Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi iscriverti al VIES all’apertura della Partita IVA nel modello AA9/12, oppure in un secondo momento con la comunicazione online all’Agenzia delle Entrate. L’abilitazione avviene subito; poi valgono controlli e corretta fatturazione intra-UE.
- Obbligo VIES se effettui o ricevi operazioni B2B intra-UE di beni o servizi. Senza VIES il fornitore estero può addebitare l’IVA del suo Paese.
- Modalità: spunta “operazioni intracomunitarie” nel modello AA9/12 (o AA7/10) all’apertura, oppure invia la “Comunicazione di inclusione VIES” online.
- Dopo l’abilitazione: verifica numeri IVA su VIES, applica correttamente non imponibilità o reverse charge, presenta Intrastat se dovuto.
Cos’è il VIES e quando serve
VIES significa sistema di scambio di informazioni sull’IVA. È l’archivio europeo dei soggetti abilitati a operazioni B2B intracomunitarie. B2B vuol dire tra Partite IVA, non con privati.
Serve per vendere o acquistare beni e servizi dentro l’Unione europea senza applicare l’IVA del Paese del fornitore. Il controllo avviene con il numero IVA valido nel VIES.
Se non sei nel VIES, il tuo partner UE può trattarti come “cliente privato” e addebitarti l’IVA del suo Stato. Questo aumenta i costi e complica la detrazione.
Riferimenti normativi essenziali
Il quadro giuridico è europeo e nazionale. La base è nel Regolamento (UE) n. 904/2010 sulla cooperazione amministrativa in materia IVA. La Direttiva 2006/112/CE regola luogo di tassazione e reverse charge tra soggetti passivi.
In Italia, DPR 633/1972 articolo 35 disciplina la dichiarazione di inizio attività e gli adempimenti connessi, inclusa l’inclusione nell’archivio VIES. Il D.L. 78/2010, convertito in L. 122/2010, ha introdotto controlli e cause di esclusione.
Per le cessioni e acquisizioni intra-UE di beni vale il D.L. 331/1993, articoli 38-41. Per i servizi B2B intra-UE si applica l’articolo 7-ter del DPR 633/1972. Le fonti sono consultabili su Normattiva. Le istruzioni operative sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Intrastat).
Come iscriversi al VIES
Iscrizione all’apertura della Partita IVA (modello AA9/12 o AA7/10)
Se apri la Partita IVA, puoi chiedere il VIES subito. Nel modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (soggetti diversi), compila la sezione “operazioni intracomunitarie”. Indica che intendi effettuare acquisti o vendite B2B nell’UE.
AA9/12 è il modulo per aprire, modificare o cessare la Partita IVA per ditte individuali e professionisti. AA7/10 è il modulo per società e enti. La spunta VIES non cambia il tuo codice ATECO o il regime fiscale.
Una volta inviato il modello, l’inclusione nel VIES è immediata. Non devi attendere una lettera. Potranno seguire controlli a campione o mirati.
Iscrizione successiva (dopo l’apertura) con comunicazione online
Se hai già la Partita IVA, invia la “Comunicazione di inclusione nell’archivio VIES” tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Usa la tua area riservata. Compila i dati e conferma.
L’abilitazione è attiva subito dopo l’invio. Questo consente di fatturare o ricevere fatture intra-UE senza attese. Resta il potere di controllo successivo dell’Agenzia.
Per motivi organizzativi interni, alcune controparti UE possono impiegare 24-48 ore prima di vedere l’aggiornamento nei propri sistemi, ma il VIES europeo riflette in tempi rapidi la tua abilitazione.
Verifica, controlli ed eventuale esclusione
Come verificare la validità dei numeri IVA
Prima di emettere o ricevere una fattura intra-UE, verifica sempre il numero IVA tuo e del partner. Usa il servizio VIES della Commissione europea e conserva l’esito della verifica (data, ora, numero).
La verifica documentata dimostra la tua diligenza. In caso di controllo, aiuta a provare la buona fede e l’idoneità a trattare l’operazione come non imponibile o in reverse charge.
Controlli successivi ed esclusione dall’archivio
L’Agenzia può escludere un soggetto dal VIES se emergono rischi di frode, inattività, irreperibilità o omissione ripetuta degli adempimenti. La base è nell’articolo 35 del DPR 633/1972 e nel D.L. 78/2010.
Prima dell’esclusione, l’ufficio notifica la motivazione e i termini per controdedurre. Se vieni escluso, non puoi più emettere o ricevere fatture intra-UE B2B senza IVA. Puoi presentare istanza di reinclusione quando rimuovi le criticità.
Conserva prove di operatività: contratti, corrispondenza commerciale, documenti di trasporto, registrazioni contabili, invii Intrastat e, se obbligatorio, la trasmissione delle operazioni transfrontaliere tramite il Sistema di Interscambio.
