Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se svolgi un’attività intellettuale, apri come libero professionista. Se fai commercio (es. ecommerce), apri una ditta individuale. Di seguito trovi iter, contributi, regimi fiscali e una regola decisionale rapida.
- Libero professionista: apertura Partita IVA con modello AA9/12 presso Agenzia delle Entrate, e iscrizione alla cassa professionale o alla Gestione Separata INPS.
- Ditta individuale: pratica ComUnica al Registro Imprese, SCIA al SUAP, PEC e firma digitale, iscrizione INPS Artigiani/Commercianti.
- Regime fiscale: valutare Forfettario (limiti e coefficienti) o Ordinario semplificato; obblighi IVA e fatturazione elettronica secondo D.Lgs. 127/2015.
Quando aprire Partita IVA come libero professionista e quando come ditta individuale
La scelta dipende dalla natura dell’attività. Il Codice Civile distingue l’impresa commerciale (art. 2082) dalle professioni intellettuali (art. 2230). Questa distinzione guida forma giuridica, adempimenti e contributi.
Attività intellettuale: libero professionista
È attività basata su competenze personali. Esempi: social media manager, consulente marketing, programmatore, grafico, traduttore. Inquadri l’attività con un codice ATECO professionale.
Operi senza iscrizione al Registro Imprese. Apri la Partita IVA come persona fisica e versi contributi alla cassa di categoria o alla Gestione Separata INPS.
Attività commerciale: ditta individuale
È attività organizzata per la produzione o lo scambio di beni o servizi. Esempi: ecommerce di prodotti fisici, rivendita online, dropshipping, laboratorio artigianale con vendita.
Serve l’iscrizione al Registro Imprese e l’iscrizione all’INPS Artigiani/Commercianti. Per il commercio online invii una SCIA al SUAP del Comune.
Iter amministrativo: cosa fare, in quale ordine
Libero professionista: modulo AA9/12 e iscrizione previdenziale
Apri la Partita IVA presentando la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. La base normativa è l’art. 35 del DPR 633/1972. Usa il modello AA9/12.
Puoi inviarlo online con i servizi telematici, per posta o consegnarlo allo sportello. Indica dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime IVA e contabile.
Entro lo stesso periodo ti iscrivi alla cassa professionale, se prevista per la tua professione (D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996). In assenza di cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995).
Ditta individuale: ComUnica, SCIA, PEC e firma digitale
Per l’impresa individuale usi la Comunicazione Unica. È un invio telematico al Registro Imprese che accorpa: apertura Partita IVA, iscrizione CCIAA e INPS. La base è l’art. 9 del D.L. 7/2007 e il D.M. 2/11/2007.
Per le attività soggette a segnalazione, invii la SCIA al SUAP. La base è l’art. 19 della L. 241/1990 e il DPR 160/2010. Per l’ecommerce è una SCIA di commercio al dettaglio via web (D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 70/2003).
Per firmare digitalmente la pratica serve la firma digitale. Devi anche attivare una casella PEC. L’iscrizione INPS avviene alla Gestione Artigiani/Commercianti (L. 613/1966 e L. 233/1990). Per attività manifatturiere o con rischio, verifica l’obbligo INAIL.
Contributi previdenziali: come si calcolano e quando si pagano
Casse professionali private
Alcune professioni hanno una cassa dedicata. Esempi: medici, avvocati, architetti, commercialisti. L’iscrizione è obbligatoria se eserciti la professione e sei iscritto all’albo. Le regole contributive variano per ciascuna cassa.
Trovi gli statuti e i regolamenti sui siti istituzionali delle casse e su Normattiva. Le casse stabiliscono minimi, acconti, saldi e aliquote, spesso con contributi soggettivi e integrativi.
Gestione Separata INPS per professionisti senza cassa
Se la tua attività non ha cassa, versi alla Gestione Separata. La base normativa è la L. 335/1995. L’aliquota è definita ogni anno da INPS con circolare. Consulta la circolare annuale per l’aliquota vigente nel 2026 e le scadenze.
L’imponibile previdenziale è di norma il reddito professionale, cioè compensi meno costi deducibili (principio di cassa per semplificati; nel Forfettario si usa il reddito forfettario). I versamenti avvengono con F24 in acconto e saldo.
Gestione Artigiani e Commercianti
Le ditte individuali commerciali o artigiane versano contributi fissi su un reddito minimale, più una percentuale sull’eccedenza. Le aliquote e il minimale cambiano ogni anno con circolare INPS.
I contributi fissi si pagano in quattro rate trimestrali. L’eccedenza si versa con acconto e saldo, insieme alle imposte. Se aderisci al Forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (art. 1, comma 77, L. 190/2014 e circolari INPS).
Regime fiscale e contabile: come scegliere
Regime forfettario
È un regime agevolato introdotto dalla L. 190/2014, commi 54-89, con successive modifiche. Dal 2023 la soglia di accesso è 85.000 euro annui (L. 197/2022). Superi 100.000 euro e il regime cessa nell’anno stesso.
Il reddito si calcola con un coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Non deduci i singoli costi, salvo contributi previdenziali. Applichi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up.
