Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Architetti e ingegneri aggiungono sempre il 4% di contributo integrativo in fattura sul compenso più spese non documentate, con IVA se in ordinario, ritenuta quando dovuta, e bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
- Base di calcolo 4%: compenso professionale + spese non documentate. Le spese documentate ex art. 15 DPR 633/1972 restano fuori.
- IVA e ritenuta: il 4% segue l’IVA dell’operazione; la ritenuta si calcola su compenso + spese non documentate, mai sul 4% né sull’IVA.
- Regimi: in ordinario si applicano IVA e, se dovuta, ritenuta; in forfettario niente IVA né ritenuta, ma resta il 4% e la marca da bollo.
Cos’è il contributo integrativo INARCASSA e come si calcola
Il contributo integrativo è una maggiorazione del 4% che il professionista addebita al cliente. È una “rivalsa”, cioè un recupero parziale del contributo dovuto alla Cassa.
Per architetti e ingegneri lo prevede il Regolamento Generale di Previdenza di Inarcassa. La norma cornice è la disciplina delle Casse professionali (D.Lgs. 509/1994) e i principi IVA del DPR 633/1972. I testi vigenti sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali delle amministrazioni competenti.
Base di calcolo semplice: somma il compenso alle spese non documentate. Le spese non documentate sono rimborsi senza ricevuta intestata al cliente, ad esempio carburante per trasferte o indennità forfettarie.
Le spese documentate sono quelle anticipate “in nome e per conto” del cliente, con documento intestato al cliente e mandato. Rientrano nell’art. 15 del DPR 633/1972. Queste spese non entrano né nell’IVA, né nella ritenuta, né nel 4%.
Esempio base con numeri
Compenso 10.000 euro + spese non documentate 500 euro. Base 4% = 10.500 euro. 4% = 420 euro. Totale imponibile per il prosieguo del calcolo dipende dal regime e dall’IVA applicabile.
Dati obbligatori in fattura: intestazione e corpo
La fattura deve permettere di identificare parti, oggetto, imposte e previdenza. Le regole derivano dall’art. 21 del DPR 633/1972, dalla fatturazione elettronica (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate) e dalle istruzioni delle Casse.
Intestazione: cosa non può mancare
- Data di emissione: è il giorno di formazione della fattura.
- Numero progressivo: sequenza unica per periodo d’imposta.
- Dati anagrafici: tuoi e del cliente (denominazione, indirizzo, partita IVA o codice fiscale).
- Partita IVA tua e del cliente, o codice fiscale se privato senza partita IVA.
- Coordinate di pagamento: IBAN o altre istruzioni.
Corpo della fattura: voci tecniche
- Descrizione della prestazione: cosa hai fatto, con riferimenti essenziali all’incarico.
- Onorario: l’importo del compenso per la prestazione.
- Spese non documentate: rimborsi forfettari a tuo carico, se li addebiti.
- Contributo integrativo INARCASSA 4%: calcolato su onorario + spese non documentate.
- IVA: secondo aliquota o natura dell’operazione.
- Ritenuta d’acconto del 20%: quando il cliente è sostituto d’imposta e tu sei nel regime ordinario.
- Imposta di bollo: 2 euro se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro (DM 17 giugno 2014).
Trattamento per regime ordinario e forfettario
Regime ordinario
Si applica l’IVA, di norma al 22%. Per attività tipiche di architetti e ingegneri l’aliquota agevolata non si applica. Il reverse charge edilizia non copre le prestazioni di progettazione.
La ritenuta d’acconto del 20% si applica quando il cliente è sostituto d’imposta (imprese, professionisti, PA). La base della ritenuta è compenso + spese non documentate. Non si calcola su 4% e IVA.
Il 4% segue la natura IVA dell’operazione. Se l’operazione è imponibile, l’IVA si calcola anche sul 4%. Questa impostazione discende dai principi del DPR 633/1972 e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate: la rivalsa previdenziale fa parte del corrispettivo ai fini IVA.
Regime forfettario
In forfettario non applichi IVA né subisci ritenuta d’acconto (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e modifiche della Legge 145/2018). Devi però addebitare il 4% INARCASSA.
