Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Calcola NASpI così: retribuzione media = imponibile ultimi 4 anni / settimane x 4,33; indennità = 75% fino a 1.436,61€ (2025), oltre +25% dell’eccedenza; rispetta il massimale 1.562,82€ e la riduzione del 3% mensile.
- Formula base: imponibile previdenziale ultimi 4 anni / settimane contributive x 4,33; poi regola 75% + 25% oltre soglia (1.436,61€ nel 2025) e massimale (1.562,82€ nel 2025).
- Durata: metà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni, fino a 24 mesi; taglio 3% dal 6° mese (dall’8° se hai 55+).
- Domande: entro 68 giorni dalla cessazione; anticipo in unica soluzione richiedibile entro 30 giorni dall’avvio dell’attività autonoma.
Che cos’è la NASpI e quando spetta
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Ti tutela se perdi il lavoro in modo involontario. La base normativa è il Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (fonte: Normattiva).
Hai diritto se eri dipendente e il rapporto è finito per licenziamento, scadenza del termine, dimissioni per giusta causa, o risoluzione consensuale in sede protetta per trasferimento o cambio condizioni. Questi casi sono elencati nelle istruzioni INPS e nelle norme sul lavoro (fonte: INPS, Ministero del Lavoro, Normattiva).
Devi anche rispettare due requisiti tecnici: lo stato di disoccupazione e un minimo di contribuzione. Stato di disoccupazione significa che non lavori e sei disponibile a cercare un’occupazione, come definito dal Decreto legislativo n. 150/2015 (fonte: Normattiva). Il requisito contributivo richiede almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti.
Eventi che danno diritto, in concreto
Rientrano: licenziamento individuale o collettivo; termine naturale del contratto a tempo determinato; dimissioni per giusta causa (mancato pagamento stipendio, mobbing, trasferimento illegittimo); risoluzione consensuale in sede di conciliazione presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro per trasferimento oltre 50 km o 80 minuti.
Non danno diritto le dimissioni volontarie senza giusta causa. Eccezione: dimissioni durante il periodo protetto di maternità/paternità, come indicato dall’INPS (fonte: INPS, Ministero del Lavoro).
Come si calcola la NASpI: definizioni e formula
I dati che ti servono (e cosa significano)
Retribuzione imponibile ai fini previdenziali: è la base su cui paghi i contributi. La trovi nelle buste paga e nell’estratto conto contributivo INPS. Somma gli imponibili degli ultimi 4 anni.
Settimane contributive: sono le settimane per cui il datore ha versato i contributi. Le leggi sull’assicurazione sociale calcolano sulla settimana per standardizzare i periodi (fonte: INPS).
Coefficiente 4,33: trasforma la retribuzione settimanale in mensile. È il rapporto 52 settimane / 12 mesi. Si usa in tutti i calcoli NASpI (fonte: INPS).
La formula passo per passo
1) Calcola la retribuzione media mensile: imponibile totale 4 anni / settimane contributive x 4,33.
2) Applica la regola “75% + 25%”: se la retribuzione media è minore o uguale alla soglia, l’indennità è il 75% di quella retribuzione. Se è maggiore, l’indennità è il 75% della soglia più il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia. La soglia per il 2025 è 1.436,61€ (fonte: INPS, circolare annuale sulla rivalutazione NASpI).
3) Verifica il massimale mensile: nel 2025 è 1.562,82€. Se l’importo calcolato è più alto, si applica il massimale (fonte: INPS, circolare annuale).
Esempio numerico 2025 completo
Ipotesi: imponibile totale 4 anni = 40.000€; settimane contributive = 90.
- Retribuzione media mensile = (40.000 / 90) x 4,33 ≈ 1.924,43€.
- Quota base = 75% x 1.436,61€ = 1.077,46€.
- Eccedenza = 1.924,43 – 1.436,61 = 487,82€; quota aggiuntiva = 25% x 487,82 ≈ 121,96€.
