Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Non esiste il “quadro G” nel Modello Redditi PF. Per le imprese individuali in contabilità semplificata si usa il quadro RG. Qui trovi come, quando e da chi va compilato, con scadenze 2026.
- Il quadro corretto per imprese individuali in semplificata è RG (non esiste “quadro G”). Fonte: istruzioni Modello Redditi Persone Fisiche 2026 dell’Agenzia delle Entrate.
- Contabilità semplificata e principio di cassa disciplinati da art. 18 DPR 600/1973 e art. 66 TUIR (DPR 917/1986), consultabili su Normattiva.
- IRPEF 2026 a tre aliquote: 23%, 33%, 43% (art. 11 TUIR come modificato dalla Legge di Bilancio 2026). Scadenze: 30 giugno e 30 novembre, salvo proroghe (art. 17 DPR 435/2001).
Cos’è il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 e come sono organizzati i “quadri”
Il Modello Redditi PF è la dichiarazione annuale per persone fisiche con redditi diversi da quelli gestiti dal 730. Qui confluiscono redditi d’impresa, lavoro autonomo, fabbricati, terreni e altri redditi.
I “quadri” sono sezioni tematiche. Ognuna raccoglie dati omogenei. La scelta del quadro dipende dal tipo di reddito e dal regime fiscale adottato.
I quadri principali in pratica
Esempi utili: Frontespizio per dati anagrafici e partita IVA. RA per terreni. RB per fabbricati. RC per redditi di lavoro dipendente e assimilati. RG per redditi d’impresa in semplificata. RF per d’impresa in ordinaria. RE per professionisti in ordinario. LM per regime forfettario. RP per oneri e spese. LC per cedolare secca. RN per IRPEF. RV per addizionali. CR per crediti d’imposta. RX per riepilogo.
Non esiste il “quadro G”. L’equivoco nasce perché il quadro RG viene spesso chiamato in modo scorretto. Il codice corretto è RG.
Fonti normative di base
Le norme cardine sono: TUIR (DPR 917/1986), DPR 600/1973 sulla contabilità, DPR 322/1998 su dichiarazioni, DPR 435/2001 sui termini dei versamenti, e le Istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il Modello Redditi PF 2026. Tutti questi riferimenti sono consultabili sui siti istituzionali e su Normattiva. Le addizionali seguono il D.Lgs. 360/1998 e i regolamenti locali. La cedolare secca è nel D.Lgs. 23/2011.
Quadro RG: chi deve compilarlo e perché
Il quadro RG è riservato alle imprese individuali in contabilità semplificata. Impresa individuale significa attività d’impresa svolta da una persona fisica con partita IVA. Contabilità semplificata significa regole contabili alleggerite rispetto all’ordinaria.
L’accesso alla semplificata dipende dai limiti di ricavi dell’attività e da altre condizioni. I limiti sono nell’art. 18 del DPR 600/1973, aggiornati da leggi di bilancio recenti. Verifica ogni anno le soglie nelle istruzioni ufficiali.
Principio di cassa: cosa vuol dire davvero
Nel quadro RG il reddito si calcola con il principio di cassa. Vuol dire che tassazione e deduzione seguono incassi e pagamenti effettivi. Non conta la sola emissione o ricezione della fattura.
La base normativa è l’art. 66 del TUIR. La semplificata prevede anche la determinazione “per registrazione IVA”, che equipara registrazioni agli incassi o pagamenti. È una semplificazione ammessa dalla norma.
Differenze rapide con gli altri quadri
RG è per impresa in semplificata. RF è per impresa in ordinaria e usa il principio di competenza, cioè rileva ricavi e costi quando maturano. RE è per professionisti in ordinario. LM è per forfettari, che applicano un coefficiente di redditività e una sola imposta sostitutiva.
Usare il quadro sbagliato altera l’imposta e può generare sanzioni. Se hai dubbi, consulta le istruzioni dell’Agenzia o un professionista.
Come si compila il quadro RG nel 2026
Le righe più ricorrenti servono a ricostruire i componenti positivi e negativi secondo il principio di cassa. Segui l’ordine e conserva la documentazione a supporto.
Componenti positivi di reddito
RG2: ricavi da vendita di beni o servizi incassati. RG3: altri proventi considerati ricavi, per esempio contributi in conto esercizio tassabili. RG5: ricavi non annotati nelle scritture, se emersi da controlli o autoverifica.
RG6: plusvalenze patrimoniali, cioè guadagni dalla cessione di beni dell’impresa. RG7: sopravvenienze attive, come storni di debiti o incassi inattesi. RG10: altri componenti positivi, come interessi attivi, salvo esclusioni.
RG12 raccoglie il totale dei componenti positivi inseriti nelle righe precedenti.
Componenti negativi di reddito
RG13: esistenze iniziali di magazzino. RG15: acquisti di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, effettivamente pagati. RG16: costi per lavoro dipendente, assimilato e per prestazioni di lavoro autonomo.
RG17: utili agli associati in partecipazione. RG18: quote di ammortamento dei beni strumentali, secondo i limiti dell’art. 102 TUIR e dei coefficienti ministeriali. RG19: beni strumentali di costo unitario non superiore a 516,46 euro, deducibili integralmente nell’anno di pagamento.
