Lavorare con Partita IVA: diritti, vantaggi e svantaggi

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lavorare con partita iva

Lavorare con Partita IVA è un’ottima opportunità per poter sviluppare i propri progetti in modo autonomo. In questo articolo vedremo come aprirla, quali sono i vantaggi, gli svantaggi e i costi.

Cos’è la partita IVA

La Partita IVA è un codice numerico di 11 cifre che viene assegnato dall’agenzia delle entrate per identificare univocamente i lavoratori autonomi e le società. 

Questo codice dovrà essere indicato su tutti i documenti collegati con l’attività del lavoratore, come ad esempio le fatture emesse, le fatture ricevute per spese inerenti l’attività e le dichiarazioni dei redditi. 

Come si apre la partita IVA

Per aprire Partita IVA, è sufficiente inviare telematicamente  il modulo AA9/12 all’agenzia delle entrate, che dopo aver elaborato la pratica assegnerà il numero di Partita IVA. La corretta compilazione di questo documento è molto importante perché serve a comunicare l’attività che verrà effettuata con la Partita IVA e la scelta del regime fiscale da adottare.    

Vantaggi e svantaggi di lavorare con Partita IVA

Lavorare con la Partita IVA ha i suoi lati positivi e quelli negativi da analizzare in fase di scelta del proprio percorso lavorativo. 

I vantaggi sono:

Possibilità di sviluppare la propria idea imprenditoriale

Aprendo Partita IVA è possibile dare vita ad un proprio progetto, seguendo una propria idea di business

Libertà di organizzazione 

Il lavoro autonomo permette di organizzare la propria attività senza vincoli di luogo e di orari. Ciò permette di avere più libertà nel gestire il proprio tempo.

Prospettiva di guadagni più alti 

In caso di apertura di un’attività di lavoro autonomo i guadagni dipenderanno direttamente dalle tue capacità e dal tuo modo di metter in pratica il business scelto. 

Gli svantaggi  sono:

Minori tutele 

Un lavoratore autonomo, non ha le stesse tutele a cui possono fare riferimento i lavoratori dipendenti. Un esempio, può essere l’indennità di disoccupazione che viene pagata ai dipendenti in caso di perdita del lavoro. 

Entrate non garantite

Uno degli svantaggi principali della Partita IVA è l’assenza di una stabilità economica garantita che, invece, rappresenta il punto di forza del lavoro dipendente.

Doversi organizzare da soli per farla funzionare

La capacità di sapersi organizzare, gioca un ruolo centrale nella buona riuscita della propria attività di lavoro autonomo. La troppa libertà, infatti, può costituire un’arma a doppio taglio per chi non è in grado di gestirla.

Partita IVA e lavoro dipendente

E’ possibile scegliere di lavorare contemporaneamente sia come autonomo in Partita IVA, che come dipendente

Questa soluzione, richiede molta organizzazione in termini di tempo, ma risulta essere anche quella che unisce la stabilità economica del lavoro dipendente con la libertà di sviluppare un proprio progetto nel modo in cui si preferisce, tipica del lavoro autonomo.

Lavorare come come autonomo e contemporaneamente come dipendente, full time, permette di usufruire di agevolazioni contributive sia se si svolge l’attività di professionista, sia che svolga un’attività che richiede l’apertura di una ditta individuale.

In quest’ultimo caso, il lavoratore può richiedere di essere esentato dal pagare i contributi previdenziali presentando apposito modulo alla gestione Artigiani o Commercianti dell’INPS.

I vantaggi del regime forfettario

Il regime forfettario, è stato introdotto per agevolare l’apertura di nuove attività di lavoro autonomo e supportare quelle già esistenti che producono redditi al di sotto di 65.000€.

Le agevolazioni in questione prevedono:

  • Una tassazione ridotta, con aliquote d’imposta al 5% per i primi 5 anni per le nuove attività e al 15% per quelle già esistenti
  • la determinazione forfettaria delle spese “scaricabili” in misura fissa sulla base di una percentuale legata al tuo codice ATECO che permette di:
    • non conservare la documentazione relativa alle spese effettuate (che consiste in molteplici fatture di acquisto cartacee)
    • scaricare un quantitativo di spese predefinito anche se in realtà ne hai sostenute di meno. Ad esempio se il calcolo delle spese forfettarie corrisponde a 400€ e tu hai avuto spese per 100€ avrai il vantaggio di scaricare di più rispetto a quanto speso e pagare meno tasse. 
  • La mancata applicazione dell’IVA in fattura, che costituisce un vantaggio sia a livello amministrativo che a livello competitivo. In pratica potrai vendere i tuoi servizi e prodotti ad un prezzo minore rispetto ai competitor

L’accesso e il mantenimento del regime forfettario è sottoposto ad una serie di requisiti che devono essere rispettati per poter applicare questo regime di vantaggio:

  • Incassi non superiori a 65.000€
  • Reddito derivante da lavoro dipendente non superiore a 30.000 euro
  • Non essere in possesso partecipazione in società di persone 
  • Non essere in possesso di quote di controllo dirette o indirette in società di capitali che opera nello stesso campo della propria Partita IVA 

Il rispetto di questi requisiti deve essere verificato annualmente per accertarsi di poter adottare il regime forfettario.

Fiscozen, tramite il suo portale online ti permette di avere la previsione delle tasse sempre aggiornata e monitorare il limite degli incassi per mantenere il regime forfettario. Ricevi una consulenza gratuita e senza impegno compilando il form che trovi in fondo all’articolo. Un nostro esperto ti contatterà per rispondere ad ogni tuo dubbio.

I costi della Partita IVA

L’apertura di una Partita IVA comporta di dover affrontare diversi costi. Possiamo categorizzare questi costi in fissi e variabili.

E’ possibile individuare i costi fissi in tutte quelle spese che non sono influenzati dall’andamento dell’attività di lavoro.

Nella pratica i costi fissi possono essere identificati in:

  • costo del commercialista o del servizio di consulenza fiscale
  • costo di iscrizione alla camera di commercio da sostenere una sola volta all’atto di registrazione 
  • diritto camerale annuale da versare ogni anno in misura fissa

Gli ultimi due punti sono da considerarsi solo in caso di apertura di una ditta individuale.

I costi variabili sono tutti quei costi che cambiano al variare dell’andamento dei guadagni derivanti dall’attività di lavoro autonomo. In particolare i costi variabili possono essere individuati in: 

  • tasse
  • Contributi previdenziali

Entrambi sono calcolati in misura percentuale e quindi variano al variare dell’importo incassato.

Per darti una misura di riferimento considera che le tasse e i contributi, in regime forfettario, influiscono in genere tra il 25% e il 30%.

Fiscozen, mette a tua disposizione un consulente dedicato, in grado di supportarti nella gestione della tua Partita IVA e risolvere i tuoi dubbi. Ricevi una consulenza gratuita e senza impegno compilando il form che trovi in fondo all’articolo. Un nostro esperto ti contatterà per rispondere alle tue domande.

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