IRPEF su 35.000€: quant’è e come si calcola?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Le spese deducibili riducono il reddito su cui calcoli l’IRPEF. Sono ammesse se inerenti, documentate e nei limiti di legge. Valgono per persone fisiche, autonomi e imprese in regime ordinario.

  • Deducibile ≠ detraibile: la deduzione abbassa la base imponibile; la detrazione riduce l’imposta dovuta.
  • Regole chiave: inerenza, documentazione corretta, pagamento effettivo e rispetto di percentuali/limiti.
  • Fonti principali: TUIR (DPR 917/1986), Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), D.Lgs. 252/2005, Legge 81/2017.

Cos’è una spesa deducibile e perché conta

“Deducibile” significa che puoi sottrarre una spesa dal tuo reddito prima di calcolare l’IRPEF. In questo modo paghi meno tasse perché si riduce la base imponibile.

La legge chiede tre cose: la spesa deve essere inerente, documentata e rispettare eventuali limiti. “Inerente” vuol dire collegata all’attività o alla tua posizione fiscale. “Documentata” significa con fattura o ricevuta valida.

Le basi normative sono nel TUIR. Per le persone fisiche trovi le deduzioni nell’articolo 10. Per i professionisti autonomi le regole dei costi sono nell’articolo 54. Per le imprese valgono anche i criteri di inerenza e competenza dell’articolo 109.

Chi può dedurre cosa: mappa pratica

Persone fisiche senza Partita IVA: principali deduzioni IRPEF

Se sei dipendente, pensionato o senza redditi d’impresa, deduci gli oneri indicati nell’articolo 10 del TUIR. Ecco i più usati, con i limiti.

  • Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori: deduzione integrale. Base: articolo 10, comma 1, lettera e), TUIR.
  • Previdenza complementare: deducibile fino a 5.164,57 euro l’anno. Base: D.Lgs. 252/2005, articolo 8.
  • Fondi/enti sanitari integrativi: deducibile fino a 3.615,20 euro l’anno. Base: articolo 10, comma 1, lettera e-ter), TUIR.
  • Contributi per addetti ai servizi domestici (colf, badanti): deducibili fino a 1.549,37 euro per anno. Base: articolo 10, comma 2, TUIR; tabelle contributive definite dal Ministero del Lavoro.
  • Assegni periodici al coniuge: deducibili se stabiliti dal giudice e pagati in modo tracciabile; esclusi quelli per i figli. Base: articolo 10, comma 1, lettera c), TUIR.
  • Spese mediche generiche e di assistenza specifica per le persone con disabilità: deduzione integrale. Base: articolo 10, comma 1, lettera b), TUIR; definizioni di disabilità richiamate dalla normativa vigente.
  • Erogazioni liberali al Terzo Settore: deducibili fino al 10% del reddito complessivo a favore di enti del Terzo Settore non commerciali iscritti al RUNTS. Base: D.Lgs. 117/2017, articolo 83.
  • Erogazioni a istituti religiosi: deducibili entro 1.032,91 euro annui. Base: articolo 10, comma 1, lettera i-bis), TUIR.
  • Erogazioni a ONG e soggetti della cooperazione allo sviluppo: deduzione/detrazione secondo i limiti della Legge 125/2014 e disciplina fiscale richiamata dall’Agenzia delle Entrate.

Ricorda la tracciabilità dei pagamenti dove richiesta. Per molte agevolazioni, senza pagamenti tracciabili la deduzione salta. Riferimento: Legge 160/2019 sulle spese detraibili e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Professionisti e imprese in regime ordinario

Per Partite IVA in ordinario prevalgono i principi di inerenza, cassa/competenza e documentazione. Le basi sono negli articoli 54 e 109 del TUIR e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

  • Beni e servizi strumentali: deducibili se necessari all’attività. Esempi: computer, software, licenze, cancelleria, consulenze, canoni cloud.
  • Utenze e canoni: energia, gas, acqua, telefonia, internet, canoni d’affitto dei locali strumentali.
  • Personale: stipendi, contributi previdenziali, TFR e oneri correlati secondo norme sul lavoro. Fonti: TUIR e normativa INPS; Ministero del Lavoro per inquadramenti.
  • Formazione professionale: per autonomi, deducibile al 100% entro 10.000 euro annui per corsi, master e convegni inerenti; ulteriori limiti per servizi di orientamento e spese di viaggio specifiche. Base: Legge 81/2017, articolo 9.
  • Pubblicità e marketing: deducibili se finalizzati allo sviluppo dell’attività. Distinguere dalle spese di rappresentanza.
  • Spese di rappresentanza: per professionisti, deducibili entro l’1% dei compensi percepiti. Base: articolo 54 TUIR; per imprese si applicano criteri del DM 19/11/2008.
  • Vitto e alloggio del professionista: deducibili al 75% e nel limite del 2% dei compensi annui. Base: articolo 54, comma 5, TUIR. Se riaddebitate analiticamente al cliente, deduzione piena correlata al ricavo.
  • Telefonia e internet: deducibili all’80% per l’autonomo. Base: articolo 54, comma 3-bis, TUIR.
  • Autovetture: deducibilità limitata. Professionisti: 20% del costo con plafond fiscale; agenti e rappresentanti: 80% entro limiti più alti. Base: articolo 164 TUIR.
  • Manutenzioni e riparazioni: deducibilità secondo limiti di competenza e classificazione contabile. Base: articolo 102 e 108 TUIR per imprese; articolo 54 per autonomi.