Se l’importo totale senza IVA supera 77,47 euro, indichi l’imposta di bollo di 2 euro. Sulle e-fatture l’assolvimento è virtuale, come da DM 17 giugno 2014 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Fatturazione elettronica: campi e codifiche utili
L’obbligo di e-fattura si applica a tutti, inclusi i forfettari, dal 2024 in poi (D.Lgs. 127/2015 e art. 18 DL 36/2022, come convertito). Nel tracciato FatturaPA sono rilevanti alcuni campi.
- DatiCassaPrevidenziale:
- TipoCassa: TC06 per INARCASSA.
- AlCassa: 4.00.
- ImponibileCassa: base su cui calcoli il 4% (onorario + spese non documentate).
- Ritenuta: SI/NO a seconda dei casi.
- Natura: si compila solo se operazione senza IVA (es. forfettario, estero, esente).
- DatiRitenuta: se cliente sostituto d’imposta e tu in ordinario (aliquota 20%).
- DatiBollo: BolloVirtuale = “SI” se dovuto (fatture senza IVA oltre 77,47 euro).
- Natura operazione: ad esempio N2.1/N2.2 per operazioni non soggette o N3.2 per non imponibili, secondo specifiche tecniche vigenti.
- TipoDocumento: TD01 per fattura; TD04 per nota di credito.
Esempi completi di calcolo
1) Ordinario B2B con ritenuta
Onorario 10.000 + spese non documentate 500 = base 10.500. 4% = 420. Imponibile IVA = 10.500 + 420 = 10.920. IVA 22% = 2.402,40. Ritenuta 20% su 10.500 = 2.100. Totale da pagare = 10.920 + 2.402,40 − 2.100 = 11.222,40.
2) Ordinario verso privato senza ritenuta
Stesse cifre iniziali. 4% = 420. IVA 22% su 10.920 = 2.402,40. Nessuna ritenuta. Totale = 13.322,40.
3) Forfettario
Onorario 10.000 + spese non documentate 500. 4% = 420. Nessuna IVA, nessuna ritenuta. Totale = 10.920. Poiché senza IVA e > 77,47, indichi bollo 2 euro. Il totale diventa 10.922.
Casi particolari: PA, estero, spese documentate
Prestazioni alla Pubblica Amministrazione
La PA opera come sostituto d’imposta. Applica la ritenuta del 20% se previsto. Lo split payment ex art. 17-ter DPR 633/1972 non si applica ai compensi soggetti a ritenuta. Inserisci CIG/CUP quando richiesti dalle regole degli appalti.
Clienti esteri UE/extra-UE
Per servizi B2B a soggetti UE o extra-UE, spesso vale la territorialità estera (art. 7-ter e seguenti DPR 633/1972). Emetti fattura senza IVA con inversione contabile o con dicitura di non imponibilità, secondo il caso.
Il 4% INARCASSA è legato al volume d’affari IVA in Italia. Le operazioni fuori campo territorialità non vi rientrano. In tal caso la rivalsa del 4% non è obbligatoria per regolamento, ma puoi pattuire una maggiorazione economica equivalente. Se la addebiti come “contributo integrativo”, verifica come trattarlo in dichiarazione previdenziale.
Spese documentate ex art. 15
Se anticipi spese in nome e per conto del cliente, con documento intestato al cliente e mandato, le indichi come “spese escluse art. 15”. Non entrano in 4%, IVA o ritenuta. Esempi: diritti catastali, visure, bolli.
Regola decisionale rapida
Se devi capire cosa indicare in 30 secondi
- Se sei in ordinario e il cliente è un’azienda o professionista in Italia:
- Metti: onorario + spese non documentate + 4% + IVA 22%. Se è sostituto, applica ritenuta 20% su onorario + spese non documentate.
- Se sei in forfettario:
- Metti: onorario + spese non documentate + 4%. Niente IVA, niente ritenuta. Se totale senza IVA > 77,47, bollo 2 euro.
- Se il cliente è privato senza partita IVA:
- Mai ritenuta. Resta 4% e, se ordinario, IVA; se forfettario, bollo quando dovuto.
