Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per attività intellettuali apri come libero professionista (modello AA9/12). Per commercio, artigianato o e‑commerce apri ditta individuale (ComUnica). Scegli previdenza corretta e il regime fiscale: forfettario o ordinario con IVA.
- Scelta forma: lavoro autonomo professionale (art. 2222 c.c.) vs impresa individuale (art. 2082 c.c.). Codice ATECO corretto guida tutto il resto.
- Adempimenti: AA9/12 o ComUnica; iscrizione INPS (Gestione Separata, Artigiani o Commercianti); eventuale INAIL; SCIA tramite SUAP dove serve.
- Fisco 2026: forfettario 5%/15% senza IVA; ordinario IRPEF 23%-33%-43% con IVA. Contributi: Gestione Separata 26,07%; artigiani/commercianti con minimi fissi e aliquote su eccedenze.
Professionista o ditta individuale: la scelta corretta
La distinzione nasce dal Codice Civile. Il libero professionista svolge un’attività intellettuale in autonomia, senza organizzazione d’impresa (art. 2222 c.c.). L’imprenditore organizza mezzi e, se serve, persone per produrre o scambiare beni o servizi (art. 2082 c.c.).
Esempi tipici di professionisti: medico, avvocato, ingegnere, psicologo, consulente, copywriter, graphic designer, formatore. Esempi tipici di impresa: commerciante, artigiano, parrucchiere, idraulico, gestore di e‑commerce, agenzia che gestisce campagne ADV con struttura organizzata.
Il codice ATECO, deciso all’apertura, qualifica l’attività. Va scelto con cura perché determina obblighi fiscali e previdenziali. Puoi usare codici secondari se prevedi attività accessorie. Fonti: classificazione ATECO (ISTAT), art. 35 DPR 633/1972 per la dichiarazione di inizio attività IVA.
Apertura come libero professionista: passi operativi
Modello AA9/12 e attribuzione della Partita IVA
Il professionista presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate per l’attribuzione della Partita IVA. La base legale è l’art. 35 del DPR 633/1972 (dichiarazione di inizio attività IVA). Puoi inviarlo online con SPID o tramite intermediario abilitato.
Nel modello indichi: dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime fiscale prescelto, eventuale opzione per la contabilità ordinaria, domicilio digitale. L’attribuzione della Partita IVA è immediata al protocollo.
Previdenza del professionista: Cassa o Gestione Separata
Se sei iscritto a un Albo con Cassa (per esempio Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM), versi i contributi alla tua Cassa secondo i suoi regolamenti. Le regole sono sui siti istituzionali delle Casse e su Normattiva nelle leggi istitutive.
Se non hai Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995). L’aliquota 2026 per professionisti senza altra tutela è 26,07% sull’imponibile previdenziale calcolato a principio di cassa. L’iscrizione si fa online sul portale INPS.
Fatturazione, ritenute e IVA per i professionisti
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti, anche in regime forfettario, tramite Sistema di Interscambio. Base legale: norme sulla fatturazione elettronica in vigore e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Se sei in regime ordinario, i clienti sostituti d’imposta applicano la ritenuta d’acconto del 20% sui tuoi compensi (art. 25 DPR 600/1973). Se sei in forfettario non subisci ritenute se dichiari in fattura la relativa norma (art. 1, comma 67, L. 190/2014).
IVA: nel regime ordinario applichi l’IVA secondo DPR 633/1972 e versi periodicamente. Nel forfettario non applichi IVA né la detrai, ma applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro.
Apertura come ditta individuale: quando e come
ComUnica e iscrizioni collegate
Per impresa individuale usi la pratica ComUnica, che accorpa più adempimenti in un’unica trasmissione. Fonte: DPCM 6 maggio 2009 (ComUnica) e istruzioni del Registro delle Imprese – Camere di Commercio.
Con ComUnica: ottieni la Partita IVA, ti iscrivi al Registro delle Imprese/REA, attivi INPS Artigiani o Commercianti, apri posizione INAIL se necessaria. Per attività soggette a SCIA, presenti la pratica tramite lo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune. Fonte: D.Lgs. 222/2016.
Costi tipici iniziali: diritti e bolli Camera di Commercio (circa 88,50–154,50 euro a seconda dell’attività e della provincia), diritto annuale CCIAA da versare l’anno di apertura, eventuale marca da bollo, PEC e firma digitale.
Previdenza per commercianti e artigiani
Iscrizione obbligatoria a INPS Gestione Commercianti o Artigiani (L. 613/1966, L. 662/1996). Nel 2026 i contributi fissi annui sono dovuti a prescindere dal reddito, più aliquote sull’eccedenza.
Commerciante: contributi fissi 4.611,64 euro. Oltre il minimale di 18.808,00 euro versi il 24,48% sulla parte eccedente. Oltre 56.224,00 euro si aggiunge l’1% (25,48% sull’eccedenza ulteriore) per effetto della maggiorazione prevista dalla normativa.
Artigiano: contributi fissi 4.521,36 euro. Oltre 18.808,00 euro versi il 24% sulla parte eccedente. Oltre 56.224,00 euro si applica il 25% per la maggiorazione dell’1% oltre il massimale intermedio.
Se aderisci al regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi artigiani/commercianti. Base legale: art. 1, comma 77, L. 190/2014 e successive istruzioni INPS.
INAIL e sicurezza
L’INAIL è obbligatoria per attività con rischio tutelato dal DPR 1124/1965 (testo unico assicurazione infortuni). Artigiani e alcune attività di commercio con manipolazione merci spesso ricadono nell’obbligo. Verifica il tuo codice tariffa e attiva la posizione in ComUnica.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario
È il regime agevolato per persone fisiche con ricavi/compensi entro 85.000 euro. Riferimento: art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 come modificata dalla L. 197/2022. Uscita immediata se superi 100.000 euro in corso d’anno.
Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, attività non prosecuzione di lavoro dipendente dominato, rispetto ulteriori condizioni della norma.
Reddito imponibile = ricavi/compensi x coefficiente di redditività del tuo ATECO. Non deduci costi analitici. Non applichi IVA e non detrai IVA. I contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito forfettario.
Regime ordinario
Paghi l’IRPEF a scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Si aggiungono addizionali regionale e comunale secondo le leggi locali. Base: DPR 917/1986 (TUIR) e leggi di bilancio recenti.
Applichi l’IVA con regole del DPR 633/1972. Detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. Tieni la contabilità: per professionisti vale il principio di cassa (incassi/pagamenti), per imprese il principio di competenza, salvo semplificata per cassa nei limiti previsti.
Nel regime ordinario puoi dedurre i costi effettivi e ammortizzare beni strumentali. Le ritenute subite riducono l’IRPEF da versare.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in 60 secondi
Se vendi beni o assumi dipendenti o hai un negozio fisico/online, sei impresa: apri ditta individuale con ComUnica, INPS Commercianti o Artigiani e, se serve, INAIL.
Se offri servizi intellettuali in autonomia, senza organizzazione di impresa, sei professionista: apri con AA9/12 e iscriviti alla tua Cassa se esiste, altrimenti alla Gestione Separata INPS.
Se gestisci campagne ADV per clienti con struttura minima (solo laptop), di norma rientri tra i professionisti. Se apri un’agenzia con personale, locali o magazzino, diventi impresa.
Fatturato atteso sotto 85.000 euro, pochi costi e acquisti con IVA? Forfettario. Fatturato alto e tanti costi/IVA da detrarre? Ordinario. Hai negozio o laboratorio con investimenti? Valuta ordinario.
Hai dubbi sul rischio INAIL o su SCIA? Verifica su SUAP comunale e sul DPR 1124/1965. Se l’attività usa macchinari o comporta rischio fisico, l’INAIL di solito è obbligatoria.
Adempimenti ricorrenti e scadenze principali
Imposte e contributi
Acconti e saldo IRPEF o imposta sostitutiva: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre, salvo proroghe di legge. Le addizionali seguono il saldo.
INPS Gestione Separata: versi con saldo e acconti insieme alle imposte. INPS artigiani/commercianti: quattro rate dei contributi minimi (maggio, agosto, novembre, febbraio dell’anno successivo) più conguaglio su reddito con saldo/acco.
IVA e comunicazioni
Liquidazioni IVA mensili o trimestrali in ordinario. Comunicazioni periodiche e dichiarazione annuale IVA secondo DPR 633/1972 e provvedimenti attuativi. Operazioni estere via fattura elettronica e flussi transfrontalieri secondo le regole vigenti.
Fattura elettronica tramite SDI per tutti. Conservazione digitale a norma per 10 anni secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Fonti normative di riferimento
Art. 35 DPR 633/1972 (inizio attività IVA); DPR 917/1986 (TUIR); DPR 600/1973 (accertamento e ritenute); L. 190/2014 e L. 197/2022 (regime forfettario); L. 335/1995 (Gestione Separata INPS); L. 613/1966 e L. 662/1996 (Artigiani e Commercianti); DPCM 6 maggio 2009 (ComUnica); D.Lgs. 222/2016 (SCIA); DPR 1124/1965 (INAIL). Le versioni aggiornate sono consultabili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e INPS.
| Scenario | Adempimenti di apertura | Previdenza e contributi 2026 | Fisco e IVA | Tempistiche e costi |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista con Albo (es. medico/avvocato) | AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta ATECO; scelta regime; PEC e domicilio digitale | Cassa professionale di riferimento; aliquote e minimi secondo regolamenti della Cassa | Forfettario 5%/15% senza IVA o ordinario con IVA e ritenute 20% sui compensi | IVA immediata; costi iniziali bassi; tempi 1 giorno; nessun diritto CCIAA |
| Libero professionista senza Albo (es. copywriter/consulente) | AA9/12; scelta ATECO; regime fiscale; PEC | INPS Gestione Separata: 26,07% a cassa sul reddito; niente minimi | Forfettario o ordinario; in ordinario ritenuta 20% dal cliente sostituto | Attribuzione P.IVA in giornata; nessun costo CCIAA; marca da bollo se forfettario |
| Ditta individuale commerciante (negozio o e‑commerce) | ComUnica: P.IVA + Registro Imprese/REA + INPS Commercianti + eventuale INAIL; SCIA al SUAP | Contributi fissi 4.611,64 € + 24,48% oltre 18.808 €; +1% oltre 56.224 € | Forfettario o ordinario con IVA; diritto annuale CCIAA dovuto | 3–5 giorni; diritti e bolli CCIAA 88,50–154,50 €; PEC e firma digitale |
| Ditta individuale artigiano (laboratorio, edilizia, riparazioni) | ComUnica: P.IVA + Registro Imprese/REA + INPS Artigiani + INAIL; eventuale SCIA | Contributi fissi 4.521,36 € + 24% oltre 18.808 €; +1% oltre 56.224 € | Forfettario o ordinario con IVA; possibile riduzione contributi 35% se forfettario | 3–5 giorni; costi CCIAA simili; eventuali abilitazioni tecniche |
| Impresa di servizi di marketing/ADV con struttura organizzata | ComUnica; Registro Imprese; INPS Commercianti; eventuale INAIL; SCIA se prevista | Contributi commercianti come sopra; valutare posizioni per dipendenti | Spesso conveniente ordinario con IVA per detrarre costi; forfettario se costi bassi | 5–7 giorni con SCIA; costi CCIAA e oneri strumentali |
FAQ
Devo aprire come libero professionista o come ditta individuale se faccio attività digitali (copywriter, social media, ads)?
Se offri prestazioni intellettuali personali, senza un’organizzazione di mezzi e persone, rientri di norma tra i professionisti (art. 2222 c.c.). Esempi: copywriter, social media manager che lavora da solo, consulente ADS che fattura consulenze e gestione campagne con strumenti propri. In questo caso apri Partita IVA con modello AA9/12 e ti iscrivi alla Gestione Separata INPS se non hai Cassa. Se invece crei un’agenzia con dipendenti o collaboratori stabili, un ufficio e una struttura organizzata per erogare servizi, stai svolgendo attività d’impresa (art. 2082 c.c.). In questo caso apri ditta individuale con ComUnica, Registro Imprese, INPS Commercianti e, se serve, INAIL. Quando l’attività è borderline, valuta elementi concreti: presenza di magazzino, personale, contratti standardizzati, uso di beni strumentali significativi, rischio d’impresa. Questi fattori spostano verso l’impresa. Ricorda: il codice ATECO deve riflettere l’attività prevalente; puoi aggiungere codici secondari per servizi accessori.
Quali sono tempi e costi reali per l’apertura nel 2026?
Per il professionista l’attribuzione della Partita IVA con AA9/12 è immediata. I costi vivi sono bassi: eventuale marca da bollo, PEC e, se ti affidi a un intermediario, il suo onorario. Per l’impresa individuale, i tempi tipici vanno da 3 a 5 giorni lavorativi. Con ComUnica attivi Partita IVA, Registro Imprese/REA, INPS e, se necessario, INAIL. I costi amministrativi includono diritti e bolli Camera di Commercio (circa 88,50–154,50 euro secondo attività e provincia), diritto annuale CCIAA, PEC obbligatoria e firma digitale. Se l’attività richiede SCIA, la presenti al SUAP e puoi iniziare subito, salvo controlli successivi (D.Lgs. 222/2016). Se servono abilitazioni tecniche o requisiti professionali (es. autoriparazioni, estetista), aggiungi tempi per attestazioni e iscrizioni. Pianifica anche il capitale iniziale per beni strumentali, cauzioni, canoni, software e assicurazioni professionali.
Come si calcolano i contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti? Posso ottenere la riduzione del 35% se sono in forfettario?
I contributi hanno due componenti: fissi e percentuali. Per i commercianti nel 2026 i fissi sono 4.611,64 euro. Per gli artigiani 4.521,36 euro. Se il reddito eccede 18.808,00 euro, versi anche una percentuale sull’eccedenza: 24,48% per i commercianti, 24% per gli artigiani. Se superi 56.224,00 euro, si applica una maggiorazione dell’1% sull’eccedenza ulteriore (25,48% e 25% rispettivamente). Le basi normative sono nella L. 613/1966, L. 662/1996 e nei decreti annuali del Ministero del Lavoro e circolari INPS. Se aderisci al regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti alla Gestione Artigiani/Commercianti. La base è l’art. 1, comma 77, L. 190/2014. La riduzione si applica sia ai minimi fissi sia alla quota percentuale. Attenzione: la riduzione abbassa anche il montante contributivo per la pensione. Valuta l’impatto previdenziale prima di aderire. La domanda si presenta all’INPS, di norma entro l’inizio dell’anno o all’apertura della posizione.
Posso operare in regime forfettario con e‑commerce o acquisti/servizi esteri? Come funziona l’IVA con OSS/IOSS?
Il regime forfettario è compatibile con e‑commerce diretto o indiretto se rispetti i requisiti di accesso (ricavi entro 85.000 euro e assenza di cause di esclusione). In forfettario non addebiti IVA in Italia e non detrai l’IVA sugli acquisti. Con vendite B2C intracomunitarie, l’IVA segue il pacchetto e‑commerce UE: puoi usare lo sportello unico OSS per dichiarare e versare l’IVA dovuta nei paesi dei clienti, anche se in Italia sei forfettario, perché l’OSS riguarda l’IVA estera. Per vendite a distanza di beni importati sotto 150 euro, valuta IOSS. Le regole derivano dai regolamenti UE recepiti in Italia con decreti attuativi (ad esempio D.Lgs. 83/2021) e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per acquisti di servizi da estero (es. pubblicità online), applichi l’inversione contabile se dovuta: anche in forfettario devi integrare e versare l’IVA italiana quando sei debitore d’imposta. Restano esclusi dalla detrazione. Conserva le e‑fatture e le integrazioni a norma. Verifica inoltre gli adempimenti doganali per vendite extra‑UE.
Quali sono gli errori più comuni all’apertura (ATECO, SCIA, Casse) e come rimediare?
Errori tipici: codice ATECO errato o troppo generico, mancata SCIA per attività soggette, scelta previdenziale sbagliata, dimenticanza di INAIL. Un ATECO errato può comportare gestione previdenziale errata o coefficienti forfettari non corretti. Puoi rimediare così: per professionista, invia un modello AA9/12 di variazione per aggiornare ATECO o regime (art. 35 DPR 633/1972). Per impresa, invia una pratica di variazione con ComUnica al Registro Imprese. Se hai omesso la SCIA, presentala subito al SUAP: la segnalazione consente l’avvio immediato, ma il Comune può controllare e sanzionare ritardi. Se hai sbagliato previdenza (es. iscritto alla Gestione Separata ma eri commerciante), regolarizza con INPS chiedendo la riclassificazione e versando differenze con eventuali sanzioni ridotte in ravvedimento. Per l’INAIL, apri la posizione appena accerti l’obbligo (DPR 1124/1965) e comunica l’inizio attività per evitare sanzioni. In ogni caso conserva la documentazione e motiva gli errori in eventuali istanze di autotutela agli enti.
