Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire un laboratorio artigianale in casa servono ATECO corretto, ComUnica e SCIA tramite SUAP. Verifica destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari e contributi INPS artigiani/commercianti. Valuta forfettario per semplificazioni fiscali.
- Pratiche obbligatorie: ComUnica al Registro Imprese e SCIA al SUAP. Per alimentare: Notifica sanitaria all’ASL e manuale HACCP.
- Inquadramento previdenziale: Gestione INPS Artigiani (produci) o Commercianti (rivendi). INAIL quasi sempre per artigiani.
- Fisco: Regime forfettario (aliquota 15% o 5% start) o ordinario con IRPEF per scaglioni 2026. IVA esclusa in forfettario.
Cos’è un laboratorio artigianale in casa e quando è ammesso
Un laboratorio artigianale domestico è un’attività produttiva svolta nell’abitazione. Esempi: pasticceria casalinga, ceramica, cosmetici naturali, sartoria, oreficeria, candele.
È ammesso se rispetta tre piani: urbanistico, igienico-sanitario e sicurezza. Verifica destinazione d’uso dell’immobile e regolamenti condominiali. Evita rumori, odori e affollamenti.
Riferimenti normativi: Testo Unico Edilizia (D.P.R. 380/2001), SCIA e SUAP (L. 241/1990 art. 19; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016), igiene alimentare (Reg. CE 852/2004), sicurezza lavoro (D.Lgs. 81/2008). Fonti: Normattiva e Ministero dello Sviluppo Economico/Ministero del Lavoro.
Uso promiscuo dell’abitazione
Uso promiscuo significa usare parte della casa per lavorare. Non sempre serve cambiare destinazione d’uso. Dipende dai regolamenti locali e dall’impatto dell’attività.
Evita lavorazioni con macchine rumorose o emissioni significative. Rispetta i limiti acustici (D.P.C.M. 14/11/1997) e i regolamenti comunali su orari e carico/scarico.
In condominio, verifica divieti nel regolamento. Il Codice Civile tutela il decoro e vieta immissioni intollerabili.
ATECO, artigiano o commerciante e iscrizioni obbligatorie
Il codice ATECO è la sigla che descrive l’attività. Guida imposte, contributi e adempimenti. Sceglilo in base a ciò che fai “prevalentemente”.
Esempi ricorrenti:
- IAD alimentare: 10.71.20 (produzione di pasticceria fresca), 10.89.09 (produzione di altri alimenti n.c.a.). Se vendi anche online: aggiungi 47.91.10 (e-commerce).
- Artigianato non alimentare: 32.99.09 (fabbricazione di altri articoli vari n.c.a.), 23.41.00 (ceramica), 14.13.20 (sartoria). Per vendita online: 47.91.10.
- Commercio puro di prodotti acquistati da terzi: 47.91.10 (e-commerce) o 47.78.xx per dettaglio specializzato non online.
Inquadramento previdenziale: se produci con il tuo lavoro manuale sei Artigiano; se rivendi principalmente sei Commerciante (L. 443/1985 e norme INPS). La gestione INPS cambia contributi e aliquote.
INAIL: obbligatoria per artigiani che svolgono attività manuale con rischio infortuni. Per i commercianti, scatta in base al rischio e alla presenza di dipendenti. Verifica l’inquadramento con le tabelle INAIL.
Requisiti professionali e sanitari
Attività alimentari: serve Notifica sanitaria all’ASL (Reg. CE 852/2004) e manuale HACCP. Ti formi con corso HACCP. Se vendi alimenti, può servirti il requisito professionale per il commercio alimentare (corso SAB o titolo equivalente; D.Lgs. 59/2010).
Cosmetici: rispetta Reg. CE 1223/2009. Serve Persona Responsabile, dossier PIF, notifica al portale CPNP, etichette conformi. Valuta un laboratorio idoneo e consulente cosmetico.
Detergenti, candele profumate e prodotti chimici: applica REACH (Reg. CE 1907/2006) e CLP (Reg. CE 1272/2008) se usi sostanze pericolose. Cura etichettatura, SDS e stoccaggio.
Le pratiche: ComUnica, SCIA, SUAP e tempi
ComUnica è la pratica unica per aprire Partita IVA, iscriverti al Registro Imprese, all’INPS e, se dovuto, all’INAIL. Base normativa: D.P.C.M. 6/5/2009 e istruzioni del Registro Imprese.
SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività al SUAP del Comune. Con la SCIA inizi subito. L’ente verifica dopo. Base normativa: L. 241/1990 art. 19; D.Lgs. 222/2016; D.P.R. 160/2010.
Per alimentare, oltre alla SCIA commerciale può servire SCIA sanitaria o Notifica sanitaria all’ASL. La ASL valuta locali, attrezzature, flussi e procedure HACCP.
Strumenti digitali e documenti
Ti servono PEC, firma digitale e SPID. Prepara planimetrie, relazione tecnica e autocertificazioni previste dal modulo SUAP. Per cosmetici e chimici servono anche schede tecniche e valutazioni.
Tempi medi: ComUnica in 1-3 giorni. SCIA con avvio immediato. Eventuali pareri sanitari o asseverazioni tecniche possono richiedere 15-60 giorni.
Condominio e vicini: mantieni trasparenza e rispetto degli orari. Una comunicazione preventiva evita contestazioni.
Costi 2026: avvio, contributi e imposte
Costi di avvio amministrativi (stima): diritti camerali e bolli per Registro Imprese e SUAP; marca da bollo su SCIA; diritti ASL per Notifica/SCIA sanitaria. A seconda del Comune, considera 150-400 euro per la sola parte amministrativa. Per relazioni tecniche e asseverazioni possono servire 200-700 euro extra.
Gestione previdenziale INPS Artigiani/Commercianti: contributi fissi su minimale e contributi percentuali sull’eccedenza. Gli importi minimi e le aliquote sono aggiornati ogni anno da INPS con circolare dedicata. Fonte: circolari INPS su Normattiva e portale INPS.
Meccanismo contributi 2026 in sintesi:
- Quattro rate di contributi fissi su reddito minimale (marzo, maggio, agosto, novembre).
- Contributi variabili percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale. Saldo a giugno-luglio anno successivo, con eventuali acconti.
- Agevolazione contributiva 35% per regime forfettario: opzionale, su domanda, riduce i contributi dovuti. Verifica requisiti e tempi con la circolare INPS annuale.
Fisco: due regimi principali.
- Forfettario: imposta sostitutiva 15% sul reddito forfettario. 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start. Limite ricavi 85.000 euro annui (come da L. 190/2014 e successive modifiche). Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività ATECO (es. 40% commercio, 67% manifattura/arti varie, 78% servizi; i coefficienti variano per attività). IVA, IRAP e ritenute non si applicano in via ordinaria.
- Ordinario semplificato/ordinario: IRPEF per scaglioni 2026, addizionali regionali e comunali, IVA, IRAP se dovuta. Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000 (riferimento TUIR, D.P.R. 917/1986, come modificato da leggi di bilancio 2025-2026).
Definizioni chiare:
- Principio di cassa: in semplificata tassi gli incassi effettivi meno pagamenti effettivi dell’anno.
- Regime forfettario: calcolo semplice con percentuale prefissata sui ricavi, senza dedurre costi reali.
- Minimale INPS: reddito soglia su cui paghi comunque contributi fissi, anche se incassi meno.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in pochi passaggi
1) Cosa fai “prevalentemente”?
- Produci beni con lavoro manuale tuo o di famiglia → Inquadramento Artigiano; ATECO manifattura (es. 32.xx, 23.xx, 14.xx) o 10.xx se alimentare.
- Rivendi beni acquistati da terzi → Inquadramento Commerciante; ATECO commercio (47.xx).
2) Dove vendi?
- Solo online → aggiungi 47.91.10.
- Su appuntamento in casa → verifica regole condominiali e SUAP; può servire SCIA commerciale.
- Fiere/mercatini → SCIA itinerante e autorizzazioni temporanee.
3) Quali autorizzazioni?
- Alimentare → Notifica sanitaria ASL, HACCP, eventualmente requisito SAB.
- Non alimentare a rischio (cosmetici, candele profumate) → norme specifiche di prodotto (Reg. 1223/2009; CLP/REACH).
4) Quale regime fiscale?
- Ricavi previsti sotto 85.000 e costi bassi → Forfettario spesso conviene.
- Costi alti e investimenti importanti → Valuta ordinario per dedurre costi e IVA.
5) Impatto in casa?
- Niente emissioni, rumori o flussi clienti intensi → più probabile ammissibilità.
- Macchinari pesanti o stoccaggi pericolosi → meglio locale dedicato.
Requisiti tecnici e sicurezza nel domicilio
Impianti: rispetta D.M. 37/2008 per impianti elettrici e gas. Tieni le dichiarazioni di conformità. Usa prese adeguate e protezioni differenziali.
Sicurezza lavoro: se lavori da solo non redigi DVR, ma devi usare DPI, rispettare manuali d’uso macchinari e valutare i rischi principali (art. 21 D.Lgs. 81/2008). Con collaboratori o dipendenti scattano obblighi completi (DVR, formazione, sorveglianza sanitaria, ecc.).
Rifiuti: se produci rifiuti speciali, gestiscili con codici CER corretti. Conserva formulari. Per alcuni rifiuti serve iscrizione all’Albo Gestori Ambientali per il trasporto conto proprio. Verifica se devi tenere registri e fare MUD.
Prevenzione incendi: se usi sostanze infiammabili o depositi oltre certe soglie, verifica l’elenco delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 151/2011).
Etichettatura: alimenti con Reg. UE 1169/2011; cosmetici con Reg. 1223/2009; candele e detergenti con CLP. Inserisci ingredienti, allergeni, lotti, contatti.
Esempi pratici di calcolo 2026
Esempio 1: ceramista artigiano in forfettario
Ricavi 30.000 euro. Coefficiente manifattura 67%. Reddito forfettario 20.100. Imposta 15% = 3.015 (oppure 5% = 1.005 se start-up con requisiti). Contributi INPS: versi i fissi su minimale e l’eventuale quota percentuale sull’eccedenza secondo la circolare INPS 2026. Se aderisci alla riduzione 35%, applichi lo sconto ai contributi dovuti.
Esempio 2: IAD dolci secchi con vendita online
ATECO 10.71.20 + 47.91.10. Notifica sanitaria ASL, HACCP e SCIA commerciale. Ricavi 22.000. In forfettario, coefficiente manifattura 67%. Valuta requisito SAB se svolgi anche vendita non occasionale. Contributi: gestione Artigiani con minimi e percentuali come da circolare 2026.
Esempio 3: rivendita di materiali per hobbistica online
ATECO 47.91.10. Inquadramento Commerciante. Nessuna produzione. In forfettario, coefficiente commercio 40%. Ricavi 50.000 → Reddito 20.000 → Imposta 15% = 3.000. Contributi INPS gestione Commercianti come da valori 2026.
Esempio 4: sartoria su appuntamento in casa
ATECO 14.13.20 + eventuale 47.91.10 se vendi online. Inquadramento Artigiano. SCIA al SUAP. Verifica regolamento condominiale e posti auto. Imposte come esempio 1, coefficienti manifattura 67%.
Fonti normative utili (solo testuali)
L. 241/1990 art. 19 (SCIA); D.Lgs. 222/2016; D.P.R. 160/2010 (SUAP); D.P.C.M. 6/5/2009 (ComUnica); L. 443/1985 (impresa artigiana); D.Lgs. 59/2010 (requisiti commercio alimentare); Reg. CE 852/2004 (igiene alimenti, HACCP); Reg. UE 1169/2011 (etichettatura alimenti); Reg. CE 1223/2009 (cosmetici); Reg. CE 1907/2006 REACH e 1272/2008 CLP (sostanze); D.Lgs. 81/2008 (sicurezza); D.M. 37/2008 (impianti); D.P.R. 917/1986 TUIR (IRPEF). Fonti: Normattiva, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, INPS, INAIL, ASL territoriali.
| Scenario | ATECO principali | Pratiche obbligatorie | Requisiti tecnici/professionali | Tempistiche e costi amministrativi |
|---|---|---|---|---|
| IAD alimentare (dolci secchi, conserve semplici) | 10.71.20 o 10.89.09 + 47.91.10 se online | ComUnica; SCIA SUAP; Notifica/SCIA sanitaria ASL; eventuale SCIA commerciale | HACCP; locali idonei; possibile requisito SAB se vendita diretta abituale | Avvio immediato con SCIA; 200-500 euro tra diritti e bolli; + eventuali costi tecnici |
| Ceramica/oreficeria/candele artigianali | 23.41.00/32.12.00/32.99.09 + 47.91.10 se online | ComUnica; SCIA SUAP (se vendita); eventuale INAIL | Sicurezza impianti; valutazione rischi base; etichettatura CLP per prodotti profumati | Avvio in 1-3 giorni; 150-350 euro; + 0-400 euro per relazioni |
| Sartoria e riparazioni con vendita su appuntamento | 14.13.20 + 47.91.10 se online | ComUnica; SCIA SUAP (artigiana/commerciale); eventuale INAIL | Macchine certificate; gestione rifiuti tessili; rispetto orari condominiali | Avvio immediato; 150-300 euro; tempi SUAP variabili per integrazioni |
| Rivendita e-commerce di prodotti acquistati | 47.91.10 | ComUnica; SCIA SUAP (commercio elettronico) | Informativa e-commerce, privacy, garanzia; nessuna produzione | 1-3 giorni; 100-250 euro; nessuna pratica sanitaria |
| Cosmetici artigianali | 20.42.xx o 32.99.09 + 47.91.10 | ComUnica; SCIA SUAP; adempimenti cosmetici (CPNP, PIF) | Persona Responsabile; PIF; etichette; possibili locali dedicati | 15-60 giorni per dossier; 300-1.000 euro tra pratiche e consulenze |
FAQ: domande frequenti sul laboratorio artigianale in casa
Posso avviare un laboratorio artigianale in qualsiasi abitazione?
No. Devi verificare tre condizioni. Primo: la destinazione d’uso dell’immobile. Se è esclusivamente residenziale, l’uso promiscuo è spesso ammesso per attività a basso impatto. Evita trasformazioni edilizie senza titolo. Secondo: il regolamento condominiale. Alcuni regolamenti vietano attività produttive o l’accesso continuo di clienti. Leggi le clausole su rumori, odori e orari. Terzo: il rispetto dei regolamenti comunali su igiene, acustica, rifiuti e viabilità. Se l’attività genera emissioni, stoccaggi di sostanze infiammabili, o afflusso clienti, il Comune può richiedere locali dedicati o prescrizioni tecniche. Riferimenti: D.P.R. 380/2001, D.P.C.M. 14/11/1997, L. 241/1990 art. 19. Fonti: Normattiva e SUAP del Comune.
Quali contributi INPS pago come artigiano o commerciante nel 2026?
Paghi contributi fissi sul minimale e contributi percentuali sulla quota di reddito che supera il minimale. I valori (minimali, aliquote e scaglioni) li comunica ogni anno l’INPS con una circolare dedicata a “artigiani e commercianti”. In genere versi quattro rate dei contributi minimi durante l’anno e, l’anno successivo, versi saldo e acconti sulla parte variabile. Se sei in forfettario, puoi chiedere l’agevolazione del 35% sui contributi IVS. Attenzione: lo sconto riduce anche l’accredito contributivo utile alla pensione. Verifica la convenienza. Consulta sempre la circolare INPS 2026 e il tuo estratto conto contributivo. Fonti: INPS e Normattiva.
Serve il corso SAB per vendere alimenti prodotti in casa?
Dipende. Per attività alimentari serve sempre l’idoneità igienico-sanitaria (HACCP) e la Notifica/SCIA sanitaria all’ASL (Reg. CE 852/2004). Il requisito professionale per il commercio alimentare (detto SAB) è richiesto quando svolgi attività di vendita al dettaglio non occasionale. Se produci e vendi direttamente i tuoi prodotti, molti Comuni richiedono comunque il requisito SAB o la nomina di un preposto qualificato. Esistono esoneri per chi ha titoli di studio o esperienza documentata. Verifica il modulo SUAP del tuo Comune e il D.Lgs. 59/2010. In ogni caso, mantieni tracciabilità degli ingredienti, etichette conformi e piano HACCP aggiornato.
Posso dedurre i costi della casa se lavoro in regime forfettario?
In forfettario non deduci i costi reali, neppure l’affitto o le utenze. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi. Questo coefficiente sostituisce i costi effettivi. L’IVA non si detrae e non si versa, salvo eccezioni limitate (reverse charge, acquisti intracomunitari oltre soglia, ecc.). Se scegli il regime ordinario, puoi dedurre i costi inerenti e detrarre l’IVA. In caso di uso promiscuo della casa, l’Agenzia delle Entrate consente percentuali di deduzione per canone e utenze sulla base della superficie o dell’uso. Valuta quindi la struttura di costi: se alta, l’ordinario può convenire. Fonti: TUIR (D.P.R. 917/1986), prassi dell’Agenzia delle Entrate, L. 190/2014 per il forfettario.
Quali errori comuni bloccano la SCIA per un laboratorio in casa?
Quattro errori ricorrenti. 1) ATECO incoerente con l’attività prevalente. Soluzione: descrivi con precisione lavorazioni e canali di vendita. 2) Locali non idonei sul piano igienico-sanitario o della sicurezza (assenza di lavelli dedicati, superfici non lavabili, prese non adeguate, areazione insufficiente). Soluzione: adegua prima di inviare la SCIA e allega foto/planimetrie. 3) Mancanza di requisiti professionali (HACCP, SAB) o manuale HACCP incompleto. Soluzione: completa i corsi e allega la documentazione. 4) Violazioni condominiali o disturbo del vicinato (odori, rumori, clienti). Soluzione: pianifica logistica, orari e comunicazione con l’amministratore. Ricorda: con la SCIA inizi subito, ma i controlli arrivano dopo. Se trovano irregolarità, il Comune può sospendere l’attività. Fonti: L. 241/1990 art. 19; D.Lgs. 222/2016; regolamenti SUAP.
