Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La ritenuta d’acconto si calcola, di regola, al 20% sul compenso lordo indicato in fattura o ricevuta; si applica solo se il cliente è sostituto d’imposta e non si applica ai forfettari o ai minimi.
- Aliquota ordinaria: 20% sul compenso lordo, esclusi i rimborsi spese anticipati in nome e per conto ex art. 15 DPR 633/1972.
- Si applica solo se il cliente è sostituto d’imposta (es. imprese, professionisti in ordinario, enti) ai sensi del DPR 600/1973.
- Esclusa per chi fattura in regime forfettario o di vantaggio e quando il cliente è privato o forfettario.
Ritenuta d’acconto: cos’è e su quale base si applica
La ritenuta d’acconto è un anticipo delle imposte sul reddito. Il cliente sostituto d’imposta la trattiene al pagamento e la versa all’Erario per tuo conto.
La disciplina generale è nel DPR 600/1973, art. 25, per i compensi di lavoro autonomo. Per provvigioni di agenti e intermediari si applica l’art. 25-bis, con regole dedicate.
La base di calcolo, in via ordinaria, è il compenso lordo pattuito. Restano esclusi dalla base i rimborsi spese “in nome e per conto” documentati ex art. 15 DPR 633/1972.
Se applichi la rivalsa INPS 4% (gestione separata), questa entra nella base della ritenuta perché è parte del compenso. Il contributo integrativo delle casse professionali, di norma, non entra nella base perché ha natura diversa dal compenso.
L’aliquota ordinaria è il 20%. Si calcola e si indica in fattura o in ricevuta, con arrotondamento al centesimo.
Chi è sostituto d’imposta
È sostituto d’imposta chi, per legge, trattiene e versa imposte per conto di altri. Rientrano imprese, società, professionisti in regime ordinario, enti e PA.
La base normativa è nel DPR 600/1973, art. 64 e seguenti. Se il cliente non è sostituto, non può trattenere né versare la ritenuta.
Quando si applica e quando no
La ritenuta si applica quando il cliente è sostituto d’imposta e tu emetti fattura o ricevuta soggetta ad essa. Vale per prestazioni professionali e per prestazioni occasionali.
Non si applica in alcune ipotesi specifiche previste dalla legge. Vediamole in modo chiaro e operativo.
Casi di esclusione
Regime forfettario: non si subisce ritenuta d’acconto sulle fatture emesse. La base normativa è la L. 190/2014, art. 1, comma 67, come modificata nel tempo (soglia di accesso attualmente 85.000 euro ai sensi della L. 197/2022).
Regime di vantaggio (ex “minimi”): esclusione analoga, fondata sull’art. 27, DL 98/2011. È un regime residuale ancora valido per chi possiede i requisiti di prosecuzione.
Cliente privato o cliente in forfettario: non sono sostituti d’imposta. Non possono trattenere né versare la ritenuta. La ricevuta o fattura non la deve riportare.
Prestazione occasionale
Se lavori senza partita IVA in modo saltuario e non abituale, ricadi nella prestazione occasionale. Il reddito è “diverso” ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. l), DPR 917/1986 (TUIR).
In questo caso, se il cliente è sostituto d’imposta, applica e versa la ritenuta del 20% sul compenso lordo. L’adempimento discende sempre dall’art. 25, DPR 600/1973.
Come si calcola in pratica e come si indica in fattura
Formula base: Ritenuta = 20% x Compenso lordo imponibile. Dal totale documento si sottrae la ritenuta. Il cliente paga la differenza.
Esempio tipico: compenso 1.000 euro, ritenuta 20% 200 euro, IVA 22% 220 euro. Totale da pagare 1.220 euro. Il cliente versa 200 euro allo Stato per tuo conto.
Componenti da includere o escludere
Includi nella base: compenso e rivalsa INPS 4% (gestione separata). Escludi: spese anticipate in nome e per conto ex art. 15 DPR 633/1972 e, di regola, contributo integrativo alle casse.
Se riaddebiti spese tue interne (es. trasferte), queste restano parte del compenso. Quindi entrano nella base della ritenuta.
Fattura elettronica: campi essenziali
Nel tracciato FatturaPA vanno indicati tipo ritenuta, aliquota e importo. Si usa il campo DatiRitenuta con tipo ritenuta RT01 per persone fisiche soggette a ritenuta.
La fattura elettronica è obbligatoria per la generalità dei soggetti IVA ai sensi del DLgs 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Versamento, certificazioni e dichiarazioni
Il cliente sostituto d’imposta versa la ritenuta entro il 16 del mese successivo al pagamento. Usa il modello F24 con il codice tributo 1040 (ritenute su lavoro autonomo).