Nel Forfettario si applica il principio di cassa: contano gli incassi. Non addebiti IVA in fattura, né subisci ritenute d’acconto. Devi comunque emettere fattura elettronica secondo il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario semplificato
È il regime naturale per imprese minori e per molti professionisti. La base normativa è il DPR 600/1973. Qui deduci i costi effettivi e detrai l’IVA sugli acquisti. È richiesta una contabilità semplificata.
Applichi l’IVA secondo il DPR 633/1972. Invii le liquidazioni periodiche IVA e la dichiarazione IVA annuale. Emissione di fatture elettroniche e gestione corrispettivi telematici seguono il D.Lgs. 127/2015 e le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Ecommerce: IVA, corrispettivi e vendite UE
Per ecommerce indiretto (beni fisici) emetti fattura elettronica su richiesta del cliente. Altrimenti registri i corrispettivi. I pagamenti elettronici lasciano tracciabilità. Rispetta gli obblighi di informativa del D.Lgs. 70/2003.
Per vendite B2C in UE valuta il regime OSS (One Stop Shop). La soglia unica UE è 10.000 euro. La base normativa è la Direttiva 2017/2455, il Regolamento UE 2017/2454 e il D.Lgs. 83/2021.
Regola decisionale rapida
Domande chiave e nessi logici
1) Vendi beni o servizi standardizzati con organizzazione di mezzi? Sì: ditta individuale. No: passa alla domanda 2.
2) Offri prestazioni basate su competenza personale e responsabilità intellettuale? Sì: libero professionista. No: se prevale la parte commerciale, ditta individuale.
3) Esiste un albo o una cassa per la tua professione? Sì: iscriviti a albo e cassa e apri come professionista. No: professionista con Gestione Separata.
4) Prevedi ricavi entro 85.000 euro e pochi costi? Sì: valuta il Forfettario. No: considera il regime ordinario semplificato per dedurre i costi.
5) Hai magazzino, dipendenti o vendite UE B2C? Sì: ditta individuale, verifica OSS e gestione IVA. No: libera scelta secondo le risposte precedenti.
Tempistiche, costi vivi e errori da evitare
Tempistiche realistiche
Libero professionista: la Partita IVA è attiva in tempi brevi dopo l’invio dell’AA9/12. L’iscrizione previdenziale si completa online in poche ore, salvo verifiche.
Ditta individuale: la ComUnica richiede firma digitale e documenti. La protocollazione è rapida, ma la SCIA può richiedere integrazioni. Prevedi alcuni giorni lavorativi.
Costi vivi tipici
Libero professionista: l’apertura Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non ha costi. Resteranno costi per PEC e consulenza, se scelta.
Ditta individuale: diritti e bolli camerali, diritto annuale CCIAA, PEC e firma digitale. Gli importi variano per provincia e aggiornamenti annuali ministeriali.
Errori ricorrenti da evitare
- Scegliere un codice ATECO sbagliato, con effetti su contributi, coefficienti forfettari e INAIL.
- Dimenticare SCIA o requisiti morali per il commercio elettronico, con rischio di sanzioni.
- Sottovalutare i contributi fissi INPS per commercianti e artigiani, che maturano anche con incassi bassi.
- Ignorare l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, anche in Forfettario.
- Gestire male vendite UE senza OSS, con IVA dovuta in altri Stati membri.
Riferimenti normativi utili da consultare
Trovi i testi integrali su Normattiva e sui portali istituzionali di Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Ministero del Lavoro.
- Codice Civile: artt. 2082, 2222, 2230.
- DPR 633/1972, art. 35 (dichiarazione inizio attività IVA).
- DPR 600/1973 (accertamento e contabilità semplificata).
- L. 190/2014, commi 54-89; L. 197/2022 (soglie Forfettario).
- D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica e telematizzazione).
- D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 70/2003 (commercio ed ecommerce).
- L. 241/1990, art. 19 e DPR 160/2010 (SCIA e SUAP).
- D.L. 7/2007, art. 9 e D.M. 2/11/2007 (Comunicazione Unica).
- L. 335/1995 (Gestione Separata); D.Lgs. 509/1994 e 103/1996 (Casse professionali).
- L. 613/1966 e L. 233/1990 (Artigiani e Commercianti INPS).
- Direttiva 2017/2455, Reg. UE 2017/2454, D.Lgs. 83/2021 (OSS e IVA ecommerce UE).
| Scenario | Adempimenti iniziali | Iscrizioni previdenziali | Tempistiche medie | Costi vivi tipici |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista con cassa | AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta regime fiscale; attivazione fattura elettronica | Cassa professionale di categoria; eventuali minimi obbligatori | 1-3 giorni lavorativi, salvo iscrizione ad Albo | PEC e firma (se usata), contributi minimi della cassa |
| Libero professionista senza cassa | AA9/12; scelta ATECO; attivazione e-fattura | Gestione Separata INPS; acconti e saldo con F24 | Attivazione immediata o in pochi giorni | PEC; eventuale software di fatturazione |
| Ditta individuale ecommerce (beni) | ComUnica; SCIA commercio via web al SUAP; PEC; firma digitale | INPS Commercianti; eventuale INAIL per logistica/magazzino | 3-10 giorni, in base a SUAP e pratiche | Diritti e bolli CCIAA; PEC; firma digitale; diritto annuale |
| Ditta individuale artigiana con vendita | ComUnica; SCIA; eventuali requisiti professionali; PEC e firma | INPS Artigiani; INAIL obbligatoria | 5-10 giorni, con possibili sopralluoghi sanitari | CCIAA; PEC; firma digitale; premio INAIL anticipato |
FAQ
1) Come si compila il modello AA9/12 per un libero professionista e quali errori evitare?
