Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
ISCRO è l’indennità per autonomi in Gestione Separata: dura 6 mesi. Per il 2025 importo 252–806,40 euro. Ultima finestra chiusa il 31 ottobre 2025; si attende un’eventuale proroga normativa.
- Requisiti 2025: Gestione Separata INPS, Partita IVA da almeno 4 anni, calo del 50% del reddito, soglia annua precedente entro 12.648 euro, regolarità contributiva, nessun sussidio incompatibile.
- Calcolo: 25% del reddito annuo precedente su base semestrale, con minimo 252 euro e massimo 806,40 euro al mese per 6 mesi.
- Scadenze: domande fino al 31 ottobre 2025. Decadenza se chiudi la Partita IVA, ottieni pensione o sussidi, o ti iscrivi ad altra gestione.
Cos’è l’indennità ISCRO e cosa cambia nel 2026
ISCRO significa indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. È un sostegno al reddito per autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS. Funziona come una mini cassa integrazione di 6 mesi.
Il quadro nasce con la Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021), art. 1, commi 386 e seguenti. La disciplina operativa è stata definita da INPS con circolari e messaggi, e da decreti del Ministero del Lavoro per gli adeguamenti degli importi.
Per il 2025 la finestra per inviare la domanda è arrivata fino al 31 ottobre 2025. Gli importi mensili oscillano da 252 a 806,40 euro. L’INPS paga 6 rate mensili consecutive.
Ad agosto 2026 non risultano nuove finestre di domanda aperte oltre il 31 ottobre 2025. Chi ha presentato domanda entro il termine riceve le rate anche nel 2026, se ricadono nei 6 mesi previsti. Eventuali proroghe o rifinanziamenti richiedono nuove norme.
Per le basi giuridiche, fai riferimento a: Legge n. 178/2020 su Normattiva, circolari e messaggi INPS, e decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sugli importi e le procedure.
Requisiti di accesso: come verificarli in pratica
Iscrizione alla Gestione Separata INPS
La Gestione Separata è il fondo previdenziale per autonomi senza albo o cassa dedicata. Esempio: consulenti, formatori, sviluppatori, copywriter. Devi risultare iscritto e in regola coi contributi.
Anzianità della Partita IVA
Serve una Partita IVA attiva da almeno 4 anni alla data della domanda. Quattro anni pieni, non approssimati. Verifica la data di apertura sul certificato di attribuzione IVA.
Reddito in forte calo e soglia annua
Due condizioni insieme. Primo: il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente deve essere inferiore del 50% rispetto alla media dei tre anni prima. Secondo: lo stesso reddito precedente deve stare entro la soglia definita. Per le domande 2025 la soglia è 12.648 euro.
Reddito da lavoro autonomo significa l’importo che dichiari nel quadro RE, LM o similari, al netto dei costi se in ordinario, o secondo le regole del forfettario. È il dato della tua dichiarazione.
Assenza di prestazioni incompatibili
Non puoi ricevere pensioni dirette. Non puoi percepire NASpI, DIS-COLL o altre misure di sostegno al reddito considerate incompatibili. In generale, niente cumulo con strumenti che sostituiscono un reddito da lavoro.
Regolarità contributiva e altre esclusioni
Devi essere in regola con i contributi dovuti alla Gestione Separata. Niente iscrizioni attive in altre gestioni previdenziali obbligatorie o casse professionali. Mantieni la Partita IVA attiva per tutto il periodo dell’indennità.
Come si calcola l’indennità: formula e esempi
La regola del 25% su base semestrale
Prendi il reddito da lavoro autonomo dell’ultima dichiarazione. Dividilo per due per stimare il semestre. Calcola il 25% di quel semestre. Ottieni così l’importo mensile lordo.
Per il 2025 ci sono soglie: almeno 252 euro al mese e al massimo 806,40 euro al mese. L’importo resta lo stesso per tutte le 6 mensilità.
Esempio numerico semplice
Reddito dichiarato: 6.000 euro. Semestre: 6.000 / 2 = 3.000. Quota del 25%: 3.000 x 25% = 750. L’indennità mensile è 750 euro per 6 mesi. Totale 4.500 euro.