- Indennità lorda teorica = 1.077,46 + 121,96 ≈ 1.199,42€ (inferiore al massimale 2025, quindi ok).
Durata: metà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni. Con 90 settimane maturi 45 settimane di NASpI, cioè circa 10 mesi e mezzo. Il massimale di durata resta 24 mesi se i contributi sono molti.
Nota sulla rivalutazione: soglia e massimale cambiano ogni anno in base all’indice ISTAT. Per il 2026, verifica i valori nella circolare INPS di inizio anno (fonte: INPS). In assenza di tali dati qui usiamo i valori 2025.
Taglio progressivo e tassazione
La NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dalla rata del 6° mese. Se hai 55 anni o più, la riduzione scatta dall’8° mese. La modifica è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 e applicata dall’INPS (fonte: Legge 30 dicembre 2021, n. 234; INPS).
La NASpI è reddito tassabile. L’INPS applica le ritenute IRPEF come sostituto d’imposta. Puoi scegliere le detrazioni per lavoro dipendente nella domanda. L’IRPEF finale si regola nella dichiarazione dei redditi.
Durata, decorrenza e scadenze
Quanto dura e da quando parte
La durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, al netto delle settimane già usate per altre prestazioni oppure senza contribuzione figurativa non utile. Il limite massimo è 24 mesi.
La decorrenza dipende da quando presenti la domanda. Se la presenti entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno. Se la presenti dopo l’ottavo giorno ed entro 68 giorni, decorre dal giorno successivo alla domanda (fonte: INPS; D.lgs. n. 22/2015).
Il termine dei 68 giorni è essenziale. Se lo superi, perdi il diritto. In caso di malattia o maternità subito dopo la cessazione, i 68 giorni slittano secondo le regole INPS.
Anticipo NASpI in unica soluzione (per avviare un’attività)
Quando puoi chiederlo e con quali passi
Puoi chiedere l’anticipazione in un’unica soluzione dell’importo residuo per avviare un’attività autonoma, aprire partita IVA, iniziare un’impresa individuale o entrare in cooperativa. La base normativa è l’articolo 8 del D.lgs. n. 22/2015 (fonte: Normattiva; INPS).
Passi tipici: presenti la domanda di NASpI dopo la cessazione; avvii l’attività (apertura partita IVA, iscrizione al Registro imprese o atto di adesione in cooperativa); chiedi l’anticipazione entro 30 giorni dall’avvio o insieme alla domanda se l’attività è già avviata alla data di presentazione (fonte: INPS).
Attenzione alla clausola di restituzione: se accetti un nuovo lavoro dipendente durante il periodo teorico di fruizione mensile che hai “anticipato”, devi restituire l’intero anticipo. È una regola chiave richiamata dall’INPS nelle istruzioni operative.
Compatibilità, cumulo e obblighi di comunicazione
Partita IVA, prestazioni occasionali e contratti a termine
Puoi cumulare la NASpI con redditi da lavoro autonomo di modesta entità, ma devi comunicarli all’INPS con il modello NASpI-Com entro un mese dall’inizio. Se il reddito annuo previsto non supera 5.000 euro, la NASpI si riduce in parte, non decade (fonte: INPS).
Se trovi un lavoro subordinato a tempo determinato, potresti mantenere la NASpI con sospensione o riduzione, in base a durata e reddito. Se è a tempo indeterminato, la regola generale è la decadenza, con eccezioni per rapporti brevi o a reddito basso previa comunicazione (fonte: INPS; D.lgs. n. 150/2015).
Ogni variazione lavorativa o reddituale va comunicata all’INPS entro un mese. Il mancato adempimento può comportare riduzioni o decadenza e richieste di restituzione.
Domanda NASpI: come presentarla e con quali documenti
Canali, documenti e tempistiche operative
Puoi presentare la domanda tramite il sito dell’INPS, il contact center oppure tramite un patronato o un intermediario abilitato. Ti servono: dati anagrafici, IBAN, informazioni sul rapporto cessato, eventuali detrazioni IRPEF, dichiarazione di immediata disponibilità.