Per le imprese in contabilità semplificata si applica il principio di cassa (pagato/incassato). Per le imprese in ordinaria vale la competenza economica. Fonti: articolo 66 TUIR e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario: eccezione importante

Nel regime forfettario non deduci i costi analitici. Applichi un coefficiente di redditività sul fatturato. Dedurrai solo i contributi previdenziali obbligatori. Base: Legge 190/2014 e successive modifiche, prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Se esci dal forfettario e passi all’ordinario, tornano le deduzioni analitiche. Conserva sempre la documentazione.

Differenza tra deduzione e detrazione: evita gli errori

La deduzione abbatte il reddito su cui calcoli l’IRPEF. La detrazione riduce l’imposta già calcolata. Sono due meccanismi diversi.

Esempio semplice: con 1.000 euro deducibili risparmi l’aliquota marginale (per esempio 35%). Con 1.000 euro detraibili al 19% risparmi 190 euro, a prescindere dall’aliquota.

Molte spese sanitarie ordinarie sono detraibili, non deducibili. Le spese mediche generiche e di assistenza specifica per disabili, invece, sono deducibili. Riferimenti: articolo 10 TUIR e guide dell’Agenzia delle Entrate.

Documentazione: cosa serve per non perdere la deduzione

Servono fatture o ricevute fiscalmente valide. Per le Partite IVA, la fattura elettronica è la regola. Base: obblighi introdotti dal D.L. 36/2022 e normativa IVA del DPR 633/1972.

Conserva i documenti per i termini di accertamento. Usa pagamenti tracciabili quando richiesti dalla legge. Indica causali chiare nei bonifici.

Per le spese promiscue (uso personale e professionale), annota il criterio di riparto. Esempio: telefonia all’80% professionale, 20% personale, come da TUIR.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica prima di “scaricare” una spesa:

  • Se la spesa è collegata all’attività o all’obbligo previdenziale, allora è potenzialmente deducibile.
  • Se la legge prevede un limite o una percentuale, allora applica quel tetto (per esempio 80% telefonia, 20% auto del professionista).
  • Se manca la fattura o la ricevuta valida, allora non dedurre. Eccezioni limitate solo dove la legge lo consente espressamente.
  • Se la spesa è promiscua, allora deduci solo la quota professionale ammessa.
  • Se sei in forfettario, allora deduci solo i contributi previdenziali.

Scadenze e tempistiche operative

Le deduzioni funzionano nell’anno fiscale di competenza o di pagamento, secondo il tuo regime contabile. I contribuenti persone fisiche deducono in dichiarazione (modelli 730 o Redditi Persone Fisiche).

Professionisti in contabilità semplificata seguono il principio di cassa. Le imprese in ordinaria applicano la competenza. Verifica ogni anno il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per le scadenze di invio.

Se paghi contributi previdenziali in ritardo, li deduci nell’anno in cui li paghi. Per la previdenza complementare, la deduzione rispetta il limite annuo stabilito dal D.Lgs. 252/2005.

Errori comuni da evitare

  • Confondere deduzione con detrazione e stimare male il risparmio fiscale.
  • Dimenticare i limiti numerici (per esempio 5.164,57 per la previdenza complementare o 3.615,20 per fondi sanitari).
  • Dedurre costi non inerenti o totalmente personali.
  • Usare scontrini non parlanti o documenti incompleti al posto della fattura quando non ammesso.
  • Non rispettare la tracciabilità dei pagamenti dove richiesta dalla legge.

Fonti normative e prassi utili

Per approfondire, consulta: il TUIR (DPR 917/1986: articoli 10, 54, 66, 102, 108, 109, 164), il D.Lgs. 252/2005 sulla previdenza complementare, il D.Lgs. 117/2017 Codice del Terzo Settore, la Legge 81/2017 per i professionisti autonomi, la normativa IVA del DPR 633/1972, le disposizioni su fatturazione elettronica del D.L. 36/2022, le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.

