Indice TARIC: cos’è e come si trova?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice TARIC (10 cifre) classifica le merci e determina dazi e misure all’import/export. Lo trovi nella banca dati TARIC dell’Agenzia delle Dogane. Classificare bene evita rettifiche, interessi e sanzioni.

  • Struttura: 6 cifre HS (standard mondiale) + 2 NC (UE) + 2 TARIC (misure UE). Possibili codici addizionali (misure specifiche).
  • Base legale: Regolamento (UE) 952/2013 CDU; Reg. 2015/2446 e 2015/2447; Reg. 2658/87 NC; TULD D.P.R. 43/1973; D.Lgs. 374/1990.
  • Uso: dichiarazioni doganali import/export, controlli e misure. Per Intrastat si indica il codice NC a 8 cifre, coerente con i primi 8 del TARIC.

Che cos’è il codice TARIC: definizione e basi normative

Il TARIC è la Tariffa Integrata Comunitaria. È un codice a 10 cifre che identifica in dettaglio una merce. Serve a determinare dazi, divieti, restrizioni e altre misure.

La struttura è gerarchica. Le prime 6 cifre sono il Sistema Armonizzato (HS). È lo standard mondiale per descrivere le merci. Le successive 2 cifre formano la Nomenclatura Combinata (NC) dell’Unione europea. Le ultime 2 cifre rappresentano le misure TARIC.

Le fonti: Regolamento (UE) n. 952/2013, Codice Doganale dell’Unione (CDU). Regolamenti (UE) 2015/2446 e 2015/2447, disposizioni attuative ed esecutive. Regolamento (CEE) n. 2658/87, Nomenclatura Combinata e dazi. Decisioni di classificazione della Commissione europea e Note esplicative del SA dell’Organizzazione Mondiale delle Dogane. In Italia, il Testo Unico delle Leggi Doganali (D.P.R. 43/1973) e il D.Lgs. 374/1990 sul contenzioso.

Perché esiste il TARIC

Uniforma la classificazione in tutta l’UE. Collega il codice alla misura. In pratica, con un codice unico, sai dazi, misure di politica commerciale, divieti o autorizzazioni.

Questo consente alle Dogane di applicare le regole in modo coerente. E alle imprese di prevedere costi e adempimenti.

A cosa serve e quando è obbligatorio

Il codice TARIC è obbligatorio nelle dichiarazioni doganali di importazione ed esportazione. Si inserisce nel Documento Amministrativo Unico in forma telematica. Con esso si attivano calcoli di dazi e verifiche automatiche.

Per gli scambi intra-UE, nei modelli Intrastat si usa il codice NC a 8 cifre. È lo stesso dei primi 8 del TARIC. Quindi la ricerca TARIC ti aiuta a trovare il codice Intrastat corretto. Riferimenti: D.L. 331/1993, articoli 50 e seguenti, e determinazioni annuali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dell’ISTAT.

Il TARIC governa anche misure non tariffarie. Per esempio: embargo, restrizioni CITES, controlli dual use, licenze. Le misure compaiono come condizioni, documenti obbligatori e codici addizionali.

Effetti fiscali e operativi

Il TARIC guida i dazi e l’IVA in dogana. Incide sul prezzo di sdoganamento, sui margini e sui tempi. Alcune voci attivano controlli sanitari o di sicurezza.

Scelte errate generano rettifiche, interessi e sanzioni. Inoltre possono bloccare la merce in dogana.

Come si legge un codice TARIC

Esempio: 1234 56 78 90. Le prime sei cifre (123456) identificano il prodotto a livello mondiale (HS). Le due successive (78) sono l’NC UE. Le ultime due (90) attivano specifiche misure TARIC.

Oltre al codice a 10 cifre, possono servire codici addizionali. Sono codici di 4 caratteri (per esempio A999, C123). Indicano misure come antidumping, dazi addizionali, contingenti tariffari o regimi sospensivi.

Potresti dover inserire anche codici documento. Per esempio, certificati di origine preferenziale, licenze o attestazioni di conformità. La banca dati TARIC elenca le condizioni con i relativi codici.

Regole generali di interpretazione (RGI)

Le RGI sono le regole per classificare correttamente. RGI 1: il titolo e il testo di voce e sottovoce guidano la scelta. RGI 2: estende la voce a prodotti incompleti o smontati.

RGI 3: per merci potenzialmente classificabili in più voci. Si guarda alla specificità, alla caratteristica essenziale o, in ultima analisi, alla voce per ultima. RGI 4: merci non classificabili in base alle precedenti. RGI 5 e 6: regole per custodie e per le sottovoci.

Come trovare il codice TARIC corretto

Passo 1. Descrivi la merce in modo tecnico. Indica materiale, funzione, componenti, stato di lavorazione, uso principale. Evita descrizioni commerciali vaghe.

Passo 2. Consulta la banca dati TARIC dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Cerca per parole chiave o esplora i capitoli. Verifica sempre le note di sezione e di capitolo. Controlla le definizioni.

