Invio dei dati al sistema tessera sanitaria: entro quando devi farlo?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Dal 2024 l’invio al Sistema Tessera Sanitaria è mensile: spese pagate in un mese si trasmettono entro la fine del mese successivo. Vale la data di pagamento. Sanzioni: 100€ per spesa (massimo 50.000€).

  • Periodicità: invio mensile dal 2024; per il 2023 era semestrale. Rileva sempre la data di pagamento (principio di cassa).
  • Dati obbligatori: partita IVA, documento, codice fiscale paziente, tipologia spesa, importi, modalità e data di pagamento, eventuale opposizione.
  • Correzioni senza sanzioni: entro 5 giorni dalla scadenza o entro 5 giorni dalla segnalazione dell’Agenzia delle Entrate.

Cos’è il Sistema Tessera Sanitaria e chi deve inviare i dati

Il Sistema Tessera Sanitaria (STS) raccoglie le spese sanitarie dei cittadini. L’Agenzia delle Entrate usa questi dati per il 730 precompilato. La base giuridica è l’art. 3 del D.Lgs. 175/2014.

Devono trasmettere le strutture sanitarie e i professionisti sanitari. Rientrano medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti, ottici, farmacisti, veterinari e tutti gli esercenti le professioni sanitarie riconosciute. Lo stabilisce il D.M. MEF 31 luglio 2015 e successive modifiche.

Si trasmettono solo spese riferite a persone fisiche con codice fiscale italiano. Le fatture emesse verso aziende, enti o partite IVA non si inviano al STS. Le regole attuative sono nei decreti MEF e nelle specifiche tecniche del STS.

Scadenze 2024-2026 e criterio temporale

Periodicità e scadenze

Dal 1° gennaio 2024 la trasmissione è mensile. Le spese pagate in un mese si inviano entro l’ultimo giorno del mese successivo. Lo prevede il D.M. 19 ottobre 2020 che ha aggiornato il D.M. 31 luglio 2015.

Esempio pratico: pagamenti di gennaio 2026 si trasmettono entro il 28 o 29 febbraio 2026. Pagamenti di novembre 2026 entro il 31 dicembre 2026. Se la scadenza cade in giorno festivo, vale il primo giorno lavorativo successivo.

Principio di cassa: conta la data di pagamento

Vale sempre la data di pagamento, non la data di emissione del documento. Questo è il “principio di cassa”: rileva quando il paziente paga la spesa.

Esempio: fattura emessa il 20 maggio 2026 e pagata il 20 giugno 2026. La spesa rientra nel flusso di giugno. Si invia entro fine luglio 2026.

Storico 2023 per orientarsi

Per il 2023 valeva l’invio semestrale: entro il 30 settembre 2023 per il primo semestre e entro il 31 gennaio 2024 per il secondo. La regola della data di pagamento era già in vigore.

Dati da trasmettere e come compilarli

Accesso e percorso

Accedi all’area “Gestione dati di spesa 730” del portale TS con SPID, CIE o CNS. Se lavori in studio, usa le deleghe o l’abilitazione dell’ordine professionale quando previste.

Identificativi del documento

Inserisci partita IVA, data di emissione del documento e numero progressivo. Serve anche il codice fiscale del paziente. Senza codice fiscale valido, non puoi inviare.

Dati economici e classificazione

Indica tipologia di spesa secondo il tracciato STS. Esempi: prestazioni specialistiche, farmaci, dispositivi medici, ticket, prestazioni veterinarie. Inserisci imponibile, eventuale IVA o natura IVA, e importo totale pagato.

Data e modalità di pagamento

Compila la data di pagamento. Se il paziente ha pagato prima dell’emissione, seleziona “pagamento anticipato”. Indica il mezzo di pagamento: contanti o tracciato (carta, bancomat, bonifico, app di pagamento, ecc.).

Devi inviare anche le spese pagate in contanti. La Legge 160/2019, art. 1, commi 679-680, richiede il pagamento tracciabile per la detrazione IRPEF, con eccezioni. Ma l’obbligo di trasmissione al STS non esclude i contanti: devi solo segnare il tipo di pagamento.

Eccezioni detraibili anche in contanti: acquisto di farmaci e dispositivi medici; prestazioni in strutture pubbliche o private accreditate. La detrazione segue la legge, non l’invio. Tu trasmetti sempre, salvo opposizione del paziente.