RG22: altri componenti negativi, come perdite su crediti o oneri diversi. RG23: redditi esenti o detassati, da indicare separatamente. RG24 totalizza i componenti negativi.
Determinazione del reddito
RG25 calcola la differenza tra componenti positivi e negativi. RG31 espone il reddito d’impresa (o la perdita). RG38 riporta le rimanenze finali di magazzino, rilevanti per il passaggio d’anno.
Controlla sempre la coerenza tra RG13 (iniziali) e RG38 (finali) dell’anno precedente. Gli scostamenti ingiustificati sono un classico alert di controllo.
Errori comuni da evitare
Non confondere fatture emesse con ricavi incassati. In semplificata conta l’incasso. Attenzione ai corrispettivi incassati con POS: includili quando la banca accredita.
Non dimenticare le ritenute subite. Incassare 1.000 con ritenuta non vuol dire ricavo 800. Il ricavo è 1.000; la ritenuta si usa in RN per ridurre l’IRPEF dovuta.
Gestisci bene le rimanenze. Acquisti non pagati a fine anno non sono deducibili in cassa. La merce invenduta rileva nelle rimanenze finali, secondo le istruzioni ufficiali.
Aliquote e calcolo IRPEF 2026 su RG
Il reddito di RG confluisce in RN per il calcolo IRPEF. Le aliquote 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Base: art. 11 TUIR aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026.
Si sommano anche addizionale regionale e addizionale comunale. Le regole sono nel D.Lgs. 360/1998 e nei regolamenti locali. Le detrazioni spettanti riducono l’imposta lorda. Verifica i requisiti nelle istruzioni dell’Agenzia.
Acconti IRPEF: primo acconto entro il 30 giugno 2026, secondo acconto entro il 30 novembre 2026. Salvo proroghe. Norma di riferimento: art. 17 DPR 435/2001.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il quadro giusto in 6 passaggi logici
1) Hai solo redditi di impresa con partita IVA da ditta individuale?
2) Se sì, chiediti: usi la contabilità semplificata secondo l’art. 18 DPR 600/1973?
3) Se sì, compila RG. Se no, compila RF (contabilità ordinaria).
4) Sei un professionista senza struttura d’impresa? Usa RE (ordinario) o LM se sei in forfettario.
5) Hai optato per il regime forfettario? Usa LM, mai RG o RF.
6) Redditi da fabbricati e terreni vanno in RB e RA; la cedolare secca si gestisce tra RB e LC.
Documenti da raccogliere prima di RG
Estratti conto e movimenti POS per data di accredito. Registri IVA vendite e acquisti. Fatture incassate e pagate. Prospetti del personale e contributi. Situazione beni strumentali con quote di ammortamento. Prospetto rimanenze.
Scadenze 2026 e adempimenti collegati
Versamenti saldo 2025 e primo acconto 2026: 30 giugno 2026, con possibilità di differire di 30 giorni con maggiorazione, se ammessa da provvedimenti annuali. Secondo acconto: 30 novembre 2026.
Invio telematico del Modello Redditi PF 2026: 30 novembre 2026. Norme di riferimento: DPR 322/1998 per invio; DPR 435/2001 per termini di versamento. Controlla eventuali proroghe con provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Casi particolari nel quadro RG
Plusvalenze e beni strumentali
La vendita di un bene strumentale può generare una plusvalenza tassabile. Si calcola come differenza tra corrispettivo incassato e valore netto contabile, secondo l’art. 86 TUIR. Valuta la rateizzazione quando ammessa.
Sopravvenienze e componenti straordinari
Incassi inattesi o storni di debiti formano sopravvenienze attive. Inseriscile nelle righe dedicate. Analogo discorso per oneri straordinari nelle sopravvenienze passive, quando previste.
Rimanenze di magazzino in semplificata
In semplificata il magazzino impatta tramite rimanenze iniziali e finali. Usa metodi consentiti dalle istruzioni (ad esempio costo medio ponderato, quando ammesso). Coerenza e tracciabilità sono fondamentali.
Veicoli, telefonia e altre spese con limiti
Certe spese hanno limiti di deducibilità (ad esempio autovetture e telefonia). Le regole sono nell’art. 164 TUIR e nelle circolari interpretative. Applica le percentuali e i tetti previsti per evitare riprese a tassazione.
| Scenario | Quadro da usare | Requisiti normativi 2026 | Principio contabile | Scadenze chiave |
|---|---|---|---|---|
| Impresa individuale in contabilità semplificata | RG | Art. 18 DPR 600/1973; art. 66 TUIR; istruzioni Redditi PF 2026 | Cassa o registrazione IVA equiparata | 30/06 versamenti; 30/11 invio e secondo acconto |
| Impresa individuale in ordinaria | RF | Art. 14-15 DPR 600/1973; art. 85-109 TUIR | Competenza economica | 30/06 versamenti; 30/11 invio e secondo acconto |
| Professionista ordinario | RE | Art. 54 TUIR (reddito di lavoro autonomo) | Cassa | 30/06 versamenti; 30/11 invio e secondo acconto |
| Contribuente in regime forfettario | LM | L. 190/2014 e successive; istruzioni Redditi PF 2026 | Forfait con coefficiente | 30/06 versamenti; 30/11 invio e secondo acconto |
| Proprietario con cedolare secca | RB + LC | D.Lgs. 23/2011; istruzioni Redditi PF 2026 | Imposta sostitutiva su canoni | 30/06 versamenti; 30/11 invio e secondo acconto |
| Redditi fondiari (terreni) | RA | Art. 25-34 TUIR | Rendita catastale | 30/06 versamenti; 30/11 invio |
FAQ
1) Esiste il “quadro G” nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026?