Se l’importo supera il massimo o è sotto il minimo
Se esce meno di 252 euro, l’INPS applica il minimo. Se esce più di 806,40 euro, applica il massimo. Le soglie sono aggiornabili con decreti annuali e istruzioni INPS.
Quando entra in pagamento
L’INPS paga dopo la verifica con l’Agenzia delle Entrate. In genere la prima rata arriva il mese successivo all’accoglimento. Le rate proseguono per 6 mesi di fila.
Domanda, documenti e gestione dell’istanza
Come presentare la domanda
Modalità previste: servizi online INPS con credenziali, contact center INPS, oppure tramite un intermediario abilitato. L’invio era possibile fino al 31 ottobre 2025.
Quali dati servono
Occorrono i dati anagrafici, la Partita IVA, i periodi di attività, l’IBAN. Devi dichiarare il reddito da lavoro autonomo dell’ultima dichiarazione inviata. L’INPS verifica a campione e con incroci automatici.
Esito e controlli
Dopo l’invio, l’INPS scambia dati con l’Agenzia delle Entrate. Se tutto torna, ricevi l’esito di accoglimento e la data di pagamento. Se mancano requisiti o dati, l’INPS respinge o chiede integrazioni.
Obblighi durante la fruizione
Devi comunicare ogni evento che fa perdere il diritto. Esempio: chiusura della Partita IVA, pensione, inizio di NASpI. Comunica entro 30 giorni. La mancata comunicazione porta alla restituzione degli importi non dovuti.
Decadenza, sospensione e recupero di somme
Quando perdi l’ISCRO
Perdi il diritto se chiudi la Partita IVA durante le rate. Lo perdi se entri in pensione, prendi NASpI o DIS-COLL, o ti iscrivi a un altro ente previdenziale obbligatorio. Lo perdi se non sei più regolare coi contributi.
Restituzioni e sanzioni
Se perdi i requisiti e continui a percepire l’indennità, l’INPS chiede la restituzione di quanto pagato dopo la perdita del diritto. Possibile applicazione di interessi e sanzioni secondo le norme vigenti.
Controlli successivi
L’INPS può fare controlli a distanza di tempo. Conserva documenti e dichiarazioni fiscali. Se l’Agenzia delle Entrate riliquida il reddito, l’INPS ricalcola anche l’indennità.
Regola decisionale rapida
Applica questa catena logica, in ordine:
- Hai Partita IVA attiva da almeno 4 anni? Se no, non ammissibile.
- Sei iscritto solo alla Gestione Separata INPS ed in regola coi contributi? Se no, non ammissibile.
- Il reddito dell’anno precedente è entro la soglia prevista (per le domande 2025: 12.648 euro)? Se no, non ammissibile.
- Il reddito dell’anno precedente è almeno il 50% più basso della media dei tre anni prima? Se no, non ammissibile.
- Non percepisci pensioni o sussidi incompatibili (NASpI, DIS-COLL, altre misure)? Se no, non ammissibile.
- Hai presentato la domanda entro il 31 ottobre 2025? Se sì, calcola l’importo e attendi l’esito. Se no, finestra chiusa in assenza di proroghe.
Inquadramento normativo e fonti
Il perimetro dell’ISCRO nasce nella Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi 386 e seguenti. È consultabile su Normattiva. L’INPS ha disciplinato criteri e procedure con proprie circolari e messaggi operativi. Gli importi minimi e massimi sono aggiornati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con provvedimenti annuali, cui l’INPS si allinea nelle istruzioni.
Per la campagna domande 2025, l’INPS ha confermato l’ultima scadenza al 31 ottobre 2025 e gli importi compresi tra 252 e 806,40 euro al mese. A agosto 2026, nuove finestre richiedono specifiche norme di proroga o rifinanziamento che, in mancanza, non risultano attive. Per conferme ufficiali, fai sempre riferimento alle pubblicazioni sul portale del Ministero del Lavoro e alle circolari INPS.
