Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se offri servizi intellettuali (es. copywriter, web designer) apri come libero professionista; se vendi beni online (e-commerce) apri una ditta individuale con ComUnica, SCIA e iscrizione INPS commercianti.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, ATECO corretto, iscrizione alla Cassa o Gestione Separata INPS.
- E-commerce: pratica ComUnica, SCIA al SUAP per commercio via internet, CCIAA, PEC e firma digitale obbligatorie.
- Previdenza: professionisti in Cassa o Gestione Separata; commercianti con contributi fissi su minimale più percentuali sull’eccedenza.
Come scegliere l’inquadramento giusto
Attività intellettuali: quando sei un “libero professionista”
Se svolgi un’attività intellettuale pura, come copywriter, web designer, consulente marketing, UX writer, rientri nel lavoro autonomo professionale. In termini pratici, non vendi beni. Vendi il tuo tempo e la tua competenza.
In questo caso apri la Partita IVA come persona fisica, senza iscrizione al Registro Imprese. Usi il modello AA9/12. Questo è il modulo per aprire, modificare o chiudere la Partita IVA per persone fisiche. Lo invii all’Agenzia delle Entrate online, a mano o con raccomandata.
Scegli un codice ATECO coerente. Per esempio, per copywriter e web designer si usano codici dell’area servizi professionali non ordinistici. Il codice ATECO guida obblighi, studi di settore storici e, nel forfettario, il coefficiente di redditività.
Attività di commercio online: quando devi aprire la “ditta individuale”
Se vendi beni online (nuovi, usati, artigianali), fai commercio. Anche se usi marketplace, è un’attività d’impresa. In questo caso apri una ditta individuale. Questo vale anche per chi valuta come iniziare un’attività di dropshipping e quanto costa aprirla.
L’apertura avviene con la ComUnica. È la pratica telematica unica che invii alla Camera di Commercio. Con un solo invio attivi Partita IVA, Registro Imprese e INPS commercianti.
Per il commercio al dettaglio via internet serve la SCIA. La presenti al SUAP del Comune della sede. La base normativa è l’art. 19 della Legge 241/1990 e il D.P.R. 160/2010 sul SUAP. Le tabellazioni del D.Lgs. 222/2016 indicano il titolo abilitativo.
Adempimenti operativi passo-passo
Professionista: cosa fare e in quale ordine
1) Definisci l’attività e il codice ATECO. 2) Compila il modello AA9/12. La base IVA è nel D.P.R. 633/1972. 3) Scegli il regime fiscale: forfettario o ordinario.
4) Previdenza: se esiste una Cassa professionale dedicata, ti iscrivi a quella. Se non esiste, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (istituita dall’art. 2, c. 26, L. 335/1995). 5) Attiva la fatturazione elettronica. Dal 2024 l’obbligo vale per tutti, inclusi i forfettari, in base al D.L. 36/2022.
6) Valuta l’uso della PEC come domicilio digitale. Per i professionisti iscritti ad Albi è obbligatoria. Il domicilio digitale è nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e D.L. 76/2020.
Ditta individuale per e-commerce: i passaggi essenziali
1) Firma digitale e PEC: servono per firmare e inviare la ComUnica. 2) Predisponi la ComUnica per CCIAA, Partita IVA e INPS commercianti. 3) Presenta la SCIA al SUAP per commercio via internet.
4) Verifica se serve INAIL. Dipende dai rischi concretamente presenti (D.P.R. 1124/1965). 5) Scegli il regime fiscale. Per le imprese minori esiste la contabilità semplificata per cassa (art. 18, D.P.R. 600/1973, come modificato dalla L. 232/2016).
6) Prepara la gestione privacy e cookie per il sito, secondo il Regolamento (UE) 2016/679 e il D.Lgs. 196/2003.
Previdenza e contributi: cosa cambia tra professionisti ed esercenti
Casse professionali private
Se sei iscritto a un ordine con Cassa (ingegneri, psicologi, avvocati, ecc.), ti iscrivi alla relativa Cassa. Ogni Cassa stabilisce aliquote, minimali e scadenze nel proprio regolamento. La fonte è lo statuto della Cassa e le delibere interne.
Il calcolo in genere segue il principio del reddito professionale. Alcune Casse prevedono contributi soggettivi, integrativi e di maternità. Verifica il regolamento aggiornato sul portale istituzionale della Cassa.
Gestione Separata INPS per professionisti senza Cassa
Se non esiste una Cassa per la tua attività, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con circolare. Negli ultimi anni è stata nella fascia del 26% per i professionisti non assicurati altrove.
La base è il reddito imponibile fiscale. Per il regime ordinario vale il principio di cassa (art. 54 TUIR, D.P.R. 917/1986): incassi meno costi pagati. Per il forfettario, si calcola sul reddito forfettario.
