oneri deducibili e detraibili. I contributi INPS sono deducibili.
Contributi INPS Artigiani 2026
I contributi si dividono in fissi e a percentuale. I fissi si pagano anche a ricavi zero. La base è il minimale di reddito definito dall’INPS.
Sull’eventuale eccedenza paghi un’aliquota percentuale. Superate certe soglie può applicarsi una maggiorazione. Verifica la circolare INPS annuale.
Puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi se sei in forfettario. La base è la Legge 190/2014. L’opzione si presenta all’INPS.
Etichette, allergeni e vendita: cosa non sbagliare
Vendita diretta e a distanza
Se vendi confezionato, segui il Regolamento (UE) 1169/2011. Indica denominazione, ingredienti, allergeni, quantità, lotto e data.
Per la vendita online mostra le informazioni obbligatorie prima dell’acquisto. L’etichetta accompagna sempre il prodotto consegnato.
Per i prodotti sfusi o preincartati comunica gli allergeni con cartelli chiari. Aggiorna ogni volta che cambi ricetta o fornitore.
Rintracciabilità e allergeni
Conserva le fatture dei fornitori. Attribuisci un lotto ai tuoi prodotti. Annota le uscite. È l’art. 18 del Reg. 178/2002.
Gestisci le contaminazioni crociate. Separa attrezzature e cicli produttivi. Inserisci le misure nel manuale HACCP e nei registri.
Regola decisionale rapida
Decidi ATECO e regime in 5 mosse logiche
1) Produci tu l’alimento? Sì: ATECO manifattura (10.xx). No: commercio (47.xx).
2) Vendi anche online? Sì: aggiungi 47.91.10 come secondario. No: resta sul principale.
3) Ricavi previsti entro 85.000 euro? Sì: valuta forfettario. No: semplificato per cassa.
4) Margini bassi e costi alti? Forfettario può penalizzare. Valuta semplificato con deduzione costi reali.
5) Hai bisogno di semplificazione e imposta fissa? Forfettario con riduzione INPS 35% è spesso vantaggioso.
Controlli ASL e sanzioni: come prepararti
Ispezioni e documenti da tenere pronti
L’ASL può ispezionare in ogni momento. Tieni pronti SCIA, numero di registrazione, manuale HACCP, attestati formativi, registri e tracciabilità.
Mostra le procedure di pulizia, disinfestazione e controllo temperature. Dimostra la separazione tra uso domestico e IAD.
Sanzioni tipiche
La mancanza di registrazione sanitaria comporta sanzioni del D.Lgs. 193/2007. Anche l’assenza di manuale HACCP è sanzionabile.
Etichette errate o allergeni non indicati comportano sanzioni secondo il Reg. 1169/2011 e norme nazionali di attuazione.
Tempistiche e costi: cosa aspettarti
Tempi medi
La SCIA ha effetto immediato. ComUnica si chiude in pochi giorni lavorativi. L’assegnazione del numero INPS e INAIL arriva nelle settimane successive.
Prevedi da 1 a 3 settimane per avere tutto operativo. I tempi dipendono dai carichi degli uffici e dalla completezza dei documenti.
Costi iniziali e ricorrenti
Costi una tantum: imposta di bollo, diritti di segreteria, pratiche SUAP, firma digitale e PEC. A Torino i valori 2026 indicativi sono quelli già citati.
Costi ricorrenti: diritto camerale annuale, contributi INPS, premio INAIL, eventuali consulenze, materiale d’imballaggio, analisi periodiche.
| Scenario | Adempimenti essenziali | Requisiti locali | Tempistiche indicative |
|---|---|---|---|
| Produzione di pasticceria fresca con consegna in città | SCIA SUAP con registrazione sanitaria; ATECO 10.71.20; partita IVA; INPS artigiani; INAIL; HACCP; etichettatura allergeni | Cucina con piani lavabili; frigo e abbattitore se necessario; separazione scorte familiari; registri temperature | SCIA immediata; ComUnica 3-5 giorni; controlli ASL entro 60-120 giorni |
| Produzione di conserve e confetture a lunga durata | SCIA SUAP; ATECO 10.89.09; procedure termiche validate; etichette complete con lotto e data | Zona cottura ventilata; piani in acciaio; termometri tarati; locale asciutto per stagionatura | SCIA immediata; validazioni e prove 1-2 settimane; controlli successivi |
| Solo vendita online di prodotti acquistati da terzi | ATECO principale commercio 47.xx; secondario 47.91.10; SCIA commerciale se richiesta; niente registrazione alimentare se non manipoli | Nessuna produzione; magazzino pulito; gestione etichette e allergeni nelle schede | ComUnica 3-5 giorni; messa online immediata |
| Produzione domestica e vendita in mercatini | SCIA SUAP; registrazione sanitaria; eventuale autorizzazione temporanea eventi; integrazione ATECO vendite itineranti 47.99.10 | Contenitori isotermici; protezione da contaminazioni; etichette e cartelli allergeni | SCIA immediata; autorizzazioni evento 7-15 giorni; logistica 2-3 giorni |
FAQ
Serve un “certificato” dell’ASL prima di iniziare l’attività IAD a Torino?