Consiglio operativo: recupera l’estratto conto contributivo e verifica settimane e imponibili degli ultimi 4 anni. Se mancano contributi, segnala subito all’INPS per l’istruttoria. Tieni copia della lettera di licenziamento o del contratto a termine scaduto.
Per l’anticipazione in unica soluzione, allega la documentazione che prova l’avvio attività (apertura partita IVA, iscrizione INPS gestione corretta, visura camerale, atto cooperativa). Rispetta il termine di 30 giorni.
Regola decisionale rapida
In 6 passaggi logici se hai diritto e quanto prendere
- Se la cessazione è involontaria o per giusta causa, allora puoi richiedere la NASpI; altrimenti no.
- Se hai almeno 13 settimane contributive nei 4 anni, allora soddisfi il requisito contributivo; altrimenti no.
- Se presenti domanda entro 8 giorni, allora la decorrenza è dall’ottavo giorno; se entro 68, decorre dal giorno dopo la domanda; oltre 68, perdi il diritto.
- Se la tua retribuzione media mensile è ≤ soglia annua (1.436,61€ nel 2025), allora l’indennità è 75% di quella; se è > soglia, è 75% della soglia + 25% dell’eccedenza.
- Se l’importo supera il massimale (1.562,82€ nel 2025), allora si applica il massimale; altrimenti resta l’importo calcolato.
- Se superi il 5° mese (o il 7° se 55+), allora si applica il taglio del 3% per ogni mese successivo; altrimenti no.
| Scenario | Dati da usare | Regola/Formula | Tempistiche/Note |
|---|---|---|---|
| Retribuzione media ≤ soglia | Retribuzione media; soglia 2025 = 1.436,61€ | Indennità = 75% x retribuzione media | Importi rivalutati ogni anno da INPS; verifica valori 2026 |
| Retribuzione media > soglia | Retribuzione media; soglia 2025 = 1.436,61€ | Indennità = 75% x soglia + 25% x (retribuzione media − soglia) | Applica poi il massimale mensile |
| Superamento massimale | Massimale 2025 = 1.562,82€ | Se indennità calcolata > massimale, si applica il massimale | Massimali aggiornati annualmente da INPS |
| Durata | Settimane contributive 4 anni | Durata = settimane / 2 (max 24 mesi) | Escluse settimane già utilizzate per altre prestazioni |
| Decorrenza | Data cessazione; data domanda | Entro 8 giorni: decorre dall’8° giorno; entro 68: dal giorno dopo domanda | Oltre 68 giorni: perdita del diritto |
| Taglio 3% | Mese di fruizione; età | −3% da 6° mese; da 8° se età ≥55 | Norma: L. 234/2021; istruzioni INPS |
| Anticipo NASpI | Importo residuo teorico | Pagamento unico per avvio attività autonoma | Chiedilo entro 30 giorni dall’avvio; restituzione se nuovo lavoro dipendente |
| Cumulo con P. IVA | Reddito previsto | Se ≤ 5.000€/anno: possibile cumulo con riduzione | Comunica con NASpI-Com entro 1 mese |
FAQ sulla NASpI: domande frequenti con risposte operative
Come calcolo correttamente le settimane contributive utili ai fini della durata?
Conta le settimane in cui risultano versati contributi contro la disoccupazione nei 4 anni prima della cessazione. Le trovi nell’estratto conto contributivo. Escludi le settimane già usate per altre prestazioni analoghe, le settimane coperte da contribuzione figurativa non utile e i periodi per i quali hai già percepito prestazioni di disoccupazione. Somma le settimane utili e dividi per due: ottieni le settimane indennizzabili. Per convertire in mesi, considera che un mese NASpI è una mensilità di calendario e l’INPS calcola le rate mensili su base standardizzata. Se vedi incongruenze nell’estratto, segnala subito tramite “ricostituzione” o con il supporto di un patronato. Fonte: INPS; D.lgs. n. 22/2015.