Le scadenze discendono dal DPR 600/1973 e dai provvedimenti periodici dell’Agenzia delle Entrate. Eventuali proroghe si comunicano tramite i canali istituzionali.
Certificazione Unica e Modello 770
Il sostituto rilascia la Certificazione Unica al percipiente e la trasmette all’Agenzia delle Entrate entro i termini fissati annualmente (in via ordinaria a marzo).
Il sostituto presenta anche il Modello 770, normalmente entro il 31 ottobre, riepilogando ritenute operate e versamenti. La fonte generale è il DPR 322/1998.
Come usi la ritenuta in dichiarazione
La ritenuta è un credito d’imposta. In dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o 730 per chi può), sottrai le ritenute ai tributi dovuti.
Se le ritenute superano le imposte, maturi un credito. Puoi chiederne il rimborso o usarlo in compensazione, secondo le regole del DPR 542/1999 e del DLgs 241/1997.
Regola decisionale rapida
Se il cliente è un’impresa, una società, un professionista in ordinario, un ente o la PA, allora è sostituto d’imposta: applica la ritenuta.
Se il cliente è un privato o un forfettario, allora non è sostituto: non si applica la ritenuta e non la si indica nel documento.
Se tu sei in regime forfettario o di vantaggio, allora non subisci ritenuta: indichi in fattura la causale normativa di esclusione.
Se operi senza partita IVA e la prestazione è occasionale, allora la ritenuta 20% si applica se il cliente è sostituto; usi la ricevuta con ritenuta.
Se in fattura inserisci spese ex art. 15 DPR 633/1972, allora non entrano nella base della ritenuta; le altre spese sì.
Esempi pratici di calcolo
Esempio base (regime ordinario): compenso 1.000; ritenuta 20% = 200; IVA 22% = 220; totale documento 1.220; netto a pagare 1.020. Il cliente versa 200 con F24 entro il 16 del mese successivo.
Esempio con rivalsa INPS 4%: compenso 1.000 + rivalsa 40 = 1.040; ritenuta 20% su 1.040 = 208; IVA 22% su 1.040 = 228,80; totale documento 1.268,80; netto a pagare 1.060,80.
Esempio con spese art. 15 documentate 100: base ritenuta solo sul compenso (e rivalsa, se c’è). Le spese in nome e per conto sono escluse da ritenuta e da IVA.
Errori frequenti e come evitarli
Errore: applicare la ritenuta quando il cliente è privato o forfettario. Soluzione: verifica sempre lo status fiscale del cliente prima di emettere il documento.
Errore: calcolare la ritenuta anche sulle spese ex art. 15. Soluzione: separa chiaramente in fattura le spese anticipate in nome e per conto.
Errore: dimenticare il versamento al 16 del mese successivo. Soluzione: il sostituto usa F24, codice tributo 1040, periodo di competenza corretto.
Errore: indicare l’aliquota sbagliata per provvigioni soggette all’art. 25-bis. Soluzione: verifica la categoria reddituale e le percentuali previste dalla norma.
| Scenario | Chi paga/Chi emette | Base e aliquota | Requisiti/Note operative | Versamento e scadenze |
|---|---|---|---|---|
| Professionista in regime ordinario | Cliente sostituto d’imposta / Fattura con ritenuta | 20% su compenso lordo; esclude spese ex art. 15; include rivalsa INPS 4% | Indicare ritenuta in fattura elettronica (RT01). IVA secondo DPR 633/1972 | F24 codice 1040 entro il 16 del mese successivo al pagamento |
| Prestazione occasionale | Cliente sostituto d’imposta / Ricevuta occasionale | 20% su compenso lordo | Reddito “diverso” ex art. 67 TUIR; no IVA; superamenti soglia richiedono apertura P.IVA | F24 codice 1040 entro il 16 del mese successivo |
| Professionista in forfettario | Qualsiasi cliente / Fattura senza ritenuta | Nessuna ritenuta per il percipiente | Indicare norma di esclusione (L. 190/2014, c. 67). Imposta sostitutiva sul reddito | Nessun versamento di ritenuta; resta il versamento delle imposte proprie |
| Cliente privato o cliente forfettario | Cliente non sostituto / Fattura o ricevuta | Nessuna ritenuta applicabile | Il cliente non può trattenere né versare ritenute | Nessun F24 per ritenute; il professionista versa le proprie imposte in dichiarazione |
| Agenti e intermediari (provvigioni) | Cliente sostituto / Nota provvigioni | Art. 25-bis DPR 600/1973; regole specifiche su base e aliquota | Verificare percentuali e base imponibile previste per la categoria | F24 entro il 16 del mese successivo; CU e 770 obbligatori |
FAQ
Come capisco se devo inserire la ritenuta d’acconto in fattura o ricevuta?