Fatturazione e adempimenti dopo l’abilitazione
Vendita di beni a clienti UE (B2B)
Per cessioni di beni intra-UE a soggetti in altro Stato membro, applica la non imponibilità. Indica in fattura il riferimento “operazione non imponibile – art. 41, D.L. 331/1993”. Inserisci il numero IVA del cliente, validato nel VIES.
Conserva i documenti che provano la spedizione o il trasporto verso un altro Stato membro. Sono essenziali per dimostrare la non imponibilità in caso di verifica.
Valuta l’obbligo di presentare Intrastat cessioni. La periodicità dipende dai volumi. Le istruzioni e le soglie sono definite dall’Agenzia delle Dogane e da ISTAT.
Acquisto di beni da fornitori UE (B2B)
In caso di acquisti intra-UE, se comunichi un numero IVA valido nel VIES, il fornitore emette fattura senza IVA. Tu integri la fattura con l’IVA italiana e registri sia nel registro vendite sia nel registro acquisti (meccanismo di integrazione).
Presenta Intrastat acquisti secondo le soglie. Se non risulti nel VIES, il fornitore può addebitarti l’IVA del suo Paese, con impossibilità di detrazione in Italia e maggiori costi.
Prestazioni di servizi B2B intra-UE
Per i servizi B2B si applica la regola generale del luogo del committente (art. 7-ter DPR 633/1972). Se vendi servizi a un soggetto UE con partita IVA valida, emetti fattura senza IVA con dicitura “inversione contabile”.
Se acquisti servizi da un fornitore UE, emetti autofattura o integri la fattura estera con l’IVA italiana (reverse charge interno). Registra correttamente i documenti.
E-fattura ed esterometro 2026
I soggetti obbligati alla fattura elettronica devono trasmettere al Sistema di Interscambio anche i dati delle operazioni con soggetti esteri. Si usa il tracciato XML e i codici tipo documento previsti.
Questa comunicazione sostituisce il vecchio “esterometro” per chi usa la e-fattura. Le specifiche tecniche e le scadenze sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Decidi in 30 secondi se devi iscriverti al VIES
Rispondi a queste domande semplici:
- Vendi beni o servizi a Partite IVA in altri Paesi UE? Se sì, devi essere iscritto al VIES prima di fatturare senza IVA.
- Acquisti beni o servizi da fornitori UE con tua Partita IVA? Se sì, iscriviti al VIES per evitare l’IVA estera in fattura e applicare correttamente l’integrazione/autofattura.
- Vendi solo a privati consumatori UE o usi OSS per e-commerce? In genere il VIES non serve, perché non fai B2B intra-UE.
- Non prevedi operazioni intra-UE? Puoi non iscriverti. Se le farai in futuro, invierai la comunicazione e sarai abilitato subito.
Casi particolari e attenzioni pratiche
Regime forfettario
Il regime forfettario è un regime agevolato che calcola l’imposta sostitutiva su un reddito forfettario. Non addebiti l’IVA nelle fatture italiane. Puoi comunque iscriverti al VIES per operazioni B2B intra-UE.
Se vendi servizi a un soggetto UE con partita IVA, emetti fattura senza IVA con dicitura di inversione contabile. Se acquisti servizi da un soggetto UE, applichi l’autofattura con IVA italiana, che però non detrai.
Per acquisti di beni intra-UE esistono regole e soglie specifiche. Valuta Intrastat e gli effetti economici perché l’IVA assolta in Italia non è detraibile nel regime forfettario.
E-commerce B2C e OSS/IOSS
Se vendi a consumatori finali di altri Paesi UE, in genere usi l’OSS (sportello unico) per gestire l’IVA estera. Il VIES non è richiesto perché non si tratta di B2B intra-UE.
Per importazioni di basso valore extra-UE si usa IOSS. Anche qui il VIES non è coinvolto. Mantieni separati i canali B2B e B2C per evitare errori.
Marketplace, dropshipping e logistica estera
Con depositi o fulfillment in altri Stati UE, la movimentazione può diventare cessione locale. Potrebbero servire identificazioni IVA estere e non solo il VIES italiano.