No. Per le attività alimentari vige la registrazione sanitaria tramite SCIA. La presenti al SUAP di Torino. Il SUAP trasmette all’ASL Città di Torino. La SCIA ha effetto immediato. Puoi iniziare subito, rispettando i requisiti. L’ASL potrà effettuare un controllo a posteriori. In esito all’istruttoria ricevi la comunicazione di registrazione o eventuali prescrizioni. Questa procedura recepisce l’art. 6 del Regolamento (CE) 852/2004, il DPR 160/2010 e il D.Lgs. 222/2016. Evita di attendere un “nulla osta” formale che non è previsto come titolo abilitativo preventivo per la registrazione.
Qual è il codice ATECO migliore per una IAD che produce e vende dolci?
Se produci dolci artigianali, l’attività prevalente è manifattura alimentare. In molti casi è corretto 10.71.20 per la produzione di pasticceria fresca. Se realizzi altri prodotti non inclusi in voci specifiche, puoi valutare 10.89.09. Se vendi anche online o in forma itinerante, aggiungi un codice secondario: 47.91.10 per e-commerce e 47.99.10 per vendite al dettaglio al di fuori di negozi. La scelta incide sul coefficiente del forfettario, su INPS e su INAIL. Consulta la tabella dei coefficienti del DM 17 gennaio 2015 Allegato 4 e verifica i riflessi assicurativi con l’inquadramento artigiano.
In regime forfettario, quale coefficiente di redditività si applica a una IAD?
Dipende dall’ATECO. Se la tua IAD è classificata nella manifattura alimentare (sezione C, 10.xx), si applica il coefficiente previsto per quel gruppo, in genere più alto del commercio. Se invece svolgi solo commercio di alimenti acquistati e rivenduti (sezione G, 47.xx), il coefficiente tipico è più basso. Questo cambia molto il reddito imponibile. Esempio semplificato: ricavi 20.000 euro. Con coefficiente 67% il reddito lordo è 13.400 euro. Con coefficiente 40% scende a 8.000 euro. In entrambi i casi sottrai i contributi INPS. Le percentuali ufficiali sono nell’Allegato 4 al DM 17 gennaio 2015, reperibile su Normattiva.
Quali sono i contributi INPS e come funziona la riduzione del 35%?
Gli artigiani pagano contributi fissi su un minimale di reddito. L’INPS aggiorna importi e aliquote ogni anno con circolare. Se superi il minimale, versi anche una percentuale sull’eccedenza. Sono dovuti quattro acconti trimestrali e un saldo a dichiarazione. Se aderisci al regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. La base legale è la Legge 190/2014. L’opzione si presenta all’INPS e vale anche per gli acconti. Ricorda che la riduzione incide anche sulla futura pensione. Valuta l’effetto insieme al risparmio immediato. Gli importi 2026 esatti si leggono nella circolare INPS dell’anno, consultabile sul sito dell’INPS o in Normattiva per i riferimenti normativi.
Quali etichette devo usare e come gestisco gli allergeni in una IAD?
Se vendi prodotti confezionati, l’etichetta deve riportare: denominazione legale, elenco ingredienti, allergeni evidenziati, quantità netta, termine minimo o scadenza, lotto, condizioni di conservazione, produttore con indirizzo, eventuali avvertenze. Se vendi online, fornisci queste informazioni prima della conclusione dell’ordine. Per prodotti sfusi o preincartati indica almeno denominazione, elenco allergeni e informazioni essenziali su cartello. Gestisci gli allergeni in produzione con procedure HACCP. Separa utensili e fasi di lavorazione. Forma chi lavora con te. Tutto deriva dal Reg. (UE) 1169/2011 e dal Reg. (CE) 852/2004. La mancata indicazione degli allergeni comporta sanzioni, come previsto dalle norme nazionali di attuazione e dal D.Lgs. 193/2007.
