Impresa alimentare domestica: cos’è, come aprirla e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

L’Impresa Alimentare Domestica (IAD) è una microimpresa artigiana che produce alimenti a casa senza consumo sul posto. Serve SCIA sanitaria, requisiti igienici dell’abitazione, partita IVA, INPS/INAIL e corretta etichettatura/allergeni.

  • Base legale: Reg. (CE) 852/2004 su igiene alimenti, D.Lgs. 193/2007 su sanzioni, D.P.R. 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 per SCIA via SUAP.
  • Inquadramento: ditta individuale artigiana, partita IVA, iscrizione Registro Imprese e INPS Artigiani; HACCP obbligatorio.
  • Niente somministrazione: produzione e vendita sì; consumo sul posto no. Etichettatura e allergeni secondo Reg. (UE) 1169/2011.

Cos’è una IAD e quando conviene

IAD significa Impresa Alimentare Domestica. È una produzione di cibi in abitazione con vendita esterna. Non puoi far mangiare i clienti a casa tua. Puoi vendere su ordinazione, online, oppure in mercatini autorizzati.

È una forma snella per testare un’idea alimentare. Abbassi i costi di avvio perché usi la tua cucina, se idonea. Resti però un operatore del settore alimentare con tutti gli obblighi igienici.

La base normativa è europea e nazionale. Il Regolamento (CE) 852/2004 disciplina l’igiene. Il D.Lgs. 193/2007 fissa sanzioni. La procedura SCIA passa dallo sportello SUAP del Comune secondo il D.P.R. 160/2010 e il D.Lgs. 222/2016. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.

Requisiti igienico-sanitari dell’abitazione

La cucina deve essere adatta all’uso professionale. Non basta che sia “pulita”. Servono superfici lisce, lavabili e disinfettabili. Serve una corretta aerazione e illuminazione.

Bagno e antibagno: molte ASL chiedono un disimpegno tra cucina e bagno. Verifica la tua ASL. I percorsi sporco/pulito devono restare separati. Evita contaminazioni crociate.

Frigo e freezer: controlla e registra le temperature. Usa termometri affidabili e datalogger se possibile. Conserva registri semplici ma costanti. Suddividi materie prime familiari da quelle professionali.

Stoccaggio: etichetta tutto. Materie prime per l’attività in contenitori chiusi, con data di apertura e scadenza. Tieni scaffali rialzati da terra. Predisponi un piccolo magazzino separato, anche un armadio dedicato.

Acqua potabile, pulizie e infestanti: prevedi un piano di sanificazione con prodotti autorizzati. Gestisci rifiuti e oli esausti secondo le regole locali. Tieni un piano di prevenzione infestanti, anche se domestico, con controlli periodici annotati.

Manuale HACCP e formazione

Redigi un Manuale di Autocontrollo HACCP. HACCP significa analisi dei pericoli e controllo dei punti critici. In parole semplici: individua i rischi e decidi come tenerli sotto controllo.

Inserisci procedure su ricevimento merci, conservazione, lavorazione, allergeni, etichettatura, pulizie, non conformità e ritiro prodotto. Aggiorna il manuale quando cambi ricette o attrezzature.

La formazione degli alimentaristi è obbligatoria. Il requisito deriva dal Reg. (CE) 852/2004 e da discipline regionali. Segui un corso riconosciuto e rinnova l’attestato nei tempi fissati dalla tua Regione.

Apertura: passaggi amministrativi e fiscali

Apri una ditta individuale artigiana. La base è la Legge 443/1985 sull’artigianato. Presenti la pratica ComUnica al Registro Imprese. Allo stesso tempo ottieni partita IVA, iscrizione INPS Artigiani e posizione INAIL.

Codice ATECO: scegli in base al prodotto. Per dolci e prodotti da forno è frequente 10.71.20. Per altre preparazioni alimentari può andare 10.89.09. Valuta eventuali codici aggiuntivi per vendita al dettaglio o a distanza.