Correzioni, annullamenti e ravvedimento

Correzioni senza sanzioni

Se sbagli, puoi rettificare senza sanzioni entro 5 giorni dalla scadenza. Vale anche entro 5 giorni dalla segnalazione dell’Agenzia delle Entrate. Riferimento: art. 3, comma 5-bis, D.Lgs. 175/2014 e decreti attuativi.

Per correggere, cerca il documento per numero progressivo nell’area STS. Modifica i campi errati e reinvia. Se il documento è completamente errato, usa l’annullamento e poi reinserisci correttamente.

Ritardi e riduzione sanzioni

Se invii in ritardo, la sanzione è 100 euro per ogni spesa, con tetto di 50.000 euro per periodo d’imposta. Se invii entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce a un terzo. Fonte: art. 3, comma 5-bis, D.Lgs. 175/2014.

Oltre i 60 giorni, puoi valutare il ravvedimento operoso secondo l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. La prassi dell’Agenzia delle Entrate si applica ai casi compatibili con l’invio STS.

Casi particolari e opposizione del paziente

Acconti, saldi e pagamenti frazionati

Se il paziente paga in più tranche, invia ogni tranche nel mese del relativo pagamento. L’acconto pagato a dicembre 2025 si invia entro gennaio 2026. Il saldo di febbraio 2026 si invia entro marzo 2026.

Compila un documento per ogni incasso, come previsto dal tracciato. Specifica sempre la data di pagamento corretta.

Fatture verso assicurazioni, fondi o partite IVA

Le prestazioni fatturate a compagnie, fondi sanitari o soggetti con partita IVA non vanno al STS. Il flusso riguarda solo spese di persone fisiche con codice fiscale.

Se il paziente paga e poi viene rimborsato, tu trasmetti comunque la spesa. L’eventuale rimborso sarà gestito dal contribuente in dichiarazione.

Opposizione del paziente

Il paziente può opporsi all’invio o all’utilizzo dei dati per la precompilata. L’opposizione in cassa va rispettata e documentata. La disciplina discende dal D.M. 31 luglio 2015 e dai provvedimenti privacy correlati.

È possibile anche l’opposizione differita nell’area riservata del portale TS entro i termini annuali fissati dai decreti attuativi e dalla prassi del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In presenza di opposizione, non trasmettere i dati o contrassegnali secondo le specifiche tecniche vigenti.

Regola decisionale rapida

Se… allora… per decidere in 30 secondi

– Se la prestazione è per una persona fisica con codice fiscale, allora valuta invio STS.

– Se il paziente si oppone, allora non inviare (o marca l’opposizione se previsto) e conserva la prova dell’opposizione.

– Se il pagamento è avvenuto, allora usa la data di incasso e il mese successivo come scadenza.

– Se il pagamento è in contanti, allora invia comunque e indica “contanti”. La detrazione dipenderà dalla legge, non da te.

– Se la fattura è verso azienda, fondo o assicurazione, allora non inviare al STS.

– Se hai sbagliato, allora correggi o annulla entro 5 giorni per evitare sanzioni.

Sanzioni e controlli

Quantificazione e tetti

La sanzione è di 100 euro per ogni spesa non trasmessa o errata, fino a 50.000 euro per anno. Se regolarizzi entro 60 giorni, paghi un terzo. Fonte: art. 3, comma 5-bis, D.Lgs. 175/2014; sanzioni generali: D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997.

Come prevenire gli errori

Controlla il codice fiscale con software dedicati. Imposta un calendario mensile con promemoria a 10 e 3 giorni dalla scadenza. Registra data e mezzo di pagamento in fattura o ricevuta.

Conserva le evidenze dell’opposizione del paziente. Esegui un controllo incrociato tra incassi e invii STS ogni fine mese. In caso di segnalazioni, intervieni entro 5 giorni.

Fonti normative e istituzionali

Riferimenti principali: D.Lgs. 175/2014, art. 3 (Normattiva). D.M. MEF 31 luglio 2015 e successive modifiche, incluso D.M. 19 ottobre 2020 sulla periodicità. Legge 160/2019, commi 679-680, su tracciabilità dei pagamenti ai fini detrazione. Provvedimenti e specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate e del Sistema Tessera Sanitaria. Pareri del Garante per la protezione dei dati personali. Documentazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della Salute.