Qual è la differenza tra soglia e massimale e perché cambiano ogni anno?
La soglia è il valore oltre il quale si applica la formula “75% + 25%”: fino alla soglia prendi il 75% della retribuzione, oltre alla soglia aggiungi il 25% dell’eccedenza. Il massimale è il tetto massimo mensile pagabile. Anche se la formula darebbe di più, non puoi superare quel tetto. Entrambi vengono aggiornati ogni anno in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT. L’INPS pubblica una circolare a inizio anno con i nuovi importi. Per il 2025, la soglia è 1.436,61€ e il massimale è 1.562,82€. Per il 2026, verifica i nuovi valori nella circolare annuale. Fonte: INPS; Ministero del Lavoro.
Quando conviene chiedere l’anticipo NASpI in unica soluzione e quali sono i rischi?
Conviene se prevedi di lavorare a tempo pieno nella tua attività autonoma e se il fabbisogno di liquidità iniziale è alto (attrezzature, marketing, scorte). L’anticipo eroga in una volta sola tutto l’importo residuo teorico. Attenzione però a due rischi. Primo: se torni a un lavoro dipendente nel periodo in cui avresti percepito la NASpI mensile, devi restituire l’intero anticipo. Secondo: se l’attività non parte o non rispetti i requisiti formali (ad esempio, non apri la gestione previdenziale corretta), l’INPS può revocare o richiedere somme. Valuta anche l’impatto fiscale: l’anticipo è reddito tassabile nell’anno di incasso. Fonte: art. 8, D.lgs. n. 22/2015; istruzioni INPS.
Posso lavorare durante la NASpI? Cosa succede alla prestazione se ho piccoli redditi?
Sì, ma con regole precise. Per lavoro autonomo o attività occasionali, se il reddito annuo previsto non supera 5.000 euro, puoi mantenere la NASpI con riduzione proporzionale. Devi comunicare all’INPS entro un mese dall’inizio attività attraverso il modello NASpI-Com, indicando il reddito presunto. Per lavoro subordinato a tempo determinato, la prestazione può essere sospesa o ridotta in base a durata e importo del reddito. Per lavoro subordinato a tempo indeterminato, in via generale la prestazione decade. Senza comunicazione nei tempi, rischi la decadenza e la richiesta di restituzione delle somme. Fonte: INPS; D.lgs. n. 150/2015.
Come incidono IRPEF, detrazioni e assegni familiari sulla NASpI mensile?
L’INPS è sostituto d’imposta per la NASpI. Calcola e trattiene l’IRPEF in base alle aliquote e applica le detrazioni per lavoro dipendente se le richiedi nella domanda. Se hai altri redditi nello stesso anno (per esempio da lavoro nel primo semestre), il conguaglio IRPEF si regolerà in dichiarazione dei redditi. Gli assegni per il nucleo familiare tradizionali sono stati sostituiti dall’Assegno Unico e Universale, che segue regole diverse e non si somma direttamente alla NASpI. Verifica sempre l’ISEE aggiornato per massimizzare le agevolazioni collegate. Fonte: INPS; Ministero del Lavoro.
Quali documenti servono e quali errori evitare nella domanda?
Prepara: documento d’identità, codice fiscale, IBAN, lettera di licenziamento o documentazione della cessazione, ultime buste paga, estratto conto contributivo, eventuale CU, dati per detrazioni IRPEF. Errori comuni da evitare: presentare la domanda oltre i 68 giorni; indicare un IBAN non intestato a te; non spuntare le detrazioni quando ti spettano; non comunicare un’attività autonoma iniziata durante la NASpI; dimenticare di allegare la documentazione per l’anticipazione in unica soluzione. Prima di inviare, ricalcola la retribuzione media e verifica settimane e imponibili. Fonte: INPS; Normattiva.