Regime fiscale: se rispetti i requisiti, puoi optare per il regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014). Soglia ricavi 85.000 euro, come da Legge 197/2022. Imposta sostitutiva al 15% o al 5% per nuove attività che rispettano le condizioni. Applichi il principio di cassa, cioè tasse sui compensi incassati.

Contributi INPS Artigiani: paghi contributi fissi su minimale e una quota percentuale sul reddito eccedente. Gli importi cambiano ogni anno con circolare INPS. Nel 2026 attendi i valori aggiornati prima di stimare. Esiste l’agevolazione contributiva del 35% per forfettari, su opzione.

INAIL: premio assicurativo calcolato su tariffa e lavorazioni. L’importo dipende dal rischio della tua attività e dagli scaglioni. All’avvio si paga un acconto stimato e poi il conguaglio.

SCIA sanitaria e SCIA commerciale

SCIA sanitaria: la invii al SUAP del Comune che la trasmette all’ASL competente. Con la SCIA puoi iniziare, salvo controlli successivi. Base normativa: D.P.R. 160/2010 e D.Lgs. 222/2016. L’ASL può effettuare sopralluogo e impartire prescrizioni.

SCIA commerciale: se vendi al dettaglio, anche online, serve la SCIA per commercio al dettaglio tradizionale o a distanza, secondo D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 70/2003. Molte Regioni non richiedono il titolo professionale SAB per la sola vendita dei propri prodotti artigianali, ma verifica il tuo Comune.

PEC obbligatoria per l’impresa. Firma digitale utile per pratiche telematiche. Prepara anche il fascicolo dell’impresa con visura e documenti sempre aggiornati.

Etichettatura, allergeni e vendita

Se vendi prodotti confezionati, segui il Reg. (UE) 1169/2011. L’etichetta deve riportare denominazione, ingredienti, allergeni evidenziati, quantità, data di scadenza o TMC, lotto, condizioni di conservazione, nome e indirizzo dell’operatore, origine dove richiesta.

Allergeni: gestiscili sempre con massima attenzione. Se usi frutta a guscio o glutine, indica la presenza. Se produci “senza glutine”, rispetta i requisiti e previeni contaminazioni. Mantieni attrezzature e piani dedicati o procedure di sanificazione rafforzate.

MOCA: usa materiali a contatto con alimenti conformi al Reg. (CE) 1935/2004. Conserva le dichiarazioni di conformità dei fornitori. Evita contenitori improvvisati.

Vendita online: rispetta il D.Lgs. 70/2003 sull’e-commerce e il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). Fornisci informazioni chiare su impresa, prezzi, tempi di consegna, diritto di recesso quando applicabile. Rispetta la privacy secondo Reg. (UE) 2016/679.

Corrispettivi: per vendite a distanza B2C esiste l’esonero dal documento commerciale, salvo richiesta di fattura. Se vendi anche fisicamente, serve registratore telematico e invio corrispettivi. Confronta sempre le ultime risposte dell’Agenzia delle Entrate e aggiorna la procedura.

Costi di avvio e gestione nel 2026

I costi variano per Comune, ASL e inquadramento. In media prevedi: diritti camerali e bolli, oneri SUAP/ASL per SCIA, PEC e firma digitale, primo acconto INAIL. Alcuni Comuni applicano diritti istruttori per la SCIA sanitaria.

INPS Artigiani: la quota fissa annuale si aggiorna con la circolare INPS di inizio anno. Considera un ordine di grandezza attorno a 4.000-5.000 euro, oltre la percentuale sul reddito eccedente. Se opti per la riduzione del 35% nel forfettario, calcola un risparmio significativo.

Attrezzature e DPI: valuta abbattitore, bilance certificate, termometri, contenitori MOCA, dispositivi di protezione, imballaggi. Prevedi spese per consulenza HACCP, etichette e grafica, eventuale sito e-commerce e imballaggi idonei al trasporto alimenti.

Formazione: corso alimentaristi e aggiornamenti periodici. Se produci categorie a rischio (creme fresche, prodotti ittici), l’ASL può richiedere requisiti aggiuntivi e analisi di laboratorio periodiche.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica per capire cosa ti serve, senza perderti nei dettagli.