No. Non esiste un “quadro G”. L’equivoco nasce dalla sigla RG, che identifica il quadro per le imprese individuali in contabilità semplificata. Se in passato hai cercato “quadro G”, stavi probabilmente cercando “quadro RG”. Le istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF 2026 dell’Agenzia delle Entrate elencano tutti i quadri disponibili e non riportano alcun “G” autonomo. Se hai sbagliato quadro nella dichiarazione inviata, puoi rimediare con una dichiarazione integrativa, come previsto dall’art. 2 del DPR 322/1998, e con il ravvedimento operoso sulle eventuali differenze d’imposta ai sensi del D.Lgs. 472/1997.
2) Come capisco se devo usare RG o RF? E cosa succede se supero i limiti della semplificata?
Usi RG se sei impresa individuale in contabilità semplificata, cioè rientri nelle condizioni dell’art. 18 DPR 600/1973. Usi RF se sei in contabilità ordinaria. La scelta può essere obbligatoria (per superamento dei limiti di ricavi) o opzionale. Se superi i limiti, dal periodo d’imposta successivo passi all’ordinaria e quindi a RF. Se scegli volontariamente l’ordinaria, comunicalo nella dichiarazione IVA o nel quadro VO quando richiesto dalle istruzioni. Il passaggio cambia il principio contabile: in RG contano incassi e pagamenti (cassa), in RF contano maturazioni economiche (competenza). Il cambio impatta magazzino, ammortamenti e gestione dei ricavi. Controlla ogni anno le istruzioni del Modello Redditi PF per le modalità operative aggiornate.
3) Nel quadro RG come tratto beni strumentali, ammortamenti e piccoli acquisti sotto 516,46 euro?
I beni strumentali sono i beni che usi stabilmente nell’attività, come macchinari, arredi e attrezzature. Se il costo supera 516,46 euro, deduci la quota di ammortamento annuale, seguendo i coefficienti ministeriali e i limiti dell’art. 102 TUIR. Se il costo unitario è pari o inferiore a 516,46 euro, puoi dedurre l’intero costo nell’anno di pagamento, indicandolo nella riga apposita del RG. Ricorda che alcune categorie hanno limiti specifici (ad esempio veicoli e telefonia seguono l’art. 164 TUIR). Conserva fatture e prospetti ammortamenti. In caso di cessione del bene, verifica se nasce una plusvalenza tassabile ai sensi dell’art. 86 TUIR e in quale riga del RG va riportata.
4) Come si calcolano acconti e saldo IRPEF se compilo il quadro RG? E quali codici uso in F24?
Il reddito determinato in RG confluisce in RN per l’IRPEF. L’IRPEF 2026 ha aliquote al 23%, 33% e 43% per gli scaglioni indicati dall’art. 11 TUIR come modificato dalla Legge di Bilancio 2026. Calcoli il saldo 2025 e gli acconti 2026 in base al “metodo storico” (usando l’imposta dell’anno precedente) o al “metodo previsionale” (stimando l’imposta 2026). Il primo acconto scade il 30 giugno 2026, il secondo il 30 novembre 2026, salvo proroghe. In F24 si usano in genere i codici tributo: 4001 per saldo IRPEF, 4033 per primo acconto, 4034 per secondo acconto. Verifica sempre i codici nell’ultima risoluzione dell’Agenzia delle Entrate e nelle istruzioni dell’anno, perché eventuali aggiornamenti possono intervenire.
5) Ho sbagliato a compilare il quadro RG: cosa rischio e come rimediare?
Gli errori possono portare a maggiore imposta, sanzioni e interessi. Le sanzioni per infedele dichiarazione e per omesso o insufficiente versamento sono nel D.Lgs. 471/1997. Puoi rimediare con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997), che riduce le sanzioni se paghi spontaneamente differenze d’imposta, interessi legali e sanzioni ridotte prima di controlli formali. Puoi anche presentare una dichiarazione integrativa ai sensi dell’art. 2 del DPR 322/1998. Correggi le righe RG interessate (ricavi, costi, ammortamenti, rimanenze) e aggiorna il calcolo in RN. Se l’errore incide sugli acconti, valuta anche il ricalcolo per evitare sanzioni sugli insufficienti versamenti. Conserva la documentazione di supporto e, in caso di dubbi, confronta i dati con i registri IVA e con gli estratti conto per riallineare incassi e pagamenti al principio di cassa.