Fai due verifiche rapide. Uno: chi è il tuo cliente. Se è impresa, società, professionista in regime ordinario, ente o PA, di solito è sostituto d’imposta. In tal caso, si applica la ritenuta. Se è un privato o un contribuente in regime forfettario, non lo è. In quel caso, non puoi inserire la ritenuta perché non verrebbe trattenuta né versata. Due: qual è il tuo regime fiscale. Se sei in regime forfettario o di vantaggio, non subisci ritenuta sulle fatture emesse, a prescindere da chi sia il cliente. Se sei in ordinario, la ritenuta si applica quando il cliente è sostituto. Questa logica discende dal DPR 600/1973 (sostituti d’imposta e ritenute) e dalla L. 190/2014 (forfettario). In caso di dubbio, chiedi al cliente una breve autodichiarazione sul suo status fiscale.
La ritenuta si calcola anche sull’IVA, sulla rivalsa INPS o sui contributi delle casse?
No, mai sull’IVA. L’IVA è un’imposta indiretta e non entra nella base della ritenuta. Sulla rivalsa INPS 4% dovuta dagli iscritti alla Gestione Separata, la prassi considera tale rivalsa come parte del compenso. Quindi, entra nella base per calcolare il 20%. Diverso è il contributo integrativo delle casse professionali ordinistiche (ad esempio il 4%). In via generale, il contributo integrativo non è parte del compenso e non entra nella base della ritenuta. Ricorda anche l’esclusione delle spese anticipate in nome e per conto del cliente ex art. 15 DPR 633/1972, che non fanno base né per IVA né per ritenuta. Se la voce di costo è un semplice riaddebito spese sostenute da te, invece rientra nel compenso e forma base per la ritenuta.
Come e quando il cliente versa la ritenuta? E come io la recupero in dichiarazione?
Il cliente sostituto versa entro il 16 del mese successivo al pagamento, con F24, codice tributo 1040, indicando mese e anno corretto. Questo obbligo deriva dagli articoli del DPR 600/1973 sulle ritenute e dai provvedimenti attuativi. A fine anno o entro i termini fissati, il cliente ti rilascia la Certificazione Unica, che attesta i compensi e le ritenute versate. Tu riporti questi dati in dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o, se ammesso, 730). Le ritenute sono crediti d’imposta. Le sottrai alle imposte dovute calcolate sui tuoi redditi. Se superano il dovuto, matura un credito che puoi chiedere a rimborso o compensare, secondo le regole del DLgs 241/1997 e del DPR 542/1999.
Come gestisco la ritenuta nelle prestazioni occasionali senza partita IVA?
Nella prestazione occasionale emetti una ricevuta, non una fattura, poiché non sei titolare di partita IVA. Se il cliente è sostituto d’imposta, applica la ritenuta del 20% sul compenso lordo e versa l’importo con F24. Tu ricevi il compenso al netto della ritenuta. A fine anno, dichiari il reddito come “reddito diverso” ai sensi dell’art. 67 del TUIR. Se il cliente è un privato o non è sostituto, non c’è ritenuta. Attenzione alle soglie: se l’attività diventa abituale o superi limiti di legge, devi aprire la partita IVA. Laddove vi siano spese anticipate in nome e per conto, seguono la stessa regola di esclusione dalla base della ritenuta prevista dall’art. 15 del DPR IVA.
Che cosa indicare in fattura elettronica per gestire correttamente la ritenuta?
Nel tracciato XML della FatturaPA devi valorizzare i campi DatiRitenuta. Inserisci: tipo ritenuta (di norma RT01 per persone fisiche), aliquota (20), importo ritenuta calcolato. Mantieni separate le voci escluse dalla base, come le spese ex art. 15. Se sei in regime forfettario o di vantaggio, non inserire la ritenuta e riporta la dicitura normativa di esclusione (L. 190/2014, art. 1, comma 67; oppure art. 27, DL 98/2011 per il regime di vantaggio). Verifica che la data pagamento sia corretta nei gestionali del cliente, perché la scadenza di versamento è ancorata al mese successivo al pagamento. Ricorda che l’IVA, se presente, non entra mai nel calcolo della ritenuta e va separata nettamente nei riepiloghi di fattura.