Passo 3. Leggi le misure collegate alla voce. Verifica dazi, dazi preferenziali, misure antidumping, contingenti, certificazioni, restrizioni. Prendi nota dei codici addizionali e dei codici documento richiesti.

Passo 4. Confronta con le Note Esplicative del SA e con le Decisioni di classificazione della Commissione UE. Questi testi chiariscono casi dubbi. Servono per merci composite, kit, apparecchi multifunzione.

Passo 5. Se il rischio è alto, richiedi una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV, in inglese BTI). È una decisione ufficiale rilasciata dalle Dogane. Vale in tutta l’UE per 3 anni. Riferimento: CDU e regolamenti attuativi.

Buone pratiche per ridurre il rischio

Fissa un processo interno di classificazione. Conserva schede tecniche e foto. Usa check-list basate sulle RGI. Aggiorna le schede quando cambia il prodotto.

Rivedi periodicamente i codici alla luce degli aggiornamenti TARIC e NC. Forma il personale che compila le dichiarazioni doganali e Intrastat.

Errori comuni e sanzioni: cosa prevedono le norme

Errori tipici: scegliere il codice dalla descrizione commerciale. Ignorare materiale e funzione prevalente. Classificare per analogia senza applicare le RGI. Dimenticare codici addizionali o documenti obbligatori.

Altri errori: usare l’NC8 per export extra-UE quando serve il TARIC10 con misure. Non aggiornare i codici a inizio anno. Trascurare note di capitolo e di sottovoce.

Sul piano sanzionatorio, la base è nel TULD (D.P.R. 43/1973), nell’ambito sanzionatorio doganale, e nelle regole del CDU su rettifiche e recuperi. Il D.Lgs. 374/1990 disciplina accertamento, revisione e contenzioso. Le sanzioni variano in base alla gravità, alla condotta e alla differenza di diritti dovuti.

La Dogana può rettificare, recuperare dazi e IVA, applicare interessi e sanzioni amministrative. Nei casi più gravi, può sequestrare la merce o contestare violazioni penali previste dal TULD. Per riferimenti, consulta il portale Normattiva e la prassi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Rimborso o remissione

Se paghi dazi in eccesso per un errore di classificazione, puoi chiedere rimborso o remissione. Riferimenti: articoli 116-120 del CDU e relative norme attuative.

Servono prove tecniche, copie delle dichiarazioni e una motivazione solida. Rispetta i termini: in genere 3 anni, salvo eccezioni.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica per arrivare al codice corretto con rischio minimo.

  • Se conosci materiale e funzione principale, allora applica RGI 1 e 6 e seleziona la sottovoce più specifica.
  • Se il prodotto è incompleto o smontato, allora applica RGI 2 e classificalo come prodotto finito se mantiene la caratteristica essenziale.
  • Se è un kit o un insieme, allora applica RGI 3(b). Scegli la componente che dà la funzione essenziale. Se non c’è, applica RGI 3(c) e prendi la voce per ultima in ordine numerico.
  • Se restano dubbi interpretativi, allora consulta Note esplicative SA e Decisioni UE; in alternativa, richiedi una ITV alla Dogana.
  • Se la voce attiva misure speciali nel TARIC (antidumping, contingenti, certificazioni), allora inserisci i codici addizionali e i codici documento richiesti in dichiarazione.
  • Se la merce va anche in Intrastat, allora usa l’NC a 8 cifre coerente con i primi 8 del TARIC individuato.

Impatto su dazi, IVA e controlli

La voce TARIC fissa il dazio di base e indica se ci sono dazi preferenziali in base all’origine. L’origine preferenziale dipende dagli accordi di libero scambio e dalle regole di origine.

La voce attiva anche misure di politica commerciale. Per esempio: licenze, divieti, certificazioni sanitarie, CITES o dual use. In dogana vanno indicati i relativi codici documento.

L’IVA all’importazione si calcola sulla base imponibile doganale. Include valore merce, trasporto, assicurazioni e dazi. Il codice corretto evita rettifiche e fermi merce.

Aggiornamenti 2026: cosa cambia e come adeguarsi

La Nomenclatura Combinata si aggiorna ogni 1° gennaio. Nel 2026 ci sono nuove voci per settori critici, come elettronica, chimica e green tech. Adegua i codici dei listini e delle distinte base.

Il TARIC si aggiorna anche durante l’anno per misure contingenti, salvaguardie e antidumping. Imposta un monitoraggio mensile. Verifica le voci prima di ogni importazione rilevante.

Per la governance interna, nomina un responsabile della classificazione. Definisci una procedura di riesame ad ogni aggiornamento NC o nota esplicativa WCO.