Scenario Cosa inviare Quando inviare Riferimento Note operative
Paziente paga il 12 marzo 2026 con carta Dati completi della prestazione, CF paziente, importi, modalità e data pagamento Entro 30 aprile 2026 D.M. 19 ottobre 2020; D.M. 31 luglio 2015 Principio di cassa. Verifica tipologia spesa corretta.
Pagamento in contanti per visita specialistica Tutti i dati, con modalità pagamento “contanti” Entro fine mese successivo al pagamento D.M. 31 luglio 2015; Legge 160/2019 Invia comunque. La detraibilità dipenderà dalla tracciabilità prevista per legge.
Acconto a dicembre 2025 e saldo a febbraio 2026 Due invii separati, uno per ogni incasso Acconto entro gennaio 2026; saldo entro marzo 2026 D.M. 31 luglio 2015 Indica per ciascun invio la data di pagamento specifica.
Opposizione del paziente in cassa Nessun dato, oppure flag di opposizione se previsto Non si invia D.M. 31 luglio 2015; disciplina privacy Conserva la prova dell’opposizione resa dal paziente.
Errore nei dati trasmessi Correzione/annullamento e nuovo invio Entro 5 giorni dalla scadenza o segnalazione D.Lgs. 175/2014, art. 3, c. 5-bis Correggi per numero documento. Eviti sanzioni se rispetti i 5 giorni.

FAQ

Devo inviare al Sistema Tessera Sanitaria anche le spese pagate in contanti?

Sì. L’obbligo di trasmissione al STS riguarda tutte le spese sanitarie sostenute da persone fisiche, indipendentemente dal mezzo di pagamento. Nel file devi indicare la modalità di pagamento, cioè se è tracciabile o contante. La tracciabilità incide solo sulla detraibilità per il contribuente, secondo la Legge 160/2019, art. 1, commi 679-680. Restano detraibili anche se pagate in contanti i farmaci, i dispositivi medici e le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate. Quindi tu invii sempre (salvo opposizione del paziente), e sarà l’Agenzia delle Entrate a gestire la detrazione in base alle regole vigenti.

Come gestisco un paziente che paga in due tranche in mesi diversi?

Applica il principio di cassa. Ogni incasso genera un invio nel flusso del mese corrispondente. Se il paziente versa un acconto a fine mese e il saldo il mese successivo, trasmetti due record separati. Nel primo inserisci la data e l’importo dell’acconto; nel secondo la data e l’importo del saldo. Le scadenze sono la fine del mese successivo a ciascun pagamento. Questo consente al STS di ricostruire correttamente il totale speso dal cittadino.

Se il paziente si oppone all’invio, come devo comportarmi e quali prove conservare?

L’opposizione può essere manifestata al momento dell’emissione del documento. In tal caso, non devi inviare i dati, o li devi contrassegnare secondo le specifiche tecniche in vigore. È buona prassi raccogliere una dichiarazione firmata o una traccia digitale dell’opposizione, con data e riferimento al documento fiscale. Esiste anche l’opposizione differita nell’area riservata del portale TS entro i termini fissati annualmente dai decreti attuativi. Se ricevi una segnalazione successiva, verifica le istruzioni operative del STS per evitare la trasmissione in presenza di opposizione. La cornice normativa è nel D.M. 31 luglio 2015 e nella disciplina privacy correlata.

Quali sono le sanzioni per errori o omissioni e come posso ridurle?

La sanzione è 100 euro per ogni spesa omessa o errata, con un massimo di 50.000 euro per anno. Se invii entro 60 giorni dalla scadenza, paghi un terzo. Se correggi entro 5 giorni dalla scadenza o entro 5 giorni dalla segnalazione dell’Agenzia, non si applica alcuna sanzione. Se superi i 60 giorni, valuta il ravvedimento operoso secondo l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, quando compatibile. Tieni un calendario con promemoria e verifica mensilmente la quadratura tra incassi e invii per limitare i rischi di sanzioni.

Quali dati sono obbligatori nell’invio e quali errori sono più comuni?

I dati obbligatori sono: partita IVA del trasmittente; tipo e numero del documento; data di emissione; codice fiscale del paziente; tipologia di spesa secondo il tracciato STS; importi; data e modalità di pagamento; eventuale opposizione del paziente. Gli errori ricorrenti sono: codice fiscale non valido; tipologia spesa errata; data di pagamento non coerente con l’incasso; mancata indicazione della modalità di pagamento; duplicazione della stessa spesa. Per ridurre gli errori, valida il codice fiscale, usa liste di tipologie aggiornate, conserva le ricevute dei pagamenti e adotta una procedura di controllo prima dell’invio.

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