Incentivi per l’apertura di una Partita IVA: quali esistono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se apri Partita IVA puoi usare il regime forfettario (5% per 5 anni, poi 15%), chiedere la riduzione INPS del 35% se artigiano/commerciante e valutare sconti contributivi previsti dalle singole Casse professionali.

  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni se rispetti requisiti di start-up; poi 15%. Soglia ricavi 85.000 euro annui.
  • INPS artigiani/commercianti: riduzione contributiva del 35% su minimali e quota eccedente, su domanda annuale.
  • Casse professionali: contributi ridotti per nuovi e giovani iscritti, con regole diverse per ciascuna Cassa.

Quadro normativo di riferimento

Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata da Legge 145/2018, Legge 197/2022 e Legge 213/2023. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva.

La soglia dei ricavi/compensi è 85.000 euro annui. L’imposta sostitutiva è 15%, ridotta al 5% per start-up idonee. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.

Per l’INPS artigiani e commercianti, la riduzione del 35% deriva dall’opzione prevista per i soggetti in forfettario. Le regole operative sono descritte nelle circolari INPS e nei messaggi annuali. Le fonti di prassi sono pubblicate dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.

Per i professionisti iscritti a Casse private, si applicano i regolamenti approvati ai sensi del D.M. 509/1994 e del D.Lgs. 103/1996. Molte Casse prevedono contributi minimi ridotti per i primi anni o per gli under 35.

Le procedure IVA e fatturazione seguono il DPR 633/1972. La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari, secondo le norme introdotte dal DL 36/2022 e successivi aggiornamenti.

Regime forfettario: come funziona davvero

Base imponibile e coefficiente di redditività

Il reddito imponibile non è “incassi meno costi reali”. Si applica un coefficiente di redditività al totale dei ricavi o compensi. Il coefficiente varia per settore ATECO. Così si semplifica il calcolo delle tasse.

Coefficiente di redditività significa percentuale standard che rappresenta il margine medio del settore. Esempio semplice: su 50.000 euro, con coefficiente 67%, il reddito imponibile è 33.500 euro.

Dal reddito imponibile si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati. Sull’importo residuo si calcola l’imposta sostitutiva.

Aliquote 5% e 15% e principio di cassa

Paghi il 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up. Dopo il quinquennio si applica il 15%, finché resti nei limiti.

Il principio di cassa significa che contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse. Incassi e pagamenti reali determinano l’anno fiscale di competenza.

Non applichi IVA in fattura e non subisci ritenuta d’acconto. In fattura indichi la norma di esenzione e applichi la marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro.

Requisiti per il 5% start-up

Non devi aver avuto Partita IVA nei tre anni precedenti. Se è la tua prima apertura, il requisito è centrato.

L’attività non deve essere mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo svolto prima. È ammesso il praticantato, cioè il periodo di formazione obbligatoria.

Se prosegui un’attività di terzi, chi la esercitava prima non deve aver superato 85.000 euro nell’anno precedente. Questo evita trasferimenti “fittizi” solo per risparmiare tasse.

Requisiti di accesso e cause di esclusione

Requisiti economici e personali

Ricavi o compensi dell’anno precedente non oltre 85.000 euro. Se avvii ora e prima non lavoravi in autonomia, il dato sarà zero.

Puoi avere dipendenti o collaboratori, ma i compensi lordi a terzi non devono superare 20.000 euro annui. Oltre quel limite esci dal forfettario l’anno dopo.

Devi essere residente in Italia, oppure in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia. Questo garantisce il collegamento fiscale con il Paese.

Partecipazioni e controlli societari

Non puoi partecipare a società di persone o associazioni professionali. Non puoi controllare, direttamente o indirettamente, una SRL che svolge attività riconducibile alla tua.

Queste regole impediscono di spostare ricavi tra soggetti per restare sotto soglia. La norma è nell’articolo 1, comma 57, Legge 190/2014.

Se entri in una società durante l’anno, verifichi gli effetti dal periodo d’imposta successivo. Attenzione agli atti notarili e alle date di efficacia.

Rapporto con l’ex datore di lavoro e redditi di lavoro dipendente

Se svolgi attività prevalentemente per il tuo ex datore degli ultimi due anni, rischi l’esclusione. La regola contrasta le “false partite IVA”.

Se nell’anno precedente hai redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro, puoi essere escluso, salvo cessazione del rapporto. Verifica sempre la situazione concreta e le eccezioni di legge.

Le clausole antiabuso sono presidiate dall’Agenzia delle Entrate. Le fonti sono su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia.

Agevolazioni contributive: INPS e Casse professionali

Artigiani e commercianti: riduzione INPS del 35%

Se sei artigiano o commerciante in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Vale sui contributi fissi e sulla quota percentuale eccedente.

La domanda si presenta online sul portale INPS, nella tua posizione contributiva. Per chi è già attivo, in genere entro fine febbraio di ogni anno.

Per chi apre ora, la riduzione decorre dall’anno della richiesta. Le istruzioni arrivano dalle circolari e dai messaggi INPS pubblicati annualmente.