Gestione commercianti INPS per ditte individuali di commercio
Se fai e-commerce con ditta individuale, versi alla Gestione artigiani e commercianti INPS (L. 613/1966 e L. 662/1996). Paghi contributi fissi sul minimale reddituale, con quattro rate trimestrali, più una percentuale sull’eccedenza.
I minimali e le aliquote cambiano ogni anno con circolare INPS. Aspettati un fisso annuo nell’ordine di alcune migliaia di euro, più un’aliquota oltre il minimale. Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (L. 208/2015).
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario
È il regime agevolato per persone fisiche previsto dall’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha fissato la soglia a 85.000 euro. Restano le cause ostative storiche, come il controllo di SRL con attività riconducibile.
Il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per i professionisti è 78%. Per il commercio al dettaglio è 40%. Verifica la tua classe ATECO per il coefficiente corretto. L’imposta sostitutiva è 15%, ridotta al 5% per le nuove attività per i primi 5 anni se rispetti i requisiti.
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura, non detrai l’IVA sugli acquisti e non applichi ritenuta d’acconto ai tuoi compensi (salvo casi particolari). L’obbligo di e-fattura resta.
Regime ordinario/semplificato
Se superi limiti o scegli di non aderire al forfettario, entri nell’ordinario. Per professionisti vale il principio di cassa. Per imprese minori la contabilità è spesso semplificata per cassa (art. 18, D.P.R. 600/1973).
Applichi IVA secondo il D.P.R. 633/1972. Emetti fatture con IVA, detrai l’IVA sugli acquisti, gestisci liquidazioni periodiche. Se sei professionista, il committente può applicare ritenuta d’acconto (art. 25, D.P.R. 600/1973).
Fattura elettronica e imposta di bollo
L’e-fattura è obbligatoria per tutti dal 2024, inclusi i forfettari (D.L. 36/2022). Per documenti non soggetti a IVA, se l’importo supera 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro (D.P.R. 642/1972 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate).
Regola decisionale rapida
– Se vendi beni, anche solo online o su marketplace, inquadra l’attività come impresa: ditta individuale, ComUnica, CCIAA, INPS commercianti, SCIA al SUAP.
– Se offri esclusivamente servizi intellettuali, inquadra come lavoro autonomo: modello AA9/12, Cassa professionale o Gestione Separata INPS.
– Se offri servizi e vendi beni, valuta la prevalenza economica e organizzativa. Se prevale la vendita, ditta individuale. Se prevale il servizio intellettuale, professionista con ATECO principale coerente e ATECO secondario per la parte residuale.
– Se parti come professionista e poi inizi a vendere beni in modo non occasionale, migra a ditta individuale con iscrizione in CCIAA. Meglio farlo prima che i volumi crescano.
– Se il tuo servizio usa strumenti digitali ma non prevede cessione di beni (es. creazione di file digitali su misura), resta attività professionale.
Normativa e fonti ufficiali
IVA e fatturazione: D.P.R. 633/1972; obbligo di fatturazione elettronica esteso dal D.L. 36/2022. Modello AA9/12: modulistica Agenzia delle Entrate.
Lavoro autonomo e principio di cassa: D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 54. Contabilità semplificata per imprese minori: D.P.R. 600/1973, art. 18.
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata da Legge 197/2022 e successive. Riduzione contributiva 35% artigiani/commercianti: Legge 208/2015.
Gestione Separata INPS: Legge 335/1995, art. 2, c. 26; aliquote e minimali aggiornati da circolari INPS annuali. Gestione commercianti: Legge 613/1966, Legge 662/1996.
SCIA e SUAP: Legge 241/1990, art. 19; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016. Domicilio digitale e PEC: D.Lgs. 82/2005 (CAD) e D.L. 76/2020.
| Scenario | Inquadramento | Adempimenti iniziali | Previdenza | Tempi e costi indicativi |
|---|---|---|---|---|
| Copywriter / Web designer (solo servizi) | Libero professionista (AA9/12) | AA9/12; scelta regime; e-fattura; eventuale PEC | Cassa professionale se esiste; altrimenti Gestione Separata INPS | 1-3 giorni per P. IVA; costo apertura: 0 se autonomo; onorario se intermediario |
| E-commerce proprio (sito web) | Ditta individuale | Firma digitale; PEC; ComUnica CCIAA/AE/INPS; SCIA SUAP; eventuale INAIL | Gestione commercianti INPS (fissi + eccedenza) | 5-10 giorni; diritti CCIAA ~100€; onorario variabile se intermediario |
| Vendita su marketplace (continuativa) | Ditta individuale | Come e-commerce; SCIA per commercio via internet comunque necessaria | Gestione commercianti INPS | Simile a e-commerce; attenzione a tempi SUAP locali |
| Consulente + vendita occasionale di merchandising | Valuta prevalenza; spesso ditta individuale con ATECO multipli | ComUnica se prevale la vendita; altrimenti migrazione appena i beni diventano non occasionali | Gestione commercianti se impresa; Gestione Separata/Cassa se professionista | Transizione 7-15 giorni; pianifica per evitare sanzioni |
| Professionista con Cassa (psicologo, ingegnere) | Libero professionista (AA9/12) | AA9/12; iscrizione all’Ordine e Cassa; e-fattura | Cassa di categoria secondo regolamento | Variabile per iscrizione a Ordine/Cassa; P. IVA in 1-3 giorni |
FAQ
Se faccio web design e vendo anche template o gadget, posso restare professionista?