  • Produci a casa? Allora sei un operatore alimentare: applica Reg. (CE) 852/2004 e redigi il Manuale HACCP.
  • La cucina rispetta i requisiti ASL? Se sì, prepara planimetria, elenco attrezzature e piano flussi; se no, adegua superfici, spazi e stoccaggio separato.
  • Vendi senza consumo sul posto? Allora IAD possibile. Se prevedi consumo, non è IAD: serve autorizzazione per somministrazione.
  • Vendi online o su ordinazione? Presenta SCIA sanitaria via SUAP e, se necessario, SCIA per commercio a distanza.
  • Apri ditta individuale artigiana con ComUnica: partita IVA, Registro Imprese, INPS Artigiani, INAIL, PEC.
  • Scegli il regime fiscale: se ricavi entro 85.000 euro, valuta il forfettario (L. 190/2014 e L. 197/2022) e l’agevolazione INPS 35%.
  • Etichette e allergeni: prepara etichette conformi al Reg. (UE) 1169/2011; gestisci allergeni e lotti; conserva registri temperature e pulizie.
  • Mercatini o vendita fisica? Potrebbe servire titolo per il commercio su aree pubbliche e registratore telematico.

Controlli, sanzioni e buone pratiche

L’ASL può controllarti in ogni momento. Base giuridica: Reg. (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali. Verifica manuale HACCP, tracciabilità, pulizie, temperature, allergeni.

Errori comuni: mancata separazione tra uso domestico e professionale, etichette incomplete, allergeni non evidenziati, registri di temperatura assenti. Prevenili con check-list giornaliere e semplici moduli.

Sanzioni: il D.Lgs. 193/2007 prevede sanzioni per violazioni igieniche e documentali. Anche il Reg. (UE) 1169/2011 comporta sanzioni per etichette errate. In caso di gravi rischi l’autorità può sospendere l’attività.

Ritiro e richiamo: defini una procedura. Identifica il lotto, informa subito i clienti, avvisa l’ASL se richiesto. Conserva i registri per garantire la tracciabilità a monte e a valle.

Miglioramento continuo: programma manutenzione attrezzature, taratura bilance e termometri, audit interni trimestrali. Piccoli passi regolari evitano problemi grandi.

Scenario Adempimenti principali Requisiti tecnici Tempi/Note operative
Produzione dolci secchi con vendita su ordinazione SCIA sanitaria SUAP; ditta artigiana; HACCP; etichettatura base Piani lavabili; frigo con registri; stoccaggio separato familiare/pro Avvio dopo SCIA; controllo ASL possibile entro 60-90 giorni
Produzione con vendita online in tutta Italia SCIA sanitaria; SCIA commercio a distanza; privacy e info e-commerce Imballi MOCA; gestione resi; tracciabilità lotti Prepara condizioni di vendita e politica resi prima del go-live
Vendita al banco in mercatini SCIA sanitaria; titolo commercio su aree pubbliche; RT telematico Banco idoneo; mantenimento catena del freddo; DPI Permessi mercatali con anticipo; verifica requisiti Comune/Regione
Prodotti a rischio (creme fresche, farciture) SCIA sanitaria; procedure HACCP rafforzate; analisi periodiche Abbattitore; controlli temperatura produzione/trasporto Più tempo per tarare processi; confrontati con ASL prima dell’avvio
Linea “senza glutine” in cucina domestica HACCP con piano anti-contaminazione; formazione specifica Attrezzature dedicate o sanificazioni rigorose; etichettatura chiara Richiede validazione interna; meglio audit consulente prima del lancio
Solo vendita a distanza senza stock esposto SCIA sanitaria; e-commerce; politica rimborsi Codice del Consumo Gestione shelf-life e imballi; logistica affidabile Test di spedizione in prova; istruzioni al corriere su delicatezza

FAQ

Serve un “certificato ASL” prima di iniziare o basta la SCIA?

Nella maggior parte dei casi basta la SCIA sanitaria inviata al SUAP. La base è il D.P.R. 160/2010 e il D.Lgs. 222/2016: con la SCIA dichiari di rispettare i requisiti e puoi iniziare subito. L’ASL può poi effettuare un controllo a sorpresa o programmato. Alcune ASL chiedono un parere preventivo in caso di locali particolari o produzioni ad alto rischio. Consiglio pratico: prepara planimetria, elenco attrezzature, flussi sporco/pulito e foto. Allegali alla SCIA. Se hai dubbi sulla disposizione degli spazi, chiedi un incontro tecnico all’ASL prima dell’invio. Eviti rilavorazioni e ritardi.

Quali codici ATECO sono più adatti e come influenzano INPS e INAIL?

Dipende da cosa produci. Per prodotti da forno e pasticceria è frequente 10.71.20. Per lavorazioni varie non classificate si usa 10.89.09. Se fai anche vendita al dettaglio o a distanza, valuta codici aggiuntivi coerenti con la commercializzazione. Il codice ATECO guida l’inquadramento artigiano, i premi INAIL e, a volte, studi o indicatori settoriali. L’INPS Artigiani applica contributi fissi su minimale più una percentuale sull’eccedenza. Gli importi cambiano ogni anno con circolare INPS. L’INAIL applica una tariffa legata al rischio della lavorazione. Prima di scegliere il codice, elenca prodotti e canali di vendita. Poi verifica se serve anche la SCIA per commercio al dettaglio o a distanza.

Posso usare le stesse attrezzature della famiglia o devo avere strumenti dedicati?

La soluzione migliore è dedicare attrezzature alla produzione professionale. Così riduci il rischio di contaminazione e semplifichi l’HACCP. Se devi condividere strumenti, definisci procedure di sanificazione rigorose e tracciabili. Per esempio, lavastoviglie a ciclo ad alta temperatura per coltelli e teglie, sanificazione dei piani prima e dopo l’uso, contenitori chiusi e dedicati per materie prime. Tieni registri semplici delle pulizie. Se produci senza glutine o con allergeni critici, la condivisione è sconsigliata. In quel caso servono attrezzature e utensili dedicati, piani separati o lavorazioni in tempi diversi con sanificazioni intermedie. Ricorda che l’ASL valuterà l’efficacia, non solo l’intenzione.

Quanto costa aprire e mantenere una IAD nel 2026? Ci sono agevolazioni?

I costi iniziali tipici includono: diritti e bolli per Registro Imprese, oneri SUAP/ASL per SCIA, attivazione PEC e firma digitale, primo premio INAIL, consulenza HACCP e formazione alimentaristi. Considera anche imballaggi MOCA, etichette e attrezzature. I contributi INPS Artigiani sono dovuti ogni anno: c’è una quota fissa aggiornata annualmente e una parte percentuale se superi il minimale. Nel 2026 attendi la circolare INPS per importi precisi; come ordine di grandezza sono intorno a qualche migliaio di euro l’anno. In regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Sul fisco, il forfettario prevede imposta al 15% o al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti. Esistono bandi locali per microimprese artigiane o per l’autoimpiego: controlla periodicamente portali regionali e camere di commercio.

Come devo gestire etichette, allergeni e documenti in caso di controllo?

Per prodotti preimballati, l’etichetta deve rispettare il Reg. (UE) 1169/2011: denominazione, ingredienti, allergeni evidenziati, quantità, scadenza/TMC, lotto, conservazione, operatore responsabile e, se richiesto, origine. Includi le informazioni nutrizionali quando obbligatorie. Per la vendita a distanza, rendi disponibili online le stesse informazioni (tranne lotto e scadenza, che compaiono sul prodotto). Prepara un registro lotti: associa ogni produzione a un lotto e a una data. Conserva le fatture dei fornitori per la tracciabilità a monte. Gestisci gli allergeni con procedure chiare: segregazione, attrezzature dedicate o sanificate, pianificazione dei turni di produzione. In caso di controllo, mostra manuale HACCP aggiornato, registri temperature, pulizie, non conformità e prove di formazione. Se emerge un rischio, attiva la procedura di ritiro o richiamo e avvisa l’ASL se necessario, come da D.Lgs. 193/2007 e prassi del Ministero della Salute.

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