ISCRO, NASpI e DIS-COLL: differenze essenziali
ISCRO è per autonomi in Gestione Separata. NASpI è per dipendenti che perdono il lavoro. DIS-COLL è per collaboratori e assegnisti. Le tre prestazioni non si cumulano e seguono regole, basi di calcolo e durate diverse.
| Scenario | Requisiti da verificare | Esito ammissibilità | Tempistiche e pagamenti |
|---|---|---|---|
| Freelance con Partita IVA da 6 anni, calo 55%, reddito 2024 = 10.000 euro | Gestione Separata, calo ≥50%, soglia 2025 rispettata, contributi regolari | Ammissibile per domande 2025 presentate entro 31/10/2025 | Pagamento 6 rate; importo tra 252 e 806,40 euro/mese in base al calcolo |
| Partita IVA aperta nel 2023, calo 60%, reddito 2024 = 7.000 euro | Anzianità IVA di almeno 4 anni non rispettata | Non ammissibile | Nessun pagamento; si può riprovare solo quando si raggiunge l’anzianità e se esiste una nuova finestra |
| Reddito 2024 = 15.000 euro, calo 70% rispetto alla media 2021-2023 | Soglia di reddito 2025 superata | Non ammissibile | Nessun pagamento |
| Freelance ammissibile ma già titolare di NASpI | Incompatibilità con altre indennità di disoccupazione | Non ammissibile | Nessun pagamento; eventuale revoca e recupero se già erogato |
| Domanda inviata dopo il 31 ottobre 2025 | Scadenza 2025 mancata | Non ammissibile in assenza di proroghe | Nessun pagamento; attendere eventuali nuove norme |
| Domanda 2025 accolta a ottobre, rate da novembre 2025 ad aprile 2026 | Tutti i requisiti presenti | Ammissibile | 6 mensilità consecutive; ultimi pagamenti nel 2026 |
FAQ sull’ISCRO: 5 risposte operative
1) Posso fare domanda ISCRO nel 2026?
Ad agosto 2026 non risultano finestre di domanda aperte per il 2026. L’ultima scadenza utile è stata il 31 ottobre 2025. Chi ha presentato la domanda entro quel termine riceve le 6 rate, anche se alcune cadono nel 2026. Per una nuova campagna servono norme di proroga o rifinanziamento. Verifica sempre eventuali aggiornamenti nelle circolari INPS e nelle comunicazioni del Ministero del Lavoro.
2) Come calcolo correttamente il calo del 50%?
Servono quattro numeri. Uno è il reddito dell’anno precedente alla domanda (per la domanda 2025, il 2024). Gli altri tre sono i redditi dei tre anni prima (2021, 2022, 2023). Calcola la media dei tre anni. Confronta il 2024 con la media. Se il 2024 è almeno il 50% più basso, rispetti il requisito. Esempio: media 2021-2023 = 22.000 euro. Il 50% è 11.000. Se il 2024 è 11.000 o meno, il requisito del calo è centrato. Usa i valori dichiarati nel modello Redditi PF, negli appositi quadri del lavoro autonomo.
3) Quali incompatibilità pratiche devo considerare?
Non puoi cumulare ISCRO con pensioni dirette, NASpI, DIS-COLL e misure analoghe di sostegno al reddito. Inoltre, non devi risultare iscritto ad altre gestioni previdenziali obbligatorie o a casse professionali. Se durante i 6 mesi inizi a percepire una prestazione incompatibile o cambi gestione previdenziale, perdi il diritto dalla data dell’evento e devi restituire le rate successive già erogate. Comunica sempre le variazioni all’INPS entro 30 giorni.
4) L’importo è tassato? Come lo gestisco in dichiarazione?
L’ISCRO è un’indennità sostitutiva di reddito. L’INPS può applicare le ritenute previste e rilascia una Certificazione Unica per le somme corrisposte. Inserisci i dati in dichiarazione seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate in vigore per l’anno di percezione. Conserva le CU INPS e le comunicazioni di accoglimento. In caso di dubbi sull’inquadramento fiscale, confrontati con il tuo consulente perché le regole operative possono aggiornarsi con circolari e prassi.
5) Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate rettifica il mio reddito?
Se l’Agenzia delle Entrate ricalcola il tuo reddito con un accertamento o una correzione, l’INPS può rivedere i requisiti e l’importo ISCRO. Se, con i nuovi valori, non rientri più nei parametri (calo del 50% o soglia annua), l’INPS procede al recupero degli importi non dovuti. Se l’importo ricalcolato risulta più basso del pagato, può chiedere la differenza. Per evitare problemi, verifica sempre i numeri prima dell’invio e conserva la documentazione a supporto dei redditi dichiarati.