Analizza i flussi fisici delle merci e i termini di resa. Se la merce cambia Stato membro prima della vendita, non sei di fronte a una tipica cessione intra-UE dal territorio italiano.
| Scenario | Chi deve iscriversi al VIES | Canale/Modulo | Tempistiche | Adempimenti collegati |
|---|---|---|---|---|
| Apertura Partita IVA con operazioni B2B UE previste | Professionisti, ditte individuali, società | AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (altri soggetti), sezione “operazioni intracomunitarie” | Abilitazione immediata dopo la presentazione | Verifica VIES, fatturazione non imponibile/reverse charge, eventuale Intrastat |
| Già titolare di Partita IVA, operazioni B2B UE imminenti | Qualsiasi soggetto IVA | Comunicazione di inclusione VIES tramite servizi online Agenzia Entrate | Abilitazione immediata, aggiornamento rapido in archivio | Conservazione prova verifica numeri, controllo documenti di trasporto |
| Acquisto servizi da fornitore UE (es. consulenze, licenze) | Committente italiano con Partita IVA, anche forfettario | Inclusione VIES consigliata per evitare IVA estera | Subito; poi integrazione/autofattura per reverse charge | Registrazioni, e-fattura/SDI per operazioni estere, Intrastat servizi se previsto |
| E-commerce B2C con OSS | Non richiesto VIES per vendite a privati | Registrazione OSS nel Paese di identificazione | Secondo regole OSS | Dichiarazioni OSS periodiche, nessun Intrastat B2C |
| Logistica con magazzino in altro Stato UE | Possibile identificazione IVA estera oltre al VIES | Procedure locali + coordinamento con consulente | Variabili per Paese | Obblighi locali, possibili Intrastat/elenchi riepilogativi specifici |
FAQ
Devo iscrivermi al VIES anche se faccio una sola operazione intra-UE all’anno?
Sì, se l’operazione è B2B. Anche una sola fattura di vendita verso un’azienda UE richiede l’inclusione nel VIES per applicare la non imponibilità. Se acquisti da un fornitore UE, senza VIES rischi che ti addebiti l’IVA del suo Paese. In quel caso non potrai detrarla in Italia e aumenterai i costi. L’iscrizione è semplice e immediata. Conviene farla prima di emettere o ricevere la prima fattura intra-UE. La base giuridica è nel Regolamento (UE) n. 904/2010 e nell’articolo 35 del DPR 633/1972, consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.
Quanto tempo serve per l’abilitazione al VIES e come posso verificarla?
L’abilitazione è immediata sia all’apertura della Partita IVA (con AA9/12/AA7/10) sia con la comunicazione online successiva. Non devi attendere una lettera di conferma. Per sicurezza, verifica il tuo numero nel servizio VIES della Commissione europea e annota esito, data e ora. Se il partner UE non vede subito l’abilitazione, suggerisci di ripetere la verifica dopo qualche ora. In caso di persistenza, contatta l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate per controlli interni. Ricorda che l’Agenzia può effettuare verifiche ex post, come previsto dal D.L. 78/2010.
Cosa succede se fatturo senza VIES o non verifico la controparte?
Se emetti una fattura come cessione intra-UE non imponibile ma non sei nel VIES, l’operazione può essere riqualificata come imponibile in Italia, con IVA da versare, sanzioni e interessi. Se non verifichi il numero del cliente e risulta non valido, rischi lo stesso esito. Le sanzioni dipendono dal tipo di violazione e sono previste dal D.Lgs. 471/1997 (documentazione, liquidazioni, dichiarazioni). In senso pratico, riduci il rischio così: verifica e conserva la stampa VIES, indica sempre i riferimenti normativi corretti in fattura, raccogli le prove del trasporto per i beni, compila Intrastat quando richiesto.
Il regime forfettario deve iscriversi al VIES? Come funziona la contabilità?
Sì, il forfettario può e spesso deve iscriversi al VIES se fa B2B intra-UE. Nelle vendite di servizi a clienti UE, emette fattura senza IVA con inversione contabile. Negli acquisti di servizi da fornitori UE, emette autofattura o integra la fattura estera con l’IVA italiana, che però non può detrarre. Per gli acquisti di beni intra-UE, valuta effetti economici e soglie, oltre a Intrastat. L’iscrizione al VIES non fa uscire dal regime forfettario e non cambia l’imposta sostitutiva. Serve solo a inquadrare correttamente l’IVA nelle operazioni tra soggetti passivi dell’Unione.
VIES, Intrastat ed e-fattura: come si coordinano nel 2026?
Il VIES abilita a operazioni B2B intra-UE con corretto trattamento IVA. Gli elenchi Intrastat riepilogano periodicamente cessioni e acquisti intra-UE di beni e, in parte, servizi, secondo soglie e periodicità fissate da Agenzia delle Dogane e ISTAT. L’e-fattura tramite Sistema di Interscambio gestisce il flusso documentale e, per i soggetti obbligati, anche la comunicazione delle operazioni transfrontaliere, che ha sostituito il vecchio “esterometro”. In pratica: verifica VIES prima dell’operazione, emetti/integra la fattura con i riferimenti di legge (art. 41 D.L. 331/1993 per beni; art. 7-ter DPR 633/1972 per servizi), invia il file XML al SDI se tenuto, e presenta Intrastat se superi le soglie. Le basi normative si rintracciano su Normattiva e nelle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane.