Il modello AA9/12 serve per aprire, variare o chiudere la Partita IVA di persone fisiche. Indica i dati anagrafici, il domicilio fiscale, il luogo di esercizio e il codice ATECO. Specifica il regime contabile (Forfettario o Ordinario) e l’eventuale opzione IVA.
Gli errori più comuni sono: scegliere un codice ATECO non coerente con l’attività reale; dimenticare l’indirizzo del luogo di esercizio; indicare un regime fiscale non sostenibile. Verifica sempre la compatibilità del codice ATECO con i coefficienti del Forfettario e con l’inquadramento previdenziale. La base normativa per l’inizio attività è l’art. 35 del DPR 633/1972. L’invio deve avvenire prima dell’emissione della prima fattura. Se cambi attività, invia una variazione entro 30 giorni dall’evento.
2) Per l’ecommerce basta aprire la Partita IVA o serve anche la SCIA? Ci sono requisiti particolari?
Per il commercio elettronico al dettaglio serve la SCIA al SUAP del Comune dove ha sede l’impresa. È una segnalazione certificata di inizio attività basata sull’art. 19 della L. 241/1990 e sul DPR 160/2010. La SCIA attesta i requisiti morali dell’imprenditore e la conformità alle norme di settore. Per la vendita di alimenti o integratori online, servono adempimenti sanitari e la formazione igienico-sanitaria (HACCP). Verifica anche gli obblighi informativi al consumatore previsti dal D.Lgs. 70/2003 e dal Codice del Consumo.
Se stocchi merci o svolgi lavorazioni, valuta l’INAIL e gli aspetti sulla sicurezza del lavoro. Se vendi in altri Paesi UE a consumatori, considera il regime OSS per gestire l’IVA estera. La soglia UE di 10.000 euro è complessiva per tutte le vendite a distanza e i servizi elettronici B2C.
3) Come scegliere tra Forfettario e Ordinario? Quali sono i vincoli nel 2026?
Il Forfettario è efficace con costi bassi e ricavi entro 85.000 euro annui (L. 197/2022). Offre imposta sostitutiva al 15% (5% per start-up con requisiti), esonero IVA e ritenute, e adempimenti ridotti. Il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività al fatturato. Dedurrai i soli contributi previdenziali versati.
L’Ordinario semplificato conviene quando sostieni costi significativi (es. pubblicità, software, logistica, dipendenti). Deduce i costi effettivi e consente la detrazione dell’IVA. Prevede però più adempimenti contabili. Valuta anche la gestione previdenziale: in Forfettario gli artigiani e commercianti possono chiedere la riduzione contributiva del 35%. Verifica sempre le cause di esclusione dal Forfettario riportate nella L. 190/2014 (es. partecipazioni in società, lavoro dipendente prevalente con stesso datore, regimi IVA speciali). Consulta i testi aggiornati su Normattiva.
4) Fattura elettronica e corrispettivi: cosa cambia per professionisti e ecommerce nel 2026?
La fatturazione elettronica è generalizzata anche per i contribuenti in Forfettario, secondo il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Emetti e ricevi fatture tramite il Sistema di Interscambio. Conserva i documenti in modalità digitale a norma.
Per l’ecommerce indiretto, non c’è scontrino obbligatorio se emetti fattura elettronica su richiesta. Altrimenti registri i corrispettivi giornalieri. Se usi un punto vendita fisico o un magazzino aperto al pubblico, verifica i registratori telematici e i corrispettivi elettronici. Per operazioni con l’estero, usa l’esterometro solo per documenti non transitati per SdI, secondo le regole vigenti. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate al 2026.
5) Come si calcolano in pratica i contributi INPS nelle due opzioni e quali scadenze rispettare?
Per i professionisti senza cassa, la Gestione Separata applica un’aliquota fissata ogni anno da INPS con circolare. Calcoli i contributi sul reddito professionale o, se in Forfettario, sul reddito forfettario. Versi acconti a giugno e novembre, e saldo entro giugno dell’anno successivo, con F24.
Per artigiani e commercianti, paghi contributi fissi trimestrali sul minimale, più una percentuale sull’eccedenza. Le percentuali e il minimale sono aggiornati ogni anno da INPS. L’eccedenza si versa con acconti e saldo insieme alle imposte. Se aderisci al Forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% con istanza telematica. Le scadenze seguono il calendario fiscale ordinario (giugno, novembre e saldo/UNICO). Le fonti ufficiali sono le circolari INPS e il portale del Ministero del Lavoro.