- Se il cliente è estero e la prestazione è fuori campo IVA Italia:
- Emetti senza IVA con la dicitura di legge. Il 4% non è obbligatorio; valuta pattuizione ad hoc.
- Se addebiti spese documentate ex art. 15:
- Metti in riga separata “escluse art. 15”. Non calcoli su queste né 4% né IVA né ritenuta.
Fonti normative essenziali da conoscere
DPR 633/1972: disciplina IVA, contenuto della fattura (art. 21), spese escluse (art. 15), territorialità (art. 7-ter e seguenti), split payment (art. 17-ter). Testo vigente su Normattiva.
D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio; atti attuativi dell’Agenzia delle Entrate per specifiche tecniche.
DL 36/2022, art. 18 (come convertito): estensione obbligo e-fattura anche ai forfettari.
Legge 190/2014 e Legge 145/2018: regime forfettario, franchigia IVA e no ritenuta per contribuenti in regime agevolato.
Regolamento Generale di Previdenza Inarcassa: contributo integrativo 4%, base e obbligo di rivalsa in fattura; indicazioni ufficiali disponibili sul portale Inarcassa.
DM 17 giugno 2014: assolvimento virtuale dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Versamenti e scadenze operative
Imposta di bollo sulle e-fatture
L’Agenzia delle Entrate calcola trimestralmente l’imposta di bollo dovuta in base alle e-fatture inviate. Il pagamento avviene con addebito su conto o F24, con scadenze comunicate dall’Agenzia (in via ordinaria: fine maggio, fine settembre, fine novembre, fine febbraio).
IVA e ritenute
L’IVA si versa con cadenza mensile o trimestrale secondo il regime. La ritenuta d’acconto la versa il cliente sostituto d’imposta entro il 16 del mese successivo, con modello F24.
Contributi Inarcassa
Il contributo integrativo fatturato confluisce nel conteggio annuale Inarcassa. La liquidazione avviene con la dichiarazione previdenziale annuale e si versa secondo il piano rate che Inarcassa comunica ogni anno. Il contributo integrativo minimo e gli acconti seguono le regole del Regolamento vigente.
| Scenario | Cosa indicare in fattura | Calcolo 4% / IVA / Ritenuta | Diciture utili | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|---|
| Ordinario B2B Italia (cliente sostituto) | Onorario; spese non documentate; 4% INARCASSA; IVA 22%; ritenuta 20% | 4% su onorario+spese non doc; IVA su imponibile + 4%; ritenuta su onorario+spese non doc | Ritenuta d’acconto art. 25 DPR 600/1973; aliquota IVA DPR 633/1972 | Cliente versa ritenuta entro il 16; tu versi IVA periodica; 4% confluisce in Inarcassa a fine anno |
| Ordinario verso privato (no ritenuta) | Onorario; spese non documentate; 4%; IVA 22% | 4% su onorario+spese non doc; IVA su imponibile + 4%; nessuna ritenuta | Se anticipi ex art. 15, separa le spese documentate | Versi IVA periodica; gestisci 4% in dichiarazione Inarcassa |
| Forfettario (qualsiasi cliente Italia) | Onorario; spese non documentate; 4%; bollo 2 euro se > 77,47 | 4% su onorario+spese non doc; no IVA; no ritenuta | Operazione in franchigia IVA art. 1 commi 54-89 L. 190/2014; no ritenuta comma 67 | Bollo su e-fatture liquidato trimestralmente dall’Agenzia; 4% rileva per Inarcassa |
| Servizio B2B UE/extra-UE (fuori campo in Italia) | Onorario; eventuali spese; natura operazione non imponibile/FC; 4% solo se contrattualmente previsto | Di norma no IVA italiana; 4% non obbligatorio perché fuori volume d’affari IVA | Indica riferimenti art. 7-ter e segg. DPR 633/1972; inversione contabile se UE | Nessuna IVA in Italia; verifica obblighi nel paese del cliente; 4% gestito secondo regolamento Inarcassa |
| Pubblica Amministrazione | Onorario; spese non doc; 4%; IVA 22%; ritenuta PA | 4% su onorario+spese non doc; IVA su imponibile + 4%; ritenuta PA | Split payment escluso per compensi soggetti a ritenuta (art. 17-ter) | PA versa ritenuta; tu versi IVA; usa FatturaPA con CIG/CUP se richiesti |
FAQ
Il contributo integrativo INARCASSA del 4% è sempre obbligatorio? Su cosa si calcola esattamente?