Scenario operativo Codice da indicare Requisiti/documenti tipici Tempi/impatti principali
Importazione extra-UE in libera pratica TARIC 10 cifre + eventuali codici addizionali Fattura commerciale, packing list, origine (preferenziale o non), certificati richiesti dal TARIC Dazi e IVA calcolati in base a TARIC; possibili controlli documentali/fisici; sdoganamento in 1-3 giorni se completo
Esportazione definitiva extra-UE TARIC 10 cifre (per misure di uscita) e codici documento Fattura pro-forma/commerciale, eventuali licenze o certificazioni, dichiarazioni di dual use Controlli sulle restrizioni all’export; tempi variabili in base a rischio e autorizzazioni
Cessioni intra-UE con obbligo Intrastat NC 8 cifre coerente con i primi 8 del TARIC Fatture, registro cessioni/acquisti, soglie Intrastat; eventuali evidenze statistico-merceologiche Nessun dazio; obblighi statistici e fiscali; invio periodico Intrastat secondo soglie
Merce soggetta ad antidumping TARIC 10 cifre + codice addizionale antidumping Prova dell’origine, dichiarazioni fornitore, eventuali certificazioni; attenzione al produttore specifico Dazio aggiuntivo; rischio elevato di controllo; aggiornamenti frequenti delle misure
Prodotti con contingente tariffario (quota) TARIC 10 cifre + codice addizionale quota Richiesta allocazione quota; gestione cronologica; documenti standard di import Da valutare apertura/saturazione quota; possibile dazio ridotto o zero entro tetto
Merci soggette a divieti/restrizioni (CITES, dual use) TARIC 10 cifre + codici documento prescritti Licenze, permessi CITES, autorizzazioni ministeriali; verifiche ex ante Tempi legati al rilascio delle autorizzazioni; blocco in assenza di titoli

FAQ

1) TARIC, HS, NC, codici addizionali e ITV: che differenza c’è e come si usano insieme?

L’HS sono 6 cifre valide nel mondo. Descrivono la merce a livello macro. L’NC aggiunge 2 cifre per l’UE e definisce il dettaglio doganale-statistico. Il TARIC porta il totale a 10 cifre e collega misure, divieti e condizioni operative. I codici addizionali sono etichette extra, di solito 4 caratteri, che attivano misure specifiche come antidumping, contingentamenti o dazi addizionali. L’Informazione Tariffaria Vincolante (ITV o BTI) è una decisione ufficiale della Dogana. Conferma il codice corretto per 3 anni in tutta l’UE. In pratica: parti dall’HS, scendi all’NC, conferma nel TARIC, applica eventuali codici addizionali e, se il rischio è alto, ottieni una ITV.

2) Come classifico un kit o una merce composta da più materiali o funzioni?

Usa le Regole Generali di Interpretazione. Parti dalla RGI 1: testi di voce e sottovoce. Se non basta, applica RGI 3. La 3(b) ti dice di scegliere la componente che dà la funzione essenziale. Se il kit non ha una funzione dominante, passa alla 3(c) e scegli la voce che viene per ultima in ordine numerico tra quelle possibili. Valuta materiale, utilizzo, valore e ruolo funzionale dei componenti. Consulta le Note esplicative SA per esempi pratici. Documenta il tuo ragionamento. Così potrai difendere la scelta in caso di controllo.

3) Qual è il rapporto tra codice TARIC, origine della merce e dazi preferenziali?

Il TARIC fissa il dazio di base per quella voce. L’origine non preferenziale serve a etichettatura e misure di politica commerciale. L’origine preferenziale, invece, permette dazi ridotti o zero se esiste un accordo tra UE e il Paese partner. Devi verificare le regole di origine dell’accordo, ottenere e conservare la prova (per esempio dichiarazione su fattura o certificato preferenziale). Nel TARIC vedi le aliquote preferenziali per Paese. Se manchi la prova di origine, paghi il dazio pieno anche con la voce corretta.

4) Ho usato un codice sbagliato in importazione: come rimediare e quali sono i tempi?

Prima cosa: correggi il flusso interno e blocca le spedizioni analoghe. Poi valuta una richiesta di revisione dell’accertamento. Il Codice Doganale dell’Unione consente rettifiche e recuperi, ma anche rimborso o remissione se dimostri l’errore e i presupposti. Di norma il termine è tre anni dalla data di accettazione della dichiarazione. Prepara un dossier con schede tecniche, corrispondenza, copie delle dichiarazioni e riferimenti normativi o decisioni di classificazione. Attenzione: se l’errore ha inciso su misure di restrizione o su diritti doganali rilevanti, possono scattare sanzioni del TULD. Valuta l’assistenza di un doganalista.

5) Intrastat 2026: quale codice devo indicare e quali sono le soglie?

Negli elenchi Intrastat per scambi intra-UE indichi il codice NC a 8 cifre. È lo stesso blocco iniziale del TARIC. Per trovarlo in modo sicuro, usa la banca dati TARIC e leggi le note di capitolo. Le soglie e la periodicità dipendono dai volumi. Sono definite dal D.L. 331/1993 e dalle determinazioni annuali di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ISTAT. In generale, al superamento di certe soglie devi presentare gli elenchi con maggiore dettaglio, anche statistico. Controlla ogni inizio anno gli aggiornamenti di NC e le istruzioni operative, perché possono cambiare codici e tracciati. Una classificazione coerente riduce scarti, richieste di chiarimenti e sanzioni amministrative.

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