Dipende dalla prevalenza. Il web design è attività professionale. La vendita di template standardizzati o gadget è commercio. Se la vendita diventa stabile e rilevante, l’inquadramento corretto è ditta individuale, con iscrizione in CCIAA e INPS commercianti. Puoi gestire più ATECO. Ma l’impresa prevale quando esiste organizzazione di mezzi per vendere beni. Se la vendita è davvero occasionale e marginale, puoi restare professionista e documentare con ricevuta occasionale. Appena la vendita diventa abituale, passa a ditta individuale per evitare sanzioni su Registro Imprese e SCIA. La base logica è nella distinzione tra lavoro autonomo e impresa del TUIR e nella disciplina del commercio al dettaglio via internet (D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 222/2016).
Per l’e-commerce devo sempre fare la SCIA? Cambia qualcosa se uso un marketplace?
Sì, il commercio al dettaglio via internet richiede SCIA al SUAP del Comune della sede, anche se usi un marketplace. La vendita avviene comunque in modo organizzato e continuativo. La SCIA attesta il possesso dei requisiti morali e, se richiesti, professionali. La base è l’art. 19 L. 241/1990, D.P.R. 160/2010 e le tabelle del D.Lgs. 222/2016. Il marketplace non sostituisce gli adempimenti dell’impresa. Verifica se il Comune chiede modulistica aggiuntiva (per es. dichiarazioni antimafia o planimetrie non sempre necessarie per il solo e-commerce). Presenta la SCIA prima dell’avvio effettivo per evitare sanzioni.
Come si calcolano i contributi tra Gestione Separata e Gestione commercianti? Quanto pago nel 2026?
In Gestione Separata versi una percentuale sul reddito imponibile. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con circolare. Negli ultimi anni è stata intorno al 26% per professionisti senza altre tutele. In Gestione commercianti versi contributi fissi sul minimale, in quattro rate, più una percentuale sull’eccedenza di reddito. Minimale, aliquote ed eventuali addizionali sono aggiornati ogni anno da INPS. Se aderisci al forfettario come commerciante, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (L. 208/2015). Per l’importo preciso 2026, consulta la circolare INPS annuale o chiedi un prospetto personalizzato, perché dipende da reddito, massimali e mesi di attività.
Il regime forfettario è ancora a 85.000 euro? Quali sono le principali regole nel 2026?
Sì, la soglia di accesso resta 85.000 euro secondo la Legge 190/2014, aggiornata dalla Legge 197/2022. Restano le cause ostative storiche: partecipazione e controllo in SRL che svolge attività riconducibile alla tua, adesione a regimi IVA speciali, residenza fiscale fuori UE/SEE salvo condizioni, e altre ipotesi previste. Il reddito imponibile si calcola con il coefficiente di redditività ATECO (es. professionisti 78%, commercio 40%). L’imposta sostitutiva è 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. Non addebiti IVA, non detrai IVA, non subisci ritenuta d’acconto. L’e-fattura è obbligatoria per tutti dal 2024. Ricorda che il superamento della soglia di 100.000 euro in corso d’anno determina uscita immediata con applicazione dell’IVA da quel momento, come previsto dalle modifiche introdotte dalla Legge 197/2022.
Quali sono gli errori più comuni quando si avvia un’attività online e come evitarli?
Primo errore: scegliere l’ATECO sbagliato. Soluzione: descrivi attività e modello di business e seleziona ATECO principale e secondari coerenti. Secondo errore: partire come professionista mentre in realtà vendi beni. Soluzione: apri subito come ditta individuale, fai ComUnica e SCIA. Terzo errore: ignorare previdenza e scadenze. Soluzione: iscrizione tempestiva a Cassa o INPS, verifica aliquote e minimali della circolare INPS dell’anno. Quarto errore: sottovalutare l’IVA in regime ordinario. Soluzione: pianifica liquidazioni, detrazioni e pro-rata se necessario, secondo D.P.R. 633/1972. Quinto errore: dimenticare PEC, firma digitale ed e-fattura. Soluzione: attiva domicilio digitale e software di fatturazione prima di emettere la prima fattura. Sesto errore: trascurare informativa privacy e cookie. Soluzione: adegua il sito a GDPR e Codice Privacy prima del go-live.