Sì, per architetti e ingegneri è obbligatorio applicare in fattura la rivalsa del 4%. La base è il compenso professionale più le spese non documentate. Le spese documentate esenti ex art. 15 DPR 633/1972 non entrano nel calcolo. Se devi addebitare diritti o bolli intestati al cliente, mettili in riga separata come spese escluse art. 15: restano fuori da 4%, IVA e ritenuta. Se hai rimborsi chilometrici o indennità forfettarie, sono spese non documentate: entrano sia nella ritenuta (se dovuta) sia nella base del 4%.
Il 4% è soggetto a IVA? E come funziona la ritenuta d’acconto?
Nelle operazioni imponibili, il 4% fa parte della base su cui si calcola l’IVA, perché è una componente del corrispettivo. Quindi sommi onorario e spese non documentate, calcoli il 4%, e applichi l’IVA sulla somma comprensiva del 4%. La ritenuta d’acconto (20%) si calcola invece solo su compenso e spese non documentate, mai sul 4% né sull’IVA. La ritenuta la applica il cliente sostituto d’imposta quando tu sei in regime ordinario. Non si applica se il cliente è un privato senza partita IVA, o se tu sei in forfettario, o nei casi in cui la normativa lo esclude.
Come inserisco correttamente il 4% nella fattura elettronica (campi tecnici)?
Nel file XML FatturaPA usa il blocco DatiCassaPrevidenziale. Imposta TipoCassa = TC06 (INARCASSA). Metti AlCassa = 4.00. Inserisci ImponibileCassa uguale alla base di calcolo (onorario + spese non documentate). Se applichi la ritenuta, imposta Ritenuta = “SI” anche nel relativo blocco DatiRitenuta con aliquota 20%. Se l’operazione non ha IVA (forfettario, art. 7-ter, esenzione), imposta il campo Natura nella linea di dettaglio secondo le specifiche tecniche vigenti. Per il bollo su fatture senza IVA oltre 77,47 euro, compila DatiBollo con BolloVirtuale = “SI”. Questo assicura coerenza tra importi, previdenza e adempimenti.
Ho un cliente estero: devo applicare il 4%? Quali diciture uso in fattura?
Per servizi B2B resi a soggetti esteri, di regola si applica la territorialità del paese del committente (art. 7-ter e seguenti del DPR 633/1972). In Italia emetti fattura senza IVA con inversione contabile se il cliente è UE, oppure con dicitura di non imponibilità/fuori campo per extra-UE, secondo il caso. Il 4% INARCASSA è legato al volume d’affari IVA italiano. Se l’operazione è fuori campo in Italia, la rivalsa non è obbligatoria per il regolamento previdenziale. Puoi tuttavia concordare una maggiorazione economica equivalente al 4% nel compenso. Se decidi di indicare “contributo integrativo” in fattura estera, verifica con attenzione la corretta esposizione in dichiarazione Inarcassa e l’eventuale inquadramento fiscale nel paese del cliente.
Marca da bollo, errori e note di credito: come rimediare e cosa rischio?
Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, devi assolvere il bollo da 2 euro. Sulle e-fatture il pagamento è virtuale e trimestrale, come da DM 17 giugno 2014 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Se dimentichi il bollo, l’Agenzia ti richiede il pagamento con sanzioni e interessi. Se sbagli il 4%, l’IVA o la ritenuta, emetti una nota di credito elettronica (TD04) per stornare l’errato e una nuova fattura corretta. Le sanzioni per errori IVA derivano dal D.Lgs. 471/1997; per bollo si applica il DPR 642/1972. Prevenzione pratica: usa sempre righe separate per spese documentate ex art. 15, controlla la base del 4%, e verifica la qualifica del cliente come sostituto d’imposta prima di applicare la ritenuta.