Scenario Cosa si può dedurre Limiti e percentuali Documenti e tempistiche
Dipendente/Pensionato Contributi previdenziali; previdenza complementare; fondi sanitari; contributi colf/badanti; assegni periodici al coniuge; spese mediche disabili; erogazioni ETS/istituti religiosi Fondi pensione fino a 5.164,57; fondi sanitari fino a 3.615,20; colf/badanti fino a 1.549,37; istituti religiosi fino a 1.032,91; ETS deduzione fino al 10% del reddito Ricevute/fatture e pagamenti tracciabili quando richiesti; deduci nel 730/Redditi dell’anno d’imposta
Professionista ordinario Strumentali, canoni, utenze, consulenze, formazione, vitto/alloggio, telefonia/internet, rappresentanza, autovetture Formazione 100% fino a 10.000; vitto/alloggio 75% entro 2% compensi; telefonia 80%; rappresentanza 1% compensi; auto 20% (plafond) Fatture elettroniche; principio di cassa; registra e deduci nell’anno di pagamento
Impresa semplificata Costi inerenti a beni/servizi, personale, manutenzioni, marketing Limiti specifici per auto, rappresentanza e altre spese secondo TUIR Fatture; principio di cassa; deduci entro chiusura periodo e dichiarazione
Impresa ordinaria Tutti i costi inerenti secondo competenza economica Regole su ammortamenti, manutenzioni, rappresentanza (DM 19/11/2008), auto (art. 164) Fatture; principio di competenza; deduci con imputazione a conto economico corretta
Agente/Rappresentante Autovetture, telefonia, vitto/alloggio, spese promozionali Auto deducibili all’80% entro tetti maggiorati; altre spese secondo art. 54/164 Fatture; cassa/competenza in base al regime; deduci con idonea inerenza
Regime forfettario Solo contributi previdenziali obbligatori Nessuna deduzione analitica dei costi Quietanze contributive; deduzione in dichiarazione dell’anno di pagamento

FAQ: domande frequenti sulla deducibilità

Come distinguo una spesa “inerente” da una personale quando l’uso è misto?

Chiediti se senza quella spesa avresti comunque potuto svolgere l’attività nelle stesse condizioni. Se la risposta è no, la spesa è inerente. Con uso misto applichi le percentuali previste o un criterio oggettivo. Per telefono e internet l’80% è la quota ammessa per l’autonomo. Per l’auto del professionista il TUIR consente il 20% entro tetti. Se non esiste una percentuale legale, usa un criterio ragionevole (per esempio metri quadri per l’home office) e documentalo. Mantieni coerenza nel tempo e conserva prove: contratti, foto degli spazi, registri d’uso. Le basi sono gli articoli 54 e 164 del TUIR e la prassi dell’Agenzia delle Entrate sul principio di inerenza.

Posso dedurre con lo scontrino semplice o serve sempre la fattura?

Per le Partite IVA serve la fattura intestata correttamente con i dati dell’attività. Lo scontrino non vale, salvo i casi in cui è “parlante” e la normativa lo ammette per specifiche spese. Per le persone fisiche senza Partita IVA spesso basta la ricevuta o la quietanza, ma molte deduzioni e detrazioni chiedono documenti con dati anagrafici e pagamenti tracciabili. Se manca il documento valido, è prudente non dedurre. Le regole derivano dal DPR 633/1972 (obblighi di fatturazione) e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate ai modelli dichiarativi.

Ho pagato i contributi previdenziali in ritardo: quando li deduco?

La deduzione segue il pagamento effettivo. Se versi a gennaio 2027 contributi riferiti al 2026, li deduci nel 2027. Questo vale sia per i contributi obbligatori alle casse o all’INPS sia per i contributi di riscatto e volontari, nel rispetto dei limiti. Conserva le quietanze di pagamento e i prospetti dell’ente previdenziale. La base normativa è l’articolo 10 del TUIR e la prassi dell’Agenzia delle Entrate sul principio di cassa per gli oneri deducibili dal reddito complessivo.

Auto: quali sono le regole di deduzione per professionista, impresa e agente?

Per il professionista l’auto è deducibile al 20% con tetto al costo fiscalmente rilevante. Le spese correnti seguono lo stesso limite. Per l’agente o rappresentante la deduzione sale all’80% con un plafond più alto. Per le imprese, le regole variano in base all’uso (strumentale esclusivo, promiscuo, fringe benefit ai dipendenti) e al regime contabile; si applicano ammortamenti, plafonds e limiti dell’articolo 164 del TUIR e dei principi di competenza. È essenziale dimostrare l’uso professionale, conservare contratti, libretti e, se utile, registri di percorrenza o policy aziendali chiare.

Fondi sanitari e previdenza complementare: posso dedurre anche quanto verso per i familiari?

Sì, ma con regole precise. Per la previdenza complementare, puoi dedurre i contributi versati per i familiari fiscalmente a carico nel limite complessivo di 5.164,57 euro annui. Se il familiare ha redditi propri e non è a carico, deduce lui nei suoi limiti. Per i fondi/enti sanitari, la deduzione fino a 3.615,20 euro annui riguarda i contributi versati per sé e per i familiari a carico alle casse aventi esclusiva finalità assistenziale. Occorre che l’ente sia conforme ai requisiti di legge. Le basi sono il D.Lgs. 252/2005 e l’articolo 10 del TUIR, oltre alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e alle indicazioni dei fondi stessi.

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