Professionisti senza Cassa (Gestione Separata)

Paghi i contributi alla Gestione Separata INPS. Non ci sono minimi fissi. Contribuisci solo sul reddito effettivo.

L’aliquota varia di anno in anno. È comunicata da INPS. In genere è più alta se non hai altra tutela previdenziale.

Non esiste la riduzione del 35% per la Gestione Separata. Puoi però dedurre integralmente i contributi dal reddito imponibile.

Professionisti con Cassa privata

Le Casse private fissano contributi minimi, aliquote e riduzioni. Molte prevedono minimi ridotti per i primi anni o per under 35.

Ogni Cassa ha regole proprie su riduzioni, scadenze e sanzioni. Verifica lo Statuto e il Regolamento approvati ai sensi del D.M. 509/1994 o del D.Lgs. 103/1996.

Alcune Casse consentono il versamento in acconto e saldo, con conguaglio a fine anno. Tieni d’occhio le delibere annuali.

Altre misure per chi avvia un’attività

Incentivi all’autoimprenditorialità

Esistono misure nazionali per chi avvia un’attività. Rientrano nel perimetro del D.Lgs. 185/2000 (Titolo I) e in programmi gestiti da enti pubblici.

Gli incentivi combinano contributi a fondo perduto e prestiti agevolati. Sono soggetti alle regole “de minimis”.

Dal 2024 il Regolamento UE sugli aiuti “de minimis” è aggiornato. Il tetto è più alto rispetto alle regole precedenti. Verifica il massimale vigente sul sito istituzionale.

Regimi alternativi e incompatibilità

Il forfettario non è cumulabile con il regime degli impatriati. Quest’ultimo riduce l’IRPEF, mentre il forfettario applica una sostitutiva.

Se prevedi grossi investimenti con IVA a credito, può convenire il regime ordinario. Lì scarichi l’IVA sugli acquisti.

Valuta anche detrazioni familiari e oneri deducibili. In ordinario, possono ridurre l’IRPEF in modo significativo.

Regola decisionale rapida

Passo 1: stima dei ricavi

Se prevedi ricavi/compensi sotto 85.000 euro, il forfettario è il primo candidato. Se sopra, resta l’ordinario semplificato o ordinario.

Passo 2: verifica cause di esclusione

Controlla ex datore, dipendenti oltre 30.000 euro l’anno precedente, partecipazioni in società, e compensi a collaboratori oltre 20.000 euro. Se presenti, valuta l’ordinario.

Passo 3: previdenza

Se artigiano/commerciante, pianifica la riduzione del 35% e le scadenze INPS. Se hai una Cassa, verifica i minimi ridotti e i requisiti anagrafici.

Passo 4: investimenti e IVA

Se compri beni costosi o servizi con IVA significativa, l’ordinario può convenire. Recuperi l’IVA sugli acquisti.

Passo 5: confronto numerico

Simula il carico fiscale e contributivo su due anni. Considera imposta, contributi, IVA e cassa. Scegli il regime con costo totale minore.

Adempimenti e tempistiche operative

Apertura e opzioni

Apri la Partita IVA con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Scegli il codice ATECO coerente con l’attività.

Per artigiani e commercianti, iscriviti al Registro Imprese e alla gestione INPS. Per il commercio, può servire la SCIA al Comune.

Indica il regime forfettario già in apertura o con comportamento concludente. Conserva la documentazione.

Fatturazione elettronica e bollo

Emetti e conservi le fatture elettroniche. Usa il Sistema di Interscambio. Applica la marca da bollo virtuale quando dovuta e versa trimestralmente.

Rispetta i termini di trasmissione. Le sanzioni sono proporzionali al ritardo. Le trovi nel DPR 633/1972 e relative norme sanzionatorie.

Se non applichi IVA, indica in fattura il riferimento al regime forfettario previsto dalla Legge 190/2014.

Scadenze fiscali e contributive

Saldo e acconti dell’imposta sostitutiva seguono il calendario imposte sui redditi. In genere, saldo e primo acconto a metà anno, secondo acconto in autunno.

Contributi INPS artigiani/commercianti hanno rate trimestrali sui minimi, più i conguagli. La Gestione Separata segue le scadenze delle imposte.

Le Casse definiscono scadenze proprie per minimi e conguagli. Verifica il regolamento della tua Cassa.

Controlli, rischi e correzioni

Errori frequenti

Applicare il 5% senza i requisiti di start-up. Ignorare la soglia di 85.000 euro. Superare 20.000 euro di compensi a collaboratori.

Dimenticare la domanda INPS del 35% entro i termini. Errata indicazione in fattura su marca da bollo o regime.

Confondere attività autonoma con prosecuzione del lavoro dipendente. Questo può far decadere dal 5% o dal forfettario.

Rimedi e ravvedimento

Se sbagli, puoi usare il ravvedimento operoso. Paghi imposta e sanzioni ridotte, secondo l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997.

In caso di superamento soglie, verifichi quando scatta l’uscita dal regime. Può essere immediata o dall’anno successivo, in base alla norma.

Conserva prove di stime e valutazioni. Aggiunge solidità in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Agevolazione applicabile Requisiti chiave Tempistiche e adempimenti
Professionista che apre ora (ricavi stimati 40.000 euro) Forfettario 5% per 5 anni; poi 15% Nessuna Partita IVA negli ultimi 3 anni; non prosecuzione del lavoro dipendente; no partecipazioni vietate Opzione in apertura; fatture elettroniche da subito; imposta a saldo/acconti nell’anno successivo
Artigiano che avvia bottega Forfettario 5% e riduzione INPS 35% Sotto 85.000 euro; iscrizione artigiani; domanda INPS per riduzione; rispetto limiti collaboratori Iscrizioni al Registro Imprese e INPS; domanda riduzione entro fine febbraio o all’apertura
Commerciante al dettaglio Forfettario 5% e riduzione INPS 35% SCIA al Comune; sotto 85.000 euro; requisiti start-up per 5% SCIA prima dell’avvio; riduzione INPS su istanza; versamenti minimi trimestrali
Professionista con Cassa (es. ordine professionale) Minimi contributivi ridotti della Cassa Nuova iscrizione o under 35; regole del regolamento della Cassa Iscrizione all’Albo e alla Cassa; domanda dei minimi ridotti entro le scadenze della Cassa
Ex dipendente con RAL 32.000 euro l’anno scorso Valutazione attenta dell’accesso al forfettario Verifica clausola dei 30.000 euro e cessazione del rapporto; no prosecuzione dell’attività verso ex datore Se escluso, scegli regime ordinario; pianifica IVA e deduzioni
Ricavi previsti 120.000 euro Regime ordinario (no forfettario) Sopra soglia 85.000 euro Opzione per ordinario; gestione IVA; deduzione costi reali; IRPEF a scaglioni

FAQ

Qual è la differenza tra forfettario 5% e 15% e quando passo dall’uno all’altro?

Il 5% è l’aliquota di start-up per i primi cinque anni, se rispetti i requisiti: nessuna Partita IVA nei tre anni precedenti, attività non in prosecuzione del lavoro dipendente o autonomo, e assenza di trasferimenti d’azienda “di comodo”. Se manchi anche uno solo di questi requisiti, applichi da subito il 15%. Dopo i cinque anni, se resti nel regime, l’aliquota torna al 15%. Ricorda che resti nel forfettario finché non superi 85.000 euro o non scatta una causa di esclusione. Le regole sono nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, consultabili su Normattiva.

Posso assumere o pagare collaboratori nel forfettario? Quali limiti devo rispettare?

Sì, puoi assumere o pagare collaboratori. Devi però rispettare il limite dei 20.000 euro lordi annui per compensi a dipendenti e collaboratori. Questo limite serve a evitare strutture troppo complesse nel regime semplificato. Se superi il limite, scatta la causa di esclusione e, dall’anno successivo, passi al regime ordinario. Ricorda che i costi per collaboratori non riducono direttamente l’imponibile nel forfettario, perché il reddito si calcola col coefficiente di redditività. Pianifica quindi con attenzione il fabbisogno di personale.

Come e quando richiedo la riduzione INPS del 35% per artigiani e commercianti?

La richiedi online nella tua posizione contributiva INPS. Se hai già una posizione attiva, la domanda va presentata di norma entro fine febbraio dell’anno in cui vuoi l’agevolazione. Se stai aprendo, puoi chiederla in fase di iscrizione o subito dopo, così la riduzione decorre dall’anno di avvio. La riduzione si applica sia ai contributi minimi trimestrali sia alla parte eccedente calcolata sul reddito. Le modalità sono spiegate nelle circolari e nei messaggi INPS pubblicati annualmente dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.

Sono un professionista con Cassa privata: quali sconti ho sui contributi e come funzionano?

Dipende dalla tua Cassa. Molte prevedono minimi ridotti per i primi anni di iscrizione o per gli under 35. Alcune consentono l’esonero temporaneo del contributo integrativo o riduzioni percentuali del contributo soggettivo. Le condizioni precise sono nel Regolamento e nello Statuto della Cassa, approvati ai sensi del D.M. 509/1994 o del D.Lgs. 103/1996. Verifica requisiti, scadenze di domanda e durata dello sconto. Ricorda che i contributi versati sono interamente deducibili dal reddito forfettario, riducendo la base su cui calcoli l’imposta sostitutiva.

Quando mi conviene il regime ordinario anche se sto sotto 85.000 euro?

Il regime ordinario può convenire se hai grandi acquisti con IVA rilevante da detrarre, come macchinari, software, arredi o auto strumentali. Conviene anche se hai costi elevati e documentati che in ordinario puoi dedurre integralmente, mentre nel forfettario conti solo il coefficiente. Se hai carichi familiari, mutuo o spese detraibili importanti, l’IRPEF a scaglioni, con detrazioni e deduzioni, può risultare più bassa dell’imposta sostitutiva. Infine, se lavori con clienti business che richiedono la detrazione dell’IVA, il regime ordinario può rendere più lineari i rapporti commerciali. Fai sempre un confronto numerico su due scenari prima di decidere